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WICCA

Alprazolam 30 giugno 2011 ore 07:19

La signora Luisa , viveva nella sua piccola casetta nel bosco, con tanti talismani , amuleti e ingredienti per pozioni magiche, lei era una wicca amante e rispettosa della Natura e dei suoi cicli, insieme al suo gatto Aristippo.
Era bellissima, longilinea con una cascata di riccioli color del tramonto.
Sovente doveva spostarsi dal suo paese per andare a comprare gli ingredienti per le sue pozioni magiche, perché dove abitava non c'era un negozio di magia.
Il più delle volte li trovava nel bosco, ma le serviva la radice di mandragola.
Incamminandosi verso il paese incontrò un omino con un carrettino pieno di lozioni , a detta di lui, miracolose.
La donna si fermò, ma capì subito che erano solo boccette riempite con acqua di ruscello e passò avanti, molto dubbiosa.

Un giorno la figlia del sindaco , cadde in un sonno profondissimo e niente riusciva a svegliarla, così decise di interpellare la " strega" malvista da tutti i suoi compaesani, ma era l'ultima soluzione, perché aveva provato anche la pozione dell'omino con il carretto.
Si avviò verso casa di Luisa, affrontando un lungo tratto nel bosco, aveva molta paura , ma la salute della figlia lo rendeva coraggioso, giunse alla piccola casetta e bussò-"c'è qualcuno in casa?" domandò bussando sul batacchio della porta.
La donna all'inizio rimase in silenzio, nessuno andava a trovarla, era molto titubante.
Il sindaco Genoino continuò a picchiare sulla porta e a chiedere se ci fosse qualcuno, ad un certo punto esclamò "signora Luisa, sono Genoino, ho urgente bisogno di Lei, la prego apra la porta ho davvero bisogno del suo aiuto!"
Luisa, aprì delicatamente la porta e l'uomo fece un balzo indietro vedendo quella piccola casa piena di oggetti, senza nemmeno un granello di polvere.
La donna lo fece accomodare e gli offrì del te al gelsomino con piccoli pasticcini, seduti al tavolo la donna iniziò a parlare sorseggiando il suo te "signor Genoino cosa la conduce fino alla mia umile dimora, deve essere qualcosa di veramente grave!"-" si, signora Luisa, la mia bambina è caduta in un sonno profondo e niente la fa risvegliare, siamo disperati, non sappiamo più cosa fare" lo disse con una voce roca di chi trattiene le lacrime.
"Io vi posso aiutare,ma ho bisogno di denari per comprare gli ingredienti..." non finì nemmeno di parlare che l'uomo estrasse una scarsella piena di monete d'oro "prenda, questo è tutto quello che mi è rimasto, compri gli ingredienti e mi restituisca la mia bambina, la prego signora Luisa!".

La donna prese il denaro e disse "ritorni esattamente tra sette giorni quando ci sarà l'eclissi di luna e io le darò la pozione, mi raccomando deve essere bevuta la notte stessa in cui ve la consegnerò", Genoino anche se impaziente annuì con la testa e congedò la wicca.

Luisa andò al mercatino della magia e comprò tutto quello che le occorreva, mise tutto nella sua bisaccia e tornò alla sua casetta nel bosco.
Accese il camino e ci poggiò un enorme calderone, iniziò a pregare Madre Terra e Madre Luna per ricevere il "potere", mescolò tutti gli ingredienti fino ad ottenere la pozione da lei desiderata.
Ringraziò la Natura, sacrificando parte dei sui lunghissimi capelli e attese che l'uomo tornasse alla sua magione.

Passarono esattamente sette giorni a di buon mattino la donna udì bussare alla porta..."Signora Luisa, è in casa? Apra la prego sono Genoino" picchiando sempre più forte sul piccolo uscio.
La donna lo fece accomodare e come la prima volta offri lui te e pasticcini.
Genoino impaziente e tremebondo bevve in fretta e furia il suo te "allora è pronta la pozione?" domandò - "certo, adesso ve la vado a prendere, ma mi raccomando segua bene le mie istruzioni".
La donna lasciò la stanza e si recò nel suo antro magico , prese una piccola ampolla e la consegnò al sindaco che ormai scalpitava dall'impazienza.
"Faccia bagnare le labbra con questa pozione, quando l'eclissi avrà raggiunto il suo culmine, né prima né dopo, questo è molto importante, mi raccomando" estrasse dalla tasca le monete che le erano avanzate,"no, la prego le tenga Lei, se le merita tutte!"
Genoino prese la boccettina e congedò la signora Luisa, con tanto di inchino e convenevoli.

Giunse la sera e il signor Genoino aspettò l'eclissi e al suo culmine fece come aveva detto la wicca, bastarono poche gocce che la fanciulla si risvegliò aprendo i suoi dolci occhini marroni.
L'uomo esterrefatto andò, in piena notte dalla signora Luisa, per ringraziarla.

Nel paese viveva una donna molto cattiva di nome Adelaide , che saputo della magia della "strega", il giorno seguente salì sul patibolo e iniziò a urlare talmente forte che subito si formò un capannello di persone "la strega ha invaso la nostra città, deve morire, va contro la nostra religione è Dio che ha fatto il miracolo non lei!" e la folla eccitata urlava " si, al rogo la strega malvagia, adoriamo Dio, al rogo , al rogo...!"
Muniti di forconi e bastoni andarono a casa di Luisa e dopo aver sfondato la porta la prelevavo dal suo letto legandole i polsi con una funicella "Tu, figlia di Satana, sarai punita per l'inganno in cui hai tratto il povero sindaco, non meriti di vivere".
La donna, ancora con la veste da notte ,fu trascinata nella piazza e dopo un frugale processo si decise per la sua punizione.
Le persone urlavano "al rogo la strega...al rogo la strega...!" innalzando i loro forconi al cielo.
Genoino tentò di difendere quella brava donna che aveva salvato la sua adorata figliola, ma nessuno gli diede ascolto.
La donna fu condotta nelle segrete e dormì al freddo su un giaciglio di paglia umido.

La notte stessa gli abitanti del paese fecero una grande pira con un palo , al quale venne legata la povera Luisa.
La mattina, all'alba, prima dello spuntare del sole, arsero la donna.
Mentre la donna bruciava viva, si udì un urlo un fumo bianco uscì dal suo corpo e andò dalla signora Adelaide e la trafisse come un dardo, uccidendola.

Entrambe le donne morirono e la piccola casa della wicca rimase li a prendere polvere.

Non si parlò mai più di Lei, solo Genoino continuava a portarla nel cuore, perché la figlia non solo era guarita, ma sposandosi aveva avuto una bella bambina che aveva chiamato Luisa, proprio come la wicca.
In realtà era la donna stessa che si era incarnata in una nuova Vita.

La vostra affezionata
tuxiana
:cuore
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30/06/2011 07:19:21
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Commenti

  1. Yer.ma 30 giugno 2011 ore 08:27
    Una favola...ecco cosa ci vuole per iniziare bene la giornata, grazie!
  2. Alprazolam 30 giugno 2011 ore 09:10
    @Yer.ma grazie a te per il commento :-)
  3. writer65 01 luglio 2011 ore 18:15
    A mio parere, qualcosa di più di una semplice fiaba per bimbi...
    Ricostruisci molto bene un ambiente: quello agreste e, in particolare, il bosco, da sempre e in ogni fonte storica e letteraria luogo simbolico e magico per eccellenza...
    E pulsa anche un lacerto della società d'autrefois, con i suoi ancestrali riti e le sue ataviche superstizioni...
    Rendi viventi quegli ambienti e quelle creature: brava!
    Kisses, Cla
    P.S. Non è che la virtuosa figura della Wicca Luisa, con il suo micio Aristippo e la sua fulva cascata di capelli, contenga qualche aspetto...autobiografico? O è solo una mia sensazione?
  4. Alprazolam 01 luglio 2011 ore 20:08
    @Cla...tutto può essere...:-)))
    grazie per il commento, ma te sei troppo clemente con me!
    baci, baci
    :batakiss
  5. writer65 01 luglio 2011 ore 22:35
    Già, tutto può essere... ;-)
    No, non sono "clemente": sono obiettivo!
    Kisses, Cla

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