Felicità....istruzioni per l'uso.

17 maggio 2017 ore 11:21 segnala
Felicità....letteralmente dal dizionario:
Stato di chi è felice-cosa,avvenimento che rende felice.
Ed appunto questo è il problema,chi è felice?
Uno stato d'animo intenso,uno di quelli che ti sembra di camminare a una spanna da terra,di galleggiare nell'oblio,una emozione che ho dimenticato nella sua essenza,la rammento solo come un ricordo fugace,effimero,troppo concentrato in poco spazio/tempo per riuscire a memorizzarlo appieno....eppure esiste,da qualche parte deve pur esistere sennò nemmeno ne parleremmo.
Sull'argomento hanno scritto libri,sono stati girati film "La felicità non costa niente-Chiedimi se sono felice ecc." sono state scritte opere teatrali,si sono consumati litri di inchiostro eppure in realtà di cosa stiamo parlando? mahhhhhhh,a mio avviso la felicità al pari dell'amore è come il fantasma del castello,tutti sanno che esiste ma pochissimi lo hanno visto per davvero.
E vi prego,non datemi del pessimista....
Alcune volte ci appare inverosimile,un pianeta sconosciuto abitato da emozioni non meglio identificate e non sempre durano abbastanza a lungo da poterne gioire,godere appieno,riempirsi l'animo,al contrario come una farfalla se ne vola via alla ricerca di nuova linfa,di un altro fiore eppure sono istanti che valgono una vita, sono l'essenza stessa della vita.....se mi dovessero chiedere adesso "all,sei felice" dovrei rispondere sorry,dici a me? ahahahahah fatemi la domanda di riserva.
Ma forse è il caso di uscire dal mio piccolo orticello e guardarmi intorno,si decisamente meglio.
Purtroppo viviamo in un contesto povero di valori collettivi,tutto è fondato sul bene individuale,sul singolo mentre a mio avviso la felicità è tale se condivisa,a che mi serve essere felice se intorno c'è dolore,sofferenza,fame,che me ne faccio della mia felicità?
La Felicità come gli uomini si evolve,cambia,cresce con noi,adesso non potrei essere felice come quando da bambino affondavo le dita nel vasetto della marmellata,felicità allo stato brado,non potrei essere felice come lo ero il giorno del congedo dal servizio militare,potevo dormire fino a tardi,uscire con gli amici,farmi crescere i capelli e mettere le camicie che piacevano a me,altri tempi e altre felicità,la mia felicità sta invecchiando con me,sta perdendo smalto,sta scemando ma tutto sommato va bene così.
Sto pensando adesso alla felicità di Archimede che avendo capito la spinta idrostatica urlò EUREKA e se ne uscì nudo e raggiante dalla vasca,ottimo esempio di felicità.
In quel momento Archimede avrebbe voluto condividere perchè in fondo la felicità è tale solo se condivisa,ne sono convinto.
Per fortuna però la Felicità è uno stato d'animo non una scienza esatta e come disse Oscar Wild "la felicità non è avere quello che si desidera ma desiderare quello che si ha"....sottile direi.
Non ci sono istruzioni da seguire,non c'è un libretto di uso e manutenzione da leggere,ognuno vive la felicità come esperienza intima e privata, se la condivide la amplifica ma resta pur sempre sua. In fondo parliamo di un sentimento opinabile,vago,soggettivo,discutibile e se vogliamo surreale, lo chiedessimo ad ogni essere umano non avremmo mai identiche risposte,resta di fatto un sentimento universale ma di libera interpretazione.
Un punto fermo cosparso di ramificazioni e scorciatoie,grandi spazi o strozzature, non è nemmeno pensabile di spiegare la felicità,si vive,si sente dentro,si manifesta palesemente ma elegantemente se non attraverso un senso di piacere totale che io chiamerei "pienezza",uno stato d'animo positivo stracolmo di piacere.
In quei momenti ci sentiamo realizzati anche se non abbiamo un soldo in tasca per offrire una birra ad un amico.
Eppure la felicità in quanto tale deve essere di breve durata,intensa ma breve,dura il tempo di un sorriso,di un abbraccio,di un orgasmo e nella migliori delle iotesi quello di una telefonata inattesa,non credo si spinga oltre nel tempo. Come febbre ci fa ardere di un fuoco che non vorremmo mai spegnere ma come uno scalatore che dopo immani sforzi una volta raggiunta la vetta ci pianta la bandierina e se ne torna a valle col cuore in gola.
Tutto sommato non credo nemmeno che la felicità sia umana,credo ci siano individui che non l'hanno mai provata,forse sfiorata ma nulla di più.
Socrate stesso (del quale sono un profondo ammiratore) affermava che la natura dell'uomo è contraddistinta da due forze esatte e contrarie,la prima è "l'animalità",quella che ci appartiene da quando veniamo alla luce istintiva,primordiale,emotiva che ci spinge a seguire senza sentire ragioni il nostro istinto animale,la seconda è la "socialità",quella che ci spinge ad omologarci per rendere possibile la convivenza coi nostri simili....e noi nel mezzo tirati una volta da una parte una volta dall'altra rendendoci impossibile fare il salto definitivo verso la felicità perenne e assoluta. Ma allora concretamente cosa ci rende così difficile il raggiungimento della felicità? Io direi i condizionamenti esterni,ci ritroviamo a rendere possibile la felicità degli altri trascurando la nostra,siamo stati educati a questo si questo no fin da bambini,fin da quando ci infilavamo soddisfatti le dita nel naso,quanti rimproveri eppure io ero felice di mettermi le dita nel naso,perchè me lo impedite,il naso è mio mica tuo.
I grandi statisti sono riusciti persino a metterci in testa che per essere felici anche il PIL nazionale deve crescere...mio Dio inorridisco. La sola idea di fondare la felicità sulla ricchezza materiale mi mette a disagio,mi spiazza,mi confonde,davvero è possibile solo immaginare che per essere veramente felici dobbiamo inseguire il benessere economico? si certo avere due soldi in più male non fà ma non possiamo costruirci sopra un castello di sabbia,crollerebbe miseramente.
L'uomo non può essere un Bancomat,non può essere tale se privato dei più elementari bisogni emozianali.
La felicità non può ridursi a un calcolo matematico,ad una equazione tipo tanto più sono ricco tanto più sono felice,c'è persino chi afferma che con l'aumentare del benessere economico si ritorce contro chi lo raggiunge in termini di felicità,coma a dire più sei ricco meno sei felice e anche se può sembrare paradossale sono in perfetta sintonia con questa tesi anche se per amore di verità la mia felicità è la fotocopia esatta del mio conto corrente e non mi spingo oltre.....felicità non significa inseguire una meta ma trovare piacevole il viaggio per raggiungerla.
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Felicità....letteralmente dal dizionario: Stato di chi è felice-cosa,avvenimento che rende felice. Ed appunto questo è il problema,chi è felice? Uno stato d'animo intenso,uno di quelli che ti sembra di camminare a una spanna da terra,di galleggiare nell'oblio,una emozione che ho dimenticato nella...
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17/05/2017 11:21:33
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Commenti

  1. stellagemella59 17 maggio 2017 ore 13:42
    Come il senso di un viaggio non ne è la destinazione, ma il viaggio medesimo, allo stesso modo il senso, l'essenza della felicità,il nostro "sentirla", è nella volontà di essere felici senza rincorrerla! Spesso, alla ricerca di sempre maggiori soddisfazioni, (credendo erroneamente che queste possano corrisponderla) non vediamo ed non assimiliamo sfumature che arricchiscono, penetrano l'anima dandole leggerezza, sensazioni di benessere, di nutrimento dei pensieri, di apertura verso gli altri liberi da pregiudizi...la felicità è per ognuno il raggiungimento dei propri ideali animati da valori che ci e si differenziano l'uno dagli altri. In fondo la felicità non è così astratta ma molto più concreta di quanto crediamo; lo è in un sorriso inaspettato, in un raggio di sole improvviso, nella risoluzione di un problema, in un convivio, in una mostra, in una musica da ascoltare in due,in un viaggio, insomma in tante piccole ma indispensabili cose, che la vita continua a darci ma che sempre più sordi e ciechi non riusciamo a vedere e a sentire. Magari sono solo una utopica sognatrice,ma si sa senza un pizzico di pazzia tutto si appiattisce e la polvere magica della felicità ci sfugge :fiore :fiore
  2. casu.almente 17 maggio 2017 ore 17:09
    grazie per aver letto e per la tua analisi profonda per altro ccondivisibile in tot. Fa piaceere confrontarsi e dibattere seppur virtualmente.....

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