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18 gennaio 2019 ore 22:25 segnala
Perchè mica me l'avevano spiegato come sarebbero andate le cose. Da sempre mi son sentita dire 'hai un carattere forte, non hai peli sulla lingua', ma dove sta la fortuna? E poi, forte cosa significa? Ci sentiamo in dovere di abbassare la testa in determinati casi per cosa? Per uno spirito martire o perchè 'va fatto'? Ma che poi, 'va fatto' chi dice cosa va fatto e cosa no? Che palle.

Mi sento in gabbia. Odio questa sensazione.

E non è vero un cazzo che volere è potere. Volere è potere solo se ne hai le possibilità. Volere è potere quando hai già le spalle coperte. Odio il mio pragmatismo. Odio i miei piedi palesemente inchiodati al terreno. Odio non riuscire a buttarmi nel letto a fantasticare. Perchè l'unica cosa a cui riesco a pensare, quando sono a letto, è al domani. E sicuramente non in senso poetico. La routine mi ucciderà, ma son pienamente cosciente del fatto che la routine sarà essa stessa a salvarmi.
Allora ingoiamo rospi e se ingoi rospi troppo grossi va a finire solo in due modi, o ti ci strozzi, una volta per tutte, oppure devi tossire con quanta forza hai in corpo, vomitando il tuo malessere in faccia al malcapitato di turno.
Poi però ti dicono che sei acida. Stranamente la colpa è sempre di qualcun altro. Che palle.

Mi accendo una sigaretta mentre osservo il fumo salire lento. Fa un freddo porco e i calzettoni in spugna non mi rendono giustizia. Il cappotto non è allacciato e sento l'aria gelida entrare direttamente nell'anima. Che il mio 'gelo' sia solo una sigaretta di troppo fumata la notte?
Mi osservo le mani. Ho le dita lunghe, mio padre ha sempre detto che avrei potuto diventare una pianista. Lui sogna, ma non me l'ha insegnato. Eppure io non ho mai suonato. Il piano, lo strimpello, avrei voluto imparare seriamente a suonare la chitarra, ma poi ho mollato anche quell'idea. Rientro e mi lavo le mani gelide con l'acqua calda. Sento che mi si stanno per staccare le dita, ma è una sensazione che adoro.

Ripongo il tabacco nella borsa, le cartine nel cassetto. Non capisco perchè mia madre dica che non sono ordinata. Ogni cosa è al suo posto qui. Tutto ha un suo preciso schema, così come nella mia testa. Il problema è che dev'essere entrato un qualche soffio di vento a buttare per aria tutto.

Ma io non ho voglia di sistemare e me ne sto seduta a gambe incrociate, malamente dato le anche sbilenche, sul pavimento. Fissando il vuoto.

Mi manca il mio cane. In queste situazioni arrivava lui, mezzo sciancato, con quel mozzicone di coda storta a farmi le feste. Poggiava il musetto sulla mia coscia destra e mi guardava. Lui non si vergognava di chiedermi le coccole. A dire il vero raramente c'era bisogno che me le chiedesse. Lui s'è beccato le peggio sfuriate, le migliori risante, i pianti. E' stato cacciato quando girava per casa il moroso di turno (che col senno di poi sarebbe stato meglio amoreggiare col cane). E' stato sgridato quando sparivano ciabatte o mi cagava sotto al letto. Ma sicuramente avrà avuto una motivazione anche lui. Preludio a giornate intense e di merda. Che palle.

Chi ben comincia è a metà dell'opera vale anche per le situazioni not so positive?



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Perchè mica me l'avevano spiegato come sarebbero andate le cose. Da sempre mi son sentita dire 'hai un carattere forte, non hai peli sulla lingua', ma dove sta la fortuna? E poi, forte cosa significa? Ci sentiamo in dovere di abbassare la testa in determinati casi per cosa? Per uno spirito martire...
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18/01/2019 22:25:57
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Commenti

  1. ci.ccia 19 gennaio 2019 ore 11:03
    Mi sento affine ma come dici anche tu è un bene essere considerate forti? Non credo proprio anzi è una gran fregatura xche ogniqualvolta c'è da scegliere non sarai mai tu xche tu sei forte e ce la fai non hai bisogno di qualcuno che si prenda cura di te.

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