Ma dove si deve arrivare nella vita.

11 ottobre 2018 ore 10:28 segnala
Dove si deve arrivare nella vita?
Bella domanda anche se io personalmente parto dal presupposto che pormi questa domanda già di per se pone limiti.
Dove si deve arrivare ti mette davanti al fatto che una volta raggiunto lo scopo (se mai ci si riesce davvero) non si hanno più stimoli per cercare altri obiettivi,non più visto che il tuo è stato raggiunto. Chiarita la contraddizione di fondo non ho mai perso tempo sul cosa dovrei raggiungere ma come fare per raggiungerlo,questo lo trovo più interessante.
Innanzi tutto "come trasformare una decisione difficile in una abitudine semplice".
Assumere un impegno e poi rispettarlo,concentrarsi su questo,stabilire i tempi,i modi e i mezzi per poi dare fondo a tutta la volontà per concentrarsi sullo scopo.
Un atleta dovrà allenarsi quotidianamente,un tecnico dovrà tenersi aggiornato,uno studente dovrà studiare,un comune mortale dovrà cercare di sbarcare il lunario il più dignitosamente possibile,non sempre è facile trovare gli stimoli e le motivazioni adatte,potrebbero nascere difficoltà e ostacoli imprevisti,eventi incontrollabili quindi restiamo sempre presenti a noi stessi.
Senza la forza di volontà non otterremo mai nulla quindi costruiamoci questa forza e teniamoci allenati.
Per fare questo non bisogna essere persone speciali,un pò di autostima e caparbietà,non serve molto.
E se partissimo col voler realizzare cose semplici? sviluppare un impegno raggiungibile è la cosa migliore,non si può pretendere di traversare il deserto senza l'acqua quindi evitiamo inutili pretese.
Meglio non perdere mai di vista la realtà considerando che le risorse non sono illimitate.
Può anche accadere come è accaduto a me che una volta realizzato un sogno,raggiunto lo scopo stesso mi sono reso conto della inadeguatezza del sogno realizzato,per assurdo adesso sto peggio di prima nonostante avessi raggiunto lo scopo che mi ero prefisso.
Prendere una cantonata,un abbaglio è sempre dietro l'angolo per tanto non diamo mai per scontata la bontà dei nostri intendimenti,potrebbero rivelarsi come nel mio caso fallimenti totali,non scoraggiamoci ma facciamone frutto e concentriamoci sul come porvi rimedio.
Ogni risultato raggiunto è la somma dei piccoli passi sommati fra loro, evitiamo salti da gazzella,non siamo stati creati per saltare ma per camminare eretti.
Dalle stelle alle stalle il passo è breve,evitiamo.
Parliamone con gli amici fidati,lasciamoci consigliare dalle persone a noi care e non fidiamoci dei venditori di fumo che.....ci penso io,ti aiuto io.....non commettiamo questo errore.
Il sentirsi dire "te lo avevo detto" può fare male più di una pugnalata.
Lasciamoci contagiare dal pensiero positivo,se ci mettiamo in testa una cosa vedrete che non saremo soli.
Per certo non facciamoci nemmeno scoraggiare,non abbattiamoci di fronte al primo ostacolo,in fondo non si porta a rottamare una macchina nuova solo perchè abbiamo forato una gomma quindi abbiamo sempre fiducia in noi stessi.
Se necessario cambiamo abitudini,stile di vita,modo di pensare,potremmo avere più probalità se vedessimo le cose da più punti di vista,una cosa vista di fronte potrebbe apparire irrealizzabile ma vista due passi più in la potrebbe rivelare di avere un anello debole,operiamo da li.
Tutti sappaimo che la frutta è salutare se consumata prima dei pasti eppure continuiamo per abitudine a consumarla dopo,cambiamo modo di vivere,cambiamo anche le abitudini se davvero vogliamo raggiungere lo scopo.
Tutti sappiamo che fumare fa male eppure molti di noi sono fumatori più o meno accaniti,se il nostro scopo è la salute allora siamo sulla strada sbagliata.
Evitiamo il tutto subito,la vita non è una finale olimpica ma un percorso a ostacoli,non serve avere fretta,meglio la determinazione.
Teniamo sempre ben presente se "il gioco vale la candela",ogni tanto fermiamoci,prendiamo fiato e ricarichiamoci,a che serve arrivare allo scopo ridotti come stracci?
Poi a pensarci bene la vita non è bella proprio perchè ci riserva un sacco di sorprese? bhè io amo le sorprese....buona fortuna a tutti.

bastardaggine....

07 ottobre 2018 ore 09:32 segnala
La specificità di noi ESSERI UMANI è che siamo tutti uguali nella forma ma fortunatamente tutti diversi nella sostanza,un po come le impronte digitali,non ne esistono due perfettemente identiche l'una all'altra ma poi nei vari epiteti si somigliano tutti, gli stronzi sono tutti uguali,gli infami sono tutti uguali,i bastardi sono tutti uguali,i cinici sono tutti uguali e via di questo passo.
A mio avviso (e per esperienza personale) il peggiore di tutti è il BASTARDO,il solo che se ha la possibiltà anche minima di fare del male lo fà punto senza scrupoli o ripensamenti.
Il più delle volte siamo portati a confondere le varie categorie e generalizziamo senza fermarci a pensare cosa differenzia ad esempio un infame da un bastardo,mi spiego.
Un infame se ti vede soffrire ti ignora e continua per la sua strada tanto,a suo modo di vedere soffrire fa parte del gioco,il bastardo invece se ti vede soffrire ne gode e se possibile fa di tutto per aumentare la tua sofferenza........non per nulla è un bastardo.
Un ladro rapina una banca,una giolielleria,un posto nel quale sa per certo che può trovare merce di valore (soldi,gioielli,ori ecc) ma in fondo ha le sue regole (parlo di ladri professionisti non dei ladruncoli di strada) il bastardo invece ruberebbe anche la cassetta delle elemosine in chiesa,ruberebbe alla mensa dei poveri o come sta tristemente accadendo in questi giorni nei paesi terremotati si darebbe allo sciacallaggio ma in fondo il bastardo lo possiamo anche individuare tra professionisti eleganti e ben vestiti che truffano clienti sprovveduti,inesperti e ingenui....vedi alcuni direttori di banca i quali con estrema faciltà e vigliaccheria fanno comprare titoli di nessununissimo valore svuotando i CC di poveri clienti ecc.
In fondo il ladro agisce con uno scopo preciso,un fine da raggiungere,il bastado invece agisce col solo fine di fare del male al prossimo.
Lo stronzo ci prova,se ci riesce bene ma se non ci riesce fa appunto la figura dello stronzo,bastardo si nasce stronzo si diventa.
La bastardaggine è una sorta di virus che si tramanda il più delle volte da una generazione all'altra,il figlio di un padre bastardo diventerà probabilmente bastardo a sua volta e a nulla serve chiuderlo in collegio,appena fuori darà sfoggio della sua bastardaggine.
Ed è pure contagioso,in pratica un portatore sano di trauma pregresso.
La bastardata è la punta dell'icerberg della negligenza umana,il bastardo non è uno sprovveduto,è furbo,astuto,coraggioso,osa quello che i normali faticano solo a pensare. Il bastardo riesce a intrufolarsi tra matrimoni e funerali di persone mai viste prima,ti da il nr di telefono e poi ti contatta col numero oscurato oppure con un secondo nr,ti invita a prendere un caffè poi distrattamete ma puntualmente quasi per magia si dimentica di pagare.
Davanti è premuroso,gentile,disponibile ma appena giri l'angolo colpisce alle spalle senza nessuna ragione che non sia quella di farti del male e vederti soffrire...che bastardo. Sfruttare,ferire e manipolare gli altri,ecco lo scopo primario del bastardo,usa e getta il suo credo,spremi più che puoi,fattelo amico poi colpisci.
Tempo fa ho avuto modo ahime di conoscere l'ennesimo o meglio l'ennesima esponente di questa sottospecie umana,una sorta di Papessa che meriterebbe soltanto di essere "linciata" (moralmente parlando) dal popolo delle sue frequentazioni,una volgare imitazione di Elena di Troia che per millenni ci ha fatto credere di essere innamorata perdutamente di Paride (che oltretutto era minidotato e puzzava come un caprone) mentre in realtà era ben felice che a causa sua due popoli si facessero guerra, boriosa e saccente,falsa e ipocrita fino allo sfinimento,il perfetto prototipo del manipolatore e opportunista.
Una donna di una certa età, una donna in carriera di una carriera professionale più inventata che reale, avete presente Mimì la padrona del casì? ecco,esattamente un personaggio del genere.
Discorsi senza capo ne coda,telefonate senza limiti,auotoesaltazione senza ritegno,necessità morbosa di prevaricare,patetica seminatrice di zizzanie e visionaria,il peggio del peggio.
Scroccare senza ritegno,spacciarsi per una non meglio precisata intelettuale erudita e colta (a suo dire) ma ignorante di fatto.
Sapete,parlo di una Madame Pompadour dei giorni nostri...diciamo pure Madame Trombadour ch'è meglio e qui mi taccio.

la bellezza secondo me.

04 ottobre 2018 ore 10:51 segnala
Prima di addentrarci nei meandri del pensiero filosofico sulla Bellezza vista dai grandi maestri del passato dobbiamo precisare che l'estetica e con essa la bellezza prende forma intorno la metà del 1200,in pieno Medio Evo.
Nell'antica Grecia l'arte aveva un profondo legame più con l'intelletto umano che non sulla sensibilità anche se questa precisazione può apparire del tutto irrilevante.
Il "bello" alias "kalon" aveva una visione molto ampia coinvolgendo non solo ciò che appare gradito alla vista e all'udito ma anche e sopra tutto alle qualità della mente e del carattere umano.
Armonia,simmetria ed euritmia appartengono al concetto del KOSMOS laddove la bellezza di un singolo oggetto è dovuta alla struttura e alla proporzione stessa ma che a macchia d'olio si estende alla poesia,alle arti in generale via via fino alla letteratura e nelle molteplici sfumature del pensiero umano.
La riflessione sulla bellezza quindi assume nel corso dei secoli visioni diverse. Bellezza intesa non solo come esperienza artistica ma come concezione oggettiva ed in questo i grandi pensatori Hellenici furono precursori.
Da uomo del mio tempo considero la bellezza la punta dell'iceberg che mi permetto di identificare nella verità,quella assoluta e unica non modificabile ne manipolabile a seconda degli stati d'animo e delle opportunità oggettive. Non focalizzo il bello da un punto di vista solo intellettuale e teologico ma non posso nemmeno tralasciare che la bellezza sia l'unica idea visibile capace di guidare l'animo, la bellezza come armonia criticabile seppur opera di Dio, la bellezza della verità interpetrabile come manifestazione della verità stessa, bellezza come valore assoluto ma percettibile individualmente a seconda della propria cultura,mentalità,educazione e sensibilità,un valore fra tanti altri.
E come non prendere in considerazione la bellezza legata all'erotismo in grado di avvolgere l'uomo all'idea del bene e del piacere per manifestare l'assoluto.
Va da se che dalla visione arcaica dei tempi che furono ai gg nostri la bellezza si sia evoluta,ampliata,forse trasformata e certamente contorta. Oggi i vari Platone,Socrate,Aristotele e chi più ne ha più ne metta possono apparire personaggi patetici e banali nemmeno in grado di mandare un sms col telefonino eppure i grandi maestri sopra citati sono stati in grado di interagire con la vera essenza umana non solo con gli accessori....grandi davvero. Da Socrate a Metastasio fino ad arrivare ai nostri tempi l'uomo ha continuato a porsi domande sopra domande e per ogni risposta nasceva spontanea una nuova domanda,quasi un gioco perverso di causa/effetto destinato a durare fino all'ultimo gg dell'umanità.
La bellezza come valore che vive e si riproduce esattamente come le generazioni,Aristotele stesso affermava che l'uomo è preso dall'impulso di riprodurre non tanto e non solo fisicamente ma appunto perchè proiettato verso la conoscenza.
Dal canto suo il buon Socrate sosteneva che gli intellettuali dovessero essere tutti imbavagliati,se leggete le note del suo processo vi accorgerete che non risparmiò critiche anche ironiche nei confronti dei suoi accusatori che non capivano secondo lui che il suo processo rifletteva il decadimento della bellezza intrinseca di Atene stessa. Come salvare la bellezza di una città assediata,umiliata e sottomessa alla corruzione di pochi,che credibilità possono avere le spiegazioni anche razionali della scienza quando non è in grado di trovare rimedio pratico ed efficace ai dolori degli infermi e dei soldati feriti in battaglia.
Pensieri semplici forse sciocchi di un uomo semplice forse sciocco del terzo millennio che prova profonda ammirazione e rispetto per i grandi che lo hanno preceduto ed anche superato nella capacità di "osservare altro oltre". Rimango convinto che la vera bellezza sia quella del sapere interno all'uomo in un'epoca (la mia) nella quale la parola MAIEUTICA è pressochè sconosciuta seppure mattone fondante in grado di far partorire il pensiero. IO VADO A MORIRE VOI A VIVERE,QUAL'E' IL DESTINO MIGLIORE? Una vita senza bellezza è come un pavone senza coda.....la bellezza dobbiamo anche saperla intercettare laddove non si manifesta sfacciatamente,non possiamo restare a bocca aperta solo davanti un'opera d'arte,un monumento o ascoltando la lettura dei classici,la bellezza va estrapolata anche dalle sfaccettature di un pensiero,di una riflessione,di un commento,la bellezza in fin conti è un valore astratto non da tutti colta o apprezzata,a volte va davvero immaginata nei tra le righe delle emozioni che suscita. Come dire...non è bello ciò che è bello ma che bello,che bello,che bello.

il treno della vita.

30 settembre 2018 ore 11:21 segnala
Il treno della vita!

Il binario La vita e’ come un viaggio in treno con le sue stazioni, i suoi cambi, i binari , i suoi incidenti!!! Nel nascere saliamo sul treno e ci troviamo con i nostri genitori e crediamo che sempre viaggeranno al nostro fianco ma in qualche stazione loro scenderanno lasciandoci viaggiare da soli. Nello stesso modo nel nostro treno saliranno altre persone, saranno significative: nostri fratelli, amici, figli e anche l’amore della nostra vita. Molti scenderanno e lasceranno un vuoto permanente… altri passeranno inosservati! Questo viaggio sarà ricco di gioie, dispiaceri, fantasie, attese e saluti.
La riuscita di questo viaggio consiste nell’avere una buona relazione con tutti i passeggeri, nel dare il meglio di noi stessi. Il grande mistero e’ che non sappiamo in quale stazione scenderemo, per questo dobbiamo vivere nel migliore dei modi, amare, perdonare, offrire il meglio di noi… così quando arriverà il momento di scendere e il nostro sedile sarà vuoto, lasceremo bei ricordi agli altri passeggeri del treno della vita!
Ti auguro che in questo nuovo anno il viaggio sul tuo treno sia migliore ogni giorno, seminando sempre amore e gioia. Ah! Ti ringrazio per essere uno dei passeggeri del mio treno…

Ho trovato queste parole su internet,non so chi le abbia scritte ne quando ma chiunque lo abbia fatto merita tutta la mia stima e gratitudine,grazie per l'emozione che mi hai donato e per la bellezza che mi ha penetrato,grazie davvero. La metafora del treno calza benissimo a descrivere la vita intesa come un viaggio fatto di imprevisti,contrattempi,gioie,dolori,amori,delusioni,un bagaglio che ci portiamo sempre appresso e che non possiamo fingere di dimenticare in carrozza.
C'è chi viaggia in prima classe,chi in tradotta e chi fuggiasco su un carro bestiame,chi su un treno veloce quanto un pensiero e chi come me preferisce le vecchie locomotive nere e sbuffanti con il macchinista a spalare carbone nella caldaia asciugandosi il sudore sulla fronte con suo foulard più nero del carbone stesso legato al collo.
Diciamoci la verità,viviamo in un'epoca nella quale i soli volori importanti sono i social network dove si chiede amicizia a perfetti sconosciuti (che idiozia)e se non lo fai ti senti tagliato fuori,isolato,in un'epoca dove si va di fretta,si vive di fretta,si ama di fretta,fibre ottiche,connessioni iperveloci e megabyte,ecco la nostra epoca.
Eppure ai miei tempi prima di chiedere l'amicizia ci si doveva quanto meno conoscere di persona,frequentare,se una ragazza ci sorrideva il viso si arrossiva come un peperone,per telefonare si andava in una cabina col gettone,i numeri di telefono si scrivevano piccoli piccoli su agendine tascabili....si viaggiava a velocità ridotta ma questo permetteva di ammirare il paesaggio della vita.
Un viaggio che più si avvicina alla stazione d'arrivo più rifarei,un viaggio a volte difficoltoso ma sempre col biglietto a portata di mano,un viaggio a volte in solitudine altre condiviso ma in rarissime occasioni con persone che abbiano lasciato una scia,un segno profondo della loro presenza,il più delle volte presenze vuote e insignificanti.
Se posso vorrei menzionare due episodi che mi sono accaduti tanti anni fa,il primo credo avessi avuto 13 anni,arrivato alla stazione nella quale dovevo scendere per la coincidenza successiva nella foga lasciai la valigia sul treno,una volta realizzato che mi mancava qualcosa il convoglio era bello che ripartito...mannaggia e adesso che faccio?
In lontananza vidi un agente della polizia ferroviaria e gli spiegai l'accaduto al che mi chiese di descrivere la mia valigia e dove fossi accomodato,una volta spiegato mi disse non ti preoccupare giovanotto,adesso telefoniamo alla stazione successiva,facciamo salire una persona che una volta recuperata la tua valigia la metterà sul primo treno diretto qua....e così avvenne,Dio che felicità nel rivedere la mia valigia che credevo persa.
L'altro episodio sempre legato al viaggio della vita avvenne durante la fermata in una stazione intermedia,un signore che viaggiava nel mio scompartimento (distinto e educato) scese ma una volta sceso venne ammanettato da due carabinieri e portato via,vatti a fidare delle apparenze.
La vita come un viaggio,un viaggio che non vorremmo finisse mai,un viaggio che lungo il percorso mi ha fatto incontrare una donna che mai e poi mai avrei nemmeno sperato di incontrare,la sola che riesce persino a rendere piacevoli le difficoltà e i problemi e a lei dico...fai buon viaggio piccola,quando io sarò sceso continua il tuo viaggio e se potrai ogni tanto lanciami un sorriso,buon viaggio a te.
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Il treno della vita! Il binario La vita e’ come un viaggio in treno con le sue stazioni, i suoi cambi, i binari , i suoi incidenti!!! Nel nascere saliamo sul treno e ci troviamo con i nostri genitori e crediamo che sempre viaggeranno al nostro fianco ma in qualche stazione loro scenderanno...
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30/09/2018 11:21:35
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sfumature del nulla.

10 settembre 2018 ore 16:41 segnala
Esistono attimi nei quali non sai se quello che ti sta succedendo è vero oppure è solo una proiezione sterile e incoscia del nostro pensiero.
Esistono attimi nei quali hai una sensazione di vuoto che non ti lascia,è sempre presente e ti impedisce anche di sognare.
A volte è così forte che cerchi qualcosa per riempire questo nulla....ma più cerchi e più il nulla diventa reale fino a che scopri che alla fine ha riempito la tua vita.
La vita che a volte ti costringe a vivere situazioni che non vorresti...dalle più sottili alle più devastanti.
L'amore è il dono più importante e le delusioni che spesso accadono possono distruggerti dentro,ma ci sono situazioni molto più gravi ed io divento superficiale se soffro per un sentimento che il tempo fa sparire riportandomi la serenità.
Preferisco però soffrire ricordando quello che mi ha fatto volare con la mente piuttosto che non averlo mai vissuto.
Vorrei essere meno sensibile,essere più realista ma mi perderei emozioni che molti non vivranno mai....ma con la stessa intensità con cui ti fa volare,la troppa sensibilità se ti si rivolta contro ti distrugge in poco tempo.
Non riesco a dare una ragione a tutto questo,conosco il motivo per cui mi sento così ma non riesco a spiegare questa reazione,non mi era mai successo prima o almeno non così.
Non riesci a credere che per gli altri la vita continui e a volte detesti la loro serena quotidianità.
O forse tutti hanno i loro problemi ma non tutti hanno voglia di scriverli.
Adesso devo solo aspettare di svegliarmi un mattino e scoprire che il cancello di ferro che chiudeva la cella mentale in cui il nulla mi aveva buttato,sia sparito.
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Esistono attimi nei quali non sai se quello che ti sta succedendo è vero oppure è solo una proiezione sterile e incoscia del nostro pensiero. Esistono attimi nei quali hai una sensazione di vuoto che non ti lascia,è sempre presente e ti impedisce anche di sognare. A volte è così forte che cerchi...
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Fallimento 2

06 luglio 2018 ore 10:54 segnala
"Accettare il fallimento è un’attitudine da vincenti. Alain Robert"
.......e come dargli torto,in fondo per vincere nella vita bisogna mettere in conto il rischio di perdere.
Dopo essere uscito con le ossa rotte più per la delusione che per il fallimento in se stesso dal mio matrimonio ho vissuto altre storie,altre esperienze e anche altri errori seppure uno diverso dall'atro ma tutti fondanti su un difetto di fondo,la mia scarsa capacità di amare veramente.
Si che facevo di tutto per riuscirci o almeno raschiavo il fondo delle mie capacità e possibilità ma niente,non riuscivo a cavarne nulla di buono. Altri letti da disfare,altre donne da conoscere ma nessuna da amare come desideravo,nessuna che colmasse i soliti vuoti che vivono nel mio io ma probabilmente ero io a non permetterlo,in fondo non lo desideravo in tutta la sua pienezza...adesso lo capisco ma adesso a che serve? resta la consapevolezza,la conoscienza ma resta anche quel vuoto seppure diverso.
Adesso non ho più gli stimoli,la volontà di ripartire o meglio lo vorrei ma la sola persona che veramente è riuscita a entrarmi dentro è lontana in tutto e per tutto quindi non cerco nulla che nemmeno possa apparire simile,certo non posso nemmeno lamentarmi,in fondo sono io che voglio così quindi evito di sommare l'ennesimo fallimento a quelli già vissuti...della serie prevenire è meglio che subire. Donne anche interessanti,belle,trasgressive eppure lontane dalle mie esigenze che in fondo non erano ne sono infondate,possibile nessuna che mi capisca senza giudicarmi? nessuna che mi accetta per l'uomo che sono senza pretendere cambiamenti che soddisfano solo lei?
In buona sostanza considero il fallimento come un sassolino nella scarpa,da fastidio ma non deve impedire di continuare il cammino,il fallimento non va ne evitato ne rifiutato ma solo accettato.
Il trucco consiste nel trasformare il fallimento in un punto di forza e il non riuscirci non va interpretato come esso stesso un fallimento. Ci saranno altre occasioni,altre opportunità...mai dire mai.
Non lasciamoci bloccare dalle paure.
Poi come spesso accade non ci sono regole scritte,dipende da troppe circostanze e siamo alle solite,quello che è vangelo per me per te possono essere solo idiozie.
E se ci mettessimo più entusiasmo? il più delle volte ci ritroviamo a vivere senza entusiasmo,agiamo tanto per agire e parliamo tanto per parlare,che fine ha fatto la passione,la voglia,la concretezza.
Ci ritroviamo a sopravvivere più o meno stancamente e senza coinvolgimenti,tutto ci scivola di dosso senza nemmeno esserne consapevoli. Diamo per scontato che tutto è immutabile,che tanto non cambia nulla ma in realtà cosa facciamo noi per cambiare questo stato di cose? praticamente nulla,ci lasciamo vincere dalla rassegnazione,dalla stanchezza,dallo sconforto e così facendo non facciamo altro che aumentare le possibilità di inciampare in altri fallimenti.
Da bambini quante volte siamo caduti a terra prima di imparare a camminare? eppure ci siamo rialzati,abbiamo imparato a camminare e correre e come facciamo quando presi da dubbi non riusciamo a decidere come comportarci? un po di ottimismo,di volontà,di entusiasmo e perchè no,un pizzico di buon senso e via,sei poi falliamo almeno potremo sempre dire...io ce l'ho messa tutta.
Non mi sono mai fatto influenzare,ho sempre camminato con le mie gambe e ragionato con la mia testa,non ho particolari rancori ma tanti bellissimi ricordi,non ultimo per certo non devo ringraziare nessuno anche se non ho scalato nessuna montagna sociale,nell'ambito lavorativo tranne sparuti periodi di magra posso ritenermi fortunato,ho vissuto il lavoro come opportunità e non come costrizione,cercavo di metterci impegno e ho sempre avuto stima e rispetto da parte di tutti,anche dei diretti superiori, ho persino rifiutato offerte allettanti e questo lo considero un valore aggiunto,a tutt'oggi sono in ottimi rapporti con un ex datore di lavoro che a distanza di anni mantiene acceso il rapporto di amicizia che ci ha sempre contraddistinto.
Al contario non ha mai accettato aiuti di sorta che pure ho avuto all'inizio del mio percorso lavorativo appunto perchè ho sempre preferito sbagliare da solo,quando hanno sbagliato gli altri per me hanno solo fatto una confusione incredibile....
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"Accettare il fallimento è un’attitudine da vincenti. Alain Robert" .......e come dargli torto,in fondo per vincere nella vita bisogna mettere in conto il rischio di perdere. Dopo essere uscito con le ossa rotte più per la delusione che per il fallimento in se stesso dal mio matrimonio ho vissuto...
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fallimento 1

04 luglio 2018 ore 10:35 segnala
Detto che ci sono moltissime,troppe persone (uomini/donne) che pur essendo consapevolmente infelici della relazione che stanno vivendo insistono a tenere duro forse per vergogna o paura di essere giudicati e additati come falliti più agli occhi degli altri che a se stessi e sinceramente provo molta pena per questo genere di persone,davvero pena.
E lo stesso accade persino nei primi approcci durante la fase del "corteggiamento",ci si fissa su una sola persona vedendola come unica e irripetibile e fingendo di non vedere che così non è ma che farci,non riescono ad accettare che si stanno solo incaponendo per non ammettere che stanno sbagliando,che perdere questa sfida sarebbe l'ennesimo fallimento.
Ma ribadisco che la paura del fallimento non è monopolio esclusivo delle questioni di cuore,ci sono anche quelle del portafogli,dell'apparire esteriore,degli affari ecc. ecc.
In Italia poi con la mentalità bigotta e retrograda che ci contraddistingue il fallimento è una vera e propria condanna al patibolo,diventi un lebbroso da evitare sia nel pubblico che nel privato e questo aspetto si amplifica ancora di più in certe culture profondamente radicate nel sud del paese vagamente "borbonico" e perbenista.
In Italia già essere licenziato è un fallimento fermo restando che in tempi di crisi come quelli attuali essere licenziati diventa un fallimento non più individuale ma di massa,della società stessa e culturale,per quelli della mia generazione fallire equivaleva alla "fine del mondo",una vera e propria tragedia,madri che piangono,padri che cercano vendette,un dramma senza via d'uscita.
Io stesso nel corso degli anni sono stato il più delle volte artefice di fallimenti epocali e qualche volta vittima ma non ne ho mai fatto un dramma,certo ne sono uscito con le ossa rotte ma dopo un periodo di risveglio mi sono guardato intorno e....dai provaci ancora. Uno dei passatempi preferiti è....ma non è colpa mia....non sono stato io.....è sempre colpa di altri....che fesseria,io ho fallito eccome e per assurdo ero sempre consapevole dei miei fallimenti (preferisco chiamarli sbagli guidati) a cominciare da quello più esaltante del mio matrimonio ma anche su questo da fare qualche riflessione.
Un matrimonio nel quale non credevo,nel quale come direbbe una cara carissima amica giravo solo un film senza copione,un film nel quale credevo di essere l'attore protagonista ed invece mi sono ritrovato a fare la comparsa.
Se ci penso adesso mi viene da sorridere,adesso ho capito e vissuto sulla mia pelle la pochezza delle mie certezze di allora, avevo solo idealizzato sulla pochezza dell'amore che io stesso avevo ricevuto e che gioco forza non potevo trasmettere,potrebbe sembrare un alibi ma alibi non è.
Credevo che l'amore fosse quello che conoscevo non rendendomi conto che amore è altro,è di più....ma non lo sapevo,non sapevo che amore è entrare in circolo,entrare nella mente,provare godimento nel sentire la sua presenza,la sua voce,il suo respiro,i suoi silenzi,credevo che l'amore fosse uscire per fare shopping,andare al cinema,a ballare,in vacanza al mare,a bere un drink con gli amici,vedevo l'amore come un pozzo dal quale attingere senza nulla versare.
Un matrimoni nato male e proseguito peggio,troppe attese disattese e zero emozioni....adesso lo so.
Quante volte mi sono chiesto......ma che diavolo sto facendo? è amore questo? possibile sia tutto qua? ma allora quello che vedo nei film e leggo nei libri sono tutte idiozie? giorno dopo giorno,notte dopo notte,solitudine dopo solitudine il tarlo del fallimento stava scavando buche sempre più profonde,fingevo solo di non capire e non vedere,ci misi un pò a focalizzare e rendermi davvero conto ma quando lo feci fu un punto di non ritorno ed al quale non vorrei mai tornare,della serie meglio solo da solo che solo in due....
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Detto che ci sono moltissime,troppe persone (uomini/donne) che pur essendo consapevolmente infelici della relazione che stanno vivendo insistono a tenere duro forse per vergogna o paura di essere giudicati e additati come falliti più agli occhi degli altri che a se stessi e sinceramente provo molta...
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i luoghi dell'anima 2

20 giugno 2018 ore 09:52 segnala
"Ognuno di noi è la somma di tutti i luoghi in cui è stato"
Vero,io direi anche la somma di tutto ciò che è stato.
I luoghi come le persone lasciano un segno,hanno peculiarità diverse l'uno dall'altro che possiedono solo loro.
Carlo diverso da Franco, Milano diversa da Napoli ma sono queste differenze che le distinguono,le caratterizzano e ci restano impresse nella mente.
Come dire se vedessimo una branco di animali neri noteremmo prima di tutto l'unico esemplare bianco, se fossimo turisti in una città di grattacieli saremmo colpiti dall'edificio di due piani che come sottomesso sta alla base.
Forse stiamo diventando tutti ibridi eppure ancora in grado di diventare la stessa materia che ci circonda e integrarci in essa.
Viviamo il presente cercando di restare noi stessi,non vorremmo essere "globalizzati" integrati si ma non globalizzati,facciamo di tutto per restare esattamente ciò che amiamo essere,integrarsi non significa annullarsi ma mimetizzarsi al tempo e allo spazio nel quale siamo.
Un napoletano è Napoli,un romano è Roma e scoprire le differenze diventa apprendimento,una scuola di vita senza cattedre ne professori ma tanti insegnanti che non sanno di esserlo.
Singolarità in una civiltà multimediale fatta di community virtuali collegate nell'etere,una civiltà omogenea,piatta,questo uguale a quello e una persona uguale all'altra eppure quando affrontiamo il viaggio diretti nel luogo dell'anima possiamo farlo solo grazie alla nostra singolarità,ognuno avvolto da se stesso.
Intorno a noi non luoghi e non ideali,centri commerciali tutti uguali,uffici tutti uguali,negozi tutti uguali e persone tutte uguali.
I luoghi dell'anima invece sono quelli che permettono l'esistenza del singolare,un posto nel quale accettare e ci rende speciali.
Nella cultura classica Estia vegliava all'interno del focolare domestico e Hermes che posto sulla porta proteggeva gli scambi,oggi Hermes si è sostituito ad Estia e la tecnologia sotto forma di computer e televisori ha mutato il focolare domestico col risultato che l'uomo è distaccato persino da se stesso,solo nel viaggio nell'anima Estia e Hermes riprendono il loro aspetto originale e tornano al loro posto.
Ci vorrebbero più "artisti",solo grazie ad essi dotati di una sensibilità particolare in grado di narrare attraverso le parole e le immagini possiamo cogliere le sfaccettature in un percorso intimo.
Potremmo chiederci se c'è vita nei luoghi,c'è vita in uno spazio vuoto o pieno che sia?
I luoghi come mercati rionali di anime in cerca di scambio,dove intrecci si incontrano e incrociano grazie alle immagini di un percorso di vita.
Locali affollati,metropolitane affollate,uffici affollati eppure soli in questo affollamento ognuno assorto nei suoi pensieri e problemi,ognuno col suo "luogo dell'anima" unico e privato.
Sta poi a noi scoprire se possiamo entrare in quel luogo di forze sconosciute e stabilire un contatto con esso. A chi non è mai capitato di incontrare l'anima di un luogo,di percepirne la forza,la magia?
Quando entriamo in sintonia con l'anima di un luogo diventa esso stesso i luogo dell'anima nel quale possiamo tornare col pensiero quando abbiamo bisogno di energia interiore,di evadere dalle difficoltà del quotidiano convinti di trovare in esso conforto e stimolo.
Eppure non ho un luogo unico e preciso nel quale rifugiarmi,lo trovo in una parola,in un sorriso,in un abbraccio,non ho bisogno della materia ma dello spirito per ritrovarlo.
Basta una casa per ritrovare il luogo dell'anima e non importa se grande o piccola,se lussuosa o semplice,se di proprietà o in affitto,sono dettagli insignificanti,una casa come spazio inviolabile ,un luogo sicuro e affidabile,se violato le nostre certezze crollano.
Il nostro essere unici ci rende merito,ci fa sentire grandi,ci fa da stimolo nel percorrere il cammino della vita sapendo che il luogo dell'anima è sempre dentro di noi,non ci abbandona ne ci delude,ci accoglie e ci protegge ogni volta che bussiamo alla sua porta.
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"Ognuno di noi è la somma di tutti i luoghi in cui è stato" Vero,io direi anche la somma di tutto ciò che è stato. I luoghi come le persone lasciano un segno,hanno peculiarità diverse l'uno dall'altro che possiedono solo loro. Carlo diverso da Franco, Milano diversa da Napoli ma sono queste...
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20/06/2018 09:52:40
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i luoghi dell'anima.

18 giugno 2018 ore 12:01 segnala
Nel parlare dei "luoghi dell'anima" il mio primo pensiero va "all'ermo colle" tanto caro a Leopardi,quel luogo che divenne il contenitore della sua anima e nel quale trovò le risposte oltre l'orizzonte del mare dove intravedeva "infiniti spazi e sovrumani silenzi",bellissima visione anche onirica se vogliamo ma che nel mio presente si materializza fino a diventare quasi reale.
Come lui anche "il mio naufragar m'è dolce" tra le onde dei silenzi,dei vuoti e dei ricordi.
Un viaggio da affrontare col benestare della natura umana carica di tensioni e contraddizioni,di limiti culturali e mentali ma una volta trovato il filo guida addentrarsi e raggiungere il luogo dell'anima è una meta raggiungibile.
L'andare alla ricerca e sapere che da qualche parte c'è un proprio luogo significa ammettere che l'anima esiste.Ci si può andare in qualsiasi momento e situazione ma sempre individualmente,un posto che possiamo raggiungere da soli,non serve la compagnia.
Ma potrebbe non essere un posto,potrebbe essere un momento,un sospiro,un abbraccio,chi lo trova in un tramonto chi nella pioggia,che importa,non è il mezzo ma il fine ciò da perseguire.
Potrebbe anche essere semplicemente chiudere gli occhi,a occhi chiusi vediamo meglio dentro noi stessi. La c'è un fiore che aspetta solo d'essere raccolto con amore.
In quei momenti sei isolato,vulnerabile,non ti accorgeresti nemmeno di essere travolto da un treno,i dettagli diventano enormi e le enormità possono diventare dettagli,che importa,siamo dentro la parte nascosta,quella che ci rende completi e unici.
Solo nel silenzio di noi stessi entriamo in contatto con quella Energia,solo scivolando nella nosta anima viviamo la nostra reale natura umana.
Oltre il corpo,oltre il sipario,oltre il velo di noi stessi.
Anche tu sei universo,anche tu sei silenzio da scoltare,sei la quiete,la calma,non devi fare altro che ascoltare te stesso. Uno spazio senza limiti,il luogo dell'anima è l'infinitamente intimo,un granello,un mondo più grande di quanto possiamo immaginare.
I luoghi dell'anima sono quelli che restano scolpiti nella nostra memoria,quelli che si legano alla nostra esistenza diventando persino rievocazione a volte nostalgia.
Assumono valori anche simbolici al di la che siano i luoghi legati alla nostra infanzia,al primo amplesso amoroso o al primo 5 in pagella.
Ma in fondo cosa c'è di tanto sacro nella nostra vita o meglio nella VITA?
A che serve indagare così a fondo se poi non riusciamo a capirne il significato,tanto vale fare finta di niente e tirare la carretta come abbiamo sempre fatto.
Siamo sicuri di trovare qualcosa di superiore,di sacro? e se scoprissimo che non troviamo nulla perchè non c'è nulla da trovare?
Probabilmente solo chi possiede una mente eletta riesce a trovare il luogo dell'anima.
Innanzi tutto bisogna avere una mente "libera" di guardare non solo le proprie idee e convinzioni,libera dai pregiudizi e dalle aspirazioni,bisognerebbe riuscire a controllare il pensiero e non farlo oscillare,se oscilla si deforma e se si deforma diventa incomprensibile.
Anche le onde sonore possono deformare il pensiero,serve il silenzio,nessun inquinamento di nessun genere,la mente non lo tollera.
Silenti e liberi,solo così possiamo tentare di arrivare nel luogo dell'anima.
E poi una volta arrivati che succede? secondo me significa che abbiamo dato vita all'intelligenza,avere l'intuizione,avere la voglia di volerci andare è intelligenza.
E che prezzo dobbiamo pagare per arrivarci? dobbiamo portarci la moneta come per pagare il traghetto a Caronte?
I ricchi possono andarci? se si come? loro pagano solo con le carte di credito ma Caronte vuole solo monete.
Meglio allora essere ricchi dentro,nel viaggio per il luogo dell'anima non serve nessun bagaglio,meglio spogliati del superfluo.
Sappiamo per certo che il silenzio è presente grazie alla nostra memoria del nostro essere stati un tempo, il silenzio ci fa diventare ciò che vorremmo essere adesso.
La mente è uno dei tanti strumenti che abbiamo a disposizione ma troppa carne al fuoco potrebbe renderla inservibile,avariata,impariamo ad usarla.
Tutto poi dipende da come definiamo la mente,c'è chi la considera come una parte che ci è stata messa dentro dall'esterno,potrebbe si.
Potremmo persino immaginare la mente come un bene che ci è stato affidato,non ci appartiene ma abbiamo il diritto/dovere di usarla al meglio e mi chiedo,dobbiamo restituirla come un vuoto a rendere?
In fondo la mente è condizionante,una per ogni società,una per ogni cultura che la crea seguendo i propri canoni.
Esiste la consapevolezza senza mente? se è la mente che ci condiziona allora meglio sbarazzarcene,meglio solo la consapevolezza di "essere",meglio liberarcene se ci opprime,il viaggio per arrivare ai luoghi della memoria non ammette tentennamenti.
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Nel parlare dei "luoghi dell'anima" il mio primo pensiero va "all'ermo colle" tanto caro a Leopardi,quel luogo che divenne il contenitore della sua anima e nel quale trovò le risposte oltre l'orizzonte del mare dove intravedeva "infiniti spazi e sovrumani silenzi",bellissima visione anche onirica...
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18/06/2018 12:01:20
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Il vecchio illuso....

15 giugno 2018 ore 11:27 segnala
Sono solo un vecchio illuso.....
alla infinita ricerca di quella comunemente chiamata serenità,non amore,felicità,benessere ma soltanto semplice serenità,non so dove potrò trovarla e nemmeno se la troverò se non in me stesso.
Ho passato la vita a cercarla in tutti gli anfratti,nei sottoscala e nei terrazzi,negli scantinati e nei saloni,in tutti i posti sbagliati e di lei infatti non ho mai trovato traccia se non per qualche fuggevole ed effimero istante.
Giunto a questo punto ho smesso persino di contare le volte in cui arrivato alla seconda riga ho cancellato e riscritto tutto nuovamente.
Sono solo un vecchio illuso.....
mi sono persino prodigato nel cercare un inizio ad effetto, qualcosa di poetico e sincero al tempo stesso, qualcosa di grandioso agli occhi,non ci sono riuscito ma poi ho capito che i grandi cuori non muoiono nel corpo ma continuano a battere nel respiro della notte, non ci sono cause ed effetti, non ci sono canoni ed armonie esteriori ma tuoni e saette devastanti che illuminano il fiore nascosto della struggente empatia e questo non l'avevo mai saputo.
Sono solo un vecchio illuso.....
che sospira delle vissute pene e delle gioie incomprese e ancor oggi ripasso il conto da pagare.
Vorrei non fosse solo il vento a spettinarmi i pensieri ma le tue mani,vorrei fosse il tuo rossetto sulla guancia a tingermi il viso e il sapore delle tue labbra color pelle,vorrei te che sai guardare dentro la mia anima e negli occhi,vorrei te che mi tocchi senza nemmeno sfiorarmi,vorrei le tue parole mai dette e i tuoi sospiri smorzati in gola,vorrei ridere con te come uno scemo ed entrare nei tuoi silenzi.
Sono solo un vecchio illuso.....
che si lamenta della sua vita idiota sprecata in troppe occasioni mai colte,sofferenze sofferte e amori mai amati,delle carezze sfiorate e dei sorrisi strozzati tra le labbra,dei sogni annebbiati e delle immagini perdute.
Sono solo un vecchio illuso.....
alla perenne ricerca di qualcosa che forse nemmeno esiste tuttavia nella vita ho imparato che non bisogna mai arrendersi perchè tutto è possibile.....perchè tutto può accadere.....perchè tutto il resto è solo silenzio.
Il silenzio dell'indifferenza,della solitudine,della miseria interiore e dell'orgoglio che tutto deforma,il silenzio delle parole solo pensate ma come eco ti rimbombano dentro,URLA adesso la tua amarezza,la tua ribellione,riprenditi ciò che ti appartiene,dai voce ai piacevoli ricordi dei giorni andati,abbandona i rancori che ti strozzano il respiro,impara a vivere,tagliati la tua fetta di torta e assapora la sua bontà. Impara come fanno le foglie a crescere sui rami. Apri gli occhi. Impara come fa la luna a tramontare nel gelo della notte prima di Natale, apri le narici, annusa la neve, lascia che la vita accada.
Sono solo un vecchio illuso.....
e quando riuscirò ad incontrare una donna che vedrà il mio dolore nascosto dietro il sorriso riconoscerò la serenità
anche se c'è gente che pur di non perdere l'orgoglio è disposta a perdere le persone.
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Sono solo un vecchio illuso..... alla infinita ricerca di quella comunemente chiamata serenità,non amore,felicità,benessere ma soltanto semplice serenità,non so dove potrò trovarla e nemmeno se la troverò se non in me stesso. Ho passato la vita a cercarla in tutti gli anfratti,nei sottoscala e nei...
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15/06/2018 11:27:35
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