In un sogno....

17 settembre 2017 ore 16:21 segnala


...beandomi
dal tramonto all’alba
signore di me
stringendo il tuo cuore
nella notte…
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Delirio d'amore

17 settembre 2017 ore 15:59 segnala


All'orizzonte
ho volto lo sguardo,
in una volta di ali
ho volato,
vento negli occhi
occhi al vento,
ho sudato lacrime dal cuore,
ho versato sangue dai miei polsi
tremanti
come colibrì su petali neri,
nero come la notte d'argento,
fusa come oro
in fuoco di platino fuso,
platani del mio viale...
seccano,
anni folli in commoventi cuori,
e aride passioni
hanno arato ricordi vuoti
di bianchi ricordi spenti
adulando il destino ruffiano
boia e carnefice di noi!

Eros in volo di farfalla

17 settembre 2017 ore 15:47 segnala





Chiudi gli occhi

lasciati andare in fantasie colorate

libere come farfalle,

carezze come ali

sfioreranno la mia pelle

morbida

calda

salata,

vola su me

ancora...

sarò il tuo piccolo fiore.

Orient Express

12 settembre 2017 ore 10:57 segnala



Un sibilo assordante e tremar di vetri mi svegliò quella mattina.
Un mattino d'ottobre, per la precisione 4 ottobre 1883 in questa mia città, Parigi, brillava il sole ed il cielo era solo una cornice, spaventato e scosso scappai dal letto, abbandonando d'un tratto sogni e desideri.
Mi trovai sul marciapiede, spettinato e scalzo.
Quanto fumo vidi sovrastar il tetto della Stazione, era in partenza Lui... l'Orient Express, un treno di lusso, con interni in legno e onice, ne sentivo il profumo arrivar alle mie narici, ho aspirato a pieni polmoni, come fosse aria di montagna.
Da quel giorno l'unico mio desiderio, senza pensar cose quotidiane, metterci i piedi sopra e con lui scorrer serpenti di ferro per chilometri, posseduto da miraggi.
Non solo il treno mi ammaliava, ma... quella donna, elegante, vestita di nero, capelli raccolti in una veletta che anche gli occhi le copriva, la bocca rossa, ben delineata,
come dipinta su pelle candida, serica, fasciata nel suo vestito nero ondeggiante, decisa, il suo fugace sguardo m'invitava a quel viaggio.
Per due anni ho risparmiato franchi d'argento, immaginando quell'avventura, nel frattempo ammiravo quella donna di misteriosa bellezza e sempre ugual vestita, salire sul treno ad intervalli nel tempo sempre regolari.
Finalmente sto preparando affannosamente la valigia, spero di non aver dimenticato nulla, camice candide e ben stirate, cravatte eleganti e scarpe lucide, colonia profumata, pettine ed un cappello per nascondermi agli occhi della gente.
Mi palpitava forte il cuore... e ancora... finalmente... mi son trovato lì, con il mio bagaglio in mano ed un biglietto prezioso tenevo stretto, ora aspettavo in incognito solo lei...
Eccola... la vedo arrivar in lontananza, ma che vedo?
Non indossa il suo abito nero, ormai da tempo entrato nei miei occhi, con sfacciata femminilità sfoggiava un vestito cremisì, intonato alle sue labbra, a momenti mi vien un mancamento, l'accompagnai con lo sguardo al predellino, un'inserviente le porse la mano... come lo invidiavo!!!
La seguivo a breve distanza per non perdere il suo profumo, eccoci entrati nel magico mondo di legno e onice.
Aspettavo le sue mosse, si siede.. si, con fare naturale serafico le chiesi:
-posso sedermi accanto?
Lei mi guardò per un'istante, annuì distrattamente.
Mi sembrava troppo bella questa realtà, seduto accanto alla "mia" donna, sul treno del mio sogno.
Le campagne e paesini come presepi scorrevano, ora veloci, ora lenti, come fosse il loro esalar l'ultimo fiato;e quel suo profumo che mi confondeva la mente, mi procurava visioni e tormenti, l'osservavo educatamente, dietro quella veletta, oggi rosa, intravedevo il suo sguardo, un dipinto d'autore, occhi languidi di color non definito... forse verdi o neri, dipendeva dai momenti, leggeva quasi attentamente un libro un po' ingiallito, lentamente sfogliava le pagine, come per non dimenticare, le sue mani affusolate e ben curate, portava un anello con una pietra rossa, credo molto prezioso, ma non importa, lei era molto più interessante.
Dopo circa un'ora mi ripresi dall'emozione di quella vicinanza, e mi guardai attorno.
Solo allora mi accorsi della bellezza di quel treno, tutto ben predisposto e allietante, bella gente che stupidamente parlava troppo forte, disturbando poltroncine in damasco e tavolini di mogano intarsiati di madreperla, belle anche le lumiere, sempre accese, come a ricordar che siamo ancora vivi;persi ancora le mie attenzioni nell'arredamento.. le tende noisette con una frivola frangetta dalla parvenza dorata, che dire del pavimento, tavole di quercia ben assestate, da sopportar il movimento e le frenate, che seppur dolci... infastidivano l'elemento.
Il tempo, c'era anche il tempo su questo treno, una bella pendola che scandiva con battiti discreti ore e minuti regalati alla mia avventura, in quel mentre osservavo questo particolare, mi accorsi... era ora del desinare.
Mi alzai lentamente in piedi, porsi la mano alla creatura cremisì... dissi fermo:
-andiamo a ristoraci, ci faremo compagnia...
lei accettò, posò delicatamente la sua mano sulla mia... ecco in quel momento mi si offuscò la vista, sentivo il suo calore sulla mia pelle, una cosa strana... solo un desiderio, baciarla!!!
Ma questo ovvio rimase fermo nella mia mente.
Non ricordo nemmeno come siam arrivati al vagone ristorante, troppo confuso e turbato, lei si sedette al tavolino, la guardai estasiato, mi sedetti difronte, ero ancora impacciato, sentivo sempre la sua mano sulla mia, quel tepore che emanava, mi entrò nella carne.
Passò noncurante il cameriere in livrea, posò sulla candida tovaglia di fiandra un cartoncino bluette con scritte le vivande, lei decise per un consommé e formaggio, io avevo fame ma il mio stomaco non voleva saperne di appagare questo desiderio, mi accontentai di replicare il suo... consommé e formaggio.
Passò un'ora in fretta, mi parlava dei suoi quadri e dei suoi amori, in confidenza improvvisa... scaldata dal brodo... o da quel lume sempre acceso?
Ecco ora sò anche il suo nome.. ad un certo momento leggermente s'inchinò al mio cospetto:
-mi chiamo Greta... voi?
-felice di conoscere il vostro nome, io sono Antoine...
La pausa dopo il fatto, fu interminabile, ci siam trovati nudi in quei nomi fin allora segreti.
La pendola lavorò ancora molto prima di lasciarci scendere da quel predellino, ora ci siamo... Istanbul!!!!
Il vapore non sfiata più e tutte quelle persone sembran vomitate da un altro pianeta... giù... giù... si scende!!
In un attimo scaraventati con impietosa crudeltà ci siam trovati fra colori e odori di spezie... urla e canti a noi sconosciuti.
Incantati come imbalsamati ad osservare quell'incantesimo, Greta forse abituata, ma io no... troppi miscugli di volti, frutta e bambini, sentivo urlare e piangere... mi girava la testa, cercavo affannosamente un appoggio, lei dov'è...?... che confusione...
mi giro e mi volto, non c'è... chiamo disperatamente il suo nome... GRETA...
La vista ora è più chiara, vedo un drappello di vesti bianche e lunghe, ho uno strano presentimento, barcollando corro, spingo e sposto persone, i miei occhi cercano in terra... lei... Greta...
allargo le braccia... urlo e bestemmio a tutti...
-via... via... andate via...
Lì, inchiodata sulla terra battuta, Greta... un pugnale dorato in pieno petto, ha fatto sgorgare il suo cuore, impietoso ha tolto respiro a Greta.
Ora libera di Amare, nei colori e furie di Istanbul.
Io grido solo al cielo speziato, ridatemi il mio treno!
Il treno fischiava nervoso e prepotente, fiotti di fumo col vento a scendere offuscava la vista del fiume, e quel ponte imperioso aspettava altra gente.
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« immagine » Un sibilo assordante e tremar di vetri mi svegliò quella mattina. Un mattino d'ottobre, per la precisione 4 ottobre 1883 in questa mia città, Parigi, brillava il sole ed il cielo era solo una cornice, spaventato e scosso scappai dal letto, abbandonando d'un tratto sogni e desideri. ...
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Tulipano Nero

11 settembre 2017 ore 20:51 segnala
Ti donerò un fiore
sarà di petali neri
come velluto...
profumati
d'inebriante assenzio
piccole dosi...
ti veleranno la mente
elegante stelo sorreggerà
come trofeo la corolla
fiera sotto la luna
odia il sole
per non scolorire
il suo peccato!

Il coraggio della verità... (acrostico)

11 settembre 2017 ore 20:36 segnala
Innalzando scudi a ragioni
Lastricati d'istinto, odo
Campane a festa
Odorando parole di verità
Ricordi di baci e carezze
Aneliti morti senza inganno.
Gaudente la vita
Girotondo in libertà infinita
Imbalsamando ricordi ansiosi
Ormeggio àncore di solitudine
Devote all'esser sincera.
Evoluzioni eccitanti e
Lance acuminate sovrastano limbi
Lontani anni luce.
Avidamente respiro la mia aria
Volteggiando ingenuamente
Espugnando amore che non c'è.
Ringrazio il mio cuore
Insolente e fiero
Tiranno nel sentimento
Ancora per non soffrire.

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Innalzando scudi a ragioni Lastricati d'istinto, odo Campane a festa Odorando parole di verità Ricordi di baci e carezze Aneliti morti senza inganno. Gaudente la vita Girotondo in libertà infinita Imbalsamando ricordi ansiosi Ormeggio àncore di solitudine Devote all'esser sincera. Evoluzioni...
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Morte di un sogno

11 settembre 2017 ore 20:19 segnala


... dietro la finestra chiusa
viaggio il mondo,
sento sole e vento
sul viso bruciante,
cambio voli e binari
al volo,
senza biglietto
senza valigia.
Mi sveglio sudata, spettinata,
la pelle fredda tremante...
senza ali
senza bagaglio.
Mi vedo in un crepato specchio,
domande senza risposte,
non servono.
È chiaro il concetto,
sento ora una nenia
non suona vita... nè morte:
musica insulsa...
preghiamo;
è morto un sogno.
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« immagine » ... dietro la finestra chiusa viaggio il mondo, sento sole e vento sul viso bruciante, cambio voli e binari al volo, senza biglietto senza valigia. Mi sveglio sudata, spettinata, la pelle fredda tremante... senza ali senza bagaglio. Mi vedo in un crepato specchio, domande senza ris...
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