Buon pomeriggio blogghettini/e miei, oggi ho deciso di mettere nel post una piccola chicca divertente trovata sul web..che può servire sia per le neo-mamme che anche in futuro per chi ne avesse necessità, sia uomo che donna perché..nella vita, almeno una volta..ci capiterà sicuramente di dover saper cambiare un..pannolino ad un bebè..:urlo..e visto che ci siamo perché non affrontare il dilemma in modo anche divertente?!:-)))
Ve lo spezzo in due parti vista anche la lunghezza dello scritto..:sbong..oddìo..che sia così un compito così complicato?!:mmm Speriamo di no…
Vi ringrazio come sempre dei messaggi, delle vostre visite-presenza e dell’amicizia..:-) vecchi e nuovi compagni/e che passate di qua..:grazie..
Buon inizio weekend ciurma :ola, pensate a come organizzarvi questi due giorni di relax-divertimento..io se fosse bel tempo, me ne andrei al mare..:ok..non sarebbe malaccio visto che tutta la settimana il tempo ha fatto schifo..:urlo..e a fine Giugno questo è impensabile..:nono..
Ci sentiamo sicuramente prima di lunedì..:bye..bacioniiiiii:batabacio..:staff
Arw.:angel
Cambiare il pannolino 1. Il pannolino può essere cambiato per tre ragioni:
a) perché lo dice la mamma;
b) perché lo dice la suocera;
c) perché il bimbo ha ca**to.
Naturalmente il gesto perde, nei primi due casi, gran parte della sua drammaticità.
Il vero, autentico, cambio di pannolino prevede la presenza della cacca.
Di solito accade così:
La mamma prende in braccio il bambino, lo annusa un pò e dice, con voce gaia e piuttosto cretina: “E qui cosa abbiamo fatto, eh? Sento un certo odorino... Cosa ha fatto l'angioletto?”.
Poi la mamma va di là e vomita. A questo punto si riconosce il padre di destra e il padre di sinistra.
Il padre di destra dice: “Che schifo!” e chiama la tata.
Il padre di sinistra prende il bambino e lo va a cambiare.
2. Il pannolino si cambia, rigorosamente, sul fasciatoio.
Il fasciatoio è un mobile che quando lo vedi a casa tua, capisci che un sacco di cose sono finite per sempre, tra le quali la giovinezza.
Comunque è studiato bene: ha dei cassettini vari e un piano su cui appoggiare il bambino.
Far star fermo il bambino su quel piano è come far stare una trota in bilico sul bordo del lavandino. E' fondamentale non distrarsi mai.
Il neonato medio non è in grado quasi di girarsi sul fianco ma è perfettamente in grado, appena ti volti, di buttarsi giù dal fasciatoio facendoti il gesto dell'ombrello: pare che si allenino nella placenta, in quei nove mesi che passano sott'acqua.
Dunque: tenere ben ferma la trota e sperare in bene.
3. Una volta spogliato il bambino, appare il pannolino contenente quello che Gadda chiamava "l'estruso".
E' il momento della verità.
Si staccano due pezzi di scotch ai lati e il pannolino si apre.
La zaffata è impressionante.
E'singolare cosa riesca a produrre un intestino tutto sommato vergine: cose del genere te le aspetteresti dall'intestino di Bukowski, non di tuo figlio.
Ma tant'è: non c'è niente da fare.
O meglio: si inventano tecniche di sopravvivenza.
Io, ad esempio, mi son convinto che tutto sommato la pupù dei bambini profuma di yogurt.
Fateci caso: se non guardate potrebbe anche sembrare che vostro figlio si sia seduto su una confezione famiglia di Yomo doppia panna.
Se guardate è più difficile.
Ma senza guardare... Io con questo sistema sono riuscito ad ottenere ottimi risultati:
adesso quando apro uno yogurt sento odor di cacca.
4. Impugnare con la mano sinistra le caviglie del bambino e tirarlo su come una gallina. Con la destra aprire la confezione di salviettine profumate e prenderne una.
Neanche il mago Silvan ci riuscirebbe: le salviettine vengono via solo a gruppi di ottanta.
Scuotete allora il blocchetto fino a rimanere con tra le dita un numero inferiore a cinque salviette.
A quel punto, di solito, la gallina-trota, stufa si stare appesa come un idiota, dà uno strattone: se non vi cade, riuscirà comunque a spargere un po' di cacca in giro.
Tamponate ovunque con le salviettine profumate.
Ritirate su il pollo e con gesto rapinoso pulite il sedere del bambino.
Posate le salviettine usate nel pannolino e richiudetelo.
A quel punto la vostra situazione è: nella mano sinistra un pollo-trota coi lineamenti di vostro figlio.
Nella mano destra, una bomba chimica.
5. NON andate a buttare la bomba chimica: la trota scivolerebbe per terra.
Quindi, posatela nei paraggi (la bomba, non la trota) registrando il curioso profumo di yogurt che si spande per l'aria.
Senza mollare la presa con la mano sinistra, usate la destra per detergere a fondo e poi passate all'olio. Ve ne versate alcune gocce sulla mano. Esse scivoleranno immediatamente giù verso il polso, valicheranno il confine dei polsini, e da li spariranno nell'underground dei vostri vestiti.
La sera ne troverete traccia nei calzini.
Completamente lubrificati, passate alla Pasta di Fissan, un singolare prodotto nato da un amplesso tra la maionese Calvè e del gesso liquido, ne riempite il sedere del pollo e naturalmente ve ne distribuite variamente in giro per giacche, pantaloni, ecc. A quel punto avete praticamente finito.
A quel punto il bambino fa pipì. :batayes :hihi :urlo :-))) :many :ok :assy :ass :sculetta :batayes
















