Padre nostro

13 gennaio 2017 ore 13:44 segnala
Padre nostro,
che sei nelle mani, nei mari, in ogni luogo
vorrei dirti sia fatta la tua volontà
ma sono umano, troppo umano
e allora ti chiedo di accogliere
le mie preghiere e la mia volontà che sia sempre indirizzata al bene.
Fa' che noi si possa riconoscere il tuo regno
che nell'amore, nella misericordia, nella mitezza
risiede e illumina.
Dacci oggi oggi pane per la bocca e
pane per la mente e l'anima perché
anche di questo abbiamo bisogno e lo dimentichiamo.
Perdonaci perché a volte non sappiamo
ma troppo spesso, pur sapendo, perseveriamo ad errare.
Aiutaci a perdonare noi stessi
riconoscendoci imperfetti ma meravigliosi.
Aiutaci a perdonare gli altri
perché il rancore è la peggiore delle prigione.
Fatti nostro compagno in questo viaggio
irto di fatiche e tentazioni.
Liberaci dal male che troppo ne vediamo,
di troppo ne siamo vittima, troppo agli altri ne facciamo.
E liberaci dalla paura
perché a nascondere una luce, la nostra luce,
si finisce per oscurare il mondo intero.
Amen

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Padre nostro, che sei nelle mani, nei mari, in ogni luogo vorrei dirti sia fatta la tua volontà ma sono umano, troppo umano e allora ti chiedo di accogliere le mie preghiere e la mia volontà che sia sempre indirizzata al bene. Fa' che noi si possa riconoscere il tuo regno che nell'amore, nella...
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Su una spiaggia, nel cuore

09 gennaio 2017 ore 13:16 segnala
Mi seggo, chiudo gli occhi, respiro profondamente, lentamente.
Rilasso i muscoli. Lascia che i pensieri vengano dal fondo e salgano su, li osservo, li lascio andare.
Vado nel mio posto magico. In riva al mare, da solo.
Una spiaggia sottile, vellutata. Mare ovunque tutto dinanzi a me, fino a che lo sguardo giunge.
Attendo. So che stai arrivando.
Chiudo gli occhi dell’immaginazione. Li riapro.
Sei qui dinanzi a me, sulla tua sedia a rotelle sulla spiaggia.
Hai le tue lenti spesse come fondi di bottiglia. Mi guardi con i tuoi occhi azzurri.
“Ciao, a nonna.”
“Ciao, nonna.”
Ti avvicini, mi prendi le mani.
Vorrei dirti che ho bisogno d’amore, di essere amato in modo puro, senza quei farmi pesare i miei difetti. Come solo tu riuscivi a fare.
Ma non faccio nemmeno a tempo che mi prendi le mani e me le baci.
Come facevi quando ero ragazzo e ti venivo a trovare.
“Sei un santo”, mi dici come allora.
Non faccio a tempo a dire che non è vero, ma per te è vero, e chi sono io per contraddirti, che le mie paure, i miei sensi di colpa, i miei giudizi negativi per l’uomo che sono, si placano come draghi che smettono di sputare fuoco e si chetano.
Poi ti alzi, miracolo, e vieni sederti accanto a me, mi tieni la testa tra le mani e mi baci lungamente.
Piango. Piango nel luogo della mia immaginazione. Piango adesso.
Restiamo così, il rumore delle onde a cullarci. Mi guardi, mi sorridi. E’ ora di andare.
Ci salutiamo entrambi sorridendo.
Ci rivedremo in questo luogo ogni volta che vorremo. Ed è qualcosa che mi rassicura e mi illumina.
Ma quanto vorrei averti qui adesso, Nonna.

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Mi seggo, chiudo gli occhi, respiro profondamente, lentamente. Rilasso i muscoli. Lascia che i pensieri vengano dal fondo e salgano su, li osservo, li lascio andare. Vado nel mio posto magico. In riva al mare, da solo. Una spiaggia sottile, vellutata. Mare ovunque tutto dinanzi a me, fino a che lo...
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Pelle

03 gennaio 2017 ore 22:08 segnala
Questa pelle scura
di cui il cielo mi ha fatto dono
come il vestito per una festa
elegante, sobrio, distinto,
questa pelle scura che
indosso da quando ero bambino
mi ha fatto scambiare spesso,
ad occhi inesperti,
per un uomo che venisse dalla terra
dei leoni e delle gazzelle e
dei deserti e della savana
dove il sole batte forte come
il martello del fabbro sul metallo caldo.
Questa pelle scura
ancor più vicino mi fa sentire,
non bastasse il cuore rosso che mi sfugge in petto,
a chi da quella terra scappa,
su barche dure poco più che quelle di carta,
prendi un foglio piegalo tira qui, eccola,
e a quelli anch'essi che restano
tra la fame e la sete,
la guerra e l'oblio.
E mi rammenta come il nascere
più su o più in giù su questa sfera che giraa,
nello spazio buio e profondo,
sia figlio del caso e della fortuna,
alla quale fare l'inchino e
rialzandosi,
uno come noi, ma a terra,
tirare su.

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Questa pelle scura di cui il cielo mi ha fatto dono come il vestito per una festa elegante, sobrio, distinto, questa pelle scura che indosso da quando ero bambino mi ha fatto scambiare spesso, ad occhi inesperti, per un uomo che venisse dalla terra dei leoni e delle gazzelle e dei deserti e della...
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Non dimentichiamo

29 dicembre 2016 ore 21:19 segnala
Per il 2017
Non dimentichiamoci di sorridere. E di piangere.
Di giocare con un bambino.
Di baciare. Sulle guance, sulle labbra e oltre.
Di stare in silenzio.
Di stare con gli amici.
Di raccontare storie.
Di guardare le stelle.
Di perdonare.
Di carezzare un anziano.
Di ascoltare.
Di dimenticare l’orologio.
Di tendere la mano per aiutare e per chiedere aiuto.
Di cercare la bellezza ovunque.
Di giocare.
Di amare noi stessi.
Siate Felici.
Siamo Felici.

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Per il 2017 Non dimentichiamoci di sorridere. E di piangere. Di giocare con un bambino. Di baciare. Sulle guance, sulle labbra e oltre. Di stare in silenzio. Di stare con gli amici. Di raccontare storie. Di guardare le stelle. Di perdonare. Di carezzare un anziano. Di ascoltare. Di dimenticare...
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Liberaci dal male

20 dicembre 2016 ore 15:02 segnala
Padre,
qualcosa su questa terra
non funziona.
Gli uomini continuano ad uccidersi
in una lotta senza età,
senza verità, senza senso,
se non quello di lasciare il mondo
tra le macerie e in solitudine.
Si uccidono i bambini
in bombardamenti che
chiamano danni collaterali,
persone per la strada come
fossero marionette da gettare via.
Si uccidono i fratelli,
si uccide se stessi per realizzare lo scopo
e si pensa a una ricompensa in Paradiso.
Si uccide chi la pensa in maniera diversa,
chi è un ostacolo economico per l'altro,
chi prega in un modo che non è il proprio.
Siamo andati sulla luna,
parliamo con chi dista migliaia di chilometri,
curiamo malattie impensabili
e non abbiamo capito che la guerra
non è la soluzione a nulla ma
il principio e la causa di tutti i mali.
C'è chi uccide anche in nome tuo
che pare la peggiore bestemmia e
un prendere a pugni il cielo.
Perdonali, Padre
perché sanno quello che fanno
ma continuano a farlo.
Dacci un ulivo in bocca a una colomba
che ci voli nel cuore e che
ci indichi una verità che sarebbe semplice.
E abbi cura dei tanti che
ti raggiungono troppo presto.
Pulisci loro il sangue,
dona loro quel sorriso rubato.
E liberaci dal male.
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Padre, qualcosa su questa terra non funziona. Gli uomini continuano ad uccidersi in una lotta senza età, senza verità, senza senso, se non quello di lasciare il mondo tra le macerie e in solitudine. Si uccidono i bambini in bombardamenti che chiamano danni collaterali, persone per la strada...
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Ninna nanna sotto le bombe

16 dicembre 2016 ore 11:34 segnala
Dormi sereno. Dormi tranquillo. Ciò che senti sono i tuoni. Non spaventarti, sono lontani. Su, su in alto, in alto in mezzo a quei batuffoli di cotone grigio, sporchi perché hanno pulito il cielo.
Non spaventarti, hanno paura loro. Vengono dopo il fulmine e non si fanno vedere. Andranno via, bambino mio.
Dormi sereno, dormi tranquillo. Diverranno gocce di pioggia, gocce così piccole che potrai tenerle nel palmo della tua manina e stringere e cancellare quando vorrai.
Dormi sereno, dormi tranquillo perché le gocce cadranno sulla terra, sul nostro giardino e daranno da mangiare alla piante e all’erba. Domani andremo a visitarle, passeggeremo in mezzo agli alberi e saranno più alti e più belli, l’erba più fresca e ci sdraieremo a guardare il cielo pulito. Raccoglieremo i fiori bagnati e profumati e li terremo vicino al naso mentre respiriamo.
Dormi sereno, dormi tranquillo, tesoro mio.
Non avere paura. E se avrai paura stringi forti la manina. Cancellerai la goccia d’acqua, il fulmine, il tuono, spazzerai il cielo dalle nuvole grigie.
Ci addormenteremo beati sotto quello azzurro.
Dormi beato, amore mio.
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Dormi sereno. Dormi tranquillo. Ciò che senti sono i tuoni. Non spaventarti, sono lontani. Su, su in alto, in alto in mezzo a quei batuffoli di cotone grigio, sporchi perché hanno pulito il cielo. Non spaventarti, hanno paura loro. Vengono dopo il fulmine e non si fanno vedere. Andranno via,...
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Il disegno della sera

13 dicembre 2016 ore 21:58 segnala
Apro la finestra,
ascolto la sera
cadere sul mondo.
La sento posarsi sui tetti
delle case, delle auto,
sulle cime quasi spoglie degli alberi.
La sento arrivare
sulle teste degli uomini,
sulle bocche che si baciano,
sulle mani che si tendono.
Chiudo gli occhi.
Dal rumore che fa
riesco a disegnare
il profilo dei palazzi,
la sagoma delle persone,
la pienezza della luna su in alto.
Dentro di me
si mescolano il reale e l'immaginato.
Si sovrappongono, si reinventano.
Incantandomi.

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Apro la finestra, ascolto la sera cadere sul mondo. La sento posarsi sui tetti delle case, delle auto, sulle cime quasi spoglie degli alberi. La sento arrivare sulle teste degli uomini, sulle bocche che si baciano, sulle mani che si tendono. Chiudo gli occhi. Dal rumore che fa riesco a disegnare...
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13/12/2016 21:58:55
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Una luce

09 dicembre 2016 ore 21:26 segnala
Nel buio della casa,
denso e morbido
come una tazza di caffè
come il mare di
un bagno a mezzanotte.
Un buio silenzioso
in cui posso sentire
il mio respiro, il mio battito,
perfino il sollevarsi
e l'abbassarsi del petto,
una luce.
Calda, amichevole,
di un pulsare lieve.
Una luce mi accoglie.
La magia dell'albero di Natale.
Pace a tutti.

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Nel buio della casa, denso e morbido come una tazza di caffè come il mare di un bagno a mezzanotte. Un buio silenzioso in cui posso sentire il mio respiro, il mio battito, perfino il sollevarsi e l'abbassarsi del petto, una luce. Calda, amichevole, di un pulsare lieve. Una luce mi accoglie. La...
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Zio, tu sei la metà del mio cuore

07 dicembre 2016 ore 12:00 segnala
Era la notte del 31 dicembre di qualche anno fa.
Quella che lega come un ponte il vecchio e il nuovo anno.
Uscimmo fuori, dopo gli auguri, a vedere i fuochi.
Esplodevano nell'aria e la coloravano di mille colori e forme. Le luci dei botti si mescolavano a quelle delle stelle, ti sono sempre piaciute le stelle.
Ti presi in braccio, affinché tu potessi vedere meglio, con la visuale più libera.
Avevi solo tre anni.
Il cielo era una festa di colori, tu li guardavi incantata.
Difficile distogliere gli occhi da quello spettacolo.
Ma la tua premura per me ebbe la meglio.
Rinunciasti per qualche attimo ai festeggiamenti che si tenevano in alto e puntassi gli occhi sul mio collo scoperto. Sapevi già della mia debolezza per i raffreddori.
Con le mani piccole prendesti la cerniera della maglia e la alzasti per coprirmi meglio.
"Zio, fa un po' freddino."
Poi tornasti a guardare i fuochi incendiare il cielo.

"Mamma, meno male che zio è nato."

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Era la notte del 31 dicembre di qualche anno fa. Quella che lega come un ponte il vecchio e il nuovo anno. Uscimmo fuori, dopo gli auguri, a vedere i fuochi. Esplodevano nell'aria e la coloravano di mille colori e forme. Le luci dei botti si mescolavano a quelle delle stelle, ti sono sempre...
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Caro Babbo

05 dicembre 2016 ore 18:13 segnala
Caro Babbo,
per Natale quest'anno ti chiedo di non portarmi niente. Ho già tanto, forse troppo che rischio pure di non percepirne il valore.
Se puoi, portami via qualcosa.
Porta via un po' della mia paura. Perché la parte sana mi salva la vita, ma quella superflua, la vita, me la ruba.
Porta via qualche mio pensiero perché tanti ne ho da rendere la mia testa piena come un uovo. E chi ha troppi pensieri rischia di smarrire il filo dell'esistenza e rendere più pesanti i sogni e i sogni devono rimanere leggeri per poter volare in alto.
Porta via un po' delle foglie che mi ricoprono, come fa l'autunno con gli alberi. Non per spogliarli, ma rendermi capace di accogliere nuovo amore, nuova bellezza, nuova vita.
Grazie.

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Caro Babbo, per Natale quest'anno ti chiedo di non portarmi niente. Ho già tanto, forse troppo che rischio pure di non percepirne il valore. Se puoi, portami via qualcosa. Porta via un po' della mia paura. Perché la parte sana mi salva la vita, ma quella superflua, la vita, me la ruba. Porta via...
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