IL PUNTO

20 novembre 2011 ore 07:29 segnala


Camminavo nel bosco,ancora non erano scese le prime ombre della sera. Eppure, gli uccelli tacevano. Il vento gelido dell'inverno proponeva di tornare a casa e rinunciare alla passeggiata, ma non volevo ascoltarlo. Nel cuore mi brulicavano emozioni sempre taciute. Dalla terra risaliva il profumo sommerso della vita. I muschi logori. le pigne irrigidite, le cortecce spente.
I miei piedi sfioravano le loro essenze morte e l'aria sembrava volesse punirmi per non averle dato retta.
Continuavo ad andare avanti a lungo. L'immagine che avevo di me che avanzava era quella di un guerriero che non teme la sconfitta.
Tutto ciò che mi circondava compreso il mio cuore mi stava parlando in maniera straniera e io non potevo capire. Le ombre apparivano bilanciate alle luci. La stessa cosa era nel mio profondo.
Potevo piangere come gioire. Non sarebbe stato diverso perchè ero nel centro esatto di me stesso come la sera a cui andavo incontro.
E proprio allora, in quella massa informe che erano i miei pensieri privi di logica ho iniziato a capire la perfezione del momento e la mia inquietudine. Ero nel punto, quello focale. L'esatto centro tra amore e odio, tra assenza e presenza...
Tra movimento e morte
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« immagine » Camminavo nel bosco,ancora non erano scese le prime ombre della sera. Eppure, gli uccelli tacevano. Il vento gelido dell'inverno proponeva di tornare a casa e rinunciare alla passeggiata, ma non volevo ascoltarlo. Nel cuore mi brulicavano emozioni sempre taciute. Dalla terra risaliva...
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20/11/2011 07:29:42
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Commenti

  1. annabrivio 17 febbraio 2012 ore 10:32
    Bella metafora, bravo.

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