Delusa e mortificata, ha detto addio ai suoi sogni di indipendenza economica e ha raccontato tutto al padre, un dirigente d’azienda che ha scritto al Gazzettino per denunciare l’episodio.
Sei giorni di lavoro su 7: duecento euro
Nei giorni scorsi la ragazza si è presentata in un’agenzia di lavoro interinale in cerca di un impiego. Superata una prima selezione fra una quindicina di candidate, le viene offerto un posto da commessa in un negozio di abbigliamento intimo della città: lavoro a tempo pieno per sei giorni su sette a 200 euro netti al mese e, in caso di bisogno, disponibilità a fermarsi anche un pò di più.
Così per i primi tre mesi, poi si vedrà. Insomma uno stipendio da fame, anche per una ragazza pronta ad adattarsi pur di non diventare una “bambocciona”.
“Fuori legge”
A Conegliano la reazione di commercianti, sindacalisti e degli stessi operatori delle società di ricerca e offerta di lavoro è unanime: un contratto del genere è fuori legge, è un “caso estremo” che per fortuna rappresenta l’eccezione e non la norma, ma in tempi di crisi è un campanello d’allarme che non va sottovalutato: “Spero che questo caso non sia il sintomo del ritorno ad una pratica in uso nei laboratori tessili negli anni ‘90 - sottolinea il segretario della Filcams Cgil di Treviso, Luigi Tasinato - quando versavano ai dipendenti lo stipendio previsto in contanti e se ne facevano restituire immediatemente una parte”.
.......complimenti vivissimi...in cuffia alla crisi, questa è usura, un approfittarsi delle persone che hanno voglia di lavorare e di rendersi indipendenti..e poi dicono che per noi giovani è un macello trovare lavoro..se le prospettive sono queste..guarda, piuttosto resto con le mie mucchine!!:prrr..:cow...:dito2
Dolce serata ciurma..:kissy..oggi ero in riposo e ne ho approfittato per andare a farmi un bagno al mare..:batabagno..;-)....a presto!:ciao
Arw.:angel
















