L'illegittimità etica della democrazia tradizionale

03 giugno 2018 ore 02:44 segnala
Il malessere, la mancanza di diritti, ed il «divide et impera» di ieri e di oggi sono figli della democrazia tradizionalmente intesa.
Nel lontano futuro o - se saremo fortunati - molto prima, la democrazia, oltre ad essere puramente diretta, non sarà più utilizzata per imporre la volontà di una parte del popolo sulle altre, le quali invece, avranno il diritto di separarsi dall'insieme delle parti stesse, rimandone al tempo stesso unite da princìpi comuni eticamente oggettivi.

Approfondendo il concetto d'illegittimità etica della democrazia tradizionale affermerò che:
a seconda della percentuale di coloro che votino dei partiti politici, la democrazia tradizionale è, nel migliore dei casi, il potere - o meglio, l'illusione d'averlo - della maggioranza del popolo sulla minoranza; e nel peggiore dei casi, il potere della minoranza del popolo sulla maggioranza.
Come detto, quella popolare è l'illusione d'avere il potere, in quanto gli individui si limitano a scegliere con quali percentuali cedere il potere stesso all'uno ed all'altro partito di una quantitativamente piccola classe di privilegiati: la classe politica.
Il popolo abbonda d'individui che stanno male, poiché non hanno un lavoro né sufficienti diritti; tali individui possono appartenere alla minoranza o peggio alla maggioranza del popolo, a seconda dei casi.
Per ottenere i diritti mancanti occorre usare metodi pacifici sin quando sia possibile, ma se gli individui che rivendichino diritti non venissero - come di norma accade - ascoltati dalla classe politica, o se dopo aver ricevuto ascolto continuassero a non ricevere i diritti che spettano loro, e se il resto del popolo non avesse intenzione di aiutarli nella rivendicazione pacifica dei diritti stessi, una rivolta contro la classe politica, rivolta che necessita di passare dalle forze dell'ordine che difendono suddetta classe, una rivolta che usasse la forza, diverrebbe eticamente legittima.
Se invece i richiedenti diritti appartenessero alla maggioranza del popolo, una loro ribellione che usasse la forza troverebbe legittimità etica nel fatto stesso che vi sarebbe in gioco la maggioranza.
Ma tornando al caso della minoranza, essa troverebbe subito la maggioranza ad appoggiare la classe politica nel predicare la pretesa illegittimità etica della rivolta violenta. Ciò avverrebbe poiché troppe persone sono egoiste e guardano solo al loro orticello; così le minoranze sarebbero costrette a restare senza i diritti mancanti, e gli sarebbe come detto ostacolata una rivolta violenta, sia dalle forze dell'ordine sia dalla maggioranza del popolo, la quale, al pari della classe politica, giudicherebbe suddette minoranze come barbariche, nel migliore dei casi.
La maggioranza del popolo dovrebbe invece aiutare i richiedenti diritti, o in alternativa legittimare una loro eventuale rivolta violenta, a patto che questa non porti le minoranze al tentativo d'imporre le proprie idee sociopolitiche ad altri, altrimenti si tornerebbe al punto di partenza, dove una parte del popolo sia costretta a sottostare alla volontà della parte restante.

Ecco dunque che si comprende come la democrazia, per com'è odiernamente intesa, non sia eticamente legittima, poiché come detto, impone la volontà di una parte del popolo sulla parte restante; anche se più che altro, alla fine si tratta dell'imposizione della classe politica - cameriera dell'alta borghesia e di coloro che stanno ai vertici di associazioni private, siano esse finanziarie, occultistiche, o esoteriche - sul popolo intero.
Ogni essere umano dovrebbe invece avere diritto ad organizzare la propria vita sociopolitica insieme a coloro che ne condividano il pensiero, a patto di non nuocere al prossimo né all'ecosistema.
Non è con la coercizione che si crea una società eticamente evoluta, bensì col diritto alla libertà nel rispetto altrui e dell'ecosistema.
L'unica imposizione eticamente legittima è il rispetto.
a3cc05a3-2d74-4418-934d-df4baa430568
Il malessere, la mancanza di diritti, ed il «divide et impera» di ieri e di oggi sono figli della democrazia tradizionalmente intesa. Nel lontano futuro o - se saremo fortunati - molto prima, la democrazia, oltre ad essere puramente diretta, non sarà più utilizzata per imporre la volontà di una...
Post
03/06/2018 02:44:17
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote

Commenti

  1. EtruscanLady 05 giugno 2018 ore 21:54
    Come la metti la metti dobbiamo, volenti o nolenti sottostare sempre a decisioni altrui, che poi questi altrui siano una minoranza nel dettar legge ai cittadini (dittatura) o una maggioranza anche se votata dai cittadini non ha nessuna importanza, sempre dittatura è. In ogni caso abbiamo sempre e solo doveri e pochi o punti diritti riconosciuti da chi ha in mano il potere ed i quattrini.
    In un caso o nell'altro tutto questo si chiama “regime”.
    Per difenderci non ci sono alternative, o ci dichiariamo apolitici o ancora meglio anarchici ma in questi casi essere apolitici affidiamo il nostro modo di pensare a chiunque si rechi a votare, essere anarchici significa non adeguarci a qualsiasi forma di poteri costituiti si ma poi? Rimane solo una libertà individuale non riconosciuta da nessuno e considerata addirittura illegale.
    Quindi cosa resta da fare? Adeguarci ...semplicemente adeguarci al maggioritario. Non so se questa condizione peraltro obbligata possa chiamarsi libertà.
    Non sono esperta di politica anzi meno ne sento parlare meglio sto, tanto so bene che per me non cambierebbe niente comunque.
  2. ArkanvS 06 giugno 2018 ore 04:15
    @EtruscanLady: Neanch'io sono un esperto di politica, mi limito a scrivere dei pensieri personali.

    Credo che per difendersi occorra attirare in qualche modo una presa di coscienza di massa, sebbene sia molto difficile farlo.

    Il problema dell'anarchia, non intesa come disordine, ma come ideologia sociale, è che rifiuta anche forze dell'ordine, carceri, e forse anche tribunali.
    Io invece rifiuterei solo la classe politica, e lascerei che a regolamentare forze dell'ordine, giudici, ecc, siano i cittadini.
    Solitamente la gente pensa non sia possibile che una grande massa di persone possa creare delle norme senza delegare questo potere ad una cerchia ristretta d'individui; io invece penso ci siano almeno due sistemi per renderlo possibile, ma difficilmente vengono accettati da persone comuni.

Scrivi commento

Fai la login per commentare

Accedi al sito per lasciare un commento a questo post.