I soldi non fanno la felicità, bensì la schiavitù

04 giugno 2018 ore 04:25 segnala


A chi non è mai capitato d'ascoltare o leggere da qualcuno che non abbia compreso il famoso proverbio «i soldi non fanno la felicità» una critica negativa ad esso, seguita dalla frase «datemi tot quantità di soldi e vi dirò se mi faranno felice o meno»?
Forse anche a te è capitato di fare tale critica o di chiedere ironicamente un sacco di soldi.

Veniamo al punto: come saputo da molti, i soldi non fanno la felicità perché con essi non è possibile comprare i sentimenti.
Ma scendendo più in profondità nella questione, i soldi non fanno la felicità anche perché, nella misura in cui sono unità di misura (si voglia scusare il gioco di parole) d'un sistema economico inteso come quelli che da millenni soggiogano l'umanità - basati su sfruttamento umano, dipendenza dalle casse dello Stato, capitalismo, e trasferibilità del danaro tra individui - sono anche strumento con cui appunto schiavizzare l'umanità stessa; non solo perché tali sistemi economici permettono eccessive diseguaglianze tra individui e tra Stati, con la conseguenza che individui ricchi hanno grande potere su quelli non-ricchi, e Stati ricchi grande potere su quelli non-ricchi; bensì anche perché un popolo che consideri giusto o accetti che la propria vita dipenda dagli elementi prima citati (sfruttamento umano, dipendenza dalle casse dello Stato, capitalismo, e trasferibilità del danaro tra individui), oltre che schiavo è un popolo stupido.

I discorsi delle classi politiche, dei mass media, e di conseguenza dell'uomo medio - la cui mente vive dell'oscura luce riflessa dei primi due elementi, soprattutto del secondo (i mass media) - sono costantemente incentrati sul falso problema di come e dove trovare più danaro per migliorare un po', ma giusto un po', il vergognoso e triste stato in cui riversa la società.

Ma le menti degli uomini saggi conoscono il profondo significato del famoso proverbio «i soldi non fanno la felicità», poiché i soldi fanno la schiavitù del genere umano.

Danaro:
- Le classi politiche lo cercano, per fingere di migliorare un po' la situazione dei propri popoli, che invece peggiora sempre più.
- Gli uomini saggi lo condannano, per sanare il mondo.

La soluzione? Te ne do due.
Per la prima bisogna sicuramente passare da un'opera di miglioramento etico dell'uomo, poiché si basa in buona parte sulla fiducia; ma del miglioramento etico dell'uomo si ha comunque bisogno a prescindere.
Questa prima soluzione consiste nel vecchio motto «da ciascuno secondo le proprie capacità, a ciascuno secondo i propri bisogni».

La seconda, di mia idea, nonché più sicura, e per quanto riguarda il controllo del suddividersi dei beni, più comoda, consiste nell'uso di banconote che riportino il nome del proprietario - dunque non trasferibili ad altri - ed una scadenza coincidente col rinnovo del salario.
Nel momento dell'acquisizione di un bene materiale, le banconote andrebbero consegnate al distributore del bene stesso, che le strapperebbe e getterebbe.
Degli altri dettagli si potrebbe sempre discutere serenamente. Altrimenti a che serve la libertà degli uomini affratellati.
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« immagine » A chi non è mai capitato d'ascoltare o leggere da qualcuno che non abbia compreso il famoso proverbio «i soldi non fanno la felicità» una critica negativa ad esso, seguita dalla frase «datemi tot quantità di soldi e vi dirò se mi faranno felice o meno»? Forse anche a te è capitato di...
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