"ci siete per un caffè?"

24 maggio 2019 ore 18:37 segnala

Stamani appena sveglio ,prendo il mio solito caffe e fermo davanti alla tazzina fumante riflettevo.
Definirla una semplice bevanda ,oltrechè che riduttivo sarebbe ingiusto., E' qualcosa
di più , molto di più.Sopratutto per noi italiani.Cosa è una giornata se non inizia col rito del caffè?se non c'è
quell'aroma che invade tutta la casa appena ti svegli?o magari al bar prima di andare in ufficio o a qualsiasi
lavoro.Il caffè diventa motivo di aggregazione, allorchè ci si riunisce 2 o piu persone per scambiare 4
chiacchiere,o per i maschietti di avere discussioni di calcio.E la prima cosa che si dice ad un amico o a
qualcuno/a con cui vuoi approfondire un rapporto:" dai, ci vediamo per un caffè".
Dobbiamo a 2 personaggi il fatto di gustare e di partecipare al rito del caffè.La prima è un francese,un
certo morize che giusto 200 anni fa ebbe il genio di inventare la famosa "cuccumella" o "napoletana".
La prima caffettiera che in un primo momento non ebbe gran successo, ma quando arrivò a Napoli,grazie
alle geniali modifiche dei napoletani ,l'invenzione esplose del tutto.Il secondo personaggio da ringraziare è
Alfonso Bialetti che guardando la moglie che faceva il bucato in una "lisciveuse", una grossa pentola munita di
un tubo cavo con la parte superiore forata(l'acqua nel recipiente con biancheria e sapone bollendo
saliva per il tubo e ridiscendeva sul bucato sfruttando bene la lisciva, il detersivo di allora.)ebbe la geniale
intuizione di creare la moka,ancora oggi presente in tutte le nostre case.
Se nel corso degli anni anche l'arte ha saputo dare omaggio a questa nera bevanda,vuol dire che essa ha
saputo conquistare parte della nostra vita col suo aroma ,la sua fragranza e il suo sapore.
A partire dal XVIII secolo grandi artisti della pittura hanno omaggiato a loro modo il caffè: da William Hogarth a
Edouard Manet, da Renoir a Cezanne fino a Guttuso e tanti altri.

Ma anche il teatro ha reso giusto tributo alla
nera bevanda.Nel 1750 Carlo Goldoni scrive "La bottega del caffè".E come non citare il grande Eduardo De
Filippo che piu volte ha introdotto il caffè come elemento di discussione ,di ironia a volte, o anche per
impreziosire le sue opere.Memorabile la scena tratta da "questi fantasmi" in cui descrive il modo giusto di preparare un caffè.

Anche il cinema è pieno di citazioni e scene per questa polvere magica.Ricordiamo
Cafè express di Nanni loy o Venga a prendere un caffè da noi di Alberto Lattuada.E poi tante e tante scene memorabili girate attorno a un caffè.

La musica ha fatto la sua parte in tal senso, citiamo su tutti " a' tazza
e cafè", datata 1918 e ancora oggi cantata, Don raffaè di F. De andrè e "Na tazzulella e cafè" del grande Pino Daniele.

Insomma anche ai pochi a cui non piacesse il caffè deve convenire che esso fa parte integrante della nostra vita a 360°.
Quindi da buon napoletano non resta che dirvi :"pigliammece na tazzulella e cafè"
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24/05/2019 18:37:30
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Commenti

  1. crenabog 24 maggio 2019 ore 19:14
    A parte che io bevo il decaffeinato perché il caffè mi fa dormire, per quanto io ami l'Austria li ho trovato le cose peggiori, enormi tazze di caffè diluito servite con microscopici bricchi di latte, assurdi! Meglio farselo a casa...

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