Bijeg

08 gennaio 2017 ore 20:35 segnala
Ore 17:55.Interno della Stazione Ferroviaria.Una vasta sala d'aspetto.
Io le siedo accanto senza guardarla negli occhi,non eravamo mai stati cosi vicini prima.
Attraverso le pareti vetrate entra della luce,su una sola di esse scorrono delle immagini di vita familiare.F caldo,un caldo comunque sopportabile.
Dianae in giardino che pota delle rose con una certa forza.Gialle,arancio e violetta.
C' una testa infilata nel cofano di auto,spalle e schiena sono quelle di un
uomo ripreso da dietro e dedito al lavoro nel pergolato del giardino.
E' sera.Ancora Dianae in ginocchioni sul letto,il busto piegato in avanti e i seni scoperti mentre si risistema i lunghi capelli controvoglia.
Lui,avvolto da un lenzuolo bianco,le sta affianco e sfoglia a fatica il giornale.
In mezzo a loro due bambini bellissimi.E' madre oramai,eppure il suo viso,
triste, mi dice che le manca qualcosa.


Ore 18:07.Chino la testa sulle mie,di ginocchia e piango.Trovo un filo di coraggio per affrontarla,la volto ma si gia alzata.
Non riesco nemmeno a seguirla per via di due donne che ostacolano il passaggio.
La pi cattiva m'intima di lasciar perdere.A quanto pare la conosce bene.
Brusio di valigie lungo il pavimento scivoloso.Una lattina di coca mi prega di non raccoglierla.
Dall'autoparlante fuorisce una voce femminile che annuncia il ritardo sul binario 16.E'la sua.

5 agosto 2016 ore 14:07
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Ore 17:55.Interno della Stazione Ferroviaria.Una vasta sala d'aspetto. Io le siedo accanto senza guardarla negli occhi,non eravamo mai stati cosi vicini prima. Attraverso le pareti vetrate entra della luce,su una sola di esse scorrono delle immagini di vita familiare.F caldo,un caldo comunque...
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08/01/2017 20:35:49
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