una storia d'altri tempi

13 luglio 2019 ore 17:52 segnala
1946.
E' l'anno dell'immediato dopoguerra,l'anno del referendum che mette fine al regno d'Italia trasformando il nostro paese in una repubblica.La tv ancora non c'era e i cinema erano affollati,sul grande schermo imperversava Rita Hayworth nei panni dell' "atomica" GILDA al fianco di Glenn Ford. Tra i successi radiofonici del momento c'era questa canzone.

In questo scenario ,in una Napoli semidistrutta dai bombardamenti si incontrano due giovani:Peppino e Raffaella, 20 anni lui,19 lei. Hanno molto in comune, a partire dalle umili origini e condizioni sociali Lui ha terminato gli studi obbligatori (all'epoca la 5 elementare), ed è stato subito avviato al lavoro
in fabbrica.Anche lei lavora in fabbrica.I 2 si piaceranno subito,lui dolce e pacato, lei carattere chiuso (anche per un problema fisico che la tormenterà per sempre),ma capace di donare tanto amore.Si fidanzeranno , e lo saranno per
ben 13 anni.

Le condizioni economiche non permettevano a lui di realizzare i suoi sogni prima.Da notare che in quel periodo la verginità femminile era considerato
un valore sacro (anche per questo le case "chiuse" erano ancora piu affollate).Nel 1959 finalmente arriva il grande giorno, dopo tanti sacrifici i due si sposano.Inizieranno la loro nuova vita in una piccola casa.Da quel giorno grazie a tanto amore e a tanti sacrifici ,passo dopo passo la vita per loro diventerà piu agiata e piu stabilmente solida.

Ci saranno gioie(3 figli) dolori(morte di genitori , fratelli),
crisi economiche, brevi litigi,momenti di nervosismo,routine quotidiana.In tutto ciò passeranno 67 anni da quel 1946 ,cambia la città, il paese, il mondo intero ma non cambierà mai l'amore tra quei due giovani.Nel 2012 il fisico stanco e malandato di lui ormai 86enne decide che è ora di lasciare questa terra.Il troppo amore per il suo uomo porterà lei a seguirlo 6 mesi dopo.
Oggi sorrido a guardare una coppia di giovani sposi che magari solo perche non possono permettersi di cenare fuori una volta in piu ,vanno in crisi e divorziano,magari dicendo che era finito l'amore.D'accordo, in alcuni casi può anche finire,ma siamo sicuri che era vero amore? e se lo era, si è
veramente fatto di tutto per salvarlo?
Io credo che l'amore, il vero AMORE sia quello che mi hanno insegnato quei due ragazzi del '46.Quello in cui combatti insieme contro le avversità che la vita ti mette contro, quella per cui un sacrificio se speso per amore vale sempre la pena di farlo.Quello che Peppino e Raffaella hanno sempre fatto per 67 anni e a cui dico grazie per la lezione.
(suo figlio)
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1946. E' l'anno dell'immediato dopoguerra,l'anno del referendum che mette fine al regno d'Italia trasformando il nostro paese in una repubblica.La tv ancora non c'era e i cinema era affollati,sul grande schermo imperversava Rita Hayworth nei panni dell' "atomica" GILDA al fianco di Glenn Ford. Tra...
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la chattiveria

09 luglio 2019 ore 21:09 segnala

Siamo nell'era moderna,l'era tecnologica,l'era della virtualità e del cyberspazio, per cui tutto si trasforma e si adegua in base ai cambiamenti che il mutare del tempo con le sue logiche conseguenze ci impone Per cui anche il male si adatta e progredrisce ( o regredisce?) insieme alle evoluzioni della nuova "società civile".Ora esiste un nuovo male, una nuova forma di cattiveria, o meglio quella che io chiamo "chattiveria".
I social si sono intrufolati nella nostra vita, e come una spugna stanno assorbendo sempre piu spazio nei nostri modi di condurla.Prevedibile quindi era la conseguenza che anche nel male si approfittasse di questa evoluzione.Ecco quindi che nel cyberspazio prende forma e prosperi il "cyberbullismo".

Il bullismo virtuale è come quello reale ma molto piu subdolo perchè il prevaricatore si nasconde dietro l'anonimato di un nickname e ovviamente mai si mostrerà in webcam.E' una forma di cattiveria molto subdola che ha varie connotazioni.Può esso avere come mira il suscitare risse verbali attraverso frasi violente e volgari..
Può avere come mira la molestia attraverso ripetuti messaggi atti a ferire qualcuno.Può essere denigratorio sparlando di una persona per danneggiarlo attraverso cattivi messaggi atti a rovinare la sua reputazione Ci puo essere poi la sostituzione di persona ovvero farsi passare per un altra persona per danneggiarla.Ed ancora, riuscire a trarre in inganno un utente accaparrandosene la fiducia per poi "sputtanarlo" alla prima occasione.
C'è poi l'esclusione,cioè escludere la persona da un gruppo per farlo sentire emarginato.
E ancora la cyberpersecuzione che poi sarebbe lo stalking cibernetico, e infine il "doxing" cioè la diffusione di dati personali attraverso internet.Come vedete la gamma di chattiveria è abbastanza estesa e ce n'è
per tutti i gusti.

Abbiamo assistito a suicidi di donne a cui i loro ex hanno pensato bene,dopo averle lasciate, di pubblicare filmati delle loro effusioni amorose.E suicidi di ragazzi sensibili che non ce l'hanno fatta a reggere il peso di certe umiliazioni.
Frequento il mondo delle chat da 11 anni, e un po di esperienza l'ho conseguita e molte delle situazioni citate le ho vissute (direttamente e indirettamente).Io stesso , che non porgo quasi mai l'altra guancia mi sono reso conto che spesso mi sono inchattivito nelle mie reazioni,ma non mi darò mai per vinto davanti a qualche vigliacco virtuale, fosse anche qualche "galantuomo" che vestitosi da facente parte dello staff approfitta della sua posizione per vessare a suo piacere chi non entra nelle sue simpatie.Insomma il mondo si evolve e con esso il male per cui non ci resta che combattere
a tutti i costi questa nuova diabolica "chattiveria"





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uomini e belve

06 luglio 2019 ore 22:30 segnala

Qualche giorno fa Ettore Weber , un domatore di tigri del circo Orfei è stato sbranato dalle stesse fiere mentre cercava di ripassare il suo numero con loro.Dopo avere appreso la ferale notizia in molti social sono apparsi commenti di giubilo e di entusiasmo in favore delle tigri "vendicatrici".
Come al solito , ancora una volta molti hanno perso l'occasione di dimostrarsi essere civili.OK, si dirà che il domatore se l'è cercata e si faranno molti discorsi (giusti) sullo sfruttamento degli animali per le attività circensi,ma permettetemi di scrivere che comunque è morto un essere umano e l'inneggiare alla sua morte non fa di queste persone esseri civili.E' comunque successa una tragedia, non c'è nulla da festeggiare!Detto ciò passiamo alla questione circo. La belva che ha cominciato lo scempio verso il proprio domatore(emulato poi dalle altre tigri),forse lo ha fatto perchè si sarà rotto le cosiddette "scatole" di andare contro la propria natura solo per asservire l'uomo che deve guadagnare e l'uomo che si deve "divertire".E come le tigri , è così per leoni , elefanti, scimpanzè,cammelli ,zebre ecc...

Eh già, perchè noi siamo dei geni, andiamo a prendere dal loro habitat, animali abituati a spazi sterminati come savane , foreste , taighe ecc. e li rinchiudiamo in confortevoli gabbie per poi umiliarle costringendole a esibirsi in giochetti patetici,snaturando spesso la loro indole di fieri predatori o di animali selvaggi.Personalmente trovo l'arte circense da sempre affascinante,ma credo che l'uomo quando vuole sa essere veramente geniale:equilibristi, giocolieri,trapezisti,clown,illusionisti,hanno da sempre incantato e onorato la nobile arte circense.Non c'è bisogno di costringere un leone a fare una piroetta rendendolo ridicolo per avere uno spettacolo degno di questo titolo.L'uomo se vuole sa brillare di luce propria.
Per quanto riguarda le bestie feroci mi sorge una domanda:E' più feroce una tigre che sbrana un domatore ,o un domatore che toglie ad un animale la propria dignità rendendolo schiavo? E un uomo che gioisce della morte di un suo simile perchè si "sente tifoso" delle tigri non è altrettanto una bestia feroce?
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"le ultime parole famose"- per sorridere un pò

03 luglio 2019 ore 21:20 segnala
in mancanza di riflessioni semiserie ,in questo caldo sahariano ho
cercato di farmi una piccola risata.












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quell'istrione che è in noi

25 giugno 2019 ore 22:25 segnala

“Tutto il mondo è un palcoscenico, donne e uomini sono solo attori che entrano ed escono dalla scena." Chi lo scrive è Shakespeare.Ora senza mettermi a filosofeggiare, anche perchè non ne sarei capace,mi viene in mente che effettivamente noi una parte della nostra vita reale la passiamo a recitare.
Quando?quando mentiamo naturalmente, e non dite che non lo fate mai perchè chi più chi meno mente,non sempre perchè voglia farlo,ma capita nella vita di imbatterci in situazioni in cui l'unica via di fuga è una bugia,magari piccola,tenera,a fin di bene ma dobbiamo ricorrere alla bugia.Svariati sono gli esempi in tal senso.
Magari sul lavoro ,quando quest'ultimo richiede una clientela e come suol dirsi "il cliente ha sempre ragione" e anche se vorresti strozzare l'eventuale cliente pignolo, sei costretto a recitare la parte del gioviale commerciante accomodante

E vogliamo parlare del "boss"?se ti senti vessato da lui o dai suoi modi , di certo non lo mandi a quel paese come vorresti fare da anni,ma perdere il lavoro non è propriamente una situazione felice, e allora recitiamo la parte del bravo dipendente accondiscente.Poi magari c'è chi diventa addirittura servile, ma anche quella è recitazione (dicesi lecchino).
Andiamo avanti.Può capitare di presiedere (ahimè) ad un funerale,magari di una persona che avrai visto un paio di volte nella tua vita,ma devi andarci per rispetto di un tuo amico che magari era parente o genero del defunto.Allora ti travesti e metti la tua "maschera" triste piu riuscita e reciti l'uomo costernato, a volte addolorato ,anche se poi mentre stai porgendo le piu sincere condoglianze stai gia pensando al posticipo calcistico della sera della tua squadra


E quante volte recitiamo davanti a una donna (o ad un uomo).Magari trovi la donna del tuo amico fisicamente irresistibile e pensi che le salteresti addosso.Non lo farai mai per un alto senso di correttezza e lealtà e perchè
ritieni sacra l'amicizia,ma non puoi rifiutare il fatto che ti piaccia e allora la soluzione è recitare la parte del casto amico.
Sono solo alcuni esempi (ma ce ne sono moltissimi altri) di quante volte nella nostra vita recitiamo e di quanti personaggi a volte ci tocca interpretare.
L'importante è però dare sempre risalto al personaggio piu importante della nostra vita e non perderlo mai di vista: se stesso.






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c'era una volta il sesso

18 giugno 2019 ore 23:18 segnala
Perbacco! Accipicchia!Perdinci!Cribbio!
Ricordate queste pittoresche ma eleganti esternazioni che avevano significato di stupore o a volte di contrarietà o ancora rabbia?Ebbene stanno scomparendo anch'esse.Già perchè abbiamo preferito sostituirle con dei piu comodi: cazzo! minchia!figa!
E arriviamo quindi al punto dolente:il sesso.Ormai nel nostro lessico quotidiano, nei nostri discorsi, nelle nostre liti, il sesso anche se spesso a sproposito fa capolino o ancora fa la parte del protagonista.Qualche esempio?Presto fatto.
Una volta nel vedere una bella donna avremmo esclamato "che schianto" ,o magari l'avremmo paragonata a una diva o (i piu istruiti ) a una dea.Oggi no, il 90% degli uomini dirà:"che figa!".

Se qualcuno ha avuto una pensata estrosa o anche simpatica non la chiameremo più una
genialata ma semplicemente una "figata".Al contrario la chiameremo una cazzata.
Provate ad assistere a un litigio(sopratutto in chat
se vi trovate).Il buon caro vecchio "imbecille" o "cretino" è in fase calante sostituito da " pirla" a cog....e e da una vera e propria nomenclatura assegnata al mondo omossessuale.
E i contenuti dei discorsi?Un alta percentuale manco a dirlo, sono rivolti al sesso(posizioni,doppi sensi,variazioni sul tema) e spesso anche un discorso di diversa fattura, si rivolterà , non si sa mai come sul sesso.Ah , vi suggerisco di non innescare mai qualsiasi diverbio, anche se sapete di aver ragione, perchè come risposta arriverà sempre un accusa a una vostra
probabile astinenza sessuale ("sei cosi perchè non sc...)come se poi fare sesso risolverebbe qualsiasi problema esistente.Ti scade il mutuo? fai sesso.Le tue analisi non sono uscite proprio bene?fai sesso.Ti hanno rapinato? fai sesso. e via dicendo.

Naturalmente anche per le donne vale quello che è stato detto per gli uomini,qualsiasi
disaccordo ci sia diventano tutte meretrici (termine edulcorato, ma sostituitelo con
i suoi sinonimi piu triviali.)
Insomma stiamo riuscendo a trasformare una delle cose piu belle che madre natura ci
ha donato in qualcosa di stantio, obsoleto e volgare.La domanda come avrebbe detto il buon Lubrano sorge spontanea:ma non è che parliamo fin troppo perchè ne facciamo sempre meno o lo facciamo male? Ai posteri l'ardua sentenza.
Voglio chiudere questo post con una citazione divertente dell'attrice carol burnett sul tema (per dire che si puo anche scherzare col sesso ma in modo intelligente):
“Ci sono solo due cose che un uomo e una donna possono fare in un giorno di pioggia. E a me non piace vedere la televisione.”
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Perbacco! Accipicchia!Perdinci!Cribbio! Ricordate queste pittoresche ma eleganti esternazioni che avevano significato di stupore o a volte di contrarietà o ancora rabbia?Ebbene stanno scomparendo anch'esse.Già perchè abbiamo preferito sostituirle con dei piu comodi: cazzo! minchia!figa! E arriviamo...
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ridere

15 giugno 2019 ore 18:37 segnala
Ci sono cose peggiori della morte. Hai mai passato una serata con un assicuratore? (Woody Allen)

Una delle cose che piu apprezzo negli uomini( per chi ne è fornito) è l'umorismo.E' una delle doti più rare e raffinate che si possa avere.La dicitura ufficiale per umorismo recita:"Capacità di rilevare e rappresentare il ridicolo delle cose, in quanto non implichi una posizione ostile o puramente divertita, ma l'intervento di un'intelligenza arguta e pensosa e di una profonda e spesso indulgente simpatia umana".
Verità sacrosanta, perchè per avere umorismo bisogna essere arguti, profondi e simpatici.E avere tutte e 3 queste doti contemporaneamente non succede davvero spesso.Rilevare l'aspetto comico da qualsiasi situazione ,anche quelle difficili e perfino quelle tragiche, denota effettivamente intelligenza non comune.La fame,la guerra,la morte, tutte condizioni puramente umane che sono state fonti di umorismo, da chi appunto ha saputo trarre il lato comico o grottesco di esse.

Qualcuno si chiederà come si possa ridere davanti alla morte, beh un piccolissimo esempio arriva dalla mia città' che pur avendo mille contraddizioni di sicuro non difetta di umorismo:

ditemi se non è geniale questa battuta?Ed è solo un piccolo esempio.
Pensate che anche una pagina tragica della storia come quella del nazismo ha saputo essere fonte di ironia come può dimostrare questa battuta (ma ne esistono tante) yiddish:
" Durante il nazismo. Un ebreo riparato all'estero: "Però sia chiaro che nel mio lavoro in Germania avrei preferito di gran lunga avere come clienti mille tedeschi piuttosto che un ebreo!". Gli domandano: "E che lavoro facevi?". "Il becchino...".
D'altronde il genio di Charlie Chaplin seppe ridicolizzare perfino la figura del "fuhrer" ne "il grande dittatore".

L'umorismo è una delle armi piu potenti che l'uomo possa avere,solo che è facoltà di pochi.
Spesso io stesso cerco di farne uso contro chi sempre piu frequentemente mi
bombarda dei soliti luoghi comuni sulle mie origini.
E allora comincio a scatenarmi rendendo ridicolo il loro uso assolutamente sgrammaticato e purtroppo anche privo di contenuti di spessore,dei loro deliri verbali.Riesco a suscitare ( me ne compiaccio) delle vere e proprie crisi isteriche virtuali senza assolutamente fare ricorso a offese pecorecce o a un uso smodato del turpiloquio rendendo ancora più grottesca la loro reazione.
Se posso arrogarmi il diritto di dare un suggerimento, permettetemi di suggerirvi oltre all'umorismo anche l'autoironia,perchè credo che prima di ridere degli altri bisogna sopratutto ridere di se stesso

Se un giorno ti senti triste e giù di corda, pensa che una volta eri lo spermatozoo più veloce di tutti. (Groucho Marx)
Se una donna vedendomi in mutande sorride non mi chiederò mai se è per la gioia di ciò che può accadere o per lo scampato pericolo (altergem)
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Ci sono cose peggiori della morte. Hai mai passato una serata con un assicuratore? (Woody Allen) « immagine » Una delle cose che piu apprezzo negli uomini( per chi ne è fornito) è l'umorismo.E' una delle doti più rare e raffinate che si possa avere.La dicitura ufficiale per umorismo...
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"per un pugno di kg"

11 giugno 2019 ore 16:38 segnala
In Mauritania, sopratutto nelle zone rurali, gli uomini preferiscono le donne grasse. Le considerano belle e non solo.L'obesità è per loro segno di ricchezza e salute.Tanto che spesso le impongono la pratica del leblouh (pratica dell'ingrassamento mediante dosi elevate di cibo).Tale pratica sta fortunatamente diminuendo anche se ancora praticata.


Nel mondo occidentale invece succede il contrario.Magari non solo per piacere agli uomini, ma anche per seguire la moda sempre piu imperante e subliminale.Insomma o grasse o magre bisogna essere come chi decide per te.C'è chi si convince di essere bella solo perchè segue ossessivamente i dettami dei gusti canonici della bellezza , che poi non è detto che siano quelli che piacciono anche a te.Ragazze , donne
(ma anche uomini)in preda a stati depressivi e ahime a volte in balia di stati anoressici o bulimici solo per piacere alla massa .Perchè se pesi almeno qualche kg in piu del tuo pesoforma allora sei gia diventato Il ciccione/a, l'obeso/a e fai "schifo".
La nostra psiche è spesso condizionabile , siamo fatti per non stare soli ma per stare in società,in gruppi, in collettività , e pur di starci ci convinciamo che dobbiamo essere come la maggior parte di essi,in un certo senso "seguire il branco".
Devi essere grassa, devi essere magra...mai nessuno che ti dica "devi essere te"


ah dimenticavo... chiamatela anche cicciona ma per me questa ragazza ha femminilità
e sensualità da vendere!
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In Mauritania, sopratutto nelle zone rurali, gli uomini preferiscono le donne grasse. Le considerano belle e non solo.L'obesità è per loro segno di ricchezza e salute.Tanto che spesso le impongono la pratica del leblouh (pratica dell'ingrassamento mediante dosi elevate di cibo).Tale pratica sta...
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non trasformateci in D-FENS

07 giugno 2019 ore 19:28 segnala
D-fens.Non è altro che la targa personalizzata di bill foster, l'arrabbiato protagonista di "un giorno di ordinaria follia".L'uomo inizialmente sarà identificato così non conoscendosene l'identità.

In questo film Bill Foster è un uomo oberato dai problemI(licenziato, separato e impedito da un'ordinanza a vedere la figlia).Un
giorno torrido d'estate Foster lascia la sua macchina nel traffico e si incammina verso quelle che saranno le sue ultime fatali ore.
In queste ore d-fens riesce casualmente ad armarsi e a imbattersi contro l'arroganza, il razzismo,il disagio sociale, l'indifferenza e a suo modo combatterlo anche se violentemente.


Devo essere sincero,ho fatto il tifo per lui sperando fino all'ultimo che inevitabilmente non morisse.Personalmente non sono una persona violenta, anzi metto il raziocinio sopra tutto.Però a volte avvengono situazioni in cui davvero ti senti esasperato.Giornate in cui osservi come il tuo prossimo cerca di avvalersi anche del minimo "potere" per sopraffarti.Così il tuo "capo" ti mette sotto pressione avvalendosi della sua posizione di comando, o l'impiegato dell'asl che ti fa aspettare ore mentre allegramente chatta al tel., o ancora l'impiegato alla posta maleducato che nonostante la folla si mette a chacchierare col collega, e ancora
il teppistello violento che se la prende con un povero vecchietto.Finanche in una ludica chat assisti a forme di vessazioni virtuali da chi crede di aver assunto un enorme potere diventando un semplice admin.

Piccole situazioni ma che ripetute sempre piu numerose nell'arco delle settimane , dei mesi, tendono poi a diventare esasperanti.Situazioni in cui credo tutti noi abbiamo pensato per qualche secondo almeno di imbracciare una mitraglietta e di emulare d-fens.Naturalmente poi il buon senso subito ha prevalso come giusto che sia, ma non nego che il mio piu grande timore sia quello che la violenza genererà altra violenza anche nelle persone piu miti prima o poi,perchè ahimè l'escalation di cattiveria (spesso gratuita) sta raggiungendo picchi sempre piu elevati.

Sì, ho tifato per d-fens ma la mia speranza rimane quella che vuole la ragione e il buon senso sempre trionfare sull'istinto.
Combattiamo la sopraffazione ma aiutateci a non diventare tutti D-FENS.
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D-fens.Non è altro che la targa personalizzata di bill foster, l'arrabbiato protagonista di "un giorno di ordinaria follia".L'uomo inizialmente sarà identificato così non conoscendosene l'identità. « immagine » In questo film Bill Foster è un uomo oberato dai problemI(licenziato, separato e...
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lettera a Martin Cooper

04 giugno 2019 ore 21:39 segnala
Naples 4/6/2019

Dear Martin Cooper
Caro Martin Cooper,spero che dall'alto dei tuoi 91 anni ti mantenga sempre gagliardo e lucido

Ti scrivo per farti partecipe di una mia esperienza.Oggi camminando per strada prima , e successivamente in metropolitana mi sono accorto di sentirmi "un alieno".Si una razza parallela a quella umana. Ho notato che tutti gli umani veri che mi circondavano erano attaccati a piccoli e maneggevoli macchinari elettronici, e ognuno di loro era come in trance , a muovere un dito sul display di tale macchinario o digitare freneticamente su esso.Li guardavo attentamente , uno a uno, e non ce ne è stato uno solo che si sia accorto del mio sguardo su loro.
Evidentemente quel "macchinario" doveva essere una sorta di salvavita,un serbatoio di ossigeno elettronico a rilascio istantaneo.Poi ho notato che altri umani sempre nei dintorni portavano all'orecchio tale congegno per scambiare informazioni vocali a distanza con altri umani veri .Dovevano essere informazioni di notevole interesse dalle espressioni che facevano.Da quel pò che sono riuscito a captare, una umana donna parlava di pranzo e di cosa avesse preparato per il suddetto, un'altro chiedeva dove fosse in quel momento il suo interlocutore a distanza, e un'altra ancora sembrava afflitta e amareggiata perchè sembra che una sua parente avesse commesso un gesto di gravità enorme:non le aveva messo un certo "like" a una sua foto.Tutte informazioni di enorme spessore senza le quali mi rendo conto ,la vita avrebbe poco senso.

Caro Martin, tu mi dirai:" ma cosa c'entro io con tutto questo?"
Eh, beh vecchio Martin, un poco c'entri ."Se quel 3 aprile 1973 non ti fosse saltato in testa di presentare il prototipo della tua invenzione, ossia il telefono cellulare forse non saremmo stati invasi da questa nuova razza umana.Lo so, tu dirai che la tua era un invenzione innovativa di grandissima utilità che avrebbe apportato
nuovo benessere alla società.Quello che forse non avevi previsto è che poi alla tua creazione sono state apportate le giuste modifiche da renderlo quello che oggi è. E non sai nemmeno che in conseguenza a questo aggeggio è nata una nuova "psicosi": la nomofobia, ovvero uno stato ansioso derivante dalla paura di essere disconnesso dalla rete del cellulare.
A proposito, so che lo spunto per creare il telefonino te lo diede il capitano "kirk" in un episodio di star trek.
Caro vecchio Martin lo so che la colpa non è tua , e che siamo noi alla fine a decidere come adoperare ciò che la scienza ci mette a disposizione ,ma se quel giorno avessi visto happy days invece di star trek magari ci saremmo risparmiato l'invasione dei "telefonhumans"

Con affetto Altergem
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Naples 4/6/2019 Dear Martin Cooper Caro Martin Cooper,spero che dall'alto dei tuoi 91 anni ti mantenga sempre gagliardo e lucido « immagine » Ti scrivo per farti partecipe di una mia esperienza.Oggi camminando per strada prima , e successivamente in metropolitana mi sono accorto di sentirmi "un...
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