
NON POSSO FARCELA: torno nel belpaese dopo qualche giorno all' estero e il primo giornale che vedo in un bar ha questo titolo: "Calabresi, sparate ai mafiosi non ai negri". Naturalmente è Il Giornale del padrone, che da quando è diretto dal più ringhioso dei suoi servi, ha praticamente raddoppiato le copie vendute. Compro un quotidiano normale e mi tocca leggere che molti civilissimi cittadini di Rosarno, prima hanno tollerato e coperto i vigliacchi che sparavano a pallini sui migranti (infatti l' omertà a protezione dei prepotenti è una merce piuttosto diffusa dalla quelle parti), poi hanno applaudito le cosiddette forze dell' ordine che li hanno bastonati e deportati perchè colpevoli di essersi ribellati alle aggressioni e difesi. Complimenti vivissimi.
La semplice idea di essere un loro connazionale mi dà la nausea. Non posso però evitare, tra un conato e l' altro, di farmi alcune domande:
- dov' erano i partiti di sinistra mentre succedeva tutto questo? Forse rinchiusi nelle loro sedi, impegnati a costuire col bilancino liste elettorali attente a soddisfare tutte le clientele?
- dov'erano i preti di Rosarno e dintorni mentre succedeva tutto questo? Nell' ombra delle loro chiese che pregavano in silenzio? E cosa avevano da dire al più illustre dei migranti, al più famoso dei profughi, a quello davanti al quale s'inginocchiano chiamandolo figlio di Dio?
- dov'erano i sindacati calabresi, che dovrebbero rappresentare e difendere i diritti dei lavoratori mentre i servi rosarnesi dei padrini schiavisti sfruttavano il lavoro dei migranti pagandoli 20 euro al giorno in nero?
E' insopportabile vedere in che stato si è ridotto questo paese e assistere all' incattivimento progressivo della sua gente: sempre più lieti di essere meschini, opportunisti, leccaculo di qualsiasi potere, profittatori, razzisti, ignoranti ed ipocriti.
E' insopportabile anche assistere a tutto ciò senza fare nulla, rendendosi complici silenti di questo schifo (così mi sento da un po' di tempo).
No justice, no peace.
















