Yes, I’m with the Klan I

12 aprile 2019 ore 12:48 segnala
Perché tutto questo? che importa, in principio sembrava tutto così strano, insomma alquanto inusuale ma adesso non ci si fa quasi più caso. Se si potesse osservare il cielo in condizioni normali ci si potrebbe rendere conto che sia quel lasso di tempo che indichi il principio di un’alba ma non potendo, da qui, farvi affidamento posso solo asserire di essermi svegliato all’alba. Tintinnabulation breaking through the night, so they say, so it goes…

Badando bene a non disturbarla, avevo voglia di fumare e così ho fatto e da quasi due ore è stato un continuo, qui nello studio, qui nella sala, qui sotto le scale, sopra e sotto ogni botola, lungo il ballatoio e nonostante il mio animo sembra vi sia una magnifica luce oggi e guardo in giro ed apparentemente fuori tutto sembra normale forse perché il giorno vero e proprio debba ancora manifestarsi e non dispero… scrivo, annoto, mi interrogo sul fatto concernente l’effettiva utilità di continuare, scrivo ancora, annoto, fumo. Ogni minuto sembra rendermi un’ora, ho dormito troppo ma non secondo gli standard di questo pianeta a quanto pare. Chiudo una prima valutazione in modo davvero efficace, il diretto interessato non la riceverà mai, abbozzo una smorfia e guardo fuori ancora…

We’re asunder, you feel dirty, I’m just sad. Here’s the beldam, here’s where we got to chase, they brought someone new last night, we did some fooling and made our bets. Along the night, I heard him cry, didn’t know who he was, was he a she? Was she a he? But that cry went like forever and inside… here… it grows in echo, it grows and you can’t sleep. I need a forty, so pretty please could you bring me one next time? I truly need a forty and get lost in love with it, so pretty fucking please with sugar on top will you get me one? I’ll pay no matter what, see the bets we had on the new one, we need probably go for eighty-six… have you ever heard ‘bout the deep-six, well, that’s what we need to do sometimes, that’s what we have to came to.

Piove, anima di fulmine felice e tenebrosa si è rimessa definitivamente, mi coadiuva, mi ottenebra, mi fa scrivere di schianto e intanto mentre la sua melliflua bava allaga e tutto occulta e muta e ammorba, i (miei) pensieri o ciò che ne rimane, imbrattano ed impattano sul bianco. I miei, quelli dillusi, privi di linfa e di sangue, sfocati, privi di premura, sanno già cosa fare, cosa elidere da ogni sogno cosa succhiare, dove andare, sanno come ci si accetta e butta via, sanno anche quanto costi lasciare e vivendo, come farsi appena notare e poi annientarsi, sanno e non sanno, credono e temono il mio limite labile, la mia cupa avversione alla linearità. Ciao... scusa se ti ho (fatto) arrecato (male) un danno. Resta in ballo, inizia il ballo, comunque un ballo da tagliare ancora incatenati, anime schiantanti in freddi simulacri ossei, piccola tentazione irriverente solleticante il filo rovente della putrida ovvietà e poi, terribilmente, un volo blasfemo a sbeffeggiare l'abisso. A quanto pare le mie intenzioni differiscono in quanto ad aspettative ma tormentano ed accecano, ingannano e distolgono, covano e speciosamente ti accompagnano. Posso constatarne gli effetti senza poterne calcolare adeguatamente ogni ripercussione, senza avvilirmi in ogni ridondanza ma, avvalendomene, ripercorro ogni strada, ogni taglio sottile affondante tra frazioni e sezioni di materia vascolare ormai spenta, ormai priva di qualsivoglia capillarità.

See those sparks, don’t panic, as (my) will go they (laugh) turn to ash… and hush, baby, hush those ramblings, getting’ harsh, gettin’ rough, getting’ higher while I wish to open fire, a golden tongue rippin’ through the swamp, ash to ash that’s how it ends ev’rytime. Avaunt! Avaunt! There was nothing more to say, there on the field under the moonshine, under the deep rain of red, there, still there rising with the chanting, rising with the hands, four on the left made a circle of dance, four on the right slow steps, all around deep hummin’ just to hush her fears just to let her open the bag.

Asse seconda, a seconda, a sè conta, asseconda e feconda e induce, asse dopo asse, conta dopo conta, frigida rincula e inonda e lo spesso muco dormiente si deforma e poi scuotendosi si crepa e quasi esplode. L'onda congrua finalmente incontra, schiocca e ridonda. Arma cremisi di bianco screziata, volante e feroce e a stento contenuta dagli argini succosi di viola e purpureo trasudanti, intravisti, avvicinati, contesi e poi conquistati ed infine sfregati lentamente… ma poi sempre più velocemente violati. Era solo una timida forma di comunicazione, una impercettibile ed errata computazione tra forza e distanza, tra intento e risultato, tra intelletto fallace e rapide convulsioni cellulari aberranti. Non farti idee strane, il dottore non verrà, non farti idee strane, sei d’un’altra classe e questo è ciò che si farà. Non dovresti trovarti qui, dovresti essere altrove, meglio altrove che qui ripetilo… meglio qui che altrove. Controlla gli spasmi, fattene una ragione, cerca una risposta nel buio nero ed umido in fondo allo sciacquone. Avrai possibilità, forse solo potenziale attitudine a venirne fuori ma del resto nulla (ti) era dovuto. Mettiti l’anima in pace il dottore non verrà oggi.

Piove come in un lungo sogno e per un momento quel dolore striato ma non pulsante, costantemente intermittente, assalente i (miei) nervi costretti e schiacciati in vincoli ossei martorianti il mio volere, che ribalta in un istante l'animo o ciò che sembri esserlo in essenza, si attenua e si piega. Un piede in acqua un piede nella sabbia, c'è una linea che passerà mai. Essa appare, appare dividere in mezzo il tutto, si crede di potervi arrivare ma resta come in nuce, sempre lontana incurante del tempo e nonostante l'accumularsi dello stesso distante, inappropriata, lurida nella sua semplice concretezza. Un piede nella sabbia, un piede nell’acqua, avanzi, cadi, avanzi, cadi, avanzi, muori perché non c’è più corda, non esiste l’uscita di scorta, non esiste un'altra strada parallela che svicoli per te gli ingorghi e gli imbrogli. Un piede nella sabbia, un piede e basta, l’altro giace ormai preda di fameliche presenze. Ciao... non riesco a comprenderti, usiamo un linguaggio comune ma differente nelle articolazioni, nelle intenzioni, nelle parole, nei toni e nei modi, devi aiutarmi a reciderti, mi sosterrai divellendomi un giorno, piango per rimuoverti nel lasciarti incidermi e amandoti morendo ti sussurrerò di decidere quale e quanto sia il tempo che serva, quello che possa considerarsi adeguato. Andrebbe perso, dovrebbe perdersi, ogni singola fibra di ciò che comprendi essere affinché questa turbolenza possa finalmente divampare ed in essa trovare approdo, divenirne parte, stessa sostanza, invisibile.

Spittin’blood all over my birthday cake, someone told me I’d have some nervous seizures but how comes… they should fix the hole in my brain, I’m leaking, see it down my nose, taste it all along, it’s what hidden in my brain and the blood and it flows. Get me to pawnshop I’ll return my case, I need something more adaptive and assertive, I need the main key to be unleashed, oh just sing the way it is, oh just mourn all that was and be. Let the drought grows until the land get open and it’s possible to see right to the embouchure. It’s a long rip you need your strength, it’s a bad trip you need to breath acetaminophen all the way around, it could stink but with it you’ll have a better ground. Need to find the right bayou, there’re many hidden, rising, boilin’up but just one is what you need to come across and you’ll find those bleachers so you know you can’t be wrong.

Piove e niente non è mai stato così vicino, è difficile farne parte, facile ottenerne l'oblio, niente resta abbastanza presente niente... che è ancora la massima aspirazione immaginabile ma non per questo così ineluttabilmente applicabile. Mastico le mie sinapsi, piccole nocciole di follia, anima di fulmine, ormai fuori binario, irraggia e cuoce e vilipende e io la lascio fare perché in fondo l'aspettavo. Solide menzogne umide addensano ogni recalcitrante rivelazione. Attecchiscono sfolgoranti e proliferano come gameti alieni e voraci. Ascolto solo quel brusio delle piccole parti lacerate e sfrigolanti. Ciao... solo un cenno, basta un avverbio, basta un altro canto che si avvinghi e contamini, è necessario, sarebbe necessario che tu capissi quanto sia inopportuno il mio indugiare. Ho speso ogni minuto in grandiosi archi di caduta, ho affinato ogni più improbabile traiettoria e adesso basta la tua incoerenza a legare ogni altra trama prima che ogni singola maglia esploda. Che effetto che otterresti se mi aiutassi. Niente sarebbe ritorto, nulla resterebbe vano ed intentato perché la mia volontà è zero e al contempo persiste e affonda verso l'assoluto a me tanto caro, a me così protendente, lascia che mi si insinui sotto ogni substrato, che viaggi sotto la pelle, lascia che sclerotizzi e che assottigli ogni membrana e che infine si espanda e distrugga ogni più infinitesimale brandello di cellula.

Infection, starts slow, it's a reddish stain and brings warm, then it spreads 'cos wounds are still open and without advice but enough to heal, they get even worse. It's the old way I'm used, it's the only way I can’t control. Pull the plug and let it burns, let it bleeds until I'm done. Words are leaves, words are breath, words are stones within or without any interest, nobody will notice, nobody would wait and tell you the truth nobody should, I would, it's a bad place the one I go, it's hell of a pain to keep it or let it go.

Piove o sono (solo) io a dissanguarmi e sentire tutto il caldo che viene, un blocco gelido in una morsa fluida che scioglie ogni paura e morde sfilacciando, slabbrando ogni tessuto di realtà. Trattenute divellenti intaccano la mia abilità cognitiva in forzature ossimoriche persistenti, il pensiero è l'infezione che tento di arginare, il riflesso affilato che trancia ogni aspettativa distopica nel domani. Doxy è alla porta, non si muoverà da là. Attende ed affila, fila e vomita, studia e brucia, da lì non si sposterà. Evidentemente… Sono solo basse note di basso, il basso che è nella tua anima. Le tue dita sottili fendono l'aria e urticano ogni corda, ognuna quindi vibra perché ancora comandi e veleggi mantenendo a distanza il vuoto siderale. Pensai fosse la cosa migliore in tutto l'universo, una larga vena d'azzurro aprire, sul verde più esterno, lingue uncinate ed irriverenti cromaticamente eccitate. Una sequenza mirabile, successione infinita di riverberi esponenziali accecanti. Sulle creste più instabili vortici tremebondi, sirene mortali, spettri dall'ignoto più profondo vi si accalcano. Il risibile equilibrio sembra restarne immune ma d'improvviso alta s'innalza furente l'alchemica ed impazzisce ogni molecola, riducendo persino il più alto degli spiriti ad una forma colloidale totalmente incapace di risollevarsi, intrappolata e precipitante nell'infinito entropico.

Ambuscade, that was very very simple, damn, got some blood on my trails. Doxy wouldn’t be happy, Doxy will use the bat again and again and again. The apothecary finally gave me some appetency, these are bad times if you ask me… nonetheless I roam, I dig and sometimes I get to break some crumpet. Tintinnabulation breaking through the night, shredding through the silence, slicing, cursing and tearing into dark.

Già… perché ciò che resta è solo l’eco, non persistente ma appena decifrabile, degli ultimi fendenti e macchie eloquenti di battaglie nella seta, conflitti nella polvere nera, guerra e dannazione, occasioni perse, litri di plasma su capezzoli infetti. Quello che resta, quello che c’era, quello che ancora non riesco a visualizzare o capire forse perché piove ed io lascio la presa e piove e tutto resta com’era…
43c02933-658c-44f2-b847-a639420c72bf
Perché tutto questo? che importa, in principio sembrava tutto così strano, insomma alquanto inusuale ma adesso non ci si fa quasi più caso. Se si potesse osservare il cielo in condizioni normali ci si potrebbe rendere conto che sia quel lasso di tempo che indichi il principio di un’alba ma non...
Post
12/04/2019 12:48:55
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote

Scrivi commento

Fai la login per commentare

Accedi al sito per lasciare un commento a questo post.