La bisbetica domata

13 luglio 2018 ore 04:30 segnala

Tratto dall'omonima commedia di William Shakespeare, interpretato dalla coppia d'oro dell'epoca formata da Elizabeth Taylor e Richard Burton.

Atto V scena II
Entrano Battista, Vincenzo, Gremio, il Pedante, Lucenzio e Bianca, e la Vedova; i Servi con Tranio, Biondello, Grumio che portano rinfreschi.

CATERINA

Su, su, vergogna! Spiana quella fronte

truce e minacciosa, non dardeggiare

sprezzante da quegli occhi per ferire

il tuo signore, tuo re, tuo governatore.

Sfigura la tua bellezza come il gelo

sconcia i prati; distrugge la tua reputazione

come il turbine scuote i bei boccioli,

e in nessun senso è amabile od acconcia.

Una donna irosa è come una fontana

intorbidita, fangosa, brutta a vedersi,

opaca, priva di bellezza, e finché è così,

nessuno, per quanto a gola secca o assetato,

si degna di sorbirne o toccarne una goccia.

Tuo marito è il tuo signore, la tua vita,

il tuo custode, il tuo capo, il tuo sovrano;

uno che ha cura di te e del tuo mantenimento,

che si sottopone a laboriose fatiche

per mare e terra, a vegliare di notte,

durante le tempeste, di giorno al freddo,

mentre tu stai calda e al sicuro in casa;

e non brama da te altro tributo che

amore, affabilità, e sincera obbedienza;

ben piccol pagamento per sì grande debito.

Il dovere che lega il suddito al suo principe

lega ugualmente una moglie a suo marito.

E quand’è riottosa, petulante, imbronciata,

acida e disobbediente al suo onesto volere,

non è forse una trista ribelle contenziosa,

una sgraziata traditrice del suo signore?

Mi vergogno che le donne siano così sciocche

da far guerra invece di pregare per la pace,

o cerchino autorità, supremazia, dominio,

mentre dovrebbero servire, amare, obbedire.

Non abbiamo il corpo debole, liscio e tenero,

inadatto alla fatica e alle cure del mondo,

perché le nostre qualità e i nostri cuori

ben si adattino alle nostre doti esteriori?

Su, su, riottosi e impotenti serpentelli,

il mio animo è stato altero come il vostro,

così il mio cuore e forse più la mia ragione,

tanto da ribattere parola per parola

e cipiglio a cipiglio. Ora capisco però

che le nostre lance non sono che pagliuzze,

debole la nostra forza, senza confronto

le nostre debolezze, tanto più deboli

là dove vogliono apparire più forti.

Abbassate allora la cresta, non c’è scopo,

e mettete le mani sotto il piede dello sposo.

In segno di tal dovere, se così gli aggrada,

la mia è pronta ad alleviargli la strada.



PETRUCCIO

Questa è una donna! Su, baciami, Kate.



LUCENZIO

Va’ là, marpione, la palma tocca a te.



VINCENZO

È un bel sentire, quando son figlie ossequiose.



LUCENZIO

E un brutto sentire, quando son donne riottose.



PETRUCCIO

Su, Kate, andiamo a letto.

In tre siamo sposati, ma voi due siete spacciati.

(A Lucenzio.) Tu hai colto il bersaglio,

ma io ho vinto la scommessa in pieno,

e così; Dio vi mandi un riposo sereno!

Escono Petruccio (e Caterina).



ORTENSIO

Va’ là, tu hai domato una bisbetica indemoniata.



LUCENZIO

Meraviglia, se permettete, che sia così domata. (Escono.)
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13/07/2018 04:30:55
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Commenti

  1. klimo05 13 luglio 2018 ore 10:16
    bel post:)
  2. avanzidizucca 13 luglio 2018 ore 13:37
    Mi era piaciuta molto questa traposizione cinematografica e l'ho postata. Grazie :)
  3. klimo05 13 luglio 2018 ore 13:48
    Hai fatto bene,di nulla:)

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