Saima

08 marzo 2015 ore 12:35 segnala
18 anni fa, venni a conoscenza della storia di Saima.
Saima era una donna pakistana condannata ad un matrimonio con un uomo che nemmeno conosceva e che avrebbe incontrato solo il giorno della cerimonia.
Un destino al quale tante donne prima di lei e dopo di lei avrebbero dovuto affrontare.
E imporre l'amore è uno degli ossimori più atroci che si possano immaginare e perpetrare.
Ma Saima non accettç questa condanna all'infelicità e alla solitudine condivisa.
Aiutata da un'associazione di donne, scappò di casa, fuggì dal suo paese.
Saima riprese la sua dignità di donna, l'amore per se stessa, per la vita e rischiò tutto.
Ottenendo in cambio la Vita.
La raccontai la storia di Saima e quel racconto mi valse fortuna e gioia inaspettate.
Vorrei incontrarla, Saima o almeno poterle scrivere. Sperando che stia bene, che sia felice. E ringraziarla.
Per la storia che mi ha regalato.
Per la speranza che ha portato nel mondo.
E oggi penso a lei.
A tutte le donne che lottano, vivono, si rispettano, tracciano una strada, sognano, amano, non si arrendono all'infelicità, alle convenzioni e portano così nel mondo la bellezza e la speranza.

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18 anni fa, venni a conoscenza della storia di Saima. Saima era una donna pakistana condannata ad un matrimonio con un uomo che nemmeno conosceva e che avrebbe incontrato solo il giorno della cerimonia. Un destino al quale tante donne prima di lei e dopo di lei avrebbero dovuto affrontare. E...
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08/03/2015 12:35:30
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Commenti

  1. lealidiicaro 19 febbraio 2016 ore 02:24
    Leggo in ritardo il tuo pensiero, perché solo stanotte, non so perché, ho deciso di curiosare un pò sui blog presenti qui....
    La storia di Saima è purtroppo una storia comune a tantissime donne nel mondo; la sua è finta bene perché lei ha avuto il coraggio di essere se stessa e di lottare per riappropriarsi della sua vita!
    So per certa una cosa però, che, almeno per me, questo è il modo migliore che tu potessi trovare per parlare di donne nella giornata della donna.
    Per inciso voglio precisare che io non sopporto questa che viene chiamata la *festa della donna*, perché non c'è proprio nulla da festeggiare e perché, ogni qualvolta si decide di creare una giornata per qualcosa, vuol dire allora che la situazione è davvero tragica se si deve imporre alla gente di ricordarsi di qualcosa o qualcuno....vedi *la giornata della memoria*, il *giorno del ricordo* per i matiri delle foibe, ecc. ecc. ecc.
  2. barrylindon73 19 febbraio 2016 ore 09:52
    Ti ringrazio. Quella dei matrimoni combinati è una vera piaga. Nemmeno io apprezzo queste feste, spesso trasformate in mere occasioni commerciali che poco e niente hanno a che vedere con l'idea che ne è alla base.

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