annusare i colori

27 maggio 2017 ore 05:34 segnala
Per chi come me ha la possibilità di vivere in una terra baciata da Dio in persona "annusare i colori" diventa quasi un gesto quotidiano tanto i colori la fanno da padrone,colori accesi,intensi,pulsanti,mai spenti come roseti nella nebbia della bassa seppur dolce e tenue anch'essa.
Colori che diventano cibi sulla tavola imbandita pronti a soddisfare la fame dei commensali,colori che una volta entrati in circolo difficilmente si fanno da parte,entrano nel sangue che scorre nelle vene e nelle spigolature dell'animo.
Colori da annusare nel più spudorato orgasmo mentale,colori che gratificano il corpo e la mente,colori come cavalli alati che ti elevano persino sopra le miserie umane,provare per credere.
Difficile da capire per chi vive nel grigiore degli uffici o nella polvere delle fabbriche,colori che non si annusano quando si va di fretta nel caos cittadino ma che prendono le narici se immersi nei silenzi,negli oblii,in quegli spazi intimi e privati sacri e inviolabili.
Colori come forza espressiva,come ossìmori paradossali che uniscono laddove immagini e pensieri non potrebbero convivere ne tanto meno amalgamarsi,magia della creatività umana.
Ovviamente parlo da dotto ignorante (tanto per restare in tema),annusare i colori che diventa esercizio quotidiano per esercitare il piacere allo stato brado.
Colori che annuserebbe persino uno speleologo nel profondo delle gallerie sotterranee,colori che tutti potrebbero annusare ma che pochi perdono tempo nel farlo,miseri.
Annusare i colori come fenomeno sensoriale/percettivo per gli studiosi,una sinestesia da laboratorio ma non per me che non mi perdo nei labirinti del dover capire a tutti i costi ma che vivo senza costi aggiuntivi,al netto del piacere nel mio essere.
Il bianco come la neve sulle vette a picco sul mare che diventa aerosol per le vie respiratorie,il verde dell'erba alta nei campi incolti che chiede solo di essere assaporato,il rosso delle arance da spremere e bere per nutrire il corpo e con esso la mente,il giallo del sole che di calore elargisce vita e scottature sulla pelle anch'esse da annusare come lamenti.
E via di questo passo a piccoli passi,non dobbiamo correre,rovineremmo tutto,come salire senza fretta le scale di un palazzo e assaporare il colore del caffè appena fatto,lo trovo inebriante.
E l'odore del sesso dove lo mettiamo? annusarlo è piacere al quadrato anche se mi riesce difficile inquadrarlo in un colore preciso,come arcobaleno che tutto unisce,ponte tra il Sacro e il Profano che non ha neppur bisogno di essere illuminato tanto risplende di luce propria.
Non amore per il sesso ma sesso per amore.....che colore potrebbe avere? bhè non certo il viola credo,se dicessimo l'azzurro che ne dite.
L'azzurro del cielo limpido che tutti e tutto ricopre a mo di velo messo a protezione non certo come lenzuolo funebre suvvia.
Resta il nero ma dicono che va bene con tutto quindi bypassiamo.
Mi piacerebbe uscire da queste parole e parlare con ognuno di voi,confrontarmi con te,sentire cosa ne pensi,mi piacerebbe veramente ma ahimè resto prigioniero di questo spazio angusto incolore e inodore eppure avrei voglia di uscire,fuori si sta bene.
Colori e odori,una questione di pelle,di contatti,di strusci,vestaglie di seta per la notte o cappotti per l'inverno....non si mai completamente vestiti senza profumo!
Odori e colori più intensi dello Chanel o del Macassar e sopra tutto meno cari,addirittura gratuiti....fatevi sotto.

amore platonico

24 maggio 2017 ore 05:54 segnala
Mi sono chiesto tante volte.....ma l'amore Platonico esiste davvero o è solo un mito?
Poi cos'è esattemente?
Potrebbe e dovrebbe essere un sentimento affettivo non finalizzato al rapporto sessuale...almeno credo.
Allora di cosa si alimenta se non si copula?
Penso che in questo rapporto la chimica dei corpi e l'attrazione fisica degli stessi siano messi da parte,vengano dopo insomma,prima di tutto la simbiosi spirituale prova ne è che l'origine stessa del nome derivi appunto da Platone e dalla sua concezione del rapporto amoroso che distingueva nettamente i sentimenti dall'amore fisico,Platonico appunto.
In fin dei conti nasciamo nell'amore Platonico,fin da infanti ci abituiamo a questo tipo di amore,è il primo in assoluto nel nostro percorso di vita,il primo che poi si trasforma entrando nella vita adulta fino a scoprire i piaceri del sesso,prima ancora che la carnalità ci proietti nell'oblio dei sensi e la poesia lasci lo spazio alla recita sul palco della vita.
Cessa nel momento stesso nel quale facciamo il passo desiderando il rapporto fisico con la persona verso la quale fino ad allora sentivamo solo un profondo affetto.
Allora esiste,non è una delle tante leggende metropolitane o leggende senza fondamento sulla quale abbiamo solo fatto una gran confusione.
Sappiamo che gli antichi in quanto a saggezza non avevano rivali.
E qua ritorniamo al punto di partenza.....ma allora l'amicizia tra uomo e donna è possibile?
Ecco un argomento che dalla notte dei tempi è presente nei nostri pensieri,come dire "è nato prima l'uovo o la gallina?", un argomento tanto chiacchierato da tutti e da tutti conosciuto quanto se non più dell'amore Platonico stesso che potrebbe anche sfuggire a chi non ha tempo da dedicare a riflessioni filosofiche,l'amicizia è molto più pratica e meno filosofale.
Un rapporto di amicizia è basato su sentimenti come la fiducia,la stima,il rispetto,le comprensioni comuni ecc. ed allo stesso tempo sono la base dei rapporti affettivi, se poi ampliamo il discorso arriviamo a chiederci "può nascere un amore dall'amcizia"?.
Vero è che si possano anche mantenere rapporti di amicizia con gli ex senza per questo esserne gelosi,in generale l'amicizia verso gli individui del sesso opposto al nostro può anche servire a risolvere i piccoli problemi interni della coppia stessa in quanto permette di confrontarci,di scambiare opinioni e pareri contando sulla loro disponibilità.
Comunque sia la cosa migliore resta il dialogo,il cercare e dare chiarimenti aggiusta molte cose e attenua molti dissapori sia nei rapporti amorosi come in qualli di semplice amicizia,chiedere è lecito,rispondere è educato.

cambiamenti e mutamenti

23 maggio 2017 ore 07:22 segnala
"Se il dito indica il cielo l'imbecille guarda il dito"
Un classico nel modo di pensare che sta a sottolineare quanto certi individui siano refrattari ai "cambiamenti" del loro modo di pensare,di essere e di porsi.
Non sta certo a me criticarli ma dire che mi fanno "paura" questo si,un individuo che non accetta cambiamenti lo trovo fanatico e sinceramente il fanatismo mi spaventa.
Ovvio che i "cambiamenti" si manifestano in mille sfaccettature e analizzarle tutte sarebbe invero eccessivo ma se restiamo nell'ambito del "cambiamento" inteso come crescita,evoluzione,maturazione allora si,potremmo anche sfiorare questo argomento.
Se buttato li in modo ironico/scherzoso diciamo che un tifoso nemmeno sotto tortura cambierebbe la squadra del cuore e ci mancherebbe,capisco che molte cose NON si possono cambiare ma il punto di vista,il concetto di fondo può assumere aspetti diversi col cambiamento stesso dell'individuo vuoi per crescita culturale vuoi per crescita anagrafica,per esperienza di vita ecc. quindi perchè non prendere in considerazione la possibilità di vedere la stessa cosa da un altro punto di vista,da una angolazione diversa,perchè no?
Col tempo si cambia "vita",si cambia città,amico,lavoro,anche coniuge se vogliamo quindi il cambiamento è insito,cambiare non significa rinnegare,da uomo di fede Cattolica mai e poi mai accetterei di convertirmi all'Islam o in nessun'altra religione ma questo non la considero imbecillità,piuttosto una fede incrollabile non solo perchè immerso in questa dottrina ma per convinzione della bontà della stessa,altro cambiare fede politica anche alla luce dei cambiamenti sociali in atto (a mio avviso INVOLUZIONI),la globalizzazione apre nuovi mondi,culture diverse,abitudini a noi fin qui sconosciute bussano alla porta,possiamo accettarle perchè no ma condividerle sarebbe una sorta di forzatura,un costrizione e in quanto tale negativa, rinnegare le nostre radici socio/culturali non è il rimedio,il cambiamento inteso come apertura mentale a nuove situazioni lo trovo positivo ma l'apertura mentale non significa spappolarsi il cervello.
Ben venga il cambiamento dovuto alla consapevolezza,immaturo quello del "così fan tutti,mi adeguo" che idiozia,denota una mancanza di carattere,di personalità,di convincimento dei propri valori e ideali,da evitare.
Un cambio di rotta,un cambio di programma,di abitudini e perchè no di stile di vita sarebbe opportuno se finalizzato al benessere individuale.
Persino l'Universo è mutevole,cresce a dismisura,si amplia e si evolve in continuazione ma chi di noi se ne accorge, viviamo di mutamenti legati al trascorrere del tempo e trovo improbabile che in questo contesto a cambiare sia solo la fisicità,difficilmente viviamo il tempo nel suo insieme ma limitato più che altro al presente con sporadici flash nel passato senza prendere in considerazione che il futuro potrebbe offrirci altre possibilità, altre occasioni quindi nuovi cambiamenti ma se non abbiamo l'elasticità mentale di accettarli non subirli o quanto meno prenderli in considerazione,se non avviene ecco che la mente si inaridisce,si fossilizza e noi con essa.
Ammetto che non sempre lasciare la strada vecchia per la nuova sia facile,al contrario potrebbe rivelarsi rischioso ma come si dice...chi non rischia non rosica,in fondo il rischio è stimolo,è adrenalina,tentar non nuoce.
Lo studente che "studia" e si impegna impara,il "libro" diventa un amplificatore per nuove conoscenze che al momento consideriamo magari anche superflue ma che con l'andar del tempo potrebbero rivelarsi preziose.
Va da se che ognuno è libero di vivere come meglio crede,se vuole rovinarsi lungo il cammino libero di farlo ma eviti di coinvolgere chi che sia e si assuma le proprie responsabilità,troppo facile e troppo comodo nascondersi dietro il dito del NON è colpa mia,io non c'entro,che meschini.
NULLA SI CREA,NULLA SI DISTRUGGE,TUTTO SI TRASFORMA" non ricordo esattamente chi pronunciò questo aforisma ma in fondo è condivisibile come trovo appropriato "A chi non beve vino Dio neghi anche l'acqua" inteso come rifiuto di crescita,di accettazione che il cambiamento è inevitabile,restare nella grotta al riparo,protetti,isolati dagli altri è debolezza,la grotta potrebbe allagarsi,crollare addosso ecco che se vuoi sopravvivere devi uscire e fare i conti con realtà che non hai accettato,addirittura respinto,ti credevi tanto forte ma solo adesso ti accorgi che la tua forza altro non era che durezza,il forte accetta la sfida,il mettersi in discussione,ascolta,partecipa,contesta,entra magari in conflitto ma fa della sua presenza un valore aggiunto e non solo una bella statuina. Ogni alba è un passo verso la crescita,il sole non sorge solo per noi.....noi siamo ciò abbiamo fatto non ciò che avremmo voluto fare,non delegare all'esterno cosa sia meglio per te,decidilo tu con serenità,senso pratico e realismo,agli altri non va mai bene niente quindi fregatene, "va per la tua strada e non ti badar di loro" loro ai quali non devi nulla,loro che non pagano le tue bollette ne si ammalano al posto tuo,loro ci sono ma anche tu sei loro e loro sono te,meglio pentirsi di avere fatto sbagliando che pentirsi di non averci nemmeno provato. Viviamo di incertezze,di convincimenti,di educazioni ricevute ma tu devi rivendicare il diritto di avere voce in capitolo,la tua opinione è importante così come il tuo voto potrebbe rivelarsi determinante per un cambiamento,forse nuove incertezze ma se non provi non potrai mai saperlo,del senno di poi sono colme le tombe e tu vuoi vivere quindi agisci di conseguenza,c'è chi potrebbe essertene grato.

Uomo...che fatica

22 maggio 2017 ore 11:21 segnala
Dobbiamo ammettere che essere maschio non è così difficile,lo si è dalla nascita quindi niente di più facile,si percorre un tracciato già segnato,nulla di più.
Il problema semmai (e qui sono dolori) si pone quando da maschio si diventa Uomo o per lo meno ci si prova. Sembra facile come direbbe qualcuno ma così facile non è. Il processo evolutivo richiede sforzo,maturità e consapevolezza che possono rivelarsi montagne invalicabili se sottovalutate.
Teoricamente Maschio/Uomo potrebbero anche amalgamarsi in uno,coesistere ma non diamolo per scontato.
Innanzitutto c'è da stabilire cosa si intende per UOMO,dovrebbe esserlo chi si assume le proprie responsabilità senza ricorrere ad alibi più o meno realistici,che ha il coraggio di affrontare le difficoltà della vita senza usare gli altri,che si assume sulle spalle quel peso e ammette gli eventuali errori che inevitabilmente si commettono senza ricorrere ai soliti se,ma,forse,non è colpa mia....che tristezza.
Lo diventa quando riesce anche a portare un fardello non suo,quello di un figlio malato,fragile,insicuro.
Al contrario trovo eufemistico definire UOMO un pupazzo fatto di atteggiamenti,di modi e pose precotte,un uomo non si atteggia,un uomo è.
Uomo-padre-figlio-fratello-marito,realizzato in se stesso e nel mondo che divide con il suo prossimo,la sua famiglia,gli amici più cari,uomo pronto a rubare per necessità se manca il pane in casa e mai per capriccio.
Un Uomo non ti pugnala alle spalle,non ti stringe la mano prima poi ti umilia,non ti sorride solo quando lo hai davanti ma ti sorride quando non lo vedi.
C'è chi divide il mondo degli uomini in 4 categorie come nel film Il Padrino:UOMINI,la vera rarità-MEZZI UOMINI anch'essi rari-OMMINICCHI e sono tanti-QUAQUARAQUA',la stragande maggioranza.
Accade prima o poi di incontrare se stesso come davanti lo specchio, realizzare di quale consistenza siamo fatti e non tiro in ballo la natura che ci ha forgiati seguendo schemi e progetti precisi ma del carattere,della personalità,delle cosiddette palle.
Penso al fatto di non parlare a vanvera tanto per il gusto di parlare e di dare seguito alle parole mettendo in atto ciò che si afferma.
Penso alla capacità di portare avanti situazioni anche difficili ma nelle quali crediamo senza mandare tutto per aria arrendendosi al primo intoppo.
Penso alla capacità di donarsi anche se non ne ricavi nulla e al contrario ci metti del tuo.
Penso alla capacità di sapersi sacrificare per dare una mano,restituire un sorriso.
Penso alla capacità di riconoscere fra ciò che è davvero importante dal frivolo.
Troppo spesso vorremmo girare l'angolo,fingere di non vedere,non capire,di restare in disparte tanto a me cosa importa,rispondere adesso non posso non ho tempo......un uomo sa che deve dare delle risposte o resterà per sempre solo un quaquaraquà.

bellezza

22 maggio 2017 ore 07:01 segnala
A mio avviso la "BELLEZZA" è qualcosa di personale,un punto di vista che varia a seconda delle proprie aperture mentali e convinzioni.
In assoluto è condivione intesa come scambio di sensazioni e emozioni,non è identificabile.
Per le culture antiche bello era il corpo atletico e muscoloso del lanciatore di giavellotto,per me più pragmaticamente le forme armoniose del corpo di una donna,questione di punti di vista personali ma......è bello l'arcobaleno che annuncia la fine di un temporale,il grazie di un bambino con un gelato in mano,il sorriso di un amico che ti ha confidato le sue pene d'amore,davvero difficile argomentare un punto di vista.
La bellezza è una risata,una lacrima che scivola via,la stretta di mano,la carezza.
Se invece restiamo entro certi canoni la bellezza è tutto ciò che appaga lo sguardo ma sarebbe riduttivo,non sempre ciò che è bello nel cuore lo è altrettanto nello sguardo,come si può vedere la bellezza in una poesia,in un concetto,in una elucubrazione? impossibile,bello è ciò che arriva al cuore passando dagli occhi,dalla mente.
Sinceramente non so nemmeno dire se la bellezza sia soggettiva oppure oggettiva,potrebbe essere entrambe,la bellezza di una persona affascinante nelle forme ma orrenda nella sostanza o al contario una persona bellissima dentro ma inguardabile fuori,difficile venirne a capo.
Diciamo è soggettiva fino a un certo punto,oltre può diventare indifferente.
Sappiamo tutti che il bello è bello e non si discute ma chi stabilisce dove inizia il bello? la bellezza è fatta di atteggiamenti,di eleganza,di "la classe non è acqua" e chi può dire il contrario? ho avuto la fortuna o meglio la possibilità di frequentare donne davvero belle se per belle intendiamo nell'aspetto fisico ma insignificanti una volta estrapolato questo aspetto e allo stesso modo posso dire di avere conosciuto una donna che definire una bellezza in quanto tale sarebbe eccessivo,una donna di una bellezza coinvolgente,una bellezza fatta di silenzi,di sfumature,di penombre,di fascino sottile senza per questo dover essere necessariamente una bellezza assoluta,il bello è ciò che noi elaboriamo e questa persona è in assoluto la più BELLA che abbia mai conosciuto,trovo belle le sue parole,le sue fragilità.le sue paure.....difficile inquadrare e descrivere le bellezza.
Una questione di gusti? si anche,perchè no.
Bello è un brano musicale,una canzone,un articolo sul giornale,un tramonto.....bel rompicapo davvero.
Bello è essere sicuri di se,bella è la fierezza,la determinazione e se vogliamo la fragilità di fronte alle avversità della vita,meno l'orgoglio,la boriosietà,il sentirsi superiori.
Bella è la riservatezza,l'intimità,il pianto di un bambino spaventato,bello nella sua crudezza e bello per quello che di tenero rappresenta.
Bella è la spaghettata di mezzanotte con gli amici e bella potrebbe essere la discussione anche animata per un risultato sportivo...lo chiedo a voi...ma la bellezza che cos'è?????

attimo dopo attimo

21 maggio 2017 ore 14:33 segnala
Attimo dopo attimo tutta la nostra vita è una continua ricerca del benessere sia esso economico,fisico,mentale,spirituale ecc.
Tutta la nostra esistenza ha come finalità il raggiungimento di questo e su questo capitello poggiamo tutta la nostra esistenza diventando inconsapevolmente o no artefici e carnefici di noi stessi.
Viviamo di sfide quotidiane nel lavoro,nel tempo libero,nei rapporti interpersonali,in quelli affettivi,tutto è una lotta per primeggiare agli occhi di chi? di noi stessi? degli altri? mahhhh,l'importante è mettercela tutta vada come vada. Come pionieri siamo portatori sani di creatività,di coraggio,di fiducia,come pionieri ci spingiamo sempre oltre ma poche volte lo facciamo dentro noi stessi. Il coraggio da solo non basta,serve lucidità,coerenza,consapevolezza,tutti ingredienti che difficilmente riusciamo ad amalgamare senza ricavarne una pastella puzzolente e insignificante,il più delle volte ci limitaimo a guardare ed addirittura a criticare gli altri con la certezza che noi siamo migliori,che idiozia,biasimare è la cosa che ci riesce meglio. Non abbiamo il vero coraggio indispensabile per guardarci dentro,al cuore prima e nell'animo poi,al primo ostacolo dirottiamo verso verità meno scomodo,approdi più facili ma anche più fragili.Alcune volte preferiamo scendere dal marciapiede per non incrociare quella certa persona,altre volte fingiamo di non vedere,altre ancora ci fingiamo distratti,assenti,meglio non affrontare la realtà.
Solo il vigliacco non è contento di se stesso e scapperà in continuazione,solo il vigliacco fa percorsi di autoconvincimento per giustificare scelte di vita inopportune,inconcludenti,per nulla stimolanti e ci si adagia mettendo a repentaglio i valori e gli ideali che lo avevano spinto.Ma in fondo di cosa abbiamo realmente bisogno? secondo me di etica,di carattere,di onestà interiore,di senso critico e analitico,di lucidità,senza avere focalizzato queste necessità saremo sempre una zattera in balia delle onde.

COME SONO FATTO.....

21 maggio 2017 ore 13:55 segnala
Come sono fatto io? accc bella domanda anche se sinceramente non saprei da dove cominciare,vabbè dai ci provo cominciando dalla fine.

"Sostituisco la malinconia con la gioia
il dubbio con la certezza
la disperazione con la speranza
la cattiveria con il bene
l'odio con l'amore
le lamentele col dovere
lo scetticismo con la fede
lo schiaffo con la carezza
l'orgoglio con la modestia
.....e le gomme quando sono liscie!

Eccomi,nulla di che ma questo passa il convento,vivo in un corpo che invecchia al contrario dei miei desideri e della mia anima.
Un uomo come tanti o meglio uno dei tanti.
Ultimamente però devo tristemente ammettere che sono amareggiato,sconcertato,deluso,disincantato e scoglionato ma non a fasi alterne,lo sono in pianta stabile e il tutto si amplifica man mano che i giorni passano.
Ora se mi chiedete come sono fuori non ci sarebbe nulla da dire,dentro la cosa si complica.
Ero carico di buoni propositi,belle intenzioni e nobili speranze che ahimè si sono dileguate come le luci del giorno sul far del tramonto. Avevo qualche fantasma nell'armadio ma sono riuscito a liberarmene,avevo tanti sogni nel cassetto ma adesso nel cassetto ci tengo le mutande,diciamo che mi sono adeguato.
Aspettative zero,zero assoluto,passato il tempo delle aspettative anche se scioccamente ne conservo ancora qualcuna del tipo continuare a essere me stesso (non saprei essere altrimenti....) continuare ad essere obiettivo e non farmi condizionare dagli eventi,conservare il buon senso e la capacità di scindere il bene e il male e perchè no,trovare un amore che mi somigli ma qui entriamo nella dimensione del fantamistico.
Amante viscerale del pensiero Socratico,curioso più di una scimmia e viscido alle convenzioni.
Refrattario alla scemantologia superficiale e greve,ogni giorno riprometto a me stesso che non tenterò di risolvere tutti i problemi della mia vita e non pretendo che lo facciano gli altri,ogni giorno cerco di apprendere qualcosa di nuovo su me stesso, su di voi e sul mondo in cui vivo.
Ogni giorno cerco di comunicare la mia gioia e la mia disperazione in modo che possiamo conoscerci meglio rammentando a me stesso che sono un essere umano e non pretendo la perfezione da nessuno di voi fino a che perfetto non lo sarò io.
Ogni giorno mi sforzo di essere consapevole delle cose bellissime che ci circondano ricordando a me stesso di tendervi le braccia
e sfiorarvi gentilmente con le dita perchè non voglio perdere questo contatto con voi,ogni giorno mi dedico al processo di esere un individuo aspettando di vedere cosa succede...ogni giorno.

alla fine....

21 maggio 2017 ore 13:39 segnala
Oèèè testine cosa avete da mugugnare. Ho solo pensato a voce alta,non fatene un fatto personale e se poi qualcuno si è risentito chiedo venia.
Ho cercato di sfiorare momenti e aspetti del mio vissuto che avevo quasi dimenticato,alcuni certamente confusi nei meandri della memoria altri scolpiti come pietri miliari sulle strade consolari e momenti del mio presente ancora in corso d'opera il tutto con la sponteneità del dilettente della penna spinto dalla passione e non dal professionista lucroso.
Pensieri di un viaggio lungo una vita,un rimbalzare come pallina impazzita da una emozione all'altra e perchè no,anche da una delusione all'altra ma chi se ne frega...HO VISSUTO (dubbio di transitivo) e solo questo conta.
Pensieri a volte illogici altri pedanti lo so ma reali,a scusante vorrei dire e lo dico che non sempre è facile scrivere dell'astratto,meglio fantasticarlo.
Un viaggio costellato di errori ma alzi la mano chi non li ha commessi,proiezioni di tristezze ancora presenti e gioie offuscate dal tempo.
Solenni fregature e machiavelliche peripezie,terrificanti delusioni e orgasmici "colpito e affondato" come se la vita fosse una battaglia navale ma in fondo anche se poco navale la vita resta pur sempre una battaglia.
Non occorre una laurea per imparare a vivere,meglio la strada,meglio il buttarsi nella mischia,meglio fallire il tentativo ma averci provato poi come nella cartina dei boeri "ritenta,sarai più fortunato".
Ho imparato a mie spese che se lasci la frutta in acqua marcisce,se ti metti alla guida sulla strada innevata prima o poi vai a sbattere,se ti perdi nelle tue certezze finirai nei dubbi,se ami chi non ti ama sono dolori,in pratica non serve prenderlo nel tal posto per sapere che fa male,la vita è solo una questione di culo,o ce l'hai o te lo fanno,inutile girarci intorno.
Il gusto della vita è soggettivo,il bello non a tutti piace e il buono non tutti lo apprezzano,ognuno ha le proprie regole e nessuno ha il diritto di criticarle,possiamo non condividerle ma non autorizziamoci a criticarle quindi prima di giudicarmi camminate con le miei scarpe.
Non ho mai giudicato un libro dalla copertina, un film dalla trama ne tantomeno una persona che sbaglia quindi please evitiamo di puntare il dito.
Il vero gusto non è nelle parole che leggi ma nelle riflessioni che possono suscitare e non nego che darei un occhio (si fa per dire) per conoscerle.
Parole pensate a alta voce senza nessuna intenzione maliziosa se non quella di incuriosirvi e di rendervi partecipi,parole nelle quali magari vi rispecchiate e vi riconoscete,bene.
Ho avuto la possibilità fortuna di viaggiare,visitare posti meravigliosi e conoscere persone fantastiche ma la sola che avrei desiderato davvero di conoscere non la conoscerò mai ma almeno l'ho intravista e sfiorata,non conoscerò mai il titolo di questo "viaggio" ma almeno l'ho fatto!

restiamo amici

20 maggio 2017 ore 23:02 segnala
Restiamo amici?
Mahhhhh,realisticamante non credo sia possibile restare amici dopo un fallimento amoroso,non lo credo possibile ma potrei essere smentito.
Non lo credo possibile perchè restare amici significa frequentarsi,confrontarsi ed inevitabilmente si finirebbe con lo scivolare nelle sabbie mobili del rinfacciarsi questo o quello,non dico farlo litigando o con spirito di rivalsa ma verrebbero a galla i problemi che hanno portato alla rottura,ci si toglierebbero i sassolini dalle scarpe e potrebbe essere poco se non per nulla piacevole. Credo invece che si ci si possa innamorare della persona che fino a 5 minuti prima consideravamo solo una cara amica,questo si lo ritengo possibile ma questo è tutto un altro discorso.
Quante storie finiscono con una richiesta di amicizia,credo moltissime eppure superato un primo periodo colmo di buoni propositi e intenzioni tutto finisce nell'oblio venendo meno i presupposti minimi che alimentano l'amicizia,primo di tutto la fiducia nell'altro.
Riconquistata la libertà di single ci accorgiamo nel bene o nel male di uno spazio vuoto da colmare e più questo spazio è grande meno è possibile che la sola amicizia lo colmi,se è grande significa che in fondo siamo ancora innamorati quindi parlare di amicizia diventerebbe avvilente e riduttivo.
Certo bisogna tenere conto di come è finita la storia e come è stato vissuto questo passaggio,se è finita tra pedinamenti,fughe e telenovele varie tentare di costruire una amicizia sarebbe solo tempo perso in partenza,se invece la storia è finita senza vittime ne carnefici allora un tentativo si potrebbe prendere in seria considerazione,perchè no anche se personalmente sono sempre un pò scettico.
La coppia scoppia non è semplicemente un modo di dire,è prendere atto del fallimento a prescindere che per fare una croce servono due legni,uno solo non basta e questo mi appare ovvio ma dipende anche da chi dei due ha portato il legno più lungo.
Ci sono situazioni nelle quali "nulla è ne sarà più come prima" accettiamolo e facciamocene una ragione evitando ulteriori sofferenze.
Quando la storia è finita e si sta tentando di diventare amici se uno dei due cerca l'altro in continuazione non è un buon segno,ti fa sentire legato,quasi spiato e questo nulla ha a che fare con la vera amicizia ma piuttosto si sta instaurando una spcie di dipendenza mascherata da amicizia.
La stessa amicizia non deve essere morbosa,appiccicosa,invadente,deve essere profonda ma discreta nel rispetto dell'altro se poi liberamente ci si lascia andare o si sente la necessità/piacere di confidarsi deve essere qualcosa di spontaneo mai forzato.
Tentare di restare amici probabilmente comporta il frequentare le stesse compagnie,gli stessi locali e via di questo passo,ridacchiando si parla del passato e al momento giusto uno sguardo languido...suvvia non prendiamoci in giro.
Lui ti ha scaricato,passa un pò di tempo e all'improvviso ti chiama al telefono,come stai come non stai,come va come non va,ci facciamo un aperitivo?
Ovvio che a telefonata finita tocchi il cielo con un dito,costrusci castelli con tanto di fossato intorno e ponte levatoio,credi abbia cambiato idea e stia valutando di rimettersi con te...dai ammettilo che lo pensi e in fondo lo desideri.
Vi rivedete sorridenti e entusiasti,stavo pensando....perchè non restiamo amici? ti cade il mondo addosso dillo,non era questo che volevi e accettare la sua richiesta di amicizia significa autorizzare la tua rovina.
Se accetti devi essere disposta a ascoltarlo quando parla dei suoi nuovi giri,andazzi,esperienze nuove e tu starai ad ascoltarlo anche quando ti parlerà delle sue esperienze sessuali (lo farà,puoi scommetterci che lo farà) magari confrontandole con quelle che avete vissuto insieme,ma sicura che sei disposta a soffrire tanto?....pensaci.
Se invece su certi argomenti lo trovi superficiale quasi astratto allora hai la prova provata che tende a nasconderti qualcosa ma la VERA AMICIZIA non ammette tranelli.
E' risaputo che alle donne piace avere molti maschi intorno,le fa sentire importanti,uniche....che idiozia,nel 99% dei casi lui vuole solo portarti a letto e se non lo farà con te tenterà con altre,non sei così insostituibile come credi e parlo da uomo.
Credere che lui tornerà con te anche solo in nome della più casta delle amicizie è l'errore più frequente,ti ritroveresti in un limbo senza capo ne coda.
Comunque sia mancano le fondamenta e come direbbero a Roma.....lassa perde che poi tradotto significa Errare Humanun Est,il probleme è persevarare nell'errore.
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Restiamo amici? Mahhhhh,realisticamante non credo sia possibile restare amici dopo un fallimento amoroso,non lo credo possibile ma potrei essere smentito. Non lo credo possibile perchè restare amici significa frequentarsi,confrontarsi ed inevitabilmente si finirebbe con lo scivolare nelle sabbie...
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20/05/2017 23:02:55
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buona fortuna

19 maggio 2017 ore 01:10 segnala
Ora che potresti amare con passione e raziocinio ti rendi conto che sei circondato dal vuoto?
Persino banale parlare di un classico se non del classico errore che molti induvidui commettono, l’errore di cercare un uomo/donna con cui sviluppare una relazione senza prima avere sviluppato una relazione con se stessi.
Corrono da una persona all’altra alla ricerca di ciò che manca dentro di loro ma lo fanno senza convinzione,consapevolezza e volontà come se a loro TUTTO fosse dovuto,che idioti.
La ricerca deve cominciare dentro di noi non fuori. Nessuno può amarci al punto da renderci felici se non amiamo davvero noi stessi e cercare amore nel nostro vuoto finisce solo col farci trovare un altro vuoto.
Vuoti da colmare,ecco il problema di fondo ma come,con quali mezzi e quando.
Bhe io direi di cominciare subito,inutile perdere altro tempo prezioso,Itaca è lontana e solo pochi riescono a raggiungerla ed io tra questi ma tu???????
Dopo una vita dedicata quasi esclusivamente al benessere materiale, al piacere fisico,all'arricchimento economico,alla carriera ti accorgi che tutto questo non riesce a colmare il vuoto che ti avvolge vero? Solo adesso te ne sei reso conto,solo adesso che i capelli si sono ingrigiti e diradati,solo adesso che l'andropausa incombe cominciando a manifestare qualche battuta d'arresto ti accorgi che nonostante tutto i "tesori materiali" accumulati nel tempo nulla possono per colmare quel vuoto.
Belle auto,belle donne,belle amicizie,non ti sei davvero fatto mancare nulla è vero eppure.......
Ma cosa cerchi esattamente (a patto che tu lo sappia)?
Dopo che ti sei scopato decine di donne,che hai provato il sesso estremo,il proibito più proibito ti rendi conto che sei solo e la cosa ti fa un male della madonna. Ben ti sta dico io,in pratica te la sei voluta adesso di che ti lagni.
Dopo che hai ottenuto TUTTO quello che desideravi ti accorgi che ti manca una donna che ti stupisca per la sua cultura,che ti sorprenda per la sua dinamicità e che ti faccia restare senza fiato a letto,una donna magari non statuaria ma intrigante,interessante,santa fuori ma puttana dentro,puttana si ma SOLO per te,che ti faccia sentire che per lei "sei il suo TORO",una donna che vorrebbe essere coccolata come una bambina,che ti ama come mai fatto prima e ti scopa come fossi il suo "oggetto di piacere",che intravede in te l'uomo giusto,quello capace di colmare i suoi vuoti ti metti sulle difensive? ma ci fai o ci sei dico io? E se togliessi il freno a mano nel viaggio dentro il tuo EGO? Concentrati su questo aspetto e non solo su come trovare il punto G,sul clitoride e su come godere,se godi insieme a lei non è meglio? La vecchia generazione non sono "gli altri",sei TU,siamo noi distratti e superficiali,noi che ci credavamo migliori,noi che ci siamo innamorati della bonazza bionda tutta tette alla cena annuale,noi che abbiamo confuso "amare con scopare",noi che i nostri amici hanno il fegato spappolato dell'alcool e dalle canne,noi che di un brano amavamo solo la musica e non le parole,noi che abbiamo considerato la vita come un qualcosa di serio da non prendere seriamente, noi che non abbiamo accettato il rischio di vedere il cuore sanguinare e adesso stiamo morendo "dissanguati".
Lei è entrata nella tua vita,ti ha fatto perdere il controllo,sbandare ma in fondo dopo una prima impasse anche comprensibile confessa che ti piace dai,non nasconderti dietro il dito o dietro i soliti alibi,sii UOMO cazzo. Facciamo così,pensaci,riflettici su,mi fai incazzare lo sai ma sai pure che se avrai bisogno di me io ci sono occhei? NON MOLLARE MAI.
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Ora che potresti amare con passione e raziocinio ti rendi conto che sei circondato dal vuoto? Persino banale parlare di un classico se non del classico errore che molti induvidui commettono, l’errore di cercare un uomo/donna con cui sviluppare una relazione senza prima avere sviluppato una...
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19/05/2017 01:10:15
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