( Prendimi ancora un po’ in giro, fammi il solletico,voglio morire ridendo.) http://blog.chatta.it/angelomaldestro/ Ultimi post inseriti da AngeloMaldestro it-IT Fri, 28 Mar 2008 22:31:59 GMT Sun, 12 Feb 2012 20:29:39 GMT 5 Chatta RSS Generator http://www.rssboard.org/rss-specification ( Prendimi ancora un po’ in giro, fammi il solletico,voglio morire ridendo.) | Blog 90 90 http://blog.chatta.it/angelomaldestro/ http://blog.chatta.it/images/angelomaldestro/logo.jpg vertigo http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/vertigo.aspx ''Avessi potuto, quella lettera non l'avrei mai scritta. Sogno spesso, da allora, le singole parole che si cancellano sotto i tuoi occhi: consumate prima di essere lette, spariscono nella tua ansia di ricevere una spiegazione. Vorrei dirti una cosa. Dirti di tenerla come un segreto perché questo è: un segreto che ti svelo proprio adesso che sul ponte della nave guardo in giù e sei l'unico a non agitare un fazzoletto bianco. L'unico che non spera in un ritorno.
Hai una maniera sciocca di chiedermi le mie ragioni. Inizi le frasi con i 'perché', mentre dovresti affidarti agli 'affinché'. Parto non perché io lo voglia o perché voglio interporre il gusto della distanza. Parto affinché tu impari a desiderare questo viaggio per me, affinché tu conosca il gusto della mia distanza. Il sapore che avrò quando sarò lontana.
Sorrido di tutti i bagagli che ho visto imbarcare. Valigie affastellate in piramidi precarie, legate con corde che scricchiolano. Sorrido di chi cerca di portare con sé la maggiore quantità possibile di passato. Il mio ingombro è minimo anche se non è affatto minimo quello che conservo. Ma stipo i ricordi in modo differente, li avvoltolo sottopelle, come se gli incavi dei gomiti o le rughe d'espressione avessero un doppio fondo. E' comodo e pratico ed è più doloroso perché meno visibile. Meno ingombrante agli occhi. Più pesante immediatamente dietro le palpebre.
Il segreto che ti svelo proprio adesso, adesso che questa nave enorme salpa e i boccaporti vengono chiusi e i ciminieri rombano impazienti, è tutto nel vedermi appesa alla ringhiera bianca. Vedermi indistinta eppure così ben delineata tra la confusione di una folla di promesse messe sull'acqua a decine di metri dal più remoto dubbio di affogare. Il segreto non è in quella lettera nella tasca dei tuoi pantaloni, non è nel saluto sbrigativo che ti ho dato. Il segreto -ti stupirà- non è neanche nella calma che ostento, concentrata nelle nocche delle mani che sbiancano mentre stritolano la ringhiera. Il segreto è la vertigine che mi dà guardarti da quassù mentre la chiglia si separa dal molo, la stessa vertigine che immagino provochi il vedermi allontanare e assumere le dimensioni di qualcosa che potresti tenere in una mano. Eppure parto e non c'è mano né promessa. C'è una leggera vertigine, che richiamo al mio equilibrio, pensandoti distante.''
]]>
Fri, 28 Mar 2008 22:31:59 GMT http://blog.chatta.it/angelomaldestro/9063965/view.aspx http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/vertigo.aspx
Noi non ci siamo salvati. Non ci abbiamo neanche p http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/noi-non-ci-siamo-salvati-non-ci-abbiamo-neanche-p.aspx ''C'è un giorno che inizia. Un giorno che si separa dal sonno con la cautela di una decalcomania, lasciando particelle di inchiostro impresse organizzate in segni. Segni che affioreranno durante il resto del giorno che inizia con i secondi e minuti che girano mescolati in senso orario. Tanti piccoli gorghi che collassano e, stondando fra loro, stabiliscono quando è il momento di cominciare a prendere il tempo sul serio.
Noi non ci siamo salvati. Non ci abbiamo neanche provato. E non abbiamo vinto né perso. Non abbiamo fatto altro che travasare la sabbia da palmo a palmo fino ad accorgerci che in quel gesto c'era qualcosa che andava via e ci sembrava fosse nostro ed era invece quel fatto spietato e incredibile dei giorni che iniziano e ci sono valigie da riempire stipandole con la geometria necessaria quando non puoi tornare indietro a prendere qualcosa che hai dimenticato. Noi non ci siamo salvati perché ci pareva di affondare più veloce degli altri ed erano solo i sassi nelle tasche che avremmo poi svuotato, divertiti dal rumore dell'acqua che li inghiottiva. Bocconi amari e giganti che schioccavano contro il palato e finalmente poi in gola e più giù fino al buio definitivo di un fondale che non ha mai visto galeoni né carcasse di illusioni.
Noi non ci siamo salvati. Ci siamo persi e poi chiamati come ponti radio d'aiuto tra due luoghi in cui nascono segnali deboli ma ostinati. Segnali che non accettano di cambiare frequenze e aspettano aspettano e aspettano che le onde entrino in sintonia, che la voce, gracchiando, agganci il segnale e -finalmente- risponda. Nel frattempo non ci siamo salvati. Ci sono stati naufragi e smarrimenti, coste invitanti con gli scogli appena sotto la superficie dell'acqua, piattaforme perse nella loro solitudine artificiale e persino altre imbarcazioni sperdute come la nostra, ma piene di provviste e barili stracolmi: privi di destinazione e buoni da consumare.
Quand'è stata l'ultima volta che ho visto un giorno iniziare?
Noi non ci siamo salvati anche se abbiamo tenuto decine di rotte diverse nella speranza di arrivare almeno al termine di una. Quanto è stato strano scoprire che bisognava procedere in circolo, riaffascinarsi agli specchi d'acqua e a quello che passa e diventa altro ad ogni giro. Trasformarsi. Non chiedersi dov'era il varco che ci avrebbe portati in salvo, smettere di cercare di fermarlo tra un elenco di possibilità che frullano come tabelloni degli arrivi e partenze. Smetterla. Sedersi stanchi e guardare appena più in basso e in qualche modo indietro, passare più volte l'indice sulla superficie nuova di un braccio appena guarito e ridere della propria preoccupazione di non riaverlo mai più.
Noi non ci siamo salvati. Non abbiamo vinto e non abbiamo perso.
Quand'è stata l'ultima volta che ho respirato?
C'è un giorno che inizia scollando tutti i manifesti di una stagione passata ad evitare sguardi e incontri. C'è chi già incolla nuovi inviti e nuovi appuntamenti da non disattendere con un piacere in più. Uno strato di voglia aggiunto e sguardi lanciati come il filo per i panni stesi da una finestra all'altra: qualcun'altro guarderà in su e a qualcos'altro guarderemo.
'Stavolta, camminando. Senza aspettare di essere salvi mai.'' ]]>
Fri, 28 Mar 2008 22:28:59 GMT http://blog.chatta.it/angelomaldestro/9063955/view.aspx http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/noi-non-ci-siamo-salvati-non-ci-abbiamo-neanche-p.aspx
Perché tu bari, ma non imbrogli http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/perche-tu-bari-ma-non-imbrogli.aspx ''Le parole non si rigenerano da sole. Non sono pelle, non sono una pianta che poti e annaffi. Le parole non si riprendono autonomamente il loro significato, non si scrivono da sole la loro storia e il loro valore. Le parole si ammalano, perdono lettere e forza, offese dalla ripetizione e avvilite dalla noncuranza. Le parole fanno fagotto e finiscono altrove, in altre bocche, sballottate dalle frequenze prodotte da altre corde vocali; spanciano volgari, tuffandosi da altre lingue e precipitando in altre labbra. Fin quando, spianando l'ennesima pagina, realizzi che non significano più nulla per te. Anche se provi a riassegnargli un viso, se gli cambi posto all'interno di frasi che -hai giurato- non pronuncerai mai più.
Inizi a tacerle. Il vocabolario progressivamente ridotto a pochi eufemismi, i soliti gesti per supplire al vuoto: vòlti le spalle o le alzi simultaneamente ad incassare la testa. Le dimentichi e allunghi le pause che seguono sorrisi e assenza di respiro. Non ricordi più e cerchi alla rinfusa surrogati di non sai bene cosa. Tenti di affidare il compito a qualcos'altro. Forzi immagini e suoni che fanno il loro dovere, ma non rimpiazzano lo smarrimento. Intanto quello che puoi dire non occupa più spazio di un foglietto nella tasca e la tua voce ha il tono sgradevole di chi è stato troppo tempo in silenzio: di chi è continuamente appena sveglio.
Per questo ringrazi chi arriva con una scatola piena e la rovescia sulla tua spalla, vicino all'orecchio. Ringrazi come un assetato e l'entusiasmo di riavere tutti quei termini ti fa balbettare ancora, mentre afferri tutto con le stesse mani con cui ricacci dentro quello che cola agli angoli della bocca. Voracemente ingurgiti e il foglio in tasca diventa un libriccino e poi un volume pesantissimo pieno di illustrazioni con chilometri di didascalie e tu metti convulsamente a posto ogni cosa, costruisci scaffali e cassetti alla velocità della luce: con una foga che ti gonfia gli occhi. Esausto ringrazi e continui. "Non voglio smettere", lo dici con la lena di chi sa quanto è dolorosamente devastante agitare le mani a vuoto e, a quel punto, ti senti rispondere:
"Ora invece mescoliamo tutto".
"Giochiamo a Shanghai: smazziamo le parole come bastoncini. Come l'inizio di una partita, come spaghetti messi a cuocere nella pentola all'ora di pranzo."
Accetti la sfida e separate le parole. Le sollevate con attenzione precisa: con cura e concentrazione per quell'unico gesto compreso tra i polpastrelli stimolati dal pizzicorio delle punte. Ti accorgi che bara. Che a volte le parole, i bastoncini, tremolano. E' questione di passato -pensi. Di distorti significati pregressi. Di come non ci sia poi talvolta l'abitudine a vedere certi termini accostati secondo quell'ordine, una volta liberati dal caos. Ti accorgi e non dici niente. Prosegui la sfida, il passaggio dall'affastellare al riporre. Ricombini e osservi quell'intrico, imparando ad apprezzarne il delirio fascinosamente organizzato. La partita termina e inizia di nuovo. C'è una pausa che per un attimo ti pare esitazione. Magari non si può dire più di così. Magari le parole si consumano da sé -pensi. No, impossibile. Le parole non si rigenerano da sole, ma neppure sbiadiscono senza l'aiuto della negligenza altrui. La pausa coagula in uno sguardo che ti mette alla prova:
"Ho mosso. Ho mosso e tu non mi hai detto nulla".
Tu sorridi: è il tuo turno. Sollevi un altro bastoncino e rispondi:
"E' vero, non ho detto nulla. Perché tu bari, ma non imbrogli".'' ]]>
Fri, 28 Mar 2008 22:24:59 GMT http://blog.chatta.it/angelomaldestro/9063930/view.aspx http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/perche-tu-bari-ma-non-imbrogli.aspx
casomai http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/casomai.aspx ''Io sono un giocattolo ben congegnato, un meccanismo oliato che risponde a desideri improvvisi: a slanci storditi. Sono la mattina di natale, le ore che precedono il compleanno, sono quell'ansia e rispondo a quella necessità di ricevere. Sono il giocattolo esatto che volevi, il pacco scartato; e non mi trovi dietro le vetrine, non hai bisogno di chiedermi puntando i piedi, non devi neanche sforzarti di desiderarmi con i pugni stretti sotto il cuscino. Io non sono nient'altro che quello che vuoi. Sono un niente ben congegnato, un desiderio oliato, un giocattolo estinto il giorno successivo: quando mi sistemi accanto agli altri, quando hai spuntato la lista, quando hai fatto il giro della voglia.
Io sono quello che ricevi prima ancora di riuscire a chiederlo, sono la fortuna di chi non ha altri muscoli se non quelli del viso, sono un capriccio motivato a lungo, di cui -poi- non devi rendere conto. Io sono un doppione appena dissimile spacciato per indispensabile, accontento saltelli e mi esaurisco e poi mi ricarico in fretta così non hai modo di accorgerti di non poter chiedere ancora e non ho modo di pensare che non sono altro che un meccanismo oliato a cui manca il respiro se rallenta perché perde il suo senso, perde la sua ragione di essere solo un giocattolo che si estingue piano.

Io ho valige disseminate ovunque, sono veloce a prepararle, ho un'attitudine da sfollato che riesce a individuare immediatamente quello che deve raccogliere in una situazione di emergenza. Ho un sismometro impiantato nella bocca dello stomaco che oscilla linee isteriche sul dorso delle mie mani e mi rende ancora più preciso. Io sono esatto quando si tratta di piegare maglioni, chiudere le cerniere delle borse: il tempo di voltarti e ho già tutto in spalla. Il tempo di pensarci e sono già sulla porta. Perché ho imparato quando è il momento di restare e lottare e ho capito altrettanto bene quando bisogna mettere anni luce tra te e quello che ha il solo scopo di risucchiarti nel nulla della sua mancanza.''
]]>
Fri, 28 Mar 2008 22:22:59 GMT http://blog.chatta.it/angelomaldestro/9063910/view.aspx http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/casomai.aspx
auguri,am(u)ore mio <3 http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/auguri-am-u-ore-mio-3.aspx "Dono a te il mio cuore,perchè so che nulla potrà mai scalfirlo,se non per tuo volere,finchè avrà dimora nelle tua mani.Dove il dolore non fa più rumore.Per sempre.

Sei Vita."

]]>
Sat, 08 Mar 2008 20:42:59 GMT http://blog.chatta.it/angelomaldestro/8952078/view.aspx http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/auguri-am-u-ore-mio-3.aspx
sei http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/sei.aspx dove meteora vagante mi ero perso
due verdi stelline in cielo
si vestiranno di candido velo
un sole raggiante di giorno
io, terra e tanti pianeti intorno.

Sei l’altra metà dei miei polmoni
caldo respiro di ardenti carboni
chicchi di grano, spighe dorate
a cantarti interminabili serenate
in sottofondo un’orchestra di grilli
ma sento già di un bimbo gli strilli

Sei l’altra metà dei miei pensieri
se penso a quando non c’eri
vuoto il cuore piena la mente
di brutti ricordi e giornate spente
vivere così non aveva senso
sei l’altra metà è ciò che penso'' ]]>
Thu, 06 Mar 2008 23:31:59 GMT http://blog.chatta.it/angelomaldestro/8941331/view.aspx http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/sei.aspx
IL SENSO DEL TEMPO SI SPEZZA http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/il-senso-del-tempo-si-spezza.aspx ''Devo aver dimenticato
dove è andato a vivere il rispetto.
Devo aver dimenticato com’eri prima
di prendere in prestito le mie paure,
prima di usurpare le sigarette che respiro.
Adesso il senso del tempo si spezza.
Tu, tu continua pure a guardarmi
con quel corpo coltivato
nello squallore.
Non so in che modo posso dire di
possedere il fresco di
un’arancia appena aperta.
Come posso masticarti
deglutire e digerire un respiro sgozzato
sulla cima delle dita di questo killer
con la gonna a pieghe e il volto bruno.
Penso a questo sole cremisi
che mi marcisce dentro
sbocciando come una melagrana
cotta al caldo.
Che cosa ho sulla lingua?
Un nocciolo del tuo seme.
Ho imparato a lacrimare
da un occhio solo,
lacrime di coccodrillo divise a metà.
Guarda ciò che hai forgiato
sul tuo palmo.
Hai visto che colore ha assunto
il fondo della bevanda nel tuo bicchiere?
Cangia con la luce,
non ti sembra un cimitero di nocciole?
Vorrei bere dalle tue labbra
quello che ancora è rimasto:
un bacio, un gemito,
un suono, l’inizio o la fine di una parola timida.
Non farò comunque in tempo
a tossire questa bestemmia nella tua gola.'' ]]>
Thu, 06 Mar 2008 23:18:59 GMT http://blog.chatta.it/angelomaldestro/8941309/view.aspx http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/il-senso-del-tempo-si-spezza.aspx
impediscimi di parlare http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/impediscimi-di-parlare.aspx impediscimi di parlare,
volo troppo di fantasia
senza castrare questa bocca
deforme. Lettere e sillabe
piovono giù come
insetti nocivi alla pelle. ]]>
Thu, 06 Mar 2008 23:11:59 GMT http://blog.chatta.it/angelomaldestro/8941311/view.aspx http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/impediscimi-di-parlare.aspx
lasciami in pace** http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/lasciami-in-pace-.aspx Mi cola lava incandescente
giù dalla testa
e il cervello liquido mi scivola dal naso:
fantasmi di fobie nella bocca.
Lasciami in pace,
la mia faccia è solo un nido d’api ]]>
Thu, 06 Mar 2008 23:11:59 GMT http://blog.chatta.it/angelomaldestro/8941259/view.aspx http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/lasciami-in-pace-.aspx
AM(u)ORE http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/am-u-ore.aspx

''Ho finito le idee per i miei stupidi racconti
Ti voglio bene per come
sei dentro: malato nel mezzo.
Ho bisogno di una iniezione
prima di tornare in caserma.
Timbrare il tuo sorriso
è anoressia.
Prendimi ancora un po’ in giro,
fammi il solletico,
                       voglio morire ridendo.''

]]>
Thu, 06 Mar 2008 23:09:59 GMT http://blog.chatta.it/angelomaldestro/8941284/view.aspx http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/am-u-ore.aspx
tu che sai http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/tu-che-sai.aspx Uccidi il mio
orgoglio di Essere,
tu, che sai che
mi ci vorrebbe doppia vita
per incollare lingue a colori
acrilici, appesa al cielo violaceo
del tuo nido ]]>
Thu, 06 Mar 2008 23:02:59 GMT http://blog.chatta.it/angelomaldestro/8941222/view.aspx http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/tu-che-sai.aspx
ciao,ti presento.. http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/ciao-ti-presento-.aspx “Ciao,
                                                    ti presento…
                 …questo è il mostro che è in me”.
]]>
Thu, 06 Mar 2008 22:57:59 GMT http://blog.chatta.it/angelomaldestro/8941189/view.aspx http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/ciao-ti-presento-.aspx
A volte chiedo solo un bacio al limone http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/a-volte-chiedo-solo-un-bacio-al-limone.aspx ''Leggere qualcosa mi rilassa, mi fa dimenticare che fra pochi
Minuti devo tornare a lavoro.
Continuo a sognare una vita che non avrò mai il coraggio di vivere.
Vedo solo la luce che passa dalla finestra nei suoi tentacoli di polvere.
Posso attraversare il mondo senza dover vendere i miei vestiti?
Sono stufa di bere latte caldo per vomitare il mio disprezzo. Obblighi che non mi appartengono, ed un lavoro come copertura per rincorrere sogni che tardano ad arrivare sul mio binario morto.
Ti stringo la mano e vedo le vene disperate che si articolano fra le tue dita. Qualche ruga di disperazione ti spinge gli occhi come pena per la tua voglia autistica di essere come sei.
Ho voglia di leggere tantissimo, fino a che non mi lacrimano gli occhi. Voglio morire sommersa dai libri. Voglio leggere così tanto da non distinguere più la mia vita dall’inchiostro. E se mio padre per fare il simpatico mi dice che sono le cose nere quelle da leggere e non gli spazi bianchi, potrei rispondergli che è in ritardo di ventiquattro anni e che non è vero che non è mai troppo tardi. E’ DA TEMPO CHE HO SMESSO DI ESSERCI.
Sono andata a correre respirando aria che non sarà mai abbastanza pulita, sono andata a correre per continuare a guardarmi allo specchio, per capire cosa mi nasce dentro. Peso come una coperta invernale.
A volte chiedo solo un bacio al limone che nessuno mi vuol dare, così mi prendo a morsi un limone con la buccia macchiata di rame.'' ]]>
Thu, 06 Mar 2008 22:50:59 GMT http://blog.chatta.it/angelomaldestro/8941088/view.aspx http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/a-volte-chiedo-solo-un-bacio-al-limone.aspx
Occhi vuoti http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/occhi-vuoti.aspx ''Vorrei solo farti
capire quanto mi sento
inutile e vile.
Ricopri di carta le pareti
non voglio sentirti
mentre mi osservi
sguainando il tuo sperma
sulla mia anima rafferma.
Sono solo un pezzo di pane
incatenato fra denti
di cane'' ]]>
Thu, 06 Mar 2008 22:50:59 GMT http://blog.chatta.it/angelomaldestro/8941204/view.aspx http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/occhi-vuoti.aspx
ospitare ogni passante http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/ospitare-ogni-passante.aspx Mi porto le ginocchia
vicino al volto
inarcando la schiena…
E fino alla fine
dondolo ospitando
ogni passante stanco
che per un po’
vuole allungare le
gambe sotto il sole ]]>
Thu, 06 Mar 2008 22:49:59 GMT http://blog.chatta.it/angelomaldestro/8941073/view.aspx http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/ospitare-ogni-passante.aspx
Fili di dita sulle mie ciglia di metallo http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/fili-di-dita-sulle-mie-ciglia-di-metallo.aspx PO-CHE PA-RO-LE
AGLI
AN-GO-LI DEL-LE
LAB-BRA.
Un pensiero che uccide.
Fili di dita sulle mie ciglia di metallo ]]>
Thu, 06 Mar 2008 22:47:59 GMT http://blog.chatta.it/angelomaldestro/8941054/view.aspx http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/fili-di-dita-sulle-mie-ciglia-di-metallo.aspx
Quest’oggi leccami. http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/quest-oggi-leccami-.aspx

Leccami lungo
il collo e soffermati
sul lobo.
Prendimi come fossi
il centro nevralgico
dell’esistenza.
Come fossi
acqua zampillante
di montagna
e linfa dei deserti
(riarsi e sterili)
dei tuoi giudizi
(che lungo rive
della morte s’estendono).
Baciami e inglobami
come se fossi
il settimo degli elementi
ed il primo
dei perimenti,
dei ripensamenti,
dei tuoi comandamenti.

]]>
Thu, 06 Mar 2008 21:46:59 GMT http://blog.chatta.it/angelomaldestro/8940635/view.aspx http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/quest-oggi-leccami-.aspx
PEnSARE http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/pensare.aspx ''Pensare che il silenzio
sia l’ombellico
della confusione
e che il mio naso
non serva solo per respirare'' ]]>
Thu, 06 Mar 2008 21:44:59 GMT http://blog.chatta.it/angelomaldestro/8940621/view.aspx http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/pensare.aspx
perchè ogni.tanto.rido.anch'io. http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/perche-ogni-tanto-rido-anch-io-.aspx Come va? [Tratto da "Il secondo diario minimo" di Umberto Eco, con aggiunte apocrife ]. 

Icaro: "Uno schianto"

Lucifero: "Come Dio comanda"

Leopardi: "Sfotte?"

Sade: "A me bene"

Casanova: "Vengo"

]]>
Fri, 18 Jan 2008 22:40:59 GMT http://blog.chatta.it/angelomaldestro/8680633/view.aspx http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/perche-ogni-tanto-rido-anch-io-.aspx
e dio... http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/e-dio-.aspx   ]]> Wed, 16 Jan 2008 20:23:59 GMT http://blog.chatta.it/angelomaldestro/8667756/view.aspx http://blog.chatta.it/angelomaldestro/post/e-dio-.aspx