Babbo

28 novembre 2018 ore 12:15 segnala
"Zio, mi aiuti a scrivere la letterina a Babbo Natale?"
"Certo, Tesoro."
"Zio, ma tanto è inutile. Babbo Natale non esiste. Me l'hanno detto a scuola."
Fa la faccia triste.
"Esiste, Tesoro mio. Esiste. A volte i bambini dicono bugie per assomigliare ai grandi."
Torna a sorridere.
Resta bambina a lungo, Tesoro mio. E quando crescerai, conserva sempre quella bambina dentro di te.
"Caro Babbo Natale, mi chiamo...
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"Zio, mi aiuti a scrivere la letterina a Babbo Natale?" "Certo, Tesoro." "Zio, ma tanto è inutile. Babbo Natale non esiste. Me l'hanno detto a scuola." Fa la faccia triste. "Esiste, Tesoro mio. Esiste. A volte i bambini dicono bugie per assomigliare ai grandi." Torna a sorridere. Resta bambina a...
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Il tuono e il disegno

23 novembre 2018 ore 21:07 segnala
23 novembre 1980

A tutti quelli che non sono sopravvissuti a quella sera

Io mi ricordo che
era sera
la sera della domenica
che passa vuota di lavoro,
piena di odori del pranzo,
attraversata dalle
cronache delle partite.
Quando all'improvviso
il mondo decise di
girarsi sotto sopra
portando con sé
le case, le montagne,
i palazzi, le strade,
i campi coltivati e i boschi.
E pure le persone.
Io mi ricordo che
ci tenemmo per mano
l'uno all'altra
perché nulla fa più fratelli
della paura e del dolore,
in una catena ci tenemmo
per non scivolare a terra
ed essere inghiottiti
e qualcuno pregò
affinchè ci salvassimo
e rimanessimo interi
in mezzo a quell'impazzire
di ogni cosa conosciuta.
Poi il mondo crollò
sopra le nostre teste.
Io stetti un tempo che non so
un'ora, un mese,
tutta la vita
che tenevo fame, sete e
un sonno che mi faceva
addormentare e dimenticare
tutto quell'inferno.
Sentivo le voci che
mi chiamavano e io dicevo
Sto qui, sto qui,
sotto le pietre e
c'è la mia mamma da qualche parte
e pure il mio papà
e le mie sorelle.
Le voci si facevamo sempre
più vicine, una mano si infilò
e strinse la mia,
le altre mani tolsero altre pietre
fino a che uscii
con la polvere dappertutto.
Solo io uscii
da quelle macerie
per poterlo raccontare.
Non uscirono le mie sorelle
e una era piccola,
nemmeno parlava ancora,
non uscirono mamma e papà.
Allora mi accorsi che anche io
non ero tutto intero.
Il mio cuore si era
frantumato in mille pezzi,
per sempre.

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23 novembre 1980 A tutti quelli che non sono sopravvissuti a quella sera Io mi ricordo che era sera la sera della domenica che passa vuota di lavoro, piena di odori del pranzo, attraversata dalle cronache delle partite. Quando all'improvviso il mondo decise di girarsi sotto sopra portando con...
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Vivere

01 agosto 2018 ore 13:13 segnala
Ho vissuto una vita originale, per molti aspetti, spesso diversa dagli altri. Dominata da un'ipersensibilità che mi faceva sentire come un nano in un mondo di giganti. Emozioni, fatti, decisioni troppo grandi per essere sostenute.
Ho vissuto con l'idea che mi manchi sempre qualcosa per essere l'uomo che vorrei.
Ma ho cercato di vivere sempre con gentilezza, con correttezza, con attenzione al prossimo. Provando a donare qualcosa: che sia con le parole, con un gesto, con il tempo.
Ho provato a coltivare me stesso, la mia interiorità, la mia spiritualità, la mia anima. il mio briciolo di intelligenza.
Ogni singolo giorno ho cercato di migliorare come uomo, provando a crescere, a risolvere i problemi che mi siedono dentro, ad accettarmi.
Ed è fondamentale tentare di godere di questo dono infinito che è la vita.
Spesso, in tutto questo, ho fallito, ho sbagliato, sono caduto.
Non sono l'uomo che avrei voluto. Non ancora e non so se lo sarò mai.
Ma ho qualche scintilla di bellezza, ho crepe dalle quali filtra la luce.
E, nella consapevolezza di essere sempre in cammino, provo a prendermi così, ad accettarmi. Ad abbracciare calorosamente quel bambino riccioluto che ero e che, dentro di me sono ancora.
Anche questa è la vita.
Sono felice di essere qui. Di essere nato.
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Ho vissuto una vita originale, per molti aspetti, spesso diversa dagli altri. Dominata da un'ipersensibilità che mi faceva sentire come un nano in un mondo di giganti. Emozioni, fatti, decisioni troppo grandi per essere sostenute. Ho vissuto con l'idea che mi manchi sempre qualcosa per essere...
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Inferno

25 luglio 2018 ore 21:20 segnala
Questo fumo nero e denso
che sale dalla terra
trasformata in un inferno
da mille diavoli
travestiti da uomini.
Questo fumo
che lorda l'aria, che copre il ciel,
che avvelena i bambini,
le piante, gli animali,
gli uomini buoni che
ancora ci sono.
Perdonaci, madre Terra.
Perdonateci, figli nostri
che ci avete affidato
questo pianeta che
gira nell'universo
affinché ve lo
restituissimo intatto.
Perdono.

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Questo fumo nero e denso che sale dalla terra trasformata in un inferno da mille diavoli travestiti da uomini. Questo fumo che lorda l'aria, che copre il ciel, che avvelena i bambini, le piante, gli animali, gli uomini buoni che ancora ci sono. Perdonaci, madre Terra. Perdonateci, figli nostri che...
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Sognate in grande

20 luglio 2018 ore 17:16 segnala
Sognate, sognate,
non arrendetevi a
alle imposizioni del mondo,
non restatevene chiusi in una gabbia
come criceti che
corrono su una ruota
e si stancano e
restano sempre allo stesso posto.
Decidete chi siete
e impegnatevi ad esserlo.
Correte rischi,
abbandonate le strade consuete
e tracciate voi i sentieri
le rotte, le traiettorie.
Lasciate a terra le zavorre
dell'abitudine, della tranquillità,
del si è sempre fatto così,
dell'apparente sicurezza.
Correte, nuotate, volate.
Sognate, sognate, sognate,
Fatelo in grande.
Siate felici.
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Sognate, sognate, non arrendetevi a alle imposizioni del mondo, non restatevene chiusi in una gabbia come criceti che corrono su una ruota e si stancano e restano sempre allo stesso posto. Decidete chi siete e impegnatevi ad esserlo. Correte rischi, abbandonate le strade consuete e tracciate voi i...
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Frocio

17 maggio 2018 ore 20:59 segnala
Tu sei gay, frocio,
pure ricchione dicono quelli volgari.
Me lo dicono da quando
tengo 10 anni.
Io non lo sono.
Non sono frocio.
Mi fanno pure i gesti.
Che vi importa a voi
se quando cammino
muovo un po' di più le anche
o se mi sposto i capelli,
mi piacciono lunghi, i capelli,
dietro le orecchie.
Dicono che sono troppo raffinato,
che non ho mai picchiato nessuno
Dicono pure che
non mi hanno mai visto
con una donna.
Ma che ne sanno loro
che io non la trovo la donna giusta.
Lo dicono in modo cattivo.
Frocio.
Come se fossi un ladro,
un malfattore, un assassino.
E' per questo
che mi nascondo,
che dico che non è vero.
Se no magari mi perdo
pure gli amici che ho e
nemmeno i bambini,
io li amo tanto,
mi fanno abbracciare più
e non mi chiamano più per il calcetto
e pure in ufficio chissà che succede.
Io sono gay, frocio, ricchione.
Ma a voi che cosa interessa?

Il testo non è autobiografico. Spero di aver interpretato con un minimo di sensibilità la situazione di chi viene discriminato per i propri orientamenti sessuali

Giornata mondiale contro l'omofobia
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Tu sei gay, frocio, pure ricchione dicono quelli volgari. Me lo dicono da quando tengo 10 anni. Io non lo sono. Non sono frocio. Mi fanno pure i gesti. Che vi importa a voi se quando cammino muovo un po' di più le anche o se mi sposto i capelli, mi piacciono lunghi, i capelli, dietro le...
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Dar da mangiare agli affamati

07 dicembre 2017 ore 12:31 segnala
Un vecchio amico mi raccontava stasera dell'usanza a casa di suo nonno, di far sedere a tavola chiunque passasse da loro all'ora del pranzo o perfino dopo, rimettendosi a cucinare, usanza di cui anche io sono stato partecipe. Un paio di anni prima di morire il nonno gli raccontò il perché.
Da piccolo aveva sofferto la fame, di quella nera. Un giorno la mamma lo mandò a chiedere qualcosa da mangiare a un suo parente, che se la passava bene. Il nonno del mio amico, ragazzino, andò a bussare alla porta del parente. Giunse proprio nel bel mezzo del pranzo. Una tavola imbandita di ciba e colma di profumi che stuzzicavano il suo già vasto appetito. Destinato a rimanere insaziato perché il parente lo allontanò in malo modo e senza dargli nulla.
Decise quel giorno che chiunque fosse passato per casa sua non sarebbe andato via senza aver mangiato.
E così ha fatto fino al suo ultimo giorno.
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Un vecchio amico mi raccontava stasera dell'usanza a casa di suo nonno, di far sedere a tavola chiunque passasse da loro all'ora del pranzo o perfino dopo, rimettendosi a cucinare, usanza di cui anche io sono stato partecipe. Un paio di anni prima di morire il nonno gli raccontò il perché. Da...
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Un'autentica saggezza

09 novembre 2017 ore 20:33 segnala
Dovremmo vivere con un filo di incoscienza,
abbandonando la ragionevolezza,
ogni tanto,
il navigare solo in acque tranquille,
la valutazione e l'ipervalutazione
di ogni cosa.
Anche questo vuole, per completarsi,
un'autentica saggezza.
Che sia capacità di vedere
una strada nascosta da un muro,
un'isola oltre i flutti del mare.
Dietro il pungersi con le spine,
lo sbocciare meraviglioso di un amore.
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Dovremmo vivere con un filo di incoscienza, abbandonando la ragionevolezza, ogni tanto, il navigare solo in acque tranquille, la valutazione e l'ipervalutazione di ogni cosa. Anche questo vuole, per completarsi, un'autentica saggezza. Che sia capacità di vedere una strada nascosta da un...
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09/11/2017 20:33:54
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Fuori dal coro

06 novembre 2017 ore 20:20 segnala
Il mio amico Claudio
canta
E chiedere permesso
per essere me stesso.
C'è stato un tempo in cui
nemmeno immaginavo
di poter essere me stesso,
nemmeno pensavo
di poterlo chiedere, quel permesso.
Come fosse qualcosa
di troppo sbagliato,
troppo diverso, troppo fuori dal mondo
essere il bambino, il ragazzo, l'uomo
che ero.
E, se proprio lo ero,
solo per incapacità di indossare maschere,
per la stanchezza di provare
ad essere normale.
Ora che me stesso lo sono,
porto con me uno strascico di occhi,
di disapprovazione,
Ma canto fuori dal coro.
Canto forte.
E ho lacrime agli occhi,
nel riconoscermi uomo.
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Il mio amico Claudio canta E chiedere permesso per essere me stesso. C'è stato un tempo in cui nemmeno immaginavo di poter essere me stesso, nemmeno pensavo di poterlo chiedere, quel permesso. Come fosse qualcosa di troppo sbagliato, troppo diverso, troppo fuori dal mondo essere il bambino, il...
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06/11/2017 20:20:14
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Un bacio

04 ottobre 2017 ore 21:52 segnala
Un nome
che cosa è un nome?
si chiede il poeta.
Me lo chiedo anche io
questa mattina
e anche più spesso.
Ho il nome di mio nonno,
anche se lui
lo chiamavano Franchino,
ho il nome di un meraviglioso santo,
quello che,
più di ogni altro porto nel cuore.
Forse un nome è
più di tutto
un modo per essere, vivere
nella bocca di qualcun altro.
Francesco, Fra, Checco
e, chi più ne ha più ne metta.
Quindi un nome può essere,
a secondo del momento e
del sentimento di chi lo pronuncia,
un'affermazione, un grido, una richiesta,
un sussurro, una carezza, un rimprovero.
Perfino un bacio.
Chi ti ama,
quando ti chiama per nome,
ti bacia.

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Un nome che cosa è un nome? si chiede il poeta. Me lo chiedo anche io questa mattina e anche più spesso. Ho il nome di mio nonno, anche se lui lo chiamavano Franchino, ho il nome di un meraviglioso santo, quello che, più di ogni altro porto nel cuore. Forse un nome è più di tutto un modo per...
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