FUGA DAL SUBBUTEO

30 novembre 2017 ore 10:05 segnala
FUGA DAL SUBBUTEO
21 giugno 2009 ore 13:30

Pomeriggio estivo ad Affori. Il sole batte forte in questa domenica. Riuniti nella mia stanza, alcuni amici giocano con me a Subbuteo. La tapparella abbassata più della metà per non ricevere il sole diretto, la finestra spalancata alla ricerca di un po' d'aria. Gli omini del Subbuteo corrono sul prato verde spinti dalle nostre dita. Sempre guidati verso il loro compito non si tirano mai indietro, Alle volte oscillano, non vanno dove vorremmo, non colpiscono il pallone piu grande di loro, ma non per loro scelta, per nostra incapacità nel guidarli.

Giovanni si avvicina con le sue pedine alla mia area di rigore, io spalle alla finestra prendo il bastoncino del comando del mio portiere e attendo il tiro; Giovanni colpisce il suo giocatore, lo indirizza verso la palla. Il tiro è forte, la palla passa a lato del mio palo destro, nulla di fatto, rinvio.

Ma il piccolo calciatore del Subbuteo non si ferma, dopo aver colpito la palla prosegue la sua corsa, passa a fianco del mio palo sinistro, li la recinzione in plastica del campo non c'e', ne approfitta; continua la sua corsa senza fermarsi, senza pensare alle possibili conseguenze, una caduta dal tavolo può riperquotersi in un infortunio anche grave, Ma lui continua.

Con la coda dell'occhio lo vedo prendere di slancio la porta finestra del balcone, tra la taparella abbassata e il pavimento piastrellato, continua senza fermarsi. Mi chino al volo giusto in tempo per vederlo spiccare il vole dal balcone del primo piano verso l'ignoto. Sparisce all'orizzonte.

Le ricerche cominciano subito, scendiamo in strada e guardiamo dappertutto, sotto le macchine, sulla strada, sul marciapiede, passiamo più di mezz'ora a cercarlo in quattro, ma nulla, non si trova.  Evitiamo di chiamarlo, non risponderebbe.  Risaliamo dopo aver deciso di abbandonare la ricerca, bene o male tutti pensano la stessa cosa credo, che sia difficile che possa essersi volatilizzato, che una squadra senza un giocatore è un casino, e che oggi fa veramente caldo.

Lo confesso, risalendo i miei pensieri erano altri, pensavo a quell'omino del Subbuteo stanco di farsi guidare, di correre sempre e solo su un panno verde, di passare la maggior parte del suo tempo in una scatola di cartone. Pensavo a quel gesto, la corsa infinita e senza troppo pensarci, l'occasione presa al volo senza domandarsi "e dopo?"

Pensavo al suo volo dal balcone, allo scenario possibile, la macchina che transita in quel momento, il lungo salto verso il tetto dell'autovettura, l'aggrapparsi all' antenna della radio, alla ricerca di "qualcosa d'altro", forse addirittura di nulla, ma sicuramente lontano da quell'appiattimento, da quelle regole non scritte ma esistenti.

Un tuffo nell'ignoto, senza nemmeno la speranza di un futuro migliore, ma almeno lontani da un presente ed un passato che non voleva più vivere.

Sono passati venti anni da quella fuga, quel giorno l'ho immaginata cosi, anni dopo ancora la ricordo e ancora penso alla sua fuga. Avrà trovato cio che cercava?
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FUGA DAL SUBBUTEO 21 giugno 2009 ore 13:30 Pomeriggio estivo ad Affori. Il sole batte forte in questa domenica. Riuniti nella mia stanza, alcuni amici giocano con me a Subbuteo. La tapparella abbassata più della metà per non ricevere il sole diretto, la finestra spalancata alla ricerca di un po'...
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