IL PREGIUDIZIO: LA PRIMA BARRIERA DA ABBATERE

19 marzo 2012 ore 11:18 segnala
INTERVISTA A GIUSY FERRANTE

Il pregiudizio: la prima barriera da abbattere.
Intervista a Giusy Ferrante
“… quando cammino su un marciapiede e appare all'orizzonte una persona che avanza verso di me spingendo la sua carrozzina, o sgambettando con le stampelle, oppure camminando con un andatura "strana", mi prende un pò di imbarazzo, non so come comportarmi, quasi automaticamente scattano nella mia testa spirali irrisolvibili di pensieri che mi avviluppano paralizzandomi: la sostanza è che mi appare, immediata, lampante, la diversità, così che il vissuto della sua diversità diventa la base da cui potrei guardarlo, parlargli, sorridergli, anche insultarlo … Ed è una cosa che non mi piace: iniziare una relazione con un pregiudizio dotato della potenza di decidere i miei comportamenti. Non voglio essere uno di quelli che lancia sorrisi buonisti, che sorride non al ragazzo/a disabile ma alla sua immagine stereotipata che come una fotografia davanti agli occhi impedisce di vedere la persona. Così, piuttosto che relazionarmi in modo stereotipato, evito di relazionarmi, ma anche così sbaglio lo so...” (Anonimo)

Spesso nell’approcciarci all’altro assumiamo atteggiamenti e comportamenti dettati più da nostre idee preconcette che non dal “qui e ora” del contatto con quella persona unica e irripetibile. Tendiamo, cioè, ad affrontare la realtà usando categorie, classificazioni, schemi “predittivi” che ci consentono una valutazione immediata delle cose; così, spesso, cadiamo in facili stereotipi che fanno perdere di vista la persona stessa e confinano la relazione in un ambito scontato e sterile. È evidente che in tal modo non può aver luogo nessun vero rapporto, ma solo un’interazione falsata. La difficoltà a stabilire degli armoniosi ed idonei rapporti con gli individui disabili porta, non di rado, all’indifferenza o ad un errato atteggiamento pietistico che fa sentire l’altro stabilmente inferiore, subordinato; questo genera un blocco e delle difficoltà psichiche ed interpersonali che producono un certo disagio nel compararsi e, dunque, degli insuccessi nelle relazioni interpersonali. Non è facile eliminare i pregiudizi, non si tratta semplicemente di “amputare dei pensieri”, ma di ricercare nelle proprie esperienze pregresse la motivazione delle idee, delle valutazioni costruite su certe persone per intervenire modificandole. Solo un’analisi consapevole delle proprie emozioni e dei propri pensieri ricorrenti può supportare un reale ed adeguato incontro con le emozioni ed i bisogni di chi è davanti a noi; mentre, invece, la non conoscenza, la mancanza di una cultura della disabilità produce discriminazione. Per tale motivo abbiamo intervistato Giusy, giovane ragazza che ha fatto della sua disabilità bandiera di altruismo, forza di lottare, non solo per se stessa, ma per tutti coloro che si trovano a vivere la sua stessa situazione; ma lasciamo a lei la parola non rubandole altro spazio prezioso.


Giusy, vuoi raccontare ai nostri lettori chi sei … parlaci un pò di te?
Mi chiamo Giusy ho 26 anni e da 19 mi trovo su una sedia rotelle.
all'età di otto anni saputo che avevo un "tumore al cervello", io ero troppo piccola per poter capire cosa stava succedendo.
così siamo partiti per Milano, era la prima volta che salivo su un aereo e mi sembrava un gioco, ma il mio gioco è durato tre anni al "niguarda", così si chiama l'ospedale dove mi hanno curata e guarita, ma ne sono uscita molto provata, non ero più la stessa bambina, non potevo più camminare, il mio viso non era più lo stesso.
ho sperato allora che almeno ciò che avevo lasciato fuori lo avrei ritrovato come prima, ma purtroppo non è stato così.
l'impatto con il mondo esterno non è stato positivo: infatti, non ho ritrovato i miei amici d'infanzia, ho avuto difficoltà a socializzare, mi sono sentita abbondonata e dimenticata da tutti, trattata da diversa.


Quali sono le maggiori difficoltà che incontri nella vita quotidiana ?
sono innumerevoli: sul lavoro, nella vita relazionale, nelle possibilità di utilizzo degli spazi pubblici, nelle speranze di accesso alla cultura, le mie condizioni di vita non possono essere considerate neppure lontanamente paragonabili a quelle di un cittadino normodotato. ostacoli ambientali e sociali non permettono al disabile di operare all'interno della società e di essere un soggetto agente all'interno della collettività.


Cosa ti fa più soffrire e cosa invece ti dà la forza di affrontare tali difficoltà?
mi fanno soffrire i pregiudizi della gente e le "barriere culturali", che impediscono una valutazione oggettiva delle reali capacità del disabile;
mi fa soffrire la mancanza di cultura da parte delle Istituzioni nei riguardi dei disabili. a partire dalla scuola veniamo trattati come "diversi", la scuola che dovrebbe essere la seconda realtà sociale, dopo la famiglia, a garantire all'alunno in difficoltà condizioni per il benessere psicofisico e un clima sociale positivo, in cui possa sviluppare affetti, relazioni, autonomie e apprendimenti.

cosa ti rende così forte?
di vitale importanza è per me la presenza continua e costante della mia famiglia, che mi ha aiutato a superare lo shock conseguente all'impatto con la situazione handicappante e mi ha dato la forza e il coraggio di continuare ad affrontare la vita, nonostante essa sia stata molto crudele con me.

Cosa significa essere un disabile oggi e soprattutto in un paesino come Ribera?
essere un disabile oggi significa essere considerato un cittadino di serie C e non poter fruire appieno dei propri diritto


In uno dei nostri incontri ci ha molto colpito il tuo motto: “niente per noi senza di noi”. Spiegaci cosa significa ?
qualunque iniziativa o progetto fatto per il disabile, deve essere fatto con il disabile, perchè solo noi conosciamo i nostri limiti e le nostre esigenze. Questo è quello che accade il sabato sera al Centro di aggregazione Giovanile, grazie ad un groppo di giovani volontari della Omnia Service e del Sogno di Giusy che gratuitamente si impegnano ad organizzare insieme a noi attivita di svago e divertimento, dando vita a piacevoli momenti di integrazione sociale.

Pensi che la tua disabilità abbia influenzato o influenzi la tua vita di relazione? (Come gestisci il rapporto con gli altri?)
si,indubbiamente, giorno dopo giorno.

Esistono molti stereotipi e pregiudizi sulla disabilità come li affronti? con ironia, disperazione o ignorandoli?
solo negli tempi ho imparato ad affrontarli con ironia o ignorandoli del tutto.

Come immagini il tuo futuro?
io per ora non immaggino il mio futuro, vivo giorno dopo giorno

Come è nata l’associazione il Sogno di Giusy?
Nasce dall'idea di avere pari diritti e pari opportuntà sia nel campo lavorativo che anche nella società.
il mio scopo principale è costruire una comunità allogio, dove noi ragazzi o persone con disabilità non grave possono aiutare i meno fortunati e brutto a dirsi, ma bisogna fare una distinsione fra le disabiltà.
Ma su questo argomento potre parlare ore e ore.

Cosa ritieni ci sia di veramente speciale e coraggioso nella tua iniziativa?
mi limito ha rispondere con due parole, tutto e niente.

Cosa ti ha spinto a metterti a nudo, a violaore la tua riservatezza sottoponendoti a quest’intervista?
Cercare di mettere a disposizione le mie personali esperienze negative ed positive a coloro che come me vivono le stesse esperienza.


Cosa ti senti di dire a chi vive i tuoi disagi e anche a chi non loi vive?
Siate per il rispetto, e pari dignità ed opportunità, bandiate il pietismo e il menefregnismo.

Giusy, giunti alla fine della nostra intervistra, ti ringraziamo per questa preziosa testimonianza che siamo sicuri contribuirà nelo suo piccolo ad abbatere le barriere del pregiudizio, a fare capire alla gente che spesso il probema non è rappresentato dalla carrozzina in sè ma più paliiuttosto dalla mentalità de mondo che ci circonda. Il miglior modo per concludere questo articolo è quello di fare a te e a tutti le persone di ui sei portavoce un grande augurio: quello di portare avanti con grinta e fiducia il sogno di Giusy, un sogno degno di essere vissuto e realzzato.
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19/03/2012 11:18:22
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Commenti

  1. ildocseigrandeokkiv8 07 aprile 2012 ore 17:40
    desidero esserer, un tuo conoscende,, ciao, sei bella,
  2. amika 07 aprile 2012 ore 18:13
    bene mi fa piacere..
  3. ildocseigrandeokkiv8 07 aprile 2012 ore 18:14
    ti amo con gioia,
  4. amika 07 aprile 2012 ore 18:19
    ahah.....
  5. ildocseigrandeokkiv8 07 aprile 2012 ore 18:21
    trra poco dovrò vedere la partita calcio palermo juventus, e lazio, napoli, ok dolcezza, amore, bella,
  6. amika 07 aprile 2012 ore 18:23
    ok ciapo

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