La favola di PASSADO

05 giugno 2007 ore 12:08 segnala

Cera una volta, un bosco incantato, dove vivevano le creature misteriose.
I loro vestiti leggeri e fruscianti nascondevano dei corpi piccolissimi e snelli. I giovani a differenza dei sapienti, non portavano nessun copricapo, simbolo di rango e di casta. Le case dei “BOSCOVETERITEI” erano costruite nelle cavità degli grossi fusti secolari, ricoperte di foglie e di muschio.  

Come in ogni bosco che si rispetti non mancava neanche la comunià degli gnomi che vivevano in casette ricavate da una specie di  fungo gigante. Gli gnomi erano di grande aiuto ai boscoveteritiani in quanto essendo più sensibili erano in grado di  segnalare qualsiasi tipo di pericolo.

Soprattutto quello più temuto, il pericolo scongiurato dai boscoveteritei, quello che li paralizzava e che solo gli gnomi sapevano affrontare: la sapienza. I giovani, che non portavano copricapi, erano vergini di sapienza e si muovevano d’innocenza. Le caste, che portavano grossi tubi in testa e tanto più grandi quanta più sapienza, possedevano conoscenze e per questo alcuni di loro impazzivano. I più colti finivano per divenire matti, a volte. Alcuni di loro potevi vederli crollare tremando in mezzo al bosco dopo un attacco di panico. Una volta accadde che, dopo aver conosciuto il significato della parola "melanzana", il capo della casta B ebbe un collasso e morì di colpo. Lo sostituì un altro, che si rifiutò di sapere cosa volesse dire, ma che era altrettanto saggio e forse più forte. Gli gnomi, la cui conoscenza era vasta e infinita, sapevano come affrontare il sapere perché erano nati dotti, e avevano le capacità necessarie per scongiurare le trame della conoscenza. In poche parole, non avevano paura di sapere perché sapevano sapere.

 
Le due comunità erano sempre vissute in perfetta armonia e simbiosi, ma non si erano mai mescolate: i boscoveteritei si fidanzavano e poi sposavano esclusivamente tra di loro e lo stesso accadeva nella comunità degli gnomi. Poi un bel giorno, nella foresta accadde una cosa...

In un pallidissimo chiarore, segno che l’ alba sarebbe sorta di lì a poco; una folata di vento raggiunse la foresta e penetrò nelle case dei suoi abitanti. Un messaggero avvolto nella tenua luce del mattino, con i crespi capelli neri che si muovevano al vento, si avvicinava in grande fretta alla casa del capo dei gnomi ZODES.  

Il messaggero proveniva dal mondo delle due lune e portava con sè una missiva da parte della perfida Principessa dei Ghiacci. Zodes, capo degli gnomi, chiamato anche il Grande Saggio, stava ancora dormendo nel suo letto fatto di foglie di castagno quando avvertì l’arrivo del messaggero, anticipato dal suo odore particolare.
 
Un odore che sapeva di foglie morte, di rose appassite, di fiori non ancora sbocciati, di funghi marcescenti, di alberi caduti, di erbe velenose, di mosche e di vermi; l’odore tipico di chi proveniva dal gelido mondo dei ghiacci, senza sole, il cui cielo tetro era illuminato dalla pallida luce delle due lune che dava un colore spettrale a chiunque vi vivesse e uccideva l’amore nei cuori della gente, come aveva fatto al cuore della sua perfida sovrana.

 
Atterrito e angosciato da questo evento, Zodes cadde dal suo giaciglio, cercando con tutte le sue forze di rimanere calmo e imperturbabile, mentre nella sua mente cercava di immaginare quale potesse essere il motivo di tale infausta visita.
In men che non si dica, il Grande Saggio si ritrovò il messaggero davanti alla sua porta. Gli si parò dinnanzi agli occhi un essere spaventoso, dal viso raggrinzito e duro, il suo volto era incorniciato da lunghi capelli crespi e neri, così folti che gli si paravano davanti al freddo sguardo. Una voce forte e profonda si manifestò senza che l’essere muovesse le labbra che sembravano cucite:" Zodes, sono venuto a te, Grande Saggio, inviato dagli abitanti del mondo delle due lune, in missione di pace." A queste parole che erano alquanto dissonanti con l’aspetto fisico e la fama del messaggero, lo gnomo si sentì stranamente pervaso da un calore di fiducia.
 

Allungo il braccio e afferrò la missiva della Principessa. Il suo cuore batte velocemente, sapeva che non doveva fidarsi delle parole del messaggero, un  altra volta la sua negligenza ha costato caro tutto il popolo dei boscoveteritei. Lui Zodes il Grande Saggio, aveva il compito di capire e poi sugerire ciò che era giusto da fare per tutta la comunità. Lesse attentamente lo scritto e con grande stupore …..

Constatò che la missiva era un vero trattato di pace. Fece segno con la mano a GIDDA sua moglie, d’ imbandire la tavola ed accogliere il messaggero con il dovuto rispetto. FORTECUS il messaggero, è stato accomodato in una poltrona, degna degli ospiti graditi, aspettando il banchetto in suo onore.


ZODES a sua volta, convocò in gran fretta a se, il figlio maggiore PORTACOS, mandandolo con la missiva dal capo dei BOSCOVETERITEI – MIRACOL.
Il tempo stringeva, la Principessa dei ghiacci aspettava la risposta prima di calare della prima luna. Il GRAN CONSIGLIO doveva essere riunito in fretta, per decidere quale forse la risposta da inviare. La missiva porta da messaggero, non era solo un trattato di pace , era anche un invito a prendere parte….
 
ad una grande festa, nel corso della quale la regina avrebbe scelto il suo sposo tra i BOSCOVETERITEI.
Questo destò un mormorio di stupore tra i membri del gran consiglio: perchè mai la regina dei ghiacci, la gelida sovrana del mondo delle due lune, voleva sposare un membro della loro comunità? Fu convocato in gran fretta Fortecus e gli venne posto il quesito.
"Sua maestà" rispose il gelido messaggero "sta invecchiando, e si è resa conto che tra mille anni, quando morirà, non avrà alcun erede cui lasciare il trono. D’altra parte nel mondo delle due lune non c’è nessuno che possa amarla ed unirsi a lei, perchè, come sapete, nel nostro mondo non c’è amore. Ecco perchè si è decisa a compiere questo passo: vi offre pace e non aggressione a patto di essere amata da almeno uno di voi. In caso contrario... " Non completò la frase, non ve n’era alcun bisogno.
 
In caso contrario oscuri scenari di guerra e azioni di pulizia etnica. Come era accaduto anche nel recente passato: l’intero popolo dei MINGUS era stato decapitato di tutti i suoi piccoli cuccioli che erano stati sterminati senza pietà, dopo interminabili ed atroci torture...

Le leggende sulla principessa erano multiple, si mormorava della sua imparagonabile crudeltà, ma si narrava anche della sua grande sfortuna. Si racconta in gran secreto di una giovane principessa, promessa sposa ad un valoroso cavaliere del mondo di due lune. Di come alla vigilia delle nozze il valoroso giovane, fu ucciso da colpo di fucile di un cacciatore. Da questo momento la PRINCIPESSA si copri il capo con il velo nero e ordinò di oscurare tutto ciò che procurava visibilità. Le tenebre sono scese su tutta la popolazione delle due lune, e il cuore di Principessa diventò gelido e senza pietà.


ZODES e MIRACOL con tutto il GRAND CONSIGLIO degli anziani, discutevano animatamente le cose da farsi. Era necessario preparare dei giovani valorosi ma anche sapienti, ad affrontare il lungo viaggio, ma ciò che era più importante, istruirli come affrontare la Principessa. Da loro abilità dipendeva la vita di tutto il popolo dei BOSCOVETERITEI.
Vi era, soprattutto, un grande problema al fondo di tutto questo: i boscoveteritei non concepivano la possibilità di sposarsi con qualcuno senza esserne innamorati. La loro vita si svolgeva all’insegna dell’amore che li condizionava dall’inizio alla fine della loro esistenza, ed era proprio per questo che, fin dal più lontano passato, la Principessa delle due lune si era accanita contro di loro. Ma come è possibile amare qualcuno che ti ha sempre odiato? Come è possibile desiderare chi ti ha ispirato sempre e soltanto spavento? Come è possibile pensare di generare un figlio che sai già che sarà allevato nell’odio e nell’oscurità? Certo, nessuno dei boscoveteritei odiava la Principessa (non era possibile per loro odiare qualcuno) ma da qui ad amarla ne correva.
Fu dunque per queste considerazioni che Zodes si decise a chiedere aiuto agli altri gnomi.

Gli GNOMI riuniti assieme dei sapienti BOSCOVETERITEI, commentarono le parole del messaggero, chiedendosi se la Principessa unendosi ai boscoveteritei, potrà mai risvegliarsi da quel brutto incubo che la sta travolgendo da più di 498 anni. Sarà mai possibile che un giovane inesperto cavaliere, potrà far battere il cuore gelido della padrona di DUE LUNE? Se impresa non forse fortunata, sarebbe meglio morire prima di doversi adeguare alle tenebre della lontana sovrana. Insegnare ad amare, questa sarà la missione dei giovani cavalieri

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Cera una volta, un bosco incantato, dove vivevano le creature misteriose. I loro vestiti leggeri e fruscianti nascondevano dei corpi piccolissimi e snelli. I giovani a differenza dei sapienti, non portavano nessun copricapo, simbolo di rango e di casta. Le case dei “BOSCOVETERITEI” erano...
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05/06/2007 12:08:59
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