...lo zaino...

11 febbraio 2014 ore 16:47 segnala
...in questi giorni...e anche oggi...parlavo con il mio grande amico di scampagnate e di metafore...
...ci siamo ritrovati...a discutere...come spesso...ultimamente capita... dei problemi che in questo momento ci affliggono...sempre con il sorriso sulle labbra....sempre con la battuta... (fra le lacrime)
...di solito sono io...a trasformare i miei dialoghi...in racconti...metafore...
...oggi quel compito l'ho dato a lui...
..e questo...è il dono che mi ha fatto....


"Ma si può sapere che fai?" chiese lei girandosi di scatto e sorridendo nel notare l'espressione persa di lui.
"Io? Nulla… nulla", rispose lui destandosi, mentre pensieroso ricalcava con i piedi le orme lasciate da lei su quel sentiero segnato dalla pioggia.
Stavano camminando da tempo ormai… Nessuna fretta, nessuna voglia di accelerare il passo. Nessun appuntamento o orario da dover rispettare. Solo il piacere del viaggio…
"Sei stanco? Ti vuoi fermare un attimo?" chiese lei.
"Macché… no" replicò lui con ridicola fermezza, in quel momento spinto forse da orgoglio e da ben poco altro. "Stavo solo pensando" aggiunse.
Il peso dello zaino cominciava a farsi sentire… glielo si leggeva sul volto. Ci aveva messo tutto in quello zaino: ricordi di viaggi passati, una grande delusione e un sogno altrettanto grande, quest'ultimo ancora incartato nel proprio pacco… si era promesso di scartarlo una volta raggiunta la mèta, quel pacco… sempre che ci fosse… una mèta.
"Vuoi che ti porti lo zaino per un po'?" chiese lei, guardandolo affondare con i piedi nel fango.
"Ma voglio dire… non pesa a sufficienza il tuo?" replicò lui rallentando ulteriormente il passo, per poi provare goffamente ad accelerarlo, rischiando di finire gambe all'aria.
Ci scappò una risata...
"Pesa certo" aggiunse lei riprendendo il discorso e tornando seria "ma mica ti vorrai fermare qui… sotto la pioggia. Almeno portiamoci al riparo".
"Sai cosa ti dico? Accetto l'aiuto" rispose lui. "Prendi il mio zaino. Tu però… dammi il tuo" aggiunse con fare deciso mentre si alleggeriva di quel peso e cercava di rilassare spalle e braccia con qualche esercizio di stretching mal riuscito.
"E che senso ha? A questo punto, tanto vale che ognuno continui a portare il proprio" replicò quasi scocciata lei.
"Fai come ti dico" disse ancora lui, questa volta convinto di quello che stava per dire: "Tu porterai il mio peso, io proverò a portare il tuo… Solo per qualche metro, chilometro, minuto, ora… Sarà sempre faticoso, ma sarà una fatica diversa".
"Poi rifaremo cambio" aggiunse ancora lui "e so che riuscirai a guardarmi con occhi diversi… so che riuscirò a guardarti con occhi diversi… so che riusciremo a capirci con un solo sguardo… E a proseguire in questo viaggio".
E ripresero a camminare… senza guardare ad una mèta precisa, che ancora non avevano fissato. Forse solo sognato… chi più, chi meno...
Perché, in fin dei conti, non è la mèta a fare il viaggio… è il viaggio a rendere speciale una mèta... ogni passaggio, ogni paesaggio… è il "come" a giustificare il "perché"…
E anche se ora mi trovo nel bel mezzo di un deserto di cui non vedo i confini, riesco a rimanere incantato di fronte a quest'immensità… E ora "tienimi lo zaino per favore"…





ps:è stata dura mettere qui la tua musica...ma un regalo...è un regalo... :-)
...ed è bellissimo...rivederti scrivere dopo tanto tempo...

Grazie.....
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...in questi giorni...e anche oggi...parlavo con il mio grande amico di scampagnate e di metafore... ...ci siamo ritrovati...a discutere...come spesso...ultimamente capita... dei problemi che in questo momento ci affliggono...sempre con il sorriso sulle labbra....sempre con la battuta... (fra le...
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11/02/2014 16:47:54
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