Vivere

01 agosto 2018 ore 13:13 segnala
Ho vissuto una vita originale, per molti aspetti, spesso diversa dagli altri. Dominata da un'ipersensibilità che mi faceva sentire come un nano in un mondo di giganti. Emozioni, fatti, decisioni troppo grandi per essere sostenute.
Ho vissuto con l'idea che mi manchi sempre qualcosa per essere l'uomo che vorrei.
Ma ho cercato di vivere sempre con gentilezza, con correttezza, con attenzione al prossimo. Provando a donare qualcosa: che sia con le parole, con un gesto, con il tempo.
Ho provato a coltivare me stesso, la mia interiorità, la mia spiritualità, la mia anima. il mio briciolo di intelligenza.
Ogni singolo giorno ho cercato di migliorare come uomo, provando a crescere, a risolvere i problemi che mi siedono dentro, ad accettarmi.
Ed è fondamentale tentare di godere di questo dono infinito che è la vita.
Spesso, in tutto questo, ho fallito, ho sbagliato, sono caduto.
Non sono l'uomo che avrei voluto. Non ancora e non so se lo sarò mai.
Ma ho qualche scintilla di bellezza, ho crepe dalle quali filtra la luce.
E, nella consapevolezza di essere sempre in cammino, provo a prendermi così, ad accettarmi. Ad abbracciare calorosamente quel bambino riccioluto che ero e che, dentro di me sono ancora.
Anche questa è la vita.
Sono felice di essere qui. Di essere nato.
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Ho vissuto una vita originale, per molti aspetti, spesso diversa dagli altri. Dominata da un'ipersensibilità che mi faceva sentire come un nano in un mondo di giganti. Emozioni, fatti, decisioni troppo grandi per essere sostenute. Ho vissuto con l'idea che mi manchi sempre qualcosa per essere...
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Inferno

25 luglio 2018 ore 21:20 segnala
Questo fumo nero e denso
che sale dalla terra
trasformata in un inferno
da mille diavoli
travestiti da uomini.
Questo fumo
che lorda l'aria, che copre il ciel,
che avvelena i bambini,
le piante, gli animali,
gli uomini buoni che
ancora ci sono.
Perdonaci, madre Terra.
Perdonateci, figli nostri
che ci avete affidato
questo pianeta che
gira nell'universo
affinché ve lo
restituissimo intatto.
Perdono.

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Questo fumo nero e denso che sale dalla terra trasformata in un inferno da mille diavoli travestiti da uomini. Questo fumo che lorda l'aria, che copre il ciel, che avvelena i bambini, le piante, gli animali, gli uomini buoni che ancora ci sono. Perdonaci, madre Terra. Perdonateci, figli nostri che...
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Sognate in grande

20 luglio 2018 ore 17:16 segnala
Sognate, sognate,
non arrendetevi a
alle imposizioni del mondo,
non restatevene chiusi in una gabbia
come criceti che
corrono su una ruota
e si stancano e
restano sempre allo stesso posto.
Decidete chi siete
e impegnatevi ad esserlo.
Correte rischi,
abbandonate le strade consuete
e tracciate voi i sentieri
le rotte, le traiettorie.
Lasciate a terra le zavorre
dell'abitudine, della tranquillità,
del si è sempre fatto così,
dell'apparente sicurezza.
Correte, nuotate, volate.
Sognate, sognate, sognate,
Fatelo in grande.
Siate felici.
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Sognate, sognate, non arrendetevi a alle imposizioni del mondo, non restatevene chiusi in una gabbia come criceti che corrono su una ruota e si stancano e restano sempre allo stesso posto. Decidete chi siete e impegnatevi ad esserlo. Correte rischi, abbandonate le strade consuete e tracciate voi i...
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Frocio

17 maggio 2018 ore 20:59 segnala
Tu sei gay, frocio,
pure ricchione dicono quelli volgari.
Me lo dicono da quando
tengo 10 anni.
Io non lo sono.
Non sono frocio.
Mi fanno pure i gesti.
Che vi importa a voi
se quando cammino
muovo un po' di più le anche
o se mi sposto i capelli,
mi piacciono lunghi, i capelli,
dietro le orecchie.
Dicono che sono troppo raffinato,
che non ho mai picchiato nessuno
Dicono pure che
non mi hanno mai visto
con una donna.
Ma che ne sanno loro
che io non la trovo la donna giusta.
Lo dicono in modo cattivo.
Frocio.
Come se fossi un ladro,
un malfattore, un assassino.
E' per questo
che mi nascondo,
che dico che non è vero.
Se no magari mi perdo
pure gli amici che ho e
nemmeno i bambini,
io li amo tanto,
mi fanno abbracciare più
e non mi chiamano più per il calcetto
e pure in ufficio chissà che succede.
Io sono gay, frocio, ricchione.
Ma a voi che cosa interessa?

Il testo non è autobiografico. Spero di aver interpretato con un minimo di sensibilità la situazione di chi viene discriminato per i propri orientamenti sessuali

Giornata mondiale contro l'omofobia
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Tu sei gay, frocio, pure ricchione dicono quelli volgari. Me lo dicono da quando tengo 10 anni. Io non lo sono. Non sono frocio. Mi fanno pure i gesti. Che vi importa a voi se quando cammino muovo un po' di più le anche o se mi sposto i capelli, mi piacciono lunghi, i capelli, dietro le...
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17/05/2018 20:59:35
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Dar da mangiare agli affamati

07 dicembre 2017 ore 12:31 segnala
Un vecchio amico mi raccontava stasera dell'usanza a casa di suo nonno, di far sedere a tavola chiunque passasse da loro all'ora del pranzo o perfino dopo, rimettendosi a cucinare, usanza di cui anche io sono stato partecipe. Un paio di anni prima di morire il nonno gli raccontò il perché.
Da piccolo aveva sofferto la fame, di quella nera. Un giorno la mamma lo mandò a chiedere qualcosa da mangiare a un suo parente, che se la passava bene. Il nonno del mio amico, ragazzino, andò a bussare alla porta del parente. Giunse proprio nel bel mezzo del pranzo. Una tavola imbandita di ciba e colma di profumi che stuzzicavano il suo già vasto appetito. Destinato a rimanere insaziato perché il parente lo allontanò in malo modo e senza dargli nulla.
Decise quel giorno che chiunque fosse passato per casa sua non sarebbe andato via senza aver mangiato.
E così ha fatto fino al suo ultimo giorno.
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Un vecchio amico mi raccontava stasera dell'usanza a casa di suo nonno, di far sedere a tavola chiunque passasse da loro all'ora del pranzo o perfino dopo, rimettendosi a cucinare, usanza di cui anche io sono stato partecipe. Un paio di anni prima di morire il nonno gli raccontò il perché. Da...
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Un'autentica saggezza

09 novembre 2017 ore 20:33 segnala
Dovremmo vivere con un filo di incoscienza,
abbandonando la ragionevolezza,
ogni tanto,
il navigare solo in acque tranquille,
la valutazione e l'ipervalutazione
di ogni cosa.
Anche questo vuole, per completarsi,
un'autentica saggezza.
Che sia capacità di vedere
una strada nascosta da un muro,
un'isola oltre i flutti del mare.
Dietro il pungersi con le spine,
lo sbocciare meraviglioso di un amore.
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Dovremmo vivere con un filo di incoscienza, abbandonando la ragionevolezza, ogni tanto, il navigare solo in acque tranquille, la valutazione e l'ipervalutazione di ogni cosa. Anche questo vuole, per completarsi, un'autentica saggezza. Che sia capacità di vedere una strada nascosta da un...
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09/11/2017 20:33:54
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Fuori dal coro

06 novembre 2017 ore 20:20 segnala
Il mio amico Claudio
canta
E chiedere permesso
per essere me stesso.
C'è stato un tempo in cui
nemmeno immaginavo
di poter essere me stesso,
nemmeno pensavo
di poterlo chiedere, quel permesso.
Come fosse qualcosa
di troppo sbagliato,
troppo diverso, troppo fuori dal mondo
essere il bambino, il ragazzo, l'uomo
che ero.
E, se proprio lo ero,
solo per incapacità di indossare maschere,
per la stanchezza di provare
ad essere normale.
Ora che me stesso lo sono,
porto con me uno strascico di occhi,
di disapprovazione,
Ma canto fuori dal coro.
Canto forte.
E ho lacrime agli occhi,
nel riconoscermi uomo.
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Il mio amico Claudio canta E chiedere permesso per essere me stesso. C'è stato un tempo in cui nemmeno immaginavo di poter essere me stesso, nemmeno pensavo di poterlo chiedere, quel permesso. Come fosse qualcosa di troppo sbagliato, troppo diverso, troppo fuori dal mondo essere il bambino, il...
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06/11/2017 20:20:14
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Un bacio

04 ottobre 2017 ore 21:52 segnala
Un nome
che cosa è un nome?
si chiede il poeta.
Me lo chiedo anche io
questa mattina
e anche più spesso.
Ho il nome di mio nonno,
anche se lui
lo chiamavano Franchino,
ho il nome di un meraviglioso santo,
quello che,
più di ogni altro porto nel cuore.
Forse un nome è
più di tutto
un modo per essere, vivere
nella bocca di qualcun altro.
Francesco, Fra, Checco
e, chi più ne ha più ne metta.
Quindi un nome può essere,
a secondo del momento e
del sentimento di chi lo pronuncia,
un'affermazione, un grido, una richiesta,
un sussurro, una carezza, un rimprovero.
Perfino un bacio.
Chi ti ama,
quando ti chiama per nome,
ti bacia.

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Un nome che cosa è un nome? si chiede il poeta. Me lo chiedo anche io questa mattina e anche più spesso. Ho il nome di mio nonno, anche se lui lo chiamavano Franchino, ho il nome di un meraviglioso santo, quello che, più di ogni altro porto nel cuore. Forse un nome è più di tutto un modo per...
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La piuma

02 ottobre 2017 ore 14:28 segnala
La leggerezza della piuma,
amerei avere.
Che non si interroga
sulle ragioni del viaggio
ma semplicemente va.
Che si affida fiduciosa al vento
e lasci che la porti
su e giù,
in un viale alberato,
sul naso di un bambino,
sulla spuma del mare.
Che non conta i minuti,
le stagioni e i temporali
ma che se ne sta
come un sorriso sghembo
sullo sfondo azzurro del cielo.
E viaggia, vola, guarda il mondo.

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La leggerezza della piuma, amerei avere. Che non si interroga sulle ragioni del viaggio ma semplicemente va. Che si affida fiduciosa al vento e lasci che la porti su e giù, in un viale alberato, sul naso di un bambino, sulla spuma del mare. Che non conta i minuti, le stagioni e i temporali ma che...
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02/10/2017 14:28:00
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Gianca'

23 settembre 2017 ore 14:27 segnala
Oggi sono 32 anni che non ci sei più, Gianca'. Qualche giorno fa ne avresti compiuti 58. Magari ti andavi a mangiare una pizza, forse avevi una moglie, dei figli. Sicuramente scrivevi ancora perché quelli come te, la scrittura ce l'hanno nel sangue. Come il coraggio, Gianca'. Quel coraggio che ti scorreva ovunque
Quegli schifosi che ti hanno ucciso invece no Sono come gli scarafaggi, tengono paura, corrono vicino ai muri. So' buoni solo a fa schifo alla gente.
E comunque, se uno viene ricordato, non muore mai veramente. E qui, quelli buoni che sono assai, di te non si sono scordati.
Io penso che stai scrivendo pure mo', dal posto dove stai.
E noi ti teniamo nella mente e nel cuore.
Statt' buon, Gianca'. Grazie assai.
A Giancarlo Siani, nel 32 anniversario della morte, per mano di quel cancro che è la camorra.
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Oggi sono 32 anni che non ci sei più, Gianca'. Qualche giorno fa ne avresti compiuti 58. Magari ti andavi a mangiare una pizza, forse avevi una moglie, dei figli. Sicuramente scrivevi ancora perché quelli come te, la scrittura ce l'hanno nel sangue. Come il coraggio, Gianca'. Quel coraggio che ti...
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23/09/2017 14:27:49
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