A che cosa serve la poesia? Può servire.

23 marzo 2007 ore 09:43 segnala
Vi faccio un esempio. Prendete una coppia che va abbastanza bene: due o tre lustri di convivenza casa figli interessi comuni. I coniugi però, non essendo nè sordi nè orbi nè privi di altri sensi naturalmente non immuni dal notare che il mondo è pieno di persone attraenti dell'altro sesso di cui alcune, per circostanze favorevoli, sarebbero passibili di un incontro a letto. Sorge allora un problema che propone tre soluzioni. La prima è la tradizionale repressione non concupire eccetera non appropriarti dell'altrui proprietà per cui il coniuge viene equiparato a un comò Luigi XVI o a un televisore a colori o a un qualsiasi oggetto di un certo valore che non sarebbe corretto rubare. La seconda soluzione è l'adulterio altrettanto tradizionale che crea una quantità di complicazioni la lealtà (glielo dico o non glielo dico?) lo squallore di motel occasionali la necessità di costruire marchingegni di copertura che non eliminano la paura di fastidiose spiegazioni. La terza soluzione è senza dubbio la più pratica Si prendono i turbamenti e i sentimenti le emozioni e le tentazioni si mescolano bene si amalgama l'immagine con un brodo di fantasia e ci si fa su una poesia che si mastica e si sublima fino a corretta stesura sulla macchina da scrivere e infine si manda giù si digerisce con un pò di amaro d'erbe naturali e poi non ci si pensa più.
7638674
Vi faccio un esempio. Prendete una coppia che va abbastanza bene: due o tre lustri di convivenza casa figli interessi comuni. I coniugi però, non essendo nè sordi nè orbi nè privi di altri sensi naturalmente non immuni dal notare che il mondo è pieno di persone attraenti dell'altro sesso di cui...
Post
23/03/2007 09:43:08
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote

Commenti

  1. Africangrey 23 marzo 2007 ore 11:56
    Geniale, indubbiamente, e senz'altro creativo. Ma basta ? In fondo e' vero, trasporre l'immaginario sulla carta (reale o virtuale), sia esso in un racconto, una poesia, un diario, serve a esorcizzare le fantasie , anche quelle piu' pericolose. Ma le fantasie a volte si nutrono anche di questo immaginario che, almeno in parte, si materializza in un racconto o in una poesia. Cosa suggerisco allora ? Beh, dato che non mi reputo un como' Luigi XVI, nè un viveur alla 'carpe diem', direi: affrontiamo un passo alla volta, le nostre emozioni, le nostre fantasie represse. Magari parlandone, quando si riesce, con il partner. E se non basta e se dovesse accadere, l'adulterio, non prendiamola come il crollo degli ideali o la distruzione della famiglia. Purche' da esso si sappia trarre spunto e energia per ripartire con il partner.
  2. aulegu 23 marzo 2007 ore 19:31
    forse la causa di tutto e' a monte , come sempre ... siamo sicuri che la famiglia sia veramente il miglior modo per mandare avanti la specie , che il matrimonio non sia solo un contratto stipulato in un momento particolare della vita di coppia , e soprattutto siamo sicuri di sapere che cos'e' l'amore , l'affetto , la gelosia e tutti gli altri sentimenti che stanno alla base di un rapporto ? Pensare al/alla proprio/a consorte come all'ultimo partner sessuale della propria vita non e' un'ideale destinato come tutti gli altri ideali a rimanere tale ?
  3. amika 09 maggio 2007 ore 21:37
    io ho fatto sto blog x il mio boy, la poesia è un mo x dire al tuo boy ciò ke hai nel :cuore

Scrivi commento

Fai la login per commentare

Accedi al sito per lasciare un commento a questo post.