Cieli sempre uguali

15 aprile 2011 ore 07:49 segnala


Cieli sempre uguali.
Anche il battito freme nel petto
quando la pupilla si dilata
per bere i disegni colorati del sole
sulla lavagna del cielo.
…Chi li potrà cancellare?
L’ombra del mio tempo?

Amori sempre uguali.
Cosa importa al giovane neofita
che dissigilla come primizia l’amore
e vi indovina lo spettacolo della vita
ma poi spogliatolo guada verità altrove.
…Chi potrà salvarlo dalle sue illusioni?
L’ombra del cuore che minaccia amori?

Belvedere Reale di San Leucio

12 aprile 2011 ore 06:36 segnala


Belvedere Reale di San Leucio
Cari amici del blog , attraverso le parole del Cavaliere
Domenico Cosmi. Con un filo narrativo originale e giocoso,
vi voglio far rivivere e introdurre nelle atmosfere raffinati
di uno dei siti più belli di Terra di Lavoro.
-------------------------------------------------------------
Veramente vi ha mandato Ferdinando! Ferdinando, ’o rre?
Allora entrate. Io sono don Mimì, il Cavaliere Domenico
Cosmi, ufficiale maggiore della Real Segreteria di Casa Reale,
e a San Leucio sono il responsabile della Colonia. Entrate e
poi toccate la seta, e vi pare di accarezzare la faccia di un
angelo, le nuvole che stanno ‘ncielo. Ferdinando, ’o rre, non
abita più qua, da quando è successa la disgrazia del figlio
Carlo Tito. Il padre che ha comprato questo sito ormai sta in
Spagna e la seta gliela mandiamo noi a Madrid.
Abbiamo cominciato a produrla nel 1776, in quell’edificio che
vedete che era la Vaccheria. Ma adesso ci siamo ingranditi,
perché le richieste sono tante e vengono da tutta l’Europa.
Re e regine, principi e principesse vogliono la seta nostra, e
tutti i nobili non rinunciano a un drappo di San Leucio nelle
loro case. Da lì, vedete, le balle di seta che partono e vanno
a Parigi, a Vienna, a San Pietroburgo, perché pure lo zar non
ne po’ fare a meno. Guardate. Toccate. Sentite quant’è fine,
come è morbida, quant’è bella. Tutto di seta ma anche veli,
ormesini, pekins, rasi, broccato e merletti. E là c’è altra roba
che abbiamo preso dai francesi: reps, mille punti, zeffiri,
Virginia. E sentite come è fresca e come è bianca questa qui:
è batiste.
Adesso andiamo a vedere l’appartamento del re , approfittando
che oggi forse sta a Caserta. Da qui è bello. Ma è ancora più
bello se saliamo sul
Belvedere. Guardate sotto: vedete quella grande costruzione?
E la Reggia di Caserta, e davanti c’è tutto il verde del parco.
Il re non ci mette nulla ad arrivare fino e qua ogni mattina.
Per lui è una passeggiata in carrozza. E se alzate gli occhi ,
adesso che non ci sono nuvole, potete vedere anche Napoli
e il mare. La vedete quella montagnella nella foschia là in
fondo? Quella è Ischia. Delle volte possiamo immaginare il
profumo del mare. Visto che vi manda ‘o rre, siete i benvenuti
a “Ferdinandopoli”. Oramai la Real Colonia di San Leucio la
conoscono tutti così.
Le leggi l’ha messe il re, ma ‘ccà nun cumanna ‘o rre! ‘Ccà
comanda chi sa lavorare la seta. E si comincia da piccoli.
Ragazzi e ragazze: non fa differenza, perché a San Leucio
siamo tutti uguali.
A San Leucio vanno tutti a scuola. Nel nostro “codice delle leggi”
è pure stabilito che il guadagno è proporzionale al merito.
Chi è bravo guadagna di più, questa è l’unica differenza.
Poi ognuno è libero.
Ognuno si sposa chi vò. Dicono che tutto questo è un capriccio
del re che ha copiato idee che vengono da Parigi, ma a noi sta
bene accussì, e Ferdinando vò farsi volè bene. Ci ha dato tutto
il re, anche la casa. Vedete, affacciatevi. Là dove vedete le due
fontane, quelli sono due quartieri costruiti apposta per gli operai
e per le loro famiglie. Così facciamo “casa e bottega”. Ecco, quello
è il quartiere S. Carlo e quello là è il quartiere S. Ferdinando.
Una volta ognuno lavorava in casa, poi abbiamo concentrato tutto
in un'unica fabbrica, e per costruirla sono venuti operai anche da
Lione. Prima qui c’erano molte stalle per l’allevamento del bestiame
e il Casino di caccia per il divertimento della corte. Adesso il re ha
cambiato tutto. Ogni costruzione è stata adattata per la produzione
delle nostre stoffe preziose.
Qui è tutto semplice.
In mezzo ci sta la piazza della seta e da qui si entra nella reggia che
adesso è una Filanda. Qui abbiamo tutto: dal teatro all’ospedale, ma
a San Leucio due cose so veramente importanti: fare una bella seta
e essere cuntente.


San Leucio e le sue origini

San Leucio prende il nome da una chiesa longobarda.
Gli Acquaviva, principi di Caserta nel XVI secolo, vi
costruirono un casino di caccia,chiamato Belvedere,
venduto poi ai Borbone. Ferdinando IV ampliò il palazzo
del Belvedere e lo trasformò in fabbrica della seta.
La sala delle feste lasciò spazio alla chiesa per la comunità,
e attorno all’edificio della seta furono realizzate le abitazioni
per gli operai, le stanze per la trattura, filatura, tintura della
seta, la scuola.
Tutto il borgo era organizzato con al centro la “piazza della seta”
e il portale settecentesco, maestoso accesso alla reggia-filanda
e ai quartieri con le case degli operai.
Queste abitazioni, ancora oggi occupate, erano tutte uguali:
stessa altezza, stesse aperture e stesso cornicione, avevano
orto e giardino ed erano disposte su due livelli. Nasceva
Ferdinandopoli, l’utopia di una città ideale nella quale dare
attuazione a riforme sociali sullo sfondo di un sogno industriale.
Nel 1789 Ferdinando IV fondò la Real Colonia di San Leucio e
promulgò il “Codice delle leggi” che regolava in modo
innovativo la vita e il lavoro della comunità leuciana.
Ancora oggi le sete di San Leucio sono tra le più apprezzate
al mondo, e come una favola a lieto fine la grande utopia di
un Re che voleva diffondere in tutta Europa il suo progetto è
diventata realtà e anche nel terzo millennio queste sete
continueranno ad essere capolavori della tradizione e dell’amore
per l’arte. La regina d’Inghilterra, il Presidente USA e gli sceicchi
arabi sono alcuni dei più noti destinatari dei prodotti serici
leuciani. Oggi, nell’industria della seta di S. Leucio agli antichi
telai di legno, intreccianti trama e ordito, si affiancano le più
moderne e automatizzate macchine per la tessitura.


Il "Codice delle leggi" per i leuciani
Nel 1789 Ferdinando IV promulgò il "Codice delle leggi"
che regolavano in modo innovativo la vita e il lavoro della
comunità leuciana, un esempio di socialismo "ante litteram".
Pari diritti per i coloni, scompare la differenza tra uomini
e donne nelle successioni ereditarie, il guadagno è
proporzionale al merito (unica differenza) per il resto tutti
uguali anche nel vestire.
Tutti vanno a scuola, l'istruzione è obbligatoria dai sei anni
in poi. Aboliti i testamenti, gli averi vanno ai parenti o al
Monte degli Orfani. Parte dei compensi va versato alla Cassa
della Carità destinata agli invalidi, vecchi e malati.
Vengono abolite le doti per le figlie e vi è divieto assoluto
dei genitori di interferire negli affari di cuore dei figli.
Un'unica limitazione: si sposa solo chi è bravo a lavorar la seta,
c'è un arte da difendere e tramandare.
Il cittadino si sente parte attiva di una comunità di uguali e al
tempo stesso è il protagonista essenziale della lavorazione
della seta in armonia con il contesto ambientale.


IL BELVEDERE DI SAN LEUCIO
E’ RICONOSCIUTO DALL’UNESCO
COME PATRIMONIO MONDIALE DELL’UMANITA’
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Werner Karl Heisenberg

03 aprile 2011 ore 21:35 segnala


La matematica non è una scienza esatta,
il sogno della scienza e il suo intimo scopo
è sempre stato quello di prevedere ciò che accadrà,
di poter calcolare con precisione assoluta la serie di calcoli,
di effetti che ti capiterà da qui in poi.
Tutti i più grandi scienziati si sono chiesti se esiste un modo
per prevedere in assoluta certezza il nostro futuro
…Finchè un giorno Werner Karl Heisenberg ha trovato la risposta,
e la risposta è …: ”NON LO SAPREMO MAI”
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« IMMAGINE: http://www.aip.org/history/newsletter/spring2009/images/Durr_Heisenberg-big.jpg » La matematica non è una scienza esatta, il sogno della scienza e il suo intimo scopo è sempre stato quell...
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Fiori e frasi

01 aprile 2011 ore 09:49 segnala


Desidero dedicare questo piccolo spazio a una
persona che significa qualcosa per me.
Questa persona risponde al nome di A. M. M.
Per ovvi motivi ho messo solo le iniziali.
Ecco! Cara A. M. M. io voglio con questo ringraziarti per tutte
le volte che mi hai fatto sorridere quando ne avevo più bisogno.
Grazie per avermi fatto vedere il lato buono delle cose,
quando preferivo vedere solo il lato peggiore.
Apprezzo molto la tua amicizia e la tua generosità.
Sei mitica …Sei unica, sei la mia sorellina virtuale
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« IMMAGINE: http://farm4.static.flickr.com/3094/2475161575_88f5c8679c.jpg » Desidero dedicare questo piccolo spazio a una persona che significa qualcosa per me. Questa persona risponde al nome di A. ...
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Ridiamo

29 marzo 2011 ore 19:31 segnala


A Roma, in un autobus, un tizio strilla all’autista:
“Aohoo!, Ma quando parte ‘sto cesso?”
E l’autista:
“Quando se riempie de stronzi!”
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« IMMAGINE: http://www.annunci-qui.com/adpics/008914_smile_copyright_facc631.jpg » A Roma, in un autobus, un tizio strilla all’autista: “Aohoo!, Ma quando parte ‘sto cesso?” E l’autista: “Quando se r...
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Fiori e frasi

29 marzo 2011 ore 19:11 segnala


Le persone più felici non necessariamente
hanno il meglio di tutto;
semplicemente sfruttano al massimo
tutto quello che sta sul loro cammino.
b
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« IMMAGINE: http://www.mondoviaggiblog.com/wp-content/uploads/2008/03/fiori-di-mandorlo.jpg » Le persone più felici non necessariamente hanno il meglio di tutto; semplicemente sfruttano al massimo tu...
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Il sorriso

29 marzo 2011 ore 18:50 segnala



La CNN Ha comunicato che e’ stato recentemente scoperto un nuovo virus …
Una persona lo può trasmettere a vari milioni perché è molto contagioso.
Il centro di salute, questa settimana, ha riportato che si trasmette molto
rapidamente da una persona all’altra.
A questo virus hanno dato un nome molto interessante si chiama …
SORRISO.
Ho no! Troppo tardi lo vedo già sulla tua faccia! Hai preso il virus!
ALLERTA
Sei stato contagiato da una persona che ti vuole bene
TI AUGURO …
Sorrisi quando la tristezza ti invade
arcobaleni per seguire le nuvole,
risate che sfiorino le tue labbra,
abbracci quando non sei dell’umore giusto,
amici che ti illuminano,
bellezza che i tuoi occhi possano vedere,
fiducia quando hai dubbi,
fede affinché tu creda,
bravura per conoscere te stesso,
pazienza per accettare la realtà,
e …Amore da offrire.


Ti auguro una meravigliosa serata

Per un bambino autistico

25 marzo 2011 ore 09:36 segnala
Un riccio con le sue mille lame vuote
che d’improvviso sento sulla pelle
più di un bruciore che non vedo
e non gusto con giusto sentimento
il tuo parlato che si frantuma
nel crogiuolo auricolare dove soffiano
ai miei rumori i tuoi che seminano acuti e bassi
e alle mie pene le tue ripiegate si nascondono offese
come un guerriero ritiratosi
dalla lotta per la sua vita
e traccia la sua rinuncia nascondendosi.

Io non rinuncio a vincere
ma non so che cosa fare per vincere.
Forse mi bastano le tue mani che toccano le mie
e il loro condurmi via tra i colori
che perdono per te lucidità
provvedendo alla mia tranquillità
di perdermi e ripetere senza fine la mia vitalità.
E in questo gioco a voi è concesso il sogno di vedermi perso.
Si, perso e lontano dai vostri smarrimenti scuri.
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Un riccio con le sue mille lame vuote che d’improvviso sento sulla pelle più di un bruciore che non vedo e non gusto con giusto sentimento il tuo parlato che si frantuma nel crogiuolo auricolare dove soffiano ai miei rumori i tuoi che seminano acuti e bassi e alle mie pene le tue ripiegate si...
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Cefalea e postura

24 marzo 2011 ore 17:47 segnala


La cefalea è uno dei disturbi che oggi colpisce circa il 95%
della popolazione e solo il 30% riesce a curarla: perché?
La risposta è semplice: non si ricerca la causa e si cura solo
la sintomatologia!
Infatti i risultati che oggi otteniamo sulle cefalee con la postura
sono degni di nota.
Studi dimostrano che il 90% degli individui ha almeno un
attacco di cefalea nel corso di un anno. In alcuni casi si
presenta occasionalmente, altre volte è così frequente e severa
da compromettere l’efficienza fisica, la capacità lavorativa, i
rapporti familiari e sociali.
Le principali forme di cefalea primaria sono l’emicrania, la
cefalea a grappolo e la cefalea mio-tensiva.
Cefalea e postura il dato importante è il seguente: il 90% circa
delle cefalee ricade nella categoria di cefalee mio-tensive ed
il 75% dei soggetti colpiti è di sesso femminile.
La forma si distingue in infrequente, frequente e cronica.
I sintomi sono i seguenti: dolore costrittivo, bilaterale, intensità
lieve-media, si può manifestare modesta fono fotofobia (disturbi
di rumore e di luce). La durata può variare tra mezz’ora e sette
giorni circa.
Nelle forme più lievi il disturbo spesso è legato a situazioni di
stress; nelle forme più severe e croniche il dolore comparirà
al risveglio e proseguirà fino a sera. Ancora, studi recenti hanno
evidenziato che il 95% dei pazienti con diagnosi di cefalea
mio-tensiva presentano una postura errata.
Si è cominciato così a trattare questo tipo di disturbo dal punto
di vista posturale, con risultati impressionanti: con il lavoro di
riequilibrio posturale il paziente acquista una corretta coscienza
corporea attraverso esercizi di respirazione, di rilassamento, di
condizionamento generale della colonna vertebrale e soprattutto
del tratto cervicale.
Al termine del ciclo di sedute, nell’80% dei pazienti si verifica
una netta diminuzione degli attacchi cefalgici, sia per durata
che per intensità che per numero di ripetizioni; il 98% dei pazienti
trattati acquista maggior consapevolezza corporea e capacità di
reagire all’attacco cefalgico qualora si presentasse; circa l’80%
dei pazienti dopo almeno 2 cicli di sedute riesce completamente
ad ovviare alle crisi di cefalea muscolo-tensiva.
Ricerca fatta su internet interessante! …Non trovate?