Les femmes d’Alger

19 giugno 2015 ore 17:47 segnala
Era umida… come la notte, alla ricerca di un disperato appiglio, alla ricerca di una spiegazione plausibile, una conca bastante di calma ed oppio, un surrogato di nemesi, un profondo intreccio di scusanti e malgrado tutto, risultanti tutte allo stesso modo ugualmente insufficienti. Struggendosi singhiozzava in silenzio, inconsciamente gravida di speranze e… di altro il suo singhiozzo appena percettibile, un flebile sussulto che ne tradiva l’apparente calma, che mi strappava dal futuro intenzionale, dalle normali diatribe della vita di ogni giorno, dai sogni e dalle presunzioni, dalle grandi speranze che sonoramente precipitano su piani freddi e reali. La pioggia era la terza incomoda, io, lei e la pioggia a spron battuto, eccessi e decessi di intenzioni falcidiate nostro malgrado. Certo, restava quella settimana, sua sponte, volle che la terza non dovesse più intralciarci e così da un caldo umido passammo ad un caldo torridamente appuntito ed acuto. Una volta o l’altra perderò e sprecherò il tempo altrui nel descrivere pregi e difetti di una palla di lardo divenuta una palla e poi un cristiano, soprattutto in relazione a determinati processi psico-fisici che restano sconosciuti ai più. Un giorno impegnerò la mia scarsa volatilità e la mia becera volubilità in codesta descrizione ma per adesso si prenda la mia parola come facto.

Era il momento dell’ascolto dell’io e dello sprofondo, forse solo dello sprofondo, il più avvilente, il più subdolo, ultimo atto primario di una fine neppure iniziata. Non so quanto fiato occorra per una litania ma cinque volte al giorno cinque mi era venuta a noia, nemmeno insofferenza... semplice noia. Dall’alto, sulla sommità del cantiere, novantacinque piani più in basso tra ruspe, gru e calcestruzzo vibrato mollai il mio sguardo e annusai la terra e la polvere di cemento. Stavo su di un tetto più alto del solito, guardi in su e puoi leccare il cielo con uno starnuto. Avevo moltissimi interrogativi da porle, uno tra tutti… perché cazzo fossimo dovuti salire sino in cima al cantiere lungo scale precarie e travi pericolosamente acuminate. E poi perché cazzo Sali se soffri di vertigini? Già… mi sono appena risposto ma la cosa non mi consola, non lenisce il mio senso di indisponenza e per quel che serva, ho pensato a mille cento mille modi alternativi di impegnare i mie polmoni, non dico in modo o maniera più costruttivi… solo diversi. Se nel caldo torrido e minimamente umido il materasso ad acqua sciaborda ogni volta che ci si provi a spostare, gli schiocchi della massa d’acqua ed il gorgoglio continuo, sognavo sempre di essere un naufrago in/su un mare di merda. Per questo motivo dalla notte appresso dormii per terra.

Esistono solo intenzioni perfette, tutto il resto è ciò che (ci) caratterizza… stabilire con quale influenza questo poi incida sulle nostre suddette e perfette intenzioni è cosa nota e lapalissiana. Stavo male quel giorno ma mai male come mi sento adesso. Mio malgrado, appunto, perché le suddette fottute intenzioni siano sempre perfette ho mancato il mio consono rendez-vous di fine settimana, mio malgrado non ho fatto di necessità virtù e mio malgrado tutto il conseguente non è servito a farmi stare un po’ meglio o solo un po’ più in pace con me stesso. Il problema è conservare di se stessi la stima o forse una parvenza della stessa anche perché a volte sono solo frammenti, schegge superstiti, brandelli… debris… heart debris.

It's like a rain, maybe it's raining and I don't get the real sense of this. If I can't be so happy without you my dear, if I can't hold you close every time I'm here, every time I'm feeling alone, all the time I'm feeling blue every second of the day. Già sono constatazioni banali eppure rifarsi ad un unico ricordo è l’essenza stessa del fallimento, che vi sia un solo ricordo da salvare significa che paradossalmente nulla sia da salvare invero. Somebody sings under the same old rain, sometimes expecting the world to change and those old bad things to come to an end, finally, definitely. I'm gonna be on my way and this is a fact, I can't change things the way they are now, I can only get into the flow and see where the same river I swim into will bring me. Sì a volte è solo lieve brezza alter volte è burrasca ma il nocciolo non si ammorbidisce, non viene alterato dai tarli e dai vermi. Maybe to the sea, maybe to rocks, maybe to the last waterfall. It's gonna bang, I’m gonna end, one thousand and one thousand more pieces, little pieces, bloody and dirty, this is what happen when the heart explodes. E il dolore? Il dolore a mollo nel secchio come il resto, il freddo che brucia lenisce ogni sensazione, stronca il lavoro infinito di ogni più piccolo terminazione nervosa. Non è certo un po’ di ghiaccio a distruggere l’intento, semmai il rischio è quello di annacquare un buon bourbon e per quello, cazzo, non ci sono scusanti.

Feel no pain, feel the blue, feel no shame, feel there's a lot more to tame and maybe some other thing, one or two, to understand. After all this time, we still are on, new dates, new concerts, new project and what… I don’t feel any different, any worse or ant better, of course this is relating only about me but not about how others see me anyway. With all due respect I truly don’t fucking care about so I let the go outta here while I keep reading my new papers, my new fresh daily papers my gorgeous secretary brought in. she needs a rise I think and maybe in a couple of weeks she well be greeted by this news, nothing difficult, I think, I want I give. Well there are lots of people around this office anyway working day by day, writing, setting up things, interviewing the world and so on as well as for all I’m concerned there are green blue aliens in a fucking mother ship ready to blast whatever on their path to conquest this planet. A good war could be a nice idea to raise and collect spirits of the old economy but I sense some greens aren’t aliens at all. So should I wait to execute the program? New schedules appear on my video, so many things to do and yet I think I don’t even know the first of these person I have to meet, whenever I will get my personal and best side to accomplish these, all these things.

Proponeva un’interessante dissertazione collegata in modo più o meno esplicito ad un discorso ben più subdolo ed occulto, spazzò via, seppur in modo temporaneo, quella nebbia fisiologica che per la maggior parte del giorno mi ottenebrasse la mente. Questo perché prima di tutto e prima del resto, il giorno inteso come sequenza di ore Luciane, sono quanto di peggio possa accadermi e non è solo un fatto di fotosensibilità, nutro infatti una profonda avversione verso luce ed alle attività ad essa connesse. Perché la parte più dura è sempre quella alla quale non si è ancora pensato, qui, lì, dove… non importa, spegni le luci, rovescia i tavoli, spegni quella fottuta testa di cazzo perché non c’è nulla per cui valga la pena dannarsi, nulla qui per cui aspettare, nulla per cui sperare. Bad times good times, bloody amusing is it not? Watching the ocean by that little plane window, it seems so dark blue, so endless and so peaceful, it seems or so it is. She brought me cold water twice, yet I’m thirsty, yet I’m high, yet I try hard and remember what was my purpose was in order to take this trip in aereo, nulla era stato pianificato eppure le cose accadono e così vedevo l’oceano, far conversations, butterflies in my stomach and nothing in my head, I had too much water and I feel I’m letting myself down for good once in a while. Ma non riesco a dormire, cazzo non dormo sulla terra ferma in un letto, che differenza vuoi che faccia essere in aereo… Light’s moving fast, plane’s faster as well, we’re travellin’ through time and space and yet I feel I never left my couch. Just to put things in order, yet I recall some of those words, difficult to define them anyway, white ink on white space, white mind no reason to come home, no reason to be far, no reason to reason at all. Credo di doverla smettere con tutta quest’acqua, ci rimetterò un rene prima di decidermi a dirle perché la chiami in continuazione per ordinarle altra acqua.

Non sono abituato a vedere quel viso adesso squadrato, da linee decise, in chiaroscuro a causa di una luce solare che disprezzo profondamente quasi quanto lo stesso volto che adesso è cambiato. Non sono io ma sono io, a volte la tentazione di riaprire l’armadietto del pronto soccorso è quasi irrefrenabile, trattengo a stento l’impellente azione atta, bella questa, a darmi la controprova e la prova e la riprova che alcuni segni restino e non vadano via, allora si occultano al meglio sperando nella beata superficialità ed ignoranza dell’interlocutore. Non sono abituato al mio essere o forse al mio nuovo apparire, al mio attacco semantico, alla mia scarsa lungimiranza alla mia scarsa voglia di resistere e alla mia tremenda debolezza.

She brings me another glass of cold water, plain water but with ice, pain’s receding, I guess it seems so but I perfectly know, in this situations, pain’s only thing I got and pensare di andare avanti è un’idea accettabile ma non del tutto definita nella mia testa già vuota e leggera per l’elio… Suddenly they all think it’s the easiest way, the simpler, the one and only way, la miglior strada, il miglior viatico, la soluzione, move on… I just can’t, world has, words have, you have… I just can’t, I feel like I’m stuck on this plane forever, sky and sea, mixing up some colors, strange fear to fly, strange upside down, here’s the world I knew, there’s the new one, I’m not fit for the new one, I think I’m enough and barely ready to face this way my way, my one way here… what future brings is unknown but non è così difficile illuminare quegli angoli bui in modo efficiente, tentando di nuotare verso la superficie, swimming happily to the shore… there I would sleep, there I would stay, there I would be and never be…

Pensavo che data la mezza stazza persa, scendere a patti con.. come lo chiamava il giudice… ah sì… da quello che sento direi che si tratti (di) spirito alcolico… ecco, con lo spirito alcolico, scenderne a patti pensavo sarebbe stato molto più semplice e invece la stazza non centra nulla, la prossima volta invece di disciogliere nel sangue molecole di alcol dovrei provare con molecole di azoto, certo dovrei aumentare la pressione esterna per simulare diciamo -66 metri sotto il livello del mare e l’effetto sarebbe preponderante ancorché immediato. Molti non ci fanno caso ma l’elio è un gas del cazzo, è un gas inerte e più leggero dell’azoto, e quel giorno ebbi accesso ad un quantitativo non precisato di elio. Molti lo ignorano ma l’elio è un gas del cazzo (e 2) ed è abbastanza costoso, in base al venditore si va dai cinque ai ventidue euro per metro cubo. Ammetto di averne consumato una quantità infinitamente minore di un metro cubo ma sono stati i diciassette euro meglio spesi quel giorno. A te che hai distillato per la prima volta dell’ottimo Bourbon, a te che pur potendo impegnare la tua vita sociale, renderla maggiormente promiscua e/o interessante, hai invece atteso e perso settimane e settimane davanti un alambicco oblungo a sudare e verificare e saggiare, beh… la mia lode e la mia gratitudine. Il mio mondo piatto sarebbe ancor più piatto senza posate e acqua corrente e fragrante, profumatamente liquido bourbon.
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Era umida… come la notte, alla ricerca di un disperato appiglio, alla ricerca di una spiegazione plausibile, una conca bastante di calma ed oppio, un surrogato di nemesi, un profondo intreccio di scusanti e malgrado tutto, risultanti tutte allo stesso modo ugualmente insufficienti. Struggendosi...
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19/06/2015 17:47:37
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Commenti

  1. MorganaMagoo 23 giugno 2015 ore 21:38
    non ti si legge per un pò, e poi te ne esci all'improvviso con queste oscurità...
  2. AllegroRagazzo.Morto 26 giugno 2015 ore 17:12
    Ciao Morgana: non ragiono più in termini di gradazioni cromatiche, scrivere è sempre un aspetto che mi è irrinunciabile, a torto o ragione, che ci si creda o no scrivere è il mio secondo pensiero quotidiano, il problema non è cosa o come scriverlo bensì se scriverlo...
  3. MorganaMagoo 28 giugno 2015 ore 17:04
    scrivi scrivi, io ti leggo.

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