La piccola Michelle...

12 luglio 2019 ore 21:00 segnala
Era un bel giorno di fine estate.Sulla spiaggia deserta vagabondava solo il vento,giocando con i gabbiani ormai sazi dopo una pesca abbondante.Era un'ora tra la luce e il buio,un'ora tra il passato e il futuro,quando il sole e la luna si incontrano da qualche parte segreta,e il cielo,assume un bagliore misterioso.Quella,era l'ora preferita di Michelle.
Aveva 13 anni,e si recava spesso su quella spiaggia a parlare con il mare.Non aveva amiche intorno a sè e coloro che la frequentavano non riuscivano a comprenderla,a cominciare da sua madre.Natalia era una donna giovane,spensierata,non aveva alcuna intenzione di stare dietro a una ragazzina pervasa da pensieri filosofici.
''Bisogna essere realisti e vivere ogni momento al massimo''le diceva.
''Non c'è tempo per i sentimenti,o per porsi domande tanto difficili sulla vita,l'amore,la felicità;sono soltanto i risultati che contano''.
Eppure,quando stava di fronte al mare,a Michelle sembrava così facile rispondere a quelle domande.La vita per lei era un viaggio,non un punto d'arrivo.
Il mare era l'unico suo amico.Se ne stava lì,davanti a lui,per ore e ore,a parlare e vagare nell'immensita.Esso conosceva tutte le risposte;bastava ascoltarlo attentamente.
Quel giorno la piccola Michelle aveva una particolare richiesta da fare.
''So che nella nostra vita''disse,''abbiamo diversi compiti da svolgere.Nutrire il nostro corpo e la nostra anima sono i principali.Io so di poter contare su di me.Sono sicura di non avere nessuna difficoltà a raggiungere i traguardi che mi si presenteranno.Ti chiedo,però,di mantenere accesa la luce nel mio cuore,e di far si,che abbia sempre amore intorno a me.''
Il vento prese le sue parole e le porto lontano,oltre l'orrizzonte.
All'improvviso,sentì un'energia incontrollabile crescere dentro di sè,il cuore traboccare di felicità.La risposta era arrivata,e Michelle si sentì finalmente al sicuro.Non sarebbe più rimasta sola.


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Era un bel giorno di fine estate.Sulla spiaggia deserta vagabondava solo il vento,giocando con i gabbiani ormai sazi dopo una pesca abbondante.Era un'ora tra la luce e il buio,un'ora tra il passato e il futuro,quando il sole e la luna si incontrano da qualche parte segreta,e il cielo,assume un...
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Uno spicchio alla volta..

26 giugno 2019 ore 00:22 segnala
È vero...abbiamo tutti un lato oscuro, ma non è vero che non lo mostriamo a nessuno.

Lo mostriamo a chi lo illumina, chi non lo giudica, chi ci trasmette fiducia, chi...poco alla volta, con pazienza e dedizione, non ha paura di scoprilo.

Anche la luna...si mostra uno spicchio alla volta, fino a raggiungere il suo massimo splendore...grazie al calore del sole.

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È vero...abbiamo tutti un lato oscuro, ma non è vero che non lo mostriamo a nessuno. Lo mostriamo a chi lo illumina, chi non lo giudica, chi ci trasmette fiducia, chi...poco alla volta, con pazienza e dedizione, non ha paura di scoprilo. Anche la luna...si mostra uno spicchio alla volta, fino a...
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Il rancore partorisce violenza

26 gennaio 2019 ore 01:46 segnala
Non c'è sofferenza più grande di quella interiore.Comincia da quando siamo nati,è finisce con la morte.
A volte è così insopportabile che non riusciamo più a contenerla.Abbiamo bisogno di reagire.Non importa come,non importa verso chi,l'importante è buttarla fuori da noi.
Il rancore partorisce violenza.
Ci chiediamo''Perchè dobbiamo stare così male?Noi non meritiamo tutto questo dolore,vogliamo essere felici''.
La nostra mente oppressa da genitori,insegnanti,regole,punizioni,può scoppiare da un momento all'altro e fare cose immaginabili,fuori dai canoni della nostra comprensione.E noi cerchiamo ancora il movente,restando inorriditi e confusi davanti al fatto che una figlia uccida la madre o una madre uccida la figlia..oppure il marito sua moglie..Riempiamo i telegiornali di notizie strazianti,cercando di capire;consultiamo gli psicologi e continuiamo a chiederci:''Ma qual'è il movente?''
Guardiamoci intorno,e lo troveremo anche da soli.Una società costruita sulla schiavitù non è un movente plausubile?Se persino colui che è considerato rispettabile riesce a uccidere persone innocenti,nessuno è più al sicuro;siamo tutti potenziali omicidi.Questa è la verità.Ma è anche vero che questa società l'abbiamo costruita noi,è così che ci piace!
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Non c'è sofferenza più grande di quella interiore.Comincia da quando siamo nati,è finisce con la morte. A volte è così insopportabile che non riusciamo più a contenerla.Abbiamo bisogno di reagire.Non importa come,non importa verso chi,l'importante è buttarla fuori da noi. Il rancore partorisce...
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Cari adulti, fermatevi un attimo...

19 dicembre 2018 ore 09:10 segnala
In una mano teniamo un cartello con su scritto, in caratteri cubitali, VALORI. Con l’altra accusiamo gente di cui nulla sappiamo, e che vive una tragedia, di non averne. Ma neanche ce ne accorgiamo.

Con un orecchio ci scandalizziamo dei testi del rapper del momento, con l’altro ci godiamo Clapton che parla di cocaina,i Velvet Undergound che preferiscono l’eroina, i Beatles coi loro deliri psichedelici, Vasco che parla di cocacola (si, senz’altro), negri e troie. Ma non ce ne accorgiamo.

Con la stessa bocca con cui parliamo di esempi, da ragazzi abbiamo cantato brani di persone che si sono sparate in bocca, sono morte strafatte soffocate nel proprio vomito, sono morte di overdose. Ma non ce ne accorgiamo.
Mettiamo il nastro nero, la candelina, gli hashtag... e poi andiamo sulla china terrificante del “se la sono cercata”. Ma non ce ne accorgiamo.

“Io mio figlio non lo avrei mandato”. “Ma li hai letti i testi di quello?”. “Ma lo hai visto in faccia quello?”.

Non avete capito nulla. Non sapete neanche dove state puntando quel maledetto dito indice.

Ora però ve la racconto come l'ho vissuta io..
Mercoledì mi chiama uno dei miei alunni, diversamente abile. Il mio gigante buono, Giammi.So quanto a lui piaccia stare tra la gente, ai concerti, ad ascoltare musica. So quanto ami i ritmi della musica rap. Lui è molto più sociale di me, e pure molto meno snob di me per quanto riguarda la musica.Concerto a Corinaldo,Sfera Ebbasta,il suo educatore disponibile ad acompagnarlo..
Sabato mattina mi sveglio alle 8.00.. e mi ritrovo davanti a un'infinità di post con lo stesso tema: sono morte sei persone, è successa una tragedia. Ed è successa in quella discoteca, proprio quella lì. I nomi delle vittime non ci sono ancora. Scrivo alla mamma di Giammi, ma la sua ultima connessione è alle 4 di notte... Intanto iniziano a fioccare i messaggi nella chat di gruppo dei professori..La preoccupazione è tanta...
Nel corso della giornata riesco a sentire l'educatore che lo ha accompagnato, che è ricoverato in ospedale, poi la mamma. Mi raccontano di come il mio meraviglioso ragazzone sia stato bravissimo, di come sia riuscito a cavarsela senza panico. Mi raccontano di come l'educatore abbia stretto i denti per non svenire, per poi lasciarsi andare quando ha visto che Giammi era al sicuro. Mi raccontano di come l'educatore, appena ripresosi, abbia subito chiesto di Giammi, che era lì e lo ha tranquillizzato.

Questa è una delle tante storie. Ce ne saranno centinaia. Storie di persone normali che volevano solo passare una serata con gli amici, a divertirsi con un po' di musica. La storia di due ragazzi che si sono aiutati a vicenda. Una storia di "ragazzi di oggi", quelli di cui si parla troppo spesso con tanta leggerezza.
Il mio gigante buono ne è uscito senza un graffio, e oggi mi sorrideva mentre stavo cercando un dialogo... Ogni tanto usciva una frase su quanto successo, ma è una roccia e starà bene. Lo faremo star bene.L'educatore ha dimostrato professionalità, cuore, coraggio, forza.
Ho il cuore straziato nel vedere ragazzi che adoro, di solito sorridenti, sereni, felici... girare a testa bassa, coi sorrisi spenti. Oggi mi sento inadeguata come si sente ogni adulto di cui ho incrociato lo sguardo: abbiamo studiato, letto, visto il mondo, fatto esperienze... ma cosa abbiamo da dire oggi ai ragazzi?
Ragazzi noi ci proviamo a difendervi. Ci mettiamo tutto quello che abbiamo dentro per vedervi sorridere. Vi amiamo, tutti, e vorremmo far splendere il sole per voi, sempre. Ma non possiamo controllare tutto. Non siamo così forti e infallibili.
Tanti di voi sono stati eroici quella notte. Tanti di voi hanno finito l’età dell’innocenza nel modo peggiore.Tanti di voi hanno pure insegnato qualcosa a tanti di noi. Io oggi vorrei solo abbracciarvi tutti e piangere con voi.

Cari adulti, fermatevi un attimo e riflettete. Non avete la verità in tasca, quel dito lo state puntando a caso. Non sarebbe forse meglio stringersi intorno a chi ha subito questa tragedia immane? Alle famiglie di quei ragazzi e di quella mamma, a loro dobbiamo pensare. E forse dovremmo smetterla di offendere il loro dolore puntando quel dito maledetto!!!


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In una mano teniamo un cartello con su scritto, in caratteri cubitali, VALORI. Con l’altra accusiamo gente di cui nulla sappiamo, e che vive una tragedia, di non averne. Ma neanche ce ne accorgiamo. Con un orecchio ci scandalizziamo dei testi del rapper del momento, con l’altro ci godiamo Clapton...
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19/12/2018 09:10:45
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Stronzo di un Pietro

30 novembre 2018 ore 22:49 segnala
C'era una maestra che insegnava alle elementari. La maestra tra gli altri alunni ne aveva uno che era veramente uno stronzo, una immane testa di cavolo, che si chiamava Pietro.
La maestra non faceva altro che urlare sempre a Pietro durante le lezioni: “Mi farai morire di crepacuore Pietro! Con te non c'è niente da fare! Pietro, sei totalmente inutile! ”
Un giorno, la madre di Pietro andò a scuola per verificare come stava andando suo figlio. La maestra le disse che suo figlio era un disastro, aveva le peggiori note dell'anno e che lei, in 25 anni di insegnamento, non aveva mai visto un bambino così: così testa di cavolo, così stronzo, e così inutile.
La madre fu talmente spaventata da questa conversazione tanto diretta che decise di ritirare il figlio Pietro da quella scuola e di trasferirsi a Roma, per far studiare Pietro nella migliore scuola privata.
Passano 25 anni, e alla stessa insegnante viene diagnosticata una grave malattia del cuore. Tutti i medici consultati convennero che aveva bisogno di un intervento molto delicato e molto costoso, che solo un famoso medico che esercitava a Roma poteva fare.
La professoressa, con quest'ultima speranza nelle mani, decise di vendere tutto quello che aveva, e con i risparmi di tutta la sua vita intraprese il viaggio per provare la costosa operazione che, infine, fu realizzata da quel medico prodigioso.
La struttura ospedaliera dichiarò fiera dopo 11 ore di intervento che l'operazione era stata un successo assoluto.
Quando la professoressa aprì gli occhi, sentì immediatamente di stare bene, e che tutta la forza stava tornando nel suo corpo. Subito dopo vide in piedi accanto a lei un giovane medico, che le sorrideva. La donna voleva dire qualche parola di ringraziamento, voleva accarezzare il suo salvatore, ma non riuscì a parlare. Si senti mancare velocemente. Il suo viso diventò blu. Cercò di alzare la mano, ma non riusciva a fare nemmeno quello. Provó anche a gridare, ma dalla bocca spalancata uscì solo qualche debole sibilo.
Morì rapidamente davanti al medico, che sconcertato stava cercando di capire cosa fosse successo.Allora il dottore guardò al suo fianco, e vide quella immane testa di cazzo, quello stronzo inutile che lavorava alle pulizie dell'ospedale, Pietro, che aveva staccato il respiratore artificiale per collegare l'aspirapolvere.
Fine...

Cosa pensavate? Che Pietro era diventato il più grande primario di chirurgia cardiovascolare?

Voi la dovete finire di leggere le favole e le lacrime strappastorie..la realtà è ben diversa!(Sorrido)


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C'era una maestra che insegnava alle elementari. La maestra tra gli altri alunni ne aveva uno che era veramente uno stronzo, una immane testa di cavolo, che si chiamava Pietro. La maestra non faceva altro che urlare sempre a Pietro durante le lezioni: “Mi farai morire di crepacuore Pietro! Con te...
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Verso forme sconosciute

23 novembre 2018 ore 21:39 segnala
Star bene,star male-e allora?
Nella vita tutto viene insieme,tutto della stessa sostanza ignota.
Una bella mattina ti svegli,infili le pantofole,apri la finestra,lungo i vialetti ci sono studenti con gli zaini,la gente cammina in modo fluido,si sposta d'istinto,piccoli scarti laterali,variazione di velocità per superare questo o quello,evitare le persone provenienti dalla direzione opposta.Tutti lì,simultanei e ordinati come non avrebbero mai immaginato di essere..la cifra esatta della normalità.
E.. t'accorgi che un processo lentissimo e quasi inavvertibile è giunto alla fine...
La realtà ha lasciato il vecchio solco,sta virando verso forme sconosciute,fra nuvole che non assomigliano affatto a nuvole e arcobaleni dai colori apocalittici...
Finali-sei in cucina,davanti al caffelatte,e il punto di non-ritorno è stato oltrepassato..
Le vecchie differenze non esistono più.


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Star bene,star male-e allora? Nella vita tutto viene insieme,tutto della stessa sostanza ignota. Un bella mattina ti svegli,infili le pantofole,apri la finestra,lungo i vialetti ci sono studenti con gli zaini,la gente cammina in modo fluido,si sposta d'istinto,piccoli scarti laterali,variazione di...
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Come il pane dal grano!

14 novembre 2018 ore 22:55 segnala
Aveva bisogno di confidarsi con qualcuno e Giorgio era l'unica persona che la rasserenasse.Forse perchè le diceva sempre la verità.
''Sono sicura che mi ami.Chissà perchè si comporta così?Mi fa soffrire!''
''Soffri perchè non sei onesta con te stessa,Sofia.Continui a vedere gli altri per quello che vuoi che siano,non per quello che sono veramente.''
''Non capisco!''Sofia era sul punto di piangere. ''Invece di incolpare Andrea che si comporta male con me,stai incolpando me!''
''No,sto soltanto dicendo la verità e non è detto che ti debba piacere.''
''Voglio ringraziarti della tua disponibilità,Giorgio.Cosa farei senza di te?''
''Tu non hai bisogno di me,ma solo di te stessa.Quando sei confusa,siediti e resta in silenzio.Potrai ascoltare il tuo cuore e conoscere la verità.In quell'istante scoprirai cosa è giusto per te.L'onestà è la madre di ogni cosa.''
''E l'amore?''
''L'amore è un derivato,non una materia prima.Come il pane del grano.Da secoli ci insegnano ad amare,eppure nel mondo continua a esistere la violenza,la fame,il dolore...Perchè non riusciamo ad amare veramente?La risposta e nei nostri cuori.Ma per vederla è necessaria la nostra onestà.Senza di Lei non ci sarà mai amore,ne tutto quello che noi chiamiamo gioia,felicità,benessere.L'amore è un derivato dell'onestà.''



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Aveva bisogno di confidarsi con qualcuno e Giorgio era l'unica persona che la rasserenasse.Forse perchè le diceva sempre la verità. ''Sono sicura che mi ami.Chissà perchè si comporta così?Mi fa soffrire!'' ''Soffri perchè non sei onesta con te stessa,Sofia.Continui a vedere gli altri per quello che...
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Bel mondo demmerda!

08 novembre 2018 ore 23:34 segnala
Il pianeta terra, un posto dove la droga e' illegale ma allo stesso tempo dove con i soldi ricavati da essa vengono finanziate guerre rovesci di stato, e ricerca bellica, dove e' illecito uccidere ma allo stesso tempo gli omicidi a sfondo di guerra vengono impuniti se pur vengono uccisi innocenti, dove i cattivi vengono inventati da chi dietro le quinte comanda l'orchestra, un posto dove ancora non si insegna agli africani come coltivare per un loro autosostentamento ma invece organizzano raccolte fondi e donazioni per spedir loro cibo, in questo modo sono piu facilmente controllabili e inermi quando vengono loro rubate le risorse della loro terra,dove non ci sono verita' e dove le menzogne inquinano la mente della massa..
Che dire si vive proprio in un bel mondo demmerda.. un mondo di maschere di sipari e teatri che quotidianamente si calano ed alzano..


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Il pianeta terra, un posto dove la droga e' illegale ma allo stesso tempo dove con i soldi ricavati da essa vengono finanziate guerre rovesci di stato, e ricerca bellica, dove e' illecito uccidere ma allo stesso tempo gli omicidi a sfondo di guerra vengono impuniti se pur vengono uccisi innocenti,...
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Senza radici!

29 ottobre 2018 ore 20:41 segnala
Noi tutti concepiamo e crediamo in certi concetti,in certe regole,che rappresentano la nostra sicurezza.Essi col tempo divengono le nostri radici.Radici che imprigionano la nostra mente,impedendoci di volare e di essere liberi,arrestando così il naturale andamento delle cose.Io sento che nulla è come sembra.Ho sanguinato di dolore e ho pianto per strappare le mie radici,per cancellare regole impresse nella mia mente da altri,e ogni volta che una ferita si è rimarginata,ho sentito di volare.Sono come un albero che cambia continuamente terreno,per dare più frutta.Un albero che non permette alle sue radici di attecchire,che impedisce alla paura di entrare.Un albero senza radici,che succhia la linfa vitale non dalla Terra,ma dall'Universo.

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Noi tutti concepiamo e crediamo in certi concetti,in certe regole,che rappresentano la nostra sicurezza.Essi col tempo divengono le nostri radici.Radici che imprigionano la nostra mente,impedendoci di volare e di essere liberi,arrestando così il naturale andamento delle cose.Io sento che nulla è...
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L'anima nera

25 ottobre 2018 ore 20:45 segnala
Loro in coro non chiedono oro!
Non è festa:solo protesta!
Passanti..
anime erranti..alta la testa non basta!
Nel cuore odio la paura gestita,
la vita nel ghetto:un biscotto!
L'anima nera tinta di sangue,macchia le mani?
Le mani,le dita,che,danno insulto e ferita,
anche se bianche non sono pulite.
Mondo pazzo al dominio del terzo!
La paura del buio ti ha reso cieco,
il nero come tua ombra:
carne,pensiero,anima...via!
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Loro in coro non chiedono oro! Non è festa:solo protesta! Passanti.. anime erranti..alta la testa non basta! Nel cuore odio la paura gestita, la vita nel ghetto:un biscotto! L'anima nera tinta di sangue,macchia le mani? Le mani,le dita,che,danno insulto e ferita, anche se bianche non sono...
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