Concetto di vita....

19 ottobre 2017 ore 11:14 segnala
Concetto della vita dell'uomo su questa terra? argomento interessante ma troppo generico,di quale uomo,di quale religione,di quale cultura,di quale stato sociale,di quale morale,di quale orientamento politico? inutile dire che il concetto di vita nell'Islam è radicalmente diverso da quello Cattolico,il concetto di vita per un magnate dell'industria è diverso da quello di un abitante delle bidonville così come è agli opposti tra un erudito e un semianalfabeta,un esteta e un superficiale,bisognerebbe avere linee guida,punti di partenza ben definiti,generalizzare sarebbe fuorviante.Posso solo dire che secondo me (uomo di fede cattolica poco acculturato facente parte del ceto medio/basso) il concetto che ho della vita è semplicemente inseguire il benessere interiore più di quello economico,quello dell'animo più di quello fisico e non a caso frequento la chiesa molto più dell'ambulatorio del mio medico di fiducia. Non ho mai inseguito il culto del denaro come punto di riferimento,non ho materializzato per ostentare ma solo per rendere la mia vita il meno complicata possibile,non ho mai spinto la mia mente e le mie capacità in terreni infidi.La mia concezione di vita morale segue i ritmi imposti dalla natura,amore come sentimento che domina all'unisono anima e sensi,istinto e appetito.Per alcuni la moralità è fare ciò che si vuole,per altri è fare ciò che si deve,per me è fare ciò che posso senza entrare in collisone col prossimo,rispettare per essere rispettato,amare per essere amato.Certo non un materialismo bigotto e ipocrita ma al contrario un materialismo libero nel rispetto delle libertà altrui,così come una malattia non curata o una serie di comportamenti sbagliati portano a incancrenire l'uomo stesso una vita senza regole morali porta alla malvagità,alla sopraffazione,all'individualismo più mecero.La vita vissuta come dono non come favore,come presenza non come transito,vissuta come "sempre" nello spazio/tempo che passa dal primo all'ultimo respiro con la consapevolezza che ci è stata donata da Dio tramite i nostri genitori e che noi dobbiamo rispettare,valutare,esaltare pur nella consapevolezza dei nostri limiti materiali e spirituali. Dimentichiamo troppo spesso che tutti i nostri meriti provengono da Dio perchè senza il suo amore non saremmo nulla,dimentichiamo che tramite suo Figlio ci ha indicato la strada giusta da seguire rendendoci liberi di seguirla,non ci obbliga,non ci costringe,non ci chiede altro che di credere in Lui,di avere fede,di rispettarlo e pregarlo....neanche troppo spesso.

Amicizia.....una cosa seria.

18 ottobre 2017 ore 15:58 segnala
Amicizia......concetto astratto per taluni,parola usata in modo spicciolo per altri,valore irrinunciabile e ingrediente fondamentale per tutti.
L'amicizia,quella vera,è un po come il sole che seppur oscurato da qualche nube sappiamo che c'è,è li da qualche parte e prima o poi tornerà a risplendere,a illuminarci e scaldarci. Chi dice che sia il sale della vita,quella che da il sapore giusto ai rapporti interpersonali ma solo in pochi casi riesce a valorizzare il piatto e questo diventa il preferito,l'amico che hai atteso e che ora hai trovato. Non si cerca e non si inventa,se c'è ed è reale si può coltivare,curare,proteggere,salvaguardare sapendo che potrai trovarla laddove l'abbiamo lasciata. Nel costruirla dobbiamo però fare attenzione alle parole,debbono essere sincere se vogliamo che penetrino e restarci,parole che nascono dall'intimità più profonda del cuore e vanno dritte nell'animo,le parole più dei gesti,parole che sanno dare apprezzamento,conforto,persino commuovere.
Certo bisogna essere perseveranti,evitare ipocrisie,evitare eccessi che potrebbero far marcire il seme troppo inzuppato,amicizia come equilibrio,come condivisione,come altruismo anche se poi a ben pensarci potremmo scivolare nell'egoismo di una amicizia che sentendola talmente unica,grande,esclusiva che la vorremmo tutta e solo per noi. Amicizia come affinità spirituale che nasce dalla stima e la stima è fattà di verità,non esiste amicizia costruita su discorsi furbi,su parole dette a metà,su raggiri e inganni,non è e non sarà mai vera amicizia. L'amico vero può anche alzare la voce,farti arrabbiare,persino offendere se vogliamo ma sapendo che alla base c'è un senso di protezione,di amore profondo,di "lo faccio per te",non dobbiamo proteggerci da un amico perchè sappiamo che nessuna cosa detta dalla sua bocca potrà mai ferirci veramente.
Tante volte quanto ci sentiamo stanchi,avviliti,abbattuti,spenti vorremmo sentire la voce di un amico,sentire la sua presenza rassicurante,averlo accanto sapendo che la sua sola presenza fa da toccasana e quante volte vorremmo condividere con lui momenti di estremo benessere e felicità. Il vero amico non è esattamente quello che vorresti sempre accanto ma che sai essere sempre presente.
Ne parliamo spesso,è sulla bocca di tutti eppure ancora ci stimola,ci incuriosisce e a volte persino stupisce,un concetto vecchio quanto il tempo,la vera amicizia,il vero amore,sinonimi esatti e contrari? chissà,sono concetti individualistici privi di strutture univoche ma diversi da inviduo a individuo. Partiamo dal presupposto che ne l'amicizia ne l'amore dovrebbero mai deludere invece sono esattamente la fonte delle ferite più intime e profonde.
Sono nuclei,atomi che dovrebbero integrarsi l'uno nell'altro,fondersi invece spesso si respingono,dovrebbero stimolare l'apertura tra individui,la ricerca del contatto anche fisico ma prima di tutto mentale,spirituale,quasi mistico. Siamo attratti da ciò che sta fuori di noi,ci incuriosisce,l'ignoto come attrazione per capire,conoscere,confrontarsi. Amicizia/amore sono i contatti più usuali e conosciuti,universali al genere umano,per tutti concedersi al contatto è soddisfare una necessità.non si potrebbero mai stabilire se a farla da padrone fosse l'insoddisfazione, se ci sono i presupposti questo concetto si amplifica,fa crescere a dismisura il senso di benessere,al contrario se superficiale si trasforma in maledetta abitudine e tutti gli stimoli si affievoliscono come burro al sole. Un concetto che non ha ne pone limiti,cresce in base al contesto nel quale siamo immersi,cresce se ci sono figli,se la famiglia si allarga,non ha regole precise nel quale inquadrarlo. Il rapporto non è mai statico,si evolve e si adegua a chi lo vive,si adegua a chi lo possiede e lo accompagna. Limitarlo sarebbe solo seviziare noi stessi,meglio aprirsi ad esso e accettarne le straordinarie capacità di accrescimento interiore che porta con se.

tiremm innanz.....

17 ottobre 2017 ore 14:31 segnala
Mi sono sempre ritenuto un uomo onesto e per onesto non intendo esserlo esclusivamente nel rapportarmi con i beni materiali ma anche e sopra tutto nei rapporti interpersonali,ho sempre cercato la chiarezza,la trasparenza,la coerenza,tutti elementi senza i quali non sarei in grado di relazionarmi in maniera costruttiva. Ho sempre evitato i cosiddetti "venditori di fumo" e non mi riferisco certamente agli onesti esercenti che svolgono questa attività ma a quei "piccoli" individui che approfittando della debolezza,della fragilità,della buona fede e diciamolo pure della credulità di certi altri si prendono gioco di loro,li manipolano per raggiungere chissà poi quale scopo. Secondo me essere ingenui è un valore aggiunto anche se rischioso,essere sempre e comunque onesti e un pò svampiti espone a rischi notevoli ma ammiro l'ingenuo molto più di colui il quale si reputa sveglio e furbo. Onesto anche e sopra tutto con me stesso,con la parte concreta e intima del mio essere uomo ma certo esposto a tutti i rischi che questa situazione comporta. Posso dire di esserlo materialmente si ma non so se posso dire di esserlo con la stessa convinzione e in assoluto, se mai capitasse di trovare una borsa contenente valori di una certa importanza o soldi,tanti soldi non so davvero come reagirei,penso che mi recherei presso le forze dell'ordine ma chissà,lungo il tragitto potrei anche cambiare idea (in fondo solo gli imbecilli non la cambiano) mandando in fumo tutte le mie autoconvinzioni,meglio dire onesto.........forse!
Per certo ho sempre provato astio per i furbetti,per i così fan tutti come se fossero privi di un cervello che permettesse di riflettere e comportarsi autonomamente,per i vigliacchi che colpiscono alle spalle,per chi ti sorride davanti e ti pugnala dietro,per chi costruisce la propria forza sulle debolezze altrui,non ho nessun rispetto per individui del genere e li evito come peste. Rammento un episodio che risale al periodo nel quale facevo il servizio militare (all'epoca obbligatorio)e un commilitone tanto ingenuo quanto buono,un ragazzone di bell'aspetto che viveva in un paesino della Barbagia (Sardegna) mai uscito dal paese d'origine se non del tutto occasionalmente,che addirittura a suo dire non aveva mai visto il mare prima di traghettare sul continente,era nel mio stesso reparto e dopo un primo approccio anche difficoltoso diventammo amici e il ricordo ancora mi fa sorridere. Spesso in libera uscita andavamo per bar e pizzerie e per lui era sempre difficoltoso interagire sopra tutto con le ragazze ma come non capirlo,faceva il pastore,viveva isolato la maggior parte dell'anno,non frequentava nessuna scuola e non aveva rapporti se non saltuari con i componenti del suo stesso nucleo familiare,se posso lo definirei un eremita dei nostri giorni del quale con sommesso piacere ricordo ancora il nome,Giuseppe.Rivivo mentalmente un fatto in particolare che mi sorprese e che a pensarci adesso mi commosse,eravamo in mensa per il pranzo quotidiano,la classica mensa della caserma con tavoli e sgabelli,ero in coda col vassoio in mano e nel mentre lo vidi seduto da solo in disparte al che dopo aver preso tutto mi sedetti vicino a lui anche perchè gli altri tavoli erano occupati e tra un boccone e l'altro cominciammo a parlare e raccontarci pur con sufficiente distacco,lo avevo visto altre volte in reparto ma era la prima volta che avevo la possibilità di avvicinarmi a lui,non so come spiegarlo ma da subito lo vidi come un escluso,un isolato,un emarginato e la cosa mi colpì.
Continuando col pasto a un certo punto toccò allo spezzatino che dopo un primo assaggio al mio palato risultò del tutto immangiabile ma non per lui che al contrario lo degustava con avidità e piacere allora sorpreso mi permisi di chiedergli "scusa ma ti piace davvero sta sbobba?" e lui per tutto risposta in un misto di italiano/sardo difficilmente comprensibile mi disse...ma sai,io la carne così non la mangio mai,sempre e solo formaggi,la carne mai esclusa quella d'agnello....svelato l'arcano provai per lui ammirazione e comprensione,feci anche un rapido erscursus mentale sulle nostre esigenze (o meglio egoismi) di figli del benessere,di quel benessere capriccioso e effimero,del nostro non essere mai contenti e pretenziosi,quell'episodio nella sua crudezza fu un messaggio,uno schiaffo morale che ancora ricordo nonostante i tanti anni trascorsi e spesso mi ritorna alla mente. Diventammo amici inseparabili,mi chiedeva persino di leggere la sua posta e di scrivere a casa ai suoi familiari,poverino la penna non era il suo forte ,la sua vera forza era nell'animo,nel cuore,nella semplicità. Una sera tre commilitoni napoletani lo presero di punta,credevo stessero scherzando,lo prendevano in giro e si profittavano della sua ingenuità al che intervenni in sua difesa,rammento presi uno dei tre (il duro del trio) per la camicia e gli dissi di smetterla,perchè lo provocate,siete in tre e lui è da solo,fate schifo al che mi arrivò un cazzotto e finii a terra malconcio ma da quel momento a lui lo lasciarono in pace ed io ebbi l'ammirazione di tutti,anche di quegli ipocriti che pur assistendo al fatto non mossero un dito,la cosa ovviamente ebbe un seguito disciplinare ma che importa e nemmeno ricordo esattamente....ora che ci penso è forse dovuto a questo episodio che da allora non provo molta simpatia per i partenopei? vabbè....tiremm innanz

frammenti.....

14 ottobre 2017 ore 16:16 segnala
La vita di ognuno di noi è costellata di ricordi più o meno scolpiti nella memoria,ricordi che come mattoni hanno costruito l'individuo che siamo,alcuni piacevoli altri meno ma che a distanza di anni e nonostante tutto viviamo col sorriso sulle labbra.
Rammento bene che l'inverno precedente cadde tanta di quella neve al punto che non si riusciva a uscire dal portone di casa,non c'era la Protezione Civile con i suoi possenti mezzi a pulire le strade quindi toccava agli abitanti armarsi di pala per poter camminare.
Certamente mi riferisco alla "nevicata del '56" resa oltremodo famosa da un brano di Mia Martini,una nevicata davvero eccezionale agli occhi di un bambino di 6 anni e non solo,uno strato di neve più alto di me che per diversi giorni mi impedì di andare persino a scuola.
Il tutto vissuto in una tranquilla cittadina distesa pigramente nella campagna Marchigiana a ridosso degli Appennini notoriamente conosciuti per i suoi inverni freddi e nevosi, le case erano riscaldate da stufe a legna,nessuna caldaia,nessun impianto centralizzato ne climatizzatore, per combattere il freddo solo coperte e maglioni di lana riciclata fatti ai ferri dalle nonne. L'Italia era povera,la gente era povera ma ricca di dignità, l'esatto contrario dei giorni nostri ma questo è un altro discorso.
L'inverno è passato,la neve si è sciolta al tepore del sole primaverile e la prima elementare sta per finire, fatti i compiti e la merenda che per me era una fetta di pane spalmata di cioccolata con gli amichetti della via (Giorgio,Dario,Emy e non li ricordo tutti) ci divertivamo a giocare alla Campana, una sorta di scacchiera disegnata col gesso sulla strada,improponibile adesso col traffico cittadino (allora le automobili in circolazione si contavano sulle dita della mano) nella quale saltavamo come cavallette da una casella all'altra,non avevamo certo la TV in casa,la Play Station ne nessun altro giocattolo a disposizione se non la strada,un pezzo di gesso,uno di carbone e tanta tanta fanciullesca fantasia,null'altro.
A distanza di tanti anni ancora vedo Emy che gioca,tocca a lei,io ero seduto sul gradino del portone in attesa del mio turno,mia zia (che all'epoca credevo fosse mia madre) era uscita per andare a trovare la sua amica mamma di Emy che essendo sarta lavorava in casa,come sempre quando usciva di casa mi raccomandava (opsss ORDINAVA) di fare il buono e di non muovermi,non allontanarmi,parole come macigni per un bambino come me ordinato,meticoloso e timoroso (ebbene si lo ammetto).
Non so come spiegarlo ma allora avevo come soggezione di mia zia,le volevo un bene che non ti dico ma ero come spaventato dai suoi modi duri e intransigenti,pesanti nei miei confronti che tutto sommato ero pur sempre un bambino di 6 anni,da lei MAI una carezza,un bacio,un abbraccio,nulla che trasmettesse "amore" e mi stupivo quando vedevo le altre mamme prendere in braccio i loro figli e ricoprirli di tenerezze,non ero invidioso ma sotto sotto non capivo e mi chiedevo "perché io no?"
Il pomeriggio scivola lento,Emy ha finito e tocca a Dario (il più vivace tra noi) quando di punto in bianco il cielo si rannuvola,comincia a piovere dapprima leggermente poi via via sempre più forte,gli amici corrono verso le loro case, la campana comincia a cancellarsi e io li fermo come una statua,avrei voluto rientrare in casa ma il portone era chiuso,non avevo la chiave per aprire e ripararmi,che fare? nulla,un bel nulla se non aspettare zia che tornasse,nessun portone nel quale ripararmi,nessun cortile nel quale entrare,nessuna tettoia a proteggermi,solo una chiesetta regolarmente chiusa al pomeriggio,non posso muovermi anche perché zia mi ha ordinato di non farlo......per fortuna ecco che in lontananza la vedo tornare al riparo di un ombrello nero,si avvicina a passi veloci,prende la chiave,apre il portone e entriamo,io zuppo e tremolante come un pulcino che salgo le scale ripide verso casa e zia che una volta entrati mi da uno schiaffo perché mi ero bagnato,non dovevo bagnarmi secondo lei.....ho pianto tanto quel giorno,lacrime mischiate all'acqua che scivolava dai capelli fradici,ricordo eccome se lo ricordo.

La bellezza salverà il mondo....

13 ottobre 2017 ore 11:22 segnala
La bellezza salverà il mondo (Dostoevskij)

Così disse il principe Miskin nell'Idiota di Dostoevskij e mi sono sempre chiesto cosa intendesse dire. Quale bellezza (esiste una bellezza assoluta?) e quale mondo dovrebbe salvare? A ben pensarci se si riferisce alla bellezza intesa come piacere mentale mi sta bene,la bellezza fatta di cose e valori semplici intendo,quella di un colore,di un gesto o di un sorriso si,lo condivido fermo restando poi quale mondo dovrebbe salvare. Se per mondo intendiamo quel pianeta sospeso nell'universo tanto piccolo quanto unico bene,salviamolo pure ma se al contrario per mondo intendiamo quello delle lobby,degli interessi,dei poteri forti,delle guerre,delle sopraffazioni per me potrebbe sgretolarsi ancor prima che io possa finire di mettere nero su bianco questi pensieri di uomo semplice. Non considero la bellezza un valore assoluto ma un mix di sensazioni che la stessa potrebbe suscitare nel nostro intelletto. Quello che per molti potrebbe essere bello per me potrebbe invece essere una emerita schifezza così come potrebbe essere l'esatto contrario,chi lo stabilisce in base a quale metro di valutazione. Certo esiste una bellezza innegabile,la bellezza della pace,dell'amore,della tolleranza,dell'onestà,la bellezza di un istante e dell'emozione,esiste una bellezza da vivere intimamente e da condividere,una bellezza passeggera che può trasformarsi in tragedia,difficile dare forma alla bellezza. Certo di fronte a certi spettacoli della natura o di fronte ad alcune opere dell'uomo si può restare a bocca aperta,meravigliati di cotanto piacere che riesce a farci vivere ma poi ci rendiamo conto che è tutto temporaneo,passeggero,discutibile,quello che un tempo consideravamo bello a distanza di anni potrebbe rivelarsi orrendo,la bellezza intesa come dialogo tra intelletti diversi,la bellezza espressa in due dimensioni diverse,quella filosofica e quella teologica,una bellezza fatta solo di canoni estetici che vanno per la maggiore seguendo le mode del momento è persin troppo banale no? bisognerebbe saper cogliere la bellezza anche nel caos delle goccioline di umidità che formano l'arcobaleno,una bellezza che nemmeno sappiamo dove inizia e dove finisce eppure di una bellezza sconvolgente,la bellezza di un torrente di acque gelide in alta montagna o nella pigrizia di un tramonto in riva al mare. Bellezza come forma e condizione di vita anche se non esiste la bellezza se non la si condivide,rimarrà solamente un piacere per gli occhi ma noi oltre che vedere vorremmo "osservare"…..opsss che sia io l’idiota in questione?Leggere Dostoevskij dal punto di vista filosofico vuol dire anteporre al pensiero filosofico stesso tutti i problemi che i suoi personaggi pongono a loro stessi prima tra di loro poi ovviamente al lettore delle sue opere. Possiamo dire che è stato capace di penetrare nei pensieri e svelarne le lacune,i pezzi mancanti.Passare da una dimensione letteraria a una speculare,un doppio pensiero che passa anche attraverso le ambiguità e le contraddizioni. Il tema centrale del suo pensiero è sempre uguale e attuale,DIO e la sua esistenza,pensiero ancora oggi presente nella nostra società.Il suo pensiero a negazione di molteplici aspetti della vita stessa,del valore etico,del senso dell'esistenza,di una morale priva di valori come se la vita fosse priva di valori.Un pensiero forse metafisico,una visione della fede che è dubbio,in una parola NICHILISMO esistenziale e morale.Nella sua opera più conosciuta e grandiosa "I fratelli Karamazov" l'episodio del Grande Inquisitore è posto ai vertici dai grandi della storia che lo definiscono di una bellezza insuperabile. Narra di Fedor Pavlovic,un vecchiaccio libertino, malvagio e opportunista,dei suoi figli Ivan e Aleksej avuti dalla seconda moglie che poi si ammalò e morì precocemente,odiato dal figlio di primo letto Dmitrij che poi uccise il padre e Smerdiakov,figlio illegittimo,un concentrato struggente e drammatico tra personaggi viziosi,autolesionisti,goliardici e dissoluti,un concentrato dell'inquietudine dell'animo umano.

....compito arduo.

12 ottobre 2017 ore 11:37 segnala
Ho da sempre avuto un feeling mentale col pensiero socratico secondo il quale (a mia interpretazione) la dialettica ha un ruolo rilevante,argomenti precisi risposte precise il che richiede una grande capacità di analisi,di elaborazione della sintesi,intuire la realtà per supportare confronti articolati e variegati che Socrate era in grado di affrontare. Riuscire a scalfire le certezze del proprio interlocutore con l'arma dell'ironia lo trovo fantastico,sfidarlo sulle proprie tesi e metterlo alle corde ha un che di mistico facendolo diventare promotore di punti di vista inesplorati,di idee nuove,di avanguardia mentale,fare della virtù e del sapere un pilastro portante detto che le virtù non si possono insegnare.Solo un concetto astratto se vogliamo ma ricco di spunti per riflettere,l'uomo come concezione interiorizzata proiettata verso la sua anima che diventa la vera realtà,il corpo come strumento. "CONOSCI TE STESSO",non a caso il vero senso della vita.
Del pensiero di Sant'Agostino ho ammirato la sua ricerca sul concetto di trinità sulla quale ha poi fondato la dottrina sull'illuminazione divina ponendola come gesto amorevole di Dio per placare l'inquietudine umana non placata dalla sensibilità,visione davvero straordinaria. Cercare Dio e amarlo ,amarlo per aver creato l'uomo a sua immagine e somiglianza,Dio inteso come BENE assoluto e il MALE come una sua negazione,da restare a bocca aperta solo a pensarci.Male come rifiuto di Dio,questo il vero peccato umano.
Dio inteso come continua ricerca,salire i gradini della conoscienza per arrivare a questo.Dio come maestro interiore partecipe alla verità e esso stesso verità assoluta.
Chissà,forse hanno ragione gli atei,forse aveva ragione Carl Marx quando disse che "la religione è l'oppio dei popoli",in fondo ogni individuo è libero di dire la sua fermo restando che dovrebbe parlare solo per se stesso e non generalizzare,io ci credo,credo che DIO esiste eccome se esiste,difficile da percepire ma la sua presenza la intendo come a colmare certi VUOTI che non riuscirei a descrivere,ci credo al di la e al di sopra di ogni dubbio.
Ovvio certi momenti sono assalito da dubbi ma di fronte alla grandiosità della vita ogni dubbio svanisce.
In fondo Dio non esisterebbe se non ci fosse la vita e di conseguenza la morte,non esisterebbero nemmeno le religioni se non ci fosse il bene e il male. Argomentazioni forse patetiche ma reali come la vita e la morte,come il bene e il male. Tutti noi parliamo della creazione dell'uomo ma quanti di noi si domandano se e quando l'uomo ha creato Dio,ribaltare potrebbe apparire dissacrante per alcuni elevato per altri. Sono convinto della sua esistenza non solo per via della mia ma anche perchè il nostro è un percorso senza via di fuga,alla fine è la che ci aspetta,ci giudica,ci assolve o ci condanna e non abbiamo alternative.Forse noi umani non abbiamo nemmeno abbastanza forza per affrontare la vita da soli ecco perchè abbiamo creato Dio e lo cerchiamo....potremmo cercare ciò che non esiste? Domande intime,private e le risposte dobbiamo cercarle in noi stessi e fors'anche i cosiddetti "senza Dio" se le pongono come l'eccezzione che conferma la regola. Nessuno può dire di non avere bisogno di Dio e non credo che Dio sia solo il superfluo a giustificare l'esistenza del tutto. Dio come fede razionale,Dio come certezza,Dio come vita.

Piazzisti di DIO......

11 ottobre 2017 ore 16:15 segnala
Non so resistere ai venditori ambulanti,quando un piazzista suona alla porta per offrirmi datteri,protesi,enciclopedie o un corso di pattinaggio artistico a dispense in teoria potrei acquistare tutto,mi blocca il fatto che devo spendere quindi non compro mai nulla ed essi non combinano molti affari con me,anzi non ne combinano per niente.
Quando c'è da pagare il mio entusiasmo si fossilizza,meglio così;diversamente sarei finito sul lastrico.
Esiste tuttavia una categoria di rappresentanti di commercio con i quali riesco sempre a mettermi d'accordo dal momento che non pretendono il vil danaro. Io li definisco "piazzisti di DIO"- Mormoni-Testimoni di Geova- Bambini di Dio-Fratelli in Cristo- ecc,adepti di culti più o meno orientali (Rama-Buddha-Aladino-Manitù-Kalì) suonano alla porta per propagandare il loro Credo,chiedono un colloquio,lasciano opuscoli e bigliettini da visita. E poi mi invitano alle loro riunioni o servizi mistici.
Io ci vado,mi convincono ed aderisco,sempre.
I culti dei quali sono seguace sono talmente tanti che non ne tengo più il conto ma per me i battesimi e le cerimonie di iniziazione sono molto eccitanti. Meglio che andare al cinema perchè al cinema sono solo uno spettatore,in questo caso invece sono attore protagonista. La scorsa settimana per esempio sento suonare alla porta,apro e mi trovo di fronte un tizio vestito d'una specie di camicione bianco con una valigetta in mano,piuttosto alto,magro,il naso pitturato di blu,i capelli a spazzola e con un sorriso a quaranta denti,si rivolge a me con modi sereni e convincenti:
-Permette?
-Avanti.
-Sono venuto a parlare per l'eternità.
-Veramente il mio tempo è limitato,non si potrebbe sbrigare in meno?
-Ma cos'ha capito,io le chiedo solo dieci minuti ma si tratta di dieci minuti che possono valere un'eternità.
-Se la mettiamo sulla relatività.
-Lasciamo perdere Einstein e parliamo di coloro che stanno sopra di noi.
-Gli aviatori?
-No,gli Dei.
-Vuole spiegarmi....
-I tatuaggi si fanno al momento dell'iniziazione.
-Volevo chiederle di spiegarmi i vantaggi della sua religione.
-E già,giusto.....innanzi tutto a differenza di altri culti che costano sacrifici noi non chiediamo nulla,basta recitare una certa cantilena ogni mattina per ventisette volte. Lei non avrà il bisogno di astenersi dai piaceri sessuali come certi culti oppressivi ne evitare altri vizietti che vengono lasciati alla discrezione personal. Come vede la vita eterna può essere guadagnata con niente,cosa ne pensa?
-Devo meditare.....
-Si,questo è richiesto ma ciò non richiede nè sforzo nè dispendio di tempo.
-Non era una domanda la mia. Dicevo:devo meditare se entrare o meno a far parte della vostra.....
-.....Famiglia,signore,famiglia,nè congrega ne Chiesa. Termini troppo generici. Preferiamo chiamarci fratello,sorella,zio,nipote,madre.
-Formule gerarchiche?
-No,vere qualifiche. Siamo imparentati sul serio. Infatti finora i seguaci del mio culto si contano solo tra i membri della mia famiglia.
-E allora come faccio a entrare a fare parte della vostra "famiglia"?
-Sposi mia cugina.
-Sono già sposato.
-Tra noi è ammessa la Poligamia e la poliandria,ha pensato ai vantaggi?mogli e mariti in comune.
-E gli omosessuali?
-Si possono sposare anche loro.
-Meglio di così si muore.
-No,si vive per l'eternità.
E così mi sono recato nella loro sala di riunioni,il nonno-profeta parlava con molta enfasi e tutti ascoltavano attentamente. Nessuno gli rispondeva perchè sarebbe stato inutile,è sordo come una campana.
Ora che il nonno-profeta mi ha dato la luce,spero che in futuro mi dia anche Gas e Telefono!

attimo dopo attimo

11 ottobre 2017 ore 09:20 segnala
Ogni giorno ci sono persone che rendono speciale qualcuno. Che lo rendono qualcosa di importante, che rendono il loro pensiero felice. Quel pensiero che ti fa stare bene o magari semplicemente sorridere. Essere un pensiero felice è un qualcosa di importante e di bello. Purtroppo capita che la gente neanche se ne accorga di essere diventato un pensiero felice. Neanche se ne accorge di aver ricevuto un dono così prezioso. Essere il sorriso di qualcuno è un regalo che merita ringraziamento. Forse lo sono stato,forse lo sono o magari no ma vorrei ringraziare lo stesso in modo astratto quelle persone, o forse una o magari nessuna che mi ha fatto diventare un pensiero felice.
Potendo scegliere vorrei nascere con la testa sulle spalle invece di ritrovarmi perduto tra i miei sogni. Potendo scegliere vorrei nascere con il dono della parola invece di ritrovarmi impaurito ogni volta che devo parlare. Avrei molto da dire ma mi risulta difficile farlo. Potendo scegliere vorrei nascere coraggioso invece tremo se mi sei vicina. Se davvero potessi scegliere come nascere nascerei come sono ora per poterti venire vicino con il cuore tremante e sussurrarti i miei sogni.
A te-me stesso che non ho mai avuto la possibilità di parlarti-dedico queste poche parole. A te-che ogni volta occupi tutti i miei pensieri- dedico queste poche riflessioni. A te che quando ridi e scherzi non ho mai detto quanto sia bello guardarti e quando mi sorridi non sono mai capace di ricambiare il tuo sorriso. A te che sei il mio desiderio perduto non sono capace di fare altro che scrivere queste quattro inutili righe!
Tu sei la mia poesia più bella, tu sei le mie rime più dolci, tu sei in ogni parola incisa con passione. Ogni lettera avrà il tuo volto, ogni pausa il tuo caldo respiro.
Attimo dopo attimo tutta la nostra vita è una continua ricerca del benessere sia esso economico,fisico,mentale,spirituale ecc.
Tutta la nostra esistenza ha come finalità il raggiungimento di questo e su questo capitello poggiamo tutta la nostra esistenza diventando inconsapevolmente o no artefici e carnefici di noi stessi.
Viviamo di sfide quotidiane nel lavoro,nel tempo libero,nei rapporti interpersonali,in quelli affettivi,tutto è una lotta per primeggiare agli occhi di chi? di noi stessi? degli altri? mahhhh,l'importante è mettercela tutta vada come vada. Come pionieri siamo portatori sani di creatività,di coraggio,di fiducia,come pionieri ci spingiamo sempre oltre ma poche volte lo facciamo dentro noi stessi. Il coraggio da solo non basta,serve lucidità,coerenza,consapevolezza,tutti ingredienti che difficilmente riusciamo ad amalgamare senza ricavarne una pastella puzzolente e insignificante,il più delle volte ci limitaimo a guardare ed addirittura a criticare gli altri con la certezza che noi siamo migliori,che idiozia,biasimare è la cosa che ci riesce meglio. Non abbiamo il vero coraggio indispensabile per guardarci dentro,al cuore prima e nell'animo poi,al primo ostacolo dirottiamo verso verità meno scomodo,approdi più facili ma anche più fragili.Alcune volte preferiamo scendere dal marciapiede per non incrociare quella certa persona,altre volte fingiamo di non vedere,altre ancora ci fingiamo distratti,assenti,meglio non affrontare la realtà.
Solo il vigliacco non è contento di se stesso e scapperà in continuazione,solo il vigliacco fa percorsi di autoconvincimento per giustificare scelte di vita inopportune,inconcludenti,per nulla stimolanti e ci si adagia mettendo a repentaglio i valori e gli ideali che lo avevano spinto.Ma in fondo di cosa abbiamo realmente bisogno? secondo me di etica,di carattere,di onestà interiore,di senso critico e analitico,di lucidità,senza avere focalizzato queste necessità saremo sempre una zattera in balia delle onde.
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Ogni giorno ci sono persone che rendono speciale qualcuno. Che lo rendono qualcosa di importante, che rendono il loro pensiero felice. Quel pensiero che ti fa stare bene o magari semplicemente sorridere. Essere un pensiero felice è un qualcosa di importante e di bello. Purtroppo capita che la gente...
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11/10/2017 09:20:40
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Chiesa,Dio e Uomo

09 ottobre 2017 ore 18:03 segnala
E Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza.
Ho sempre avuto difficoltà a capire la grandezza e la bellezza di questo momento,ho sempre avuto un rapporto intimo ma conflittuale con DIO,a volte l’ho pregato,altre l’ho bestemmiato (ahimè) altre ancora ho fatto e faccio fatica a capire la sua volontà ma l’ho sempre amato,profondamente e intimamente,ho sempre pensato a LUI non come un vecchio con la lunga barba bianca ma ad un ragazzino con i capelli incolti,il mocciolo al naso,le ginocchia arrossate per le cadute,i pantaloncini corti, i calzettoni arrotolati,le scarpe rotte,una giacchetta rattoppata e un fagottino legato al bastone sulle spalle. Forse dissacrante ma sincera,un Dio povero,fragile eppure forte,dolce,a volte paternale a volte crudele,un Dio che mi perdona anche quando non dovrebbe,che mi ama anche se non lo merito,un Dio che mi capisce più di quanto io capisca Lui….un Dio che mi ha donato la vita e non riesco nemmeno a rendergli merito perché in troppi momenti ho maledetto la mia vita,non l’ho cercata,mi è stata donata e tante volte mi sono chiesto…perché?
Un Dio che mi perdona se non lo prego tutte le festività,che mi perdona quando fingo di non vedere il male che mi sta intorno,un Dio che non mi giudica (non adesso) ma so che mi capirà e sarà benevolo con me quando gli sarò davanti, un Dio che perdona tutti e tutto,anche troppo ma è Dio,perdonare è la sua essenza,il suo scopo,la sua vita e il suo fine…un Dio che fine non ha……
La Chiesa,Dio e l'uomo,un triangolo o meglio una triade piramidale solo in apparenza ma a mio avviso orizzontale Dio-Chiesa-Uomo legati e indissolubili,non esisterebbe Dio senza uomini, non esisterebbe una Chiesa senza Dio e senza uomini così come non esisterebbero uomini se Dio non ci avesse creati,bandolo inestricabile. Chiesa che poi altro non è che il corpo di Cristo,la sua sposa,opera e si completa unicamente con Dio stesso,accessibile solo alla fede,ponte di collegamento tra noi e l'Altissimo.
Chiesa per meditare,pregare,osservare,Chiesa come immagine (le sue bellezze artistiche) la sua azione liturgica e la Parola in ogni aspetto e forma. Per me la Chiesa è anche magnificenza,le sue cattedrali gotiche,le sue basiliche,le sue cappelle di campagna,le sue campane che ancora oggi rintoccano con quel suono soave e rassicurante,Chiesa come punto di ritrovo per i ragazzi del quartiere per socializzare,come dimenticare i pomeriggi passati negli oratori a giocare a pallone,come dimenticare il prete che ci bacchettava le mani quando marinavamo la dottrina,come dimenticare Don Camillo e Peppone nell'Italia miserevole e povera del dopoguerra,come dimenticare gli scandali,gli omicidi e le brutture che si sono consumate tra le sue mura rassicuranti e maestose. Chiesa come magistero col compito affidatole da Cristo agli apostoli di divulgare,proteggere e spalmare la dottrina della rivelazione per raggiungere la salvezza .La Chiesa come centro di congregazione e agglomerante di ogni comunità,centro pulsante della vita della comunità stessa e Dio che tramite essa protegge le sue genti. Certo difficile credere ciecamente alle parole della Bibbia,l’universo creato in sei giorni,dal niente e dal nulla,difficile capire se non con la fede i prodigi e i messaggi giunti fino a noi partendo da Dio stesso passando per Adamo-Noè-Abramo-Isacco-Giacobbe-Davide-Giovanni Battista fino a Gesù,difficile capire almeno per me che vivo nel materialismo e nel consumismo i grandi insegnamenti di carità e speranza,difficile mettere in pratica anche i Comandamenti,difficile ma non impossibile se solo avessimo più fede. Troppe guerre sante,troppo il sangue versato ,troppi innocenti massacrati nel nome di Dio,lungo il cammino della Chiesa nefandezze inanerrabili più o meno giustificate,troppe donne arse sul rogo accusate di stregoneria,troppi martiri nel nome della Chiesa e solo ai nostri giorni Papa Francesco comanda di fare chiarezza,di rendere giustizia,di restituire il mal tolto,di livellare i valori e semplicemente di pregare in fondo per noi stessi......che Dio ci protegga tutti.

21 dicembre 2009

09 ottobre 2017 ore 14:40 segnala
Mi sentivo tanto asino di Buridano quel 21 dicembre,non sapevo o meglio non volevo decidere da che parte cominciare per dare una riordinata,scatoloni e pacchi tutto intorno che aspettavano solo di essere svuotati ma prima avrei dovuto montare i mobili e sistemarli ma prima ancora avrei dovuto pulire.....o no? assorto da questi dubbi che in realtà mascheravano una intima pigrizia o come una sottile riluttanza a dare un senso a questo cambiamento mascherato da trasloco decisi che era giunto il momento di scrollarmi di dosso incertezze e dubbi,il "chi me l'ha fatto fare" non doveva essere una barriera ma un trampolino e così mi diedi da fare. Pulivo e riflettevo,riordinavo e riflettevo,sistemavo e riflettevo ed a furia di riflettere mi ritrovai con addosso una stanchezza indescrivibile e una fame della quale non mi ero reso conto,in effetti dopo il caffè preso al chiosco una volta sceso dal traghetto non ho mangiato nulla se non dei biscotti che non ricordo come mai avevo infilato nel trolley ma certo poca cosa per rigenerare batterie oramai scariche così dissi per oggi basta,cercai di ripulirmi alla benemeglio,chiusi per bene e cominciai a girare alla ricerca di una pizzeria, desideravo una enorme,calda,succulenta pizza capricciosa (la mia preferita) accompagnata da una birra ghiacciata quando mi ritovai di fronte "la prova del cuoco",un locale semplice senza pretese ma quel nome originale e accattivante mi lanciava il guanto della sfida,come dire dai mettimi alla prova,cosa che feci senza troppe esitazioni assalito com'ero dalla fame. Prova superata,ora sto meglio,decisamente meglio persino nell'umore come se adesso vedessi il bicchiere mezzo pieno. Salgo in macchina e comincio a girare per la città che mai avevo visto prima d'ora tantomeno di sera rischiando di perdermi in labirinti di viuzze e vicoletti dove transitare è un vero percorso ad ostacoli tra macchine parcheggiate in fila indiana e sacchetti dell'immondizia sospesi a mezz'aria chissà poi perchè,non mi era mai capitato di vederne prima d'ora e la cosa suscitò la mia curiosità. Essendo i gg che precedevano il Natale la città era addobbata con luminarie colorate che mettevano allegria e la gente passeggiava assorta dalle vetrine dei negozi, non so quanto girai a vuoto fino a che mi resi conto che ero stanco al punto che dovevo dormire,il senso di benessere mi stava avvolgendo così decisi di tornare verso casa,cosa che parrebbe persino banale nella sua semplicità ma complicatissima per me che non avevo riferimenti precisi ma senza perdermi d'animo cominciai la ricerca che nonostante ci mettessi tutta la mia buona volontà si rivelava infruttosa,ogni volta che credevo di essere arrivato mi sbagliavo,eppure si somiglia,eppure è da queste parti ma niente,non riuscivo a trovare casa,adesso ci rido su ma c'era poco da ridere,faccio ancora un tentativo poi semmai cercherò un albergo,cosa che risultò più semplice e sai che ti dico??? BUONA NOTTE.