Elucubrazioni (parte settima)

17 settembre 2015 ore 09:38 segnala
…Vagava su quella strada da lungo tempo ormai…le scarpe erano logore e la pelle sporca…

…non sapeva con precisione cosa stesse cercando…l’unico pensiero costante era Lui..il suo Re..

…da quando se ne era andato…nulla aveva più avuto importanza...la vendetta…l’amore…la sofferenza…NULLA..

…era come se vivesse in una bolla di totale apatia…

..la fame..quella era l’unica cosa che non la aveva mai abbandonata…ed era ormai da giorni che non si sfamava…

Quando vide l’insegna della locanda…sfiorò con le mani il legno rovinato e la scritta ormai sbiadita…alzando un sopracciglio..

Si alzò il cappuccio del mantello rosso….ed entrò senza tante speranze..

Attaccare un umano in un luogo pubblico.. era poco saggio e disdicevole..

Ma poteva sempre convincere qualcuno a seguirla…sapeva che le bastava muovere un dito per avere chi desiderava ai suoi piedi….e lei voleva cibo…sangue..

Essere diventata una mezza vampira..aveva i suoi pro e i suoi contro…e a volte rimpiangeva i giorni in cui per calmare il brontolio dello stomaco…le bastava una minestra calda

…la sua entrata nella locanda attirò non pochi sguardi…

…gli uomini si sgomitavano indicandola ..sghignazzando vili e puerili…

…si mise a sedere al bancone senza nessuna espressione sul volto…

“Buongiorno Milady..che cosa strana vedere una giovane e bella fanciulla in questi luoghi..solitamente se ne tengono bene alla larga…che cosa posso portarle?” chiese l’uomo dall’altra parte del bancone…con un naso barzotto e purpureo…

Lei alzò lo sguardo…togliendosi il cappuccio dal volto…qualche sfumatura di civiltà le era ancora rimasta …e a volte si comportava come una fanciulla che si conviene..

“Sono solo di passaggio” disse puntando gli occhi su di lui

“ehehe..che il passaggio sia breve mia cara..qui può essere molto pericoloso”

“oh…Lei non sa quanto” disse lei alzando leggermente l’angolo delle labbra in quella che era la faticosa parvenza di un sorriso…

I suoi occhi caddero sul collo del locandiere..mentre alcuni uomini l’avevano affiancata al bancone chiedendole se le potevano offrire da bere..

Gli occhi non si distoglievano dal collo…aveva una sete assurda…

Poi si fissarono sul ciondolo che aveva al collo…e in un turbinio di pensieri…le tornarono in mente immagini del passato..

Le urla di sua madre…le mani possenti che la trattenevano e legavano…l’odore della carne bruciata…

La forza di un braccio che afferrava il suo per marchiarla a fuoco…il dolore…il sapore delle lacrime sulle labbra…UN CIONDOLO…un ciondolo che penzolava da un collo

La paura prese piede…terrificante e viva come allora….e le ci volle un po’ per mettere a fuoco che ora…non doveva preoccuparsi di nulla…che li avrebbe spazzati via come foglie secche al vento

“Le dona moltissimo quel ciondolo…posso sapere dove l’ha comprato”?

“Uh questo” disse l’uomo sogghignando “è un regalo di famiglia..ce lo si tramanda di generazione in generazione”

“Ma non mi dica” disse lei socchiudendo gli occhi…mentre gli uomini al suo fianco iniziavano a fare un baccano infernale perché non li calcolava “eppure mi sembra di averlo già visto un ciondolo cosi..sicuro che non ve ne siano altre copie”?

“oh certo…tutti i discendenti del clan lo hanno…ogni famiglia ha il suo”

“il clan ??”chiese lei fingendosi curiosa…e sorridendo ancora…odiava dover fare la carina

“è un clan segreto…segretissimo” disse lui sornione avvicinandosi a lei con il volto e portandosi il dito alle labbra …mimando il silenzio..

“il clan degli inquisitori”? chiese lei decisa tornando seria…

L’uomo deglutì…allontanandosi “sono dicerie…solo dicerie”

“anche quelle su streghe e vampiri sono dicerie..o crediamo ancora alle favole”? chiese lei alzandosi dalla sedia…

“ad ogni modo….questo mi serve” disse allungando la mano verso il locandiere e strappandogli il ciondolo dal collo..

“ma cosa diavolo stai facendo ragazzina”?

Si voltò senza dire nulla…mentre l’onda inferocita di uomini e il locandiere iniziarono a imprecare contro di lei….e a seguirla mentre usciva dalla locanda…

Lei non si voltò…lasciò che la seguissero…aveva pensato di farsi seguire da un solo uomo…ma aveva ottenuto più di quel sperava pensò sorridendo …tirandosi su il cappuccio e infilandosi fra gli alberi del bosco…

“Oggi si mangia” sussurrò mentre infilava il ciondolo nella tasca del mantello
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…Vagava su quella strada da lungo tempo ormai…le scarpe erano logore e la pelle sporca… …non sapeva con precisione cosa stesse cercando…l’unico pensiero costante era Lui..il suo Re.. …da quando se ne era andato…nulla aveva più avuto importanza...la vendetta…l’amore…la sofferenza…NULLA.. …era...
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17/09/2015 09:38:48
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Commenti

  1. OpzioneA 26 maggio 2018 ore 14:36
    Sia maledetto per l'eternità quel re che abbandona, cessando di amare, il suo regno. E lo sia perché quel regno ha bisogno delle sue attenzioni e della sua forza. Nessuno potrà mai sostituire quel regno nel cuore del suo re ma, con l'abbandono, cesseranno anche i diritti di possesso e qualsiasi altro re, che aia stato amorevole verso quel territorio e quei sudditi abbandonati, diventerà a sua volta, di diritto, legittimato ad esercitarne il potere. Così è scritto e così sarà anche se l'antico re vorrà ritornare per rivendicarne il trono.

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