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03 giugno 2010 ore 16:04 segnala

Se essere me stesso e pensare con la mia testa significa avere il mondo contro, sarò ben fiero di lottare per la mia libertà!!!!!!!!!!!!

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29 maggio 2010 ore 15:59 segnala

La campagna elettorale è ormai finità

domani e dopo domani si vota e verdremo se i siciliani hanno capito che hanche noi "diversamente abili" siamo umani , e che dovremmo avere un po più di libertà, bene sn io nn sn una ke molla facilmente
nn ho mollato davanti alla morte e dovrei farlo adesso

Secondo appello della candidata

27 maggio 2010 ore 17:31 segnala

Pubblico un secondo appello, non potendo far sentire la mia voce in nessun altro modo in questa baraonda di confusione e di accaparramento di potere e prestigio.

Ogni parola che segue non sarà tinta da alcun colore politico, cercherò solo di riflettere sull’ennesima opportunità persa dai Disabili italiani.
In Italia ci sono circa 3 milioni di Disabili anche se personalmente credo che si superi di gran lunga i 3,5 milioni cifra ancora bassa se si considera che molti anziani nelle loro capacità residue vivono la nostra condizione senza però essere riconoscibili dall’“etichetta”.
Noi DisabiliDoc, e non Diversamente Abili o Falsi Invalidi, non abbiamo ancora capito di essere una potenza sociale del nostro paese, una di quelle minoranze che ha mediamente due unità umane, che appartengono al suo universo quotidiano, una forza aggiunta ed anch’essa scontenta.
Se la nostra categoria avesse delle realtà che ne curassero realmente gli interessi i Disabili sarebbero in grado di ottenere la soluzione ad innumerevoli problemi. Dovremmo però, come elettori, riuscire a stingere le nostre idee politiche e pensare di essere null’altro che Disabili all’assalto di quella congregazione politica nazionale che ha dimenticato da anni l’interesse del cittadino e non ha mai preso in esame che una parte di cittadini italiani sono Disabili.

Quando ho  deciso di candidarmi al consiglio comunale, l’ho fatto con lo spirito di essere portavoce delle necessità dei disabili e delle loro voglie per creare così un centro di dialogo dal quale far partire imperiosi input al mondo dei nostri sudditi e dipendenti: i politici.
Dietro a questa idea non c’è mai stata e mai ci dovrà essere la convinzione di partecipare alla vita politica del paese come politico. Sarebbe un errore madornale che distruggerebbe un progetto che ha invece la volontà di piegare gli altri in ginocchio di fronte alle nostre necessità ignorate da sempre.
In quest’ultima campagna elettorale, i politici stanno elencando le varie problematiche del paese e non hanno neppure il tempo di intonare la solita nenia sulle barriere architettoniche: unico ed ormai inutile argomento visto che non è un problema politico, ma un problema di cultura civica e civile. Mi sorge allora il dubbio: la “disabilità” non è una problematica?

In questi giorni sono andata a visitare molte famiglie con a carico persone disabili e quello che ho visto e sentito è davvero agghiacciante, da “terzo mondo”. Sono sconfortata e molto preoccupata per come tali nuclei familiari vengono sostenuti a livello sanitario e assistenziale ed è per questo che ancora una volta dico di prendere provvedimenti, di andare a chiedere, non ai centri sociali, ma ai genitori di questi ragazzi di che cosa hanno bisogno!

 In Italia, abbiamo delle buone leggi 104/92 – 162/98-328/2000 le quali spesso rimangono solo sulla carta. Abbiamo una Costituzione Italiana, una Costituzione Europea ora anche una Convenzione Onu oltre alle varie leggi regionali e comunali che affermano che le persone disabili devono essere sostenute con appositi piani personalizzati di cure sanitarie e assistenziali, anche per 24 ore al giorno, quando si tratta di gravissima disabilità, inoltre è necessario prevedere e realizzare sostegni per permettere alle persone disabili di rimanere a casa propria con il proprio nucleo familiare. Ma oltre a confortare chi le legge, queste normative si rivelano una pura utopia e molte sono le motivazioni che vengono presentate alle famiglie per giustificare tali mancanze:

1–non ci sono le risorse economiche

2-la situazione è troppo complessa

3 - viene sostenuta velatamente tramite parole, atteggiamenti e comportamenti la non opportunità di impegnarsi in un progetto completo e soddisfacente perchè, stando alle statistiche, la vita di una persona disabile con gravissima disabilità , molto spesso bambino, è piuttosto breve

Alle donne delle nostre istituzioni molto impegnate a battersi per le Pari Opportunità tra uomini e donne vorrei chiedere di battersi anche per le Pari Opportunità fra donna a donna e immedesimarsi nelle mamme che da un giorno all’altro dalla gioia più grande dell’attesa di un bimbo sprofondano nella disperazione per la nascita della loro creatura con gravi malformazioni o malattie genetiche (in forte aumento), sovente con pluripatologie. Queste creature vengono dimesse dagli ospedali, consegnate nelle braccia di queste mamme senza un progetto definitivo, che devono improvvisamente diventare infermiere (senza aver preso il diploma).Queste mamme non hanno altra scelta: oltre al dolore di vedere la loro creatura soffrire , oltre a dovere trascurare gli altri figli dopo aver usufruito dei due anni di congedo retribuito previsto dalle leggi e unica forma di sostegno veramente messa in pratica in tutta Italia devono lasciare il lavoro e diventare le infermiere dei loro figli. Le Asl non costruiscono progetti sanitari allo scopo specifico, i Servizi Sociali attuano progetti carenti sia in qualità che in quantità , quasi sempre motivati con carenze di risorse economiche.

Bisogna proprio sempre ricorrere alle denunce sui giornali o alle vie legali per salvaguardare il benessere fisico e mentale di queste famiglie? Quando il diritto di queste famiglie a condurre una vita “normale” verrà veramente riconosciuto e garantito?

Di armate con un soldato solo non se ne sono mai viste, io sono disposta a battagliare, non posso però farlo da sola.

Una grande pedagoga riconosciuta a livello mondiale fu Maria Montessori che sosteneva la teoria per la quale una nazione priva della capacità di istruire ed investire sui suoi bambini è una nazione che non sa progettare e tutelare il proprio futuro.
Io sostengo che una nazione incapace di risolvere almeno i problemi risolvibili dei Disabili è una nazione debole e mefistofelica nei confronti della nostra categoria, ma altresì incapace di progettare soluzioni per tutti visto che per molti la sola vecchiaia è fonte di riduzione delle capacita quindi di disabilità.

11605945
Pubblico un secondo appello, non potendo far sentire la mia voce in nessun altro modo in questa baraonda di confusione e di accaparramento di potere e prestigio. Ogni parola che segue non sarà tinta da alcun colore politico, cercherò solo di riflettere sull’ennesima opportunità persa dai Disabili...
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27/05/2010 17:31:59
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20 maggio 2010 ore 20:57 segnala

la felicità!!!

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20 maggio 2010 ore 19:47 segnala
  Ci sono momenti in cui vorresti chiuderti in un sogno...  

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20 maggio 2010 ore 19:40 segnala

La tristezza di un sogno non vissuto, intrappola l'anima in una prigione senza mura

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20 maggio 2010 ore 19:38 segnala
Sarò Lunatica,Testarda,Permalosa...ma per chi merita dò Cuore, Anima... anche la Mia Vita...se meritano...

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20 maggio 2010 ore 15:43 segnala

Quando i piccoli gesti,
e le espressioni del tuo amore
ti prendono l'anima è segno che
ha lasciato un segno per sempre...

DIAMO VOCE HAI DIVERSAMENTE-ABILI

19 maggio 2010 ore 16:55 segnala
 

 

Non mi fa piacere divulgarlo hai quattro venti, ma sono costretta anche a violare il mio diritto alla riservatezza per potere in qualche modo difendere me e la mia categoria.

Da anni mi confronto quotidianamente con tutti i gravi problemi che tutti i disabili incontrano, nella propria vita privata e nel rapporto con le istituzioni pubbliche, scolastiche, sanitarie, statali e dal Comune.

Ci sono dei limiti sotto ai quali non si può scendere e che chiamano in causa la responsabilità pubblica di quelli che devono vigilare e controllare affinché certe ingiustizie e assurdità non accadano.

Qualcuno vuole porci rimedio? O no!

Un disabile non può andare liberamente al bar a prendersi un caffè, non può andare all’edicola per comprare un giornale non può fare una passeggiata per le vie del paese liberamente.

Gli articoli 13 e 16 affermano che la libertà è un valore sacro e quindi inviolabile, ma per un disabile questi articoli non esistono.

La disabilità è il risultato dell’interazione con persone con minorazioni e barriere attitudinali ed ambientali.

Che impedisce la loro piena ed efficace partecipazione nella società su una base di parità con gli altri.

Le istituzioni hanno l’obbligo di impegnarsi ad assicurare e promuovere la piena realizzazione di tutti i diritti umani e della libertà fondamentali per tutte le persone con disabilità senza discriminazioni di alcun tipo sulla disabilità. Il mio motto è “Niente per noi senza di noi”, abbiamo bisogno di una vera integrazione per evitare di cadere nella stigmatizzazione. Con questo spirito invito tutti i cittadini interessati che le persone con disabilità parte integrante di ogni fase dello sviluppo. In questo modo possiamo promuovere l’integrazione e aprire la strada ad un futuro migliore per tutti nella società.

                                                           Giuseppina Ferrante!!!

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    Non mi fa piacere divulgarlo hai quattro venti, ma sono costretta anche a violare il mio diritto alla riservatezza per potere in qualche modo difendere me e la mia categoria. Da anni mi confronto quotidianamente con tutti i gravi problemi che tutti i disabili incontrano, nella propria...
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