La Città di Capua

23 luglio 2011 ore 10:01 segnala
Un omaggio alla città di Capua che domani 24 luglio
compie 510 anni dal “sacco di Capua“.
Erano le ore 13 del 24 Luglio 1501. Non fu’ risparmiato
nessuno; si narra che i morti furono 2125.
Ancora oggi si celebrano messe a quanti morirono in quei giorni.
Uno dei più funesti spettacoli che la terra abbia esposto al cielo,
ma di questo ne parlerò domani, oggi voglio citare i fasti e la
potenza di questa antichissima Citta’



Descrizione Araldica dello Stemma
E' costituito da due scudi, con al di sotto la scritta S.P.Q.C.
Il primo scudo riporta una croce d'oro in campo rosso,
con una corona d'oro al di sopra della croce.
Il secondo riporta un cratere con sette vipere

Origini e Simbologia dello Stemma
Lo scudo con le sette vipere ricorda l'antica Capua, fondata
dagli Osci e capitale della Campania Felix.
Lo scudo con la croce d'oro in campo rosso simboleggia la
nuova Capua longobarda fedele al cristianesimo.

La sigla S.P.Q.C. sta per: SENATUS POPULUSQUE CAMPANUS

Presente e antico passato
Medaglia d'oro al merito civile. Centro strategicamente
importante per il comando tedesco impegnato a bloccare
l'avanzata alleata verso Cassino e Roma, fu oggetto,
all'indomani dell'armistizio, di un violentissimo bombardamento
che causò la morte di millesessantadue persone, tra militari e
civili, e la quasi totale distruzione dell'abitato.
Contribuì generosamente alla guerra di liberazione con la
costituzione dei primi nuclei partigiani, subendo feroci
rappresaglie che provocarono la morte di numerosi ed eroici
cittadini.
Settembre/Ottobre 1943

L’Antica Capua,
Altera Roma, la seconda Roma; così Cicerone nel I secolo a. C.
definisce l’antica Capua, corrispondente all’attuale Santa Maria
Capua Vetere. E come Roma aveva un proprio Senato da cui
l’acronimo S. P. Q. C. (Senatus Populusque Capuarum).
Fu l’ antica capitale della Campania.
Tito Livio descrive la Capua del IV sec. a.C. come la più grande
e ricca città d’Italia: estesa su 200 ettari di terreno.
E’ stata la capitale della dodecapoli etrusca in Campania.
Ha ospitato celebri santuari come quelli di Diana Tifatina e di
Fondo Patturelli con le famose Mater Matutae; ha visto nascere
la più antica scuola gladiatoria del mondo romano ed ha ospitato
Annibale ed il suo esercito durante i leggendari ozi di Capua.
E’ diventata col tempo un importante centro cristiano, con
basiliche e catacombe, al punto che l’imperatore costantino
gli attribuì la sede del Consularis Campanile e fece edificare
la Basilica Costantiniana.
Ma è l’anfiteatro il più bel monumento dell’antica Capua,
secondo come grandezza solo al Colosseo.
Fu costruito tra la fine del I e gli inizi del II secolo d. c.
sul vecchio anfiteatro nel quale si esibì Spartaco (i suoi resti
sono visibili a destra e a sinistra dell’attuale ingresso).
Oltre duecento busti decoravano le chiavi di volta delle arcate;
la struttura aveva quattro ingressi principali e poteva contenere
60 mila spettatori.



Il supplizio
Allora, i giochi dei gladiatori erano delle vere e proprie ecatombe
di uomini e animali che venivano uccisi con rituali sadici ed efferati.
La stessa agonia faceva parte dello spettacolo.
L’imperatore Claudio per esempio, prediligeva assistere alla morte
dei reziarii perché combattevano a viso scoperto e l'agonia era più
atroce. Lo stesso Claudio, secondo Svetonio, ordinava che si
scannassero anche quei gladiatori che erano stramazzati dalla fatica
"per vedere le facce dei morenti”.
Ma il combattimento sicuramente più cruento era l'oplomachia: uno
strano combattimento tra un gladiatore armato ed un altro disarmato.



I gladiatori di Spartaco.
Sarà per la fama che Santa Maria Capua Vetere (l’Antica Capua)
ha ereditato in fatto di gladiatori per le sue due famose scuole
gladiatorie o sarà piuttosto per la notissima rivolta di Spartaco,
certo è un vero e proprio flashback nel tempo, un ritorno al 73 a.C.;
quando i gladiatori di Spartaco erano circa 100 mila e incutevano
terrore nella stessa Roma (sconfissero sia le truppe dei pretori Clodio
e Varino sia gli eserciti dei consoli Gellio e Lentulo) che decise di
disarmarli con una lezione esemplare: il proconsole Licino Crasso
marciò contro i ribelli con dieci legioni e, dopo una disperata
battaglia in Lucania, presso il Sele, li disarmò e sulla via Appia,
tra l'antica Capua e Roma, ne uccise diecimila e ne crocifisse altri
6000, distruggendo la famosa scuola gladiatoria di Lentulo Batiato
che contava migliaia di gladiatori galli e traci.
Spartaco, invece, dopo aver ucciso il proprio cavallo, si era gettato
nel combattimento con l’intento di uccidere Crasso, ma ferito più volte
cadde combattendo.




Alcuni personaggi illustri nati a Capua:
Ettore Fieramosca nato a Capua 1476 (?) e morì a Valladolid 1515



Ludovico Abenavolo famoso cavaliere capuano, prese parte, con
Ettore Fieramosca, alla Disfida di Barletta nel 1503.



Francesco Antignano nato nel 1401 e morto nel 1478, cavaliere,
consigliere di re Alfonso I d'Aragona detto il Magnanimo.

Tommaso Antignano decano del Capitolo della Cattedrale di Capua
e poi Vescovo di Cariati dal 1509 al 1537.

Gian Giacomo dell'Acaya Architetto. Al servizio della corte di Napoli
eseguì i disegni per il castello di Carlo V in Capua (1542-1552)

Paolo Avellone - Gabriele Castiglione - Pietro Castiglione –
Geronimo de Spinosa - Luigi Mormile Ingegneri. Diressero i lavori
per le fortificazioni di Capua nel secolo XVII.

Paolo Bottone medico capuano del XVI secolo. Istituì una tra le prime
Congregazioni di Mutua Assistenza

Pompeo Lanza diplomatico capuano (+ 1558) appartenente all'antica
famiglia Lanza, nobile di Capua dal XV secolo. Quale diplomatico
di Bona Sforza, Regina di Polonia, egli fu alla corte di Carlo V a Bruxelles
e poi a quella di Maria Tudor a Londra. Nominato Familiare e
Commensale dell'Imperatore, fu Ambasciatore di Capua presso gli Asburgo
e infine Regio Avvocato Fiscale delle Province di Otranto e Bari.
La famiglia Lanza conserva ancora oggi trentuno lettere autografe
a lui spedite dalla Regina di Polonia.

Giovan Battista Cappelli scultore. Nel 1676 scolpi' la statua di Carlo II.

Ottavio Cecaro nato a Capua nel 1819 e mori' nel 1878.
Avvocato penalista. Partecipò attivamente alla liberazione della Campania
favorendo l'attività politica di Garibaldi contro la dinastia borbonica

Ignazio Lanza nobile di Capua, ufficiale borbonico (Capua, 1724 ). Figlio
di Biagio seniore e di Rachele de' Liguoro, patrizia napolitana e congiunta
di S. Alfonso M. de' Liguoro. Col grado di Capitano del Reggimento
provinciale di fanteria di Contado del Molise, il 10 agosto 1744 si battè
"con sommo spirito e decoro" - riferisce il Granata - nella battaglia di
Velletri, in cui re Carlo di Borbone vinse le truppe imperiali del Generale
Von Lobkowitz, che minacciavano il Regno di Napoli.
Sposò Maria Santacroce, nobile di Barletta, risiedendo a Napoli.

G.Battista Boccardi nato nel 1769 circa da don Cesare, patrizio capuano,
e da donna Marianna Sangermano dei baroni di Monteverde.
Il 21 gennaio 1791 Giovan Battista sposò donna Maria Giuseppa Trirocco
figlia del notaio don Pompeo e donna Marianna Palmiero.

Ferdinando Palasciano (Capua 1815-1891), chirurgo, docente di Clinica
chirurgica nella Università di Napoli, deputato e poi senatore del Regno.
E' il fondatore della Croce Rossa Italiana.


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Un omaggio alla città di Capua che domani 24 luglio compie 510 anni dal “sacco di Capua“. Erano le ore 13 del 24 Luglio 1501. Non fu’ risparmiato nessuno; si narra che i morti furono 2125. Ancora oggi si celebrano messe a quanti morirono in quei giorni. Uno dei più funesti spettacoli che la...
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