#No grazie

13 agosto 2018 ore 04:21 segnala
Dietro a sconfinati sorrisi si celano cospicue sofferenze.
Sembra una massima o un aforisma copiato, ma in questo caso non lo è.
Mentre continuavo a pigiare le dita sui tasti neri del portatile, le mani tremano smettendo di proseguire il racconto.
Ed è così che si fecero le 04.20 del mattino.
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Dietro a sconfinati sorrisi si celano cospicue sofferenze. Sembra una massima o un'aforisma ma in questo caso non lo è. Mentre continuavo nello scrivere, ad un tratto le mani tremano smettendo di proseguire il racconto. Ed è così che si fecero le 04.20 del mattino.
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13/08/2018 04:21:47
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Improvvisi per macchina da scrivere

12 agosto 2018 ore 02:09 segnala
Sappiamo che le vacanze sono per lo più intellettualmente moleste; ché non sarebbe gran danno, non fosse che sono chiassose, afose, ciarliere, euforiche, prodighe; così che, anno dopo anno, vanno assumendo l’aspetto di un disturbo mentale di massa.
La scelta fondamentale sarà dunque se lasciarsi contagiare da questa demenza di massa, o tenersi sul sicuro.
Chi si voglia tenere sul sicuro si chiuderà in casa, meglio se in una unica stanza, con scuri abbassati, catenaccio alle porte, telefono staccato, camminar solo di pantofole, strascicato e morbido, parlare seco o con incarogniti complici a voce bassissima, meglio se per allusioni e strizzar d’occhi. Se si osserverà che questo contegno rappresenta i sintomi della depressione, non negherò; ma si tratta della demenza opposta, e dunque la più protetta e lontana dalla demenza vacanziale.
Essendo la vacanza un momento patologico, la scelta è tra la demenza gestita collettivamente, e la demenza privata, una cosetta che uno si fa da sé, magari con l’ausilio di semplici e amichevoli volumetti di psichiatria. Oltre tutto, nessuno vieta che il demente in proprio legga libri, purché ne sfogli le pagine con castissimo e dimesso fruscio; ma non giornali, che in quel tempo sono sempre euforici di annegamenti e disgrazie in montagna. E poi è impossibile sfogliare un giornale senza frastuono, e in tal modo si rientrerebbe nelle vacanze del contagio di massa. Mai più.

Giorgio Manganelli.
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Sappiamo che le vacanze sono per lo più intellettualmente moleste; ché non sarebbe gran danno, non fosse che sono chiassose, afose, ciarliere, euforiche, prodighe; così che, anno dopo anno, vanno assumendo l’aspetto di un disturbo mentale di massa. La scelta fondamentale sarà dunque se lasciarsi...
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12/08/2018 02:09:38
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I quarantanove racconti

11 agosto 2018 ore 14:10 segnala
Andando dove dovete andare, facendo quel che dovete fare, vedendo quel che vi tocca vedere, lo strumento che usate per scrivere si rovina e si smussa.
Ma preferisco che sia smussato e dovergli ridare forma e affilarlo di nuovo sulla mola, sapendo di avere qualcosa da scrivere, anzichè averlo lucido e brillante e non aver niente da dire, averlo liscio e ben oliato, ma inutilizzato, in un cassetto.
Adesso è necessario tornare a lavorar di mola.
Mi piacerebbe vivere tanto da poter scrivere altri tre romanzi e venticinque racconti.
Ne so di quelli buoni.

Ernest Hemingway.
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Andando dove dovete andare, facendo quel che dovete fare, vedendo quel che vi tocca vedere, lo strumento che usate per scrivere si rovina e si smussa. Ma preferisco che sia smussato e dovergli ridare forma e affilarlo di nuovo sulla mola, sapendo di avere qualcosa da scrivere, anzichè averlo lucido...
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11/08/2018 14:10:02
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La strada più lunga

10 agosto 2018 ore 01:05 segnala
(…) è la paura
la rapida assenza
e la voce viva
che ti chiama
a rincorrere l’urna
in cui hai riposto
il piano per la partenza.
Ogni cammino
ha una sua croce diversa.
Il movimento più rapido
include la gioia
che per un attimo sopravvive
alla sua disarmonia.

Loris Di Edoardo.
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(…) è la paura la rapida assenza e la voce viva che ti chiama a rincorrere l’urna in cui hai riposto il piano per la partenza. Ogni cammino ha una sua croce diversa. Il movimento più rapido include la gioia che per un attimo sopravvive alla sua disarmonia. Loris Di Edoardo.
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10/08/2018 01:05:03
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Una delle sue citazioni

09 agosto 2018 ore 20:50 segnala
Giudice: Qual è la tua professione?
Brodskij: Traduttore e poeta.
Giudice: Chi ti ha riconosciuto come poeta? Chi ti ha arruolato nei ranghi dei poeti?
Brodskij: Nessuno. Chi mi ha arruolato nei ranghi del genere umano?

Iosif Brodskij
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Giudice: Qual è la tua professione? Brodskij: Traduttore e poeta. Giudice: Chi ti ha riconosciuto come poeta? Chi ti ha arruolato nei ranghi dei poeti? Brodskij: Nessuno. Chi mi ha arruolato nei ranghi del genere umano? Iosif Brodskij
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09/08/2018 20:50:11
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