Il sognatore

11 febbraio 2018 ore 11:01 segnala
"Sognatore è chi può trovare la
sua strada solo alla luce della
luna e la sua punizione è
vedere l'alba prima del resto
del mondo"

Così scriveva Oscar Wilde e come non approvare,il sognatore si spinge ovunque cansapevole che la vita non è l'avventura da portare avanti secondo le abitudini degli altri ma come dovere a inseguire un progetto prima e un altro poi mettendoci del suo e rischiando di venire magari travolto dai propri sogni. Ammiro i sognatori,si spingono oltre,osano,rischiano,soddisfano la fame interiore comunque vada e non come quelli che non provano nemmeno a correre qualche rischio dove tutto è immutabile e scontato,poveri di spirito.
E non è vero che un sognatore sia alla perenne rincorsa del tutto a tutti i costi,sa accontentarsi di cose semplici come un sorriso o una stretta di mano,di una parola e di un pensiero,di un lavoro onesto e di un bicchiere di vino. Non insegue il benessere economico come unico scopo di vita perchè una volta raggiunto il suo sogno svanisce come nebbia al calore finendo col ritrovarsi fuori posto,fuori tempo.Il sogno come necessità infinita,come felicità che libera dagli obblighi non dai doveri,che permette di apprezzare il buono della vita anche quando il buono appare solo in lontananza.
17a593f5-5600-4e46-803b-a77f28ca109c
"Sognatore è chi può trovare la sua strada solo alla luce della luna e la sua punizione è vedere l'alba prima del resto del mondo" Così scriveva Oscar Wilde e come non approvare,il sognatore si spinge ovunque cansapevole che la vita non è l'avventura da portare avanti secondo le abitudini degli...
Post
11/02/2018 11:01:02
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
  • commenti
    comment
    Comment

L'appuntamento....

30 novembre 2017 ore 10:26 segnala
L'appuntamento

Toilette completa-doccia-shampoo
barba o quasi-unghie dei piedi
dopobarba Mennen-quello per niente afrodisiaco-
deodorante da spruzzarsi addosso
a non meno di quindici centimetri dalla pelle
borotalco Robert's o Mantovani
gargarismi e pasta dentifricia
-meglio usare lo spazzolino-
VESTIZIONE
valutare attentamente possibili combinazioni
maglietta-mutande-calzette-
camicia bianca-cravattino-blue jeans-
giubbotto pelle-sempre quello
sciarpetta gialla-guanti folti di macchie
ACCESSORI FACOLTATIVI
ray ban da sole-documenti
trentamilalire-
sigarette e pipa-Dupont-
fazzoletti di carta
L'ATTESA
dubbio atroce su quale posizione assumere
sul luogo dell'appuntamento.
Con lo sguardo vigile sul riflesso
della vetrina resto immobile
per quattordici minuti
in posa quasi disinteressata ma egregia.
Lei arriva naturalmente dalla parte opposta
mi batte sulla spalla e il suo "CIAO"
mi coglie mentre
-testa rovesciata e gambe divaricate-
ho ceduto all'impellente bisogno
di una energica grattata di natiche.
CHE SI FA DOVE SI VA
lascio decidere a te-ah si-
andiamo in un posto che conosco
il posto-che è ovviamente una tristissima osteria-
è chiuso perchè sono ancora le quattro e dieci-
in compenso è buio e fa freddo
si opta per una sala da thè
perchè non c'è niente di meglio di questo infuso
ma in tutta la sala stanno fiorendo delle
sontuosissime cioccolate con panna
BEVENDO DEL THE'
i primi discorsi saranno pieni di antefatti
prologhi-promesse-prime bugie-
un colpo al cerchio uno alla botte
rivelazioni cuore in mano.
Volano le prime balle-non esiste una sola verità-
motociclismo-chiromanzia-esoterismo-diete-
viaggi-due giorni a Parigi che diventano due mesi-
discorsi oggettivi e obiettivi
terreni e spirituali-onestà-
citazioni funamboliche-psicodrammi-
frustrarsi e recuperare
parlare benissimo di un amico.
Dopo un'ora ci si è ritratti più o meno nei seguenti modi-
esploratore-misantropo-ribelle-
fuggiasco-rivoluzionario-esteta deluso-
sessantottino pentito non del tutto-
terrorista mancato-eiaculatore precoce-
bellissimo fino a sedici anni-
eccentrico e colto amico di gente
assolutamente straordinaria
vivente nel riflusso e nella miseria.
Con una strana sensazione di incredulità
ci si accorge che LEI non ha detto una parola una
sotterrata dall'idea di avere di fronte
un uomo dalle mille vite turbinose
ma non trovando la rispettiva conferma
nell'immagine propostale ELLA non parla.
A questo punto ci si ricorda della pipa
e ad essa si delega il futuro della
propria eccezzionalità
la pipa naturalmente è caricata così male
che dopo sette massimo otto tirate
si è stonati come un'apparenza
ha però donato un illusorio senso di sicurezza
dopotutto-perchè questa paranoia?
hey-io non so più che dire-parlo parlo-
ma tu non parli mai ed io qui a raccontar cazzate
mentre invece avrei voglia di stringerti e baciarti
di ristringerti e ribaciarti ecc. ecc.
dopodichè si placca la sfortunata
contro il muro e le si impone un bacio che-
causa pipa e alito pesante-non sarà lieta di darti.
A bacio finito lei si cingerà sulla spalla
con un braccio diretti al primo cinema.
Camminare-avendo una certa altezza con una sconosciuta
alta la metà di te è impresa assai ardua e mortificante-
ma è fondamentale arrivare al cinema
e sedersi mantenendo la posizione
-bisogna abituarla al contatto dal momento che-
una volta al buio-non farò che palpeggiarla
dai polsi a in mezzo le cosce.
Le luci si spengono-lei ha un gemito-
comincio a palpeggiarla
l'obiettivo è portare la manina
tra le sue coscie strette.
BHE......buona fortuna!
dab886ed-551d-417e-aa80-035762fb71ae
L'appuntamento Toilette completa-doccia-shampoo barba o quasi-unghie dei piedi dopobarba Mennen-quello per niente afrodisiaco- deodorante da spruzzarsi addosso a non meno di quindici centimetri dalla pelle borotalco Robert's o Mantovani gargarismi e pasta dentifricia -meglio usare lo spazzolino- ...
Post
30/11/2017 10:26:34
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
  • commenti
    comment
    Comment

Il mio matrimonio.

04 novembre 2017 ore 14:17 segnala
Il mio matrimonio? bhè presto detto,si scrive matrimonio ma si pronuncia fallimento...elementare Watson. Un "episodio" neanche tanto memorizzato,un "evento" del tutto privo di emozioni e coinvolgimenti,allora ero giovane,impreparato e peggio superficiale.
Per certo rammento che qualche giorno prima della cerimonia ne parlai con mio padre,gli dissi che non ero convinto,che avevo tanti dubbi,che avrei preferito non sposarmi e lui mi rispose.....vedi tu,se non sei convinto lascia perdere ma pensaci bene,poi non venire a piangere.
Lei era giovane,troppo e viveva il matrimonio più come evasione e raggiungimento di libertà individuale che non come desiderio di costruire qualcosa di importante.
Non avevamo le stesse aspettative,io volevo un figlio ma nulla,non se ne parla nemmeno poi a dirla tutta non ho mai amato davvero la donna che poi sarebbe diventata mia moglie.
Non ho mai provato quel fremito,quel brusio dell'animo e questo adesso mi appare terrificante.
Ovvio devo assumermi le mie responsabilità,sarebbe semplicistico e da vigliacchi scaricare non tanto le colpe quanto le inadeguatezze della situazione,come sempre in un rapporto di coppia fallimentare servono due legni per fare una croce e io ho messo la mia parte,non cerco alibi,allora credevo che l'intesa,l'amore e la complicità sarebbero arrivate a rimorchio ma così non è stato,non c'era nemmeno quella intesa sessuale indispensabile per far crescere una vita di coppia,lei proiettata nella sue "tendenze" ed io spettatore si curioso si anche partecipe ma sempre di riflesso. Un matrimonio fatto di abitudini,il pranzo domenicale inesorabilmente a casa dei suoi familiari guai mancare una volta,il sabato sera a casa di amici sempre quelli sempre gli stessi,nessuna uscita dagli schemi,poco dialogo da qui il lento ma inevitabile sfaldamento del rapporto, dopo quasi otto anni capimmo di essere arrivati al capolinea e il divorzio fu la logica conclusione.
Poi superato un periodo neanche tanto lungo di messa a fuoco,di accettazione e di realizzazione iniziò per me il periodo diciamo più elettrizzante della mia vita. Ero libero di essere me stesso,di trasgredire e di vivere appieno,di prendere o lasciare insomma e mi circondai di nuove emozioni fino ad allora praticamente se non sconosciute quanto meno soffocate.
Avevo un buon lavoro,una busta paga non male (per quei tempi) una voglia innata di conoscere e viaggiare,mi sentivo rigenerato,ero interessante,piacevole e scemo,ora ahimè sono solo scemo.
Nuovi amori,nuovi letti,nuove esperienze anche sessuali,nuovi confronti,nuove condivisioni.
Dal divorzio e per molti anni non passai più un fine settimana ne da solo ne nel mio letto o quantomeno non nei mesi favorevoli a coltivare la mia passione più grande,il mototurismo.
A pensarci bene e per amore di verità devo ammettere che non ho mai amato nessuna donna con tutto me stesso,riconsco che come un felino non mi innamoravo ma invero mi affezionavo alle situazioni positive che la nuova relazione portava con se........che idiota.
Via via fino agli ultimi anni quando conobbi una donna che credevo di amare veramente ma che puntualmente si rivelò una cantonata memorabile ma come si dice...c'est la vie.

Che tempi....

02 novembre 2017 ore 11:07 segnala
Guardiamo le notifiche sul cellulare.
Guardiamo i messaggi su WhatsApp.
Guardiamo i profili nei siti web
ma negli occhi no, non guardiamo più nessuno?
Mi chiedo spesso a quale futuro stanno andando incontro le nuove generazioni,che fine faranno i rapporti umani,interpersonali,quelli veri fatti di incontri pelle a pelle,di litigi e riavvicinamenti,di una pacca sulle spalle e di una stretta di mano? Ai miei tempi ......e non parlo di secoli orsono....le cose da tenere a mente erano le date storiche,gli avvenimenti che hanno formato l'umanità,le poesie e le formule matematiche adesso non più,adesso dobbiamo adattarci a memorizzare i codici PIN,i nickname,le password ecc e questo sarebbe il futuro e perchè no il presente.
Alla fine finiremo naufraghi di noi stessi in balia di onde cerebrali su zattere fatte con palmari e smartphone,alla deriva da un abbraccio,da una carezza,da un bacio e così facendo i deserti interiori finiranno col seppellirci. Saremo figure malinconiche incapaci di urlare,di piangere o sorridere incapaci di sognare persino un progetto di vita, sostituiremo il presente con il condizionale senza nemmeno saper dire "grazie" o saper chiedere scusa,perderemo di vista i luoghi dell'anima finendo col nutrirci di apparenze. Riusciranno persino a farci credere che sognare è solo tempo sprecato e della vita reale non sentiremo nemmeno il brusio......che tristezza.

Il Trittico

31 ottobre 2017 ore 14:37 segnala
Ogni azione legata al passato diventa un tassello fondamentale nel gestire le nostre reazioni di fronte agli eventi che accadono.
Ogni qualvolta impariamo qualcosa di nuovo e l'esperienza che ne nasce la immagazziniamo quasi fisicamente.
Chissà quanti di noi hanno avuto situazioni familiari non esattamente felici se non addirittura dolorose eppure possiamo anche elaborare un netto distinguo tra chi nonostante tutto è riuscito a voltare pagina e chi continua a rimuginare sul suo passato.
Un detto popolare sempre attuale che non passa di moda afferma "inutile piangere sul latte versato" ma generalizzare come sempre particolarmente su argomenti così rilevanti sarebbe un pò come banalizzare la personalità di chi ha vissuto in prima persona queste situazioni fermo restando che essendo una problematica universale si possono anche tracciare linee guida.
Per esempio c'è chi crede e da per scontato che inevitabilmente farà la stessa fine dei suoi genitori come se dall'ereditarietà dipendessero le nostre azioni,essere figli di un criminale non significa affatto che noi stessi diventeremo dei criminali,al contrario se sapremmo analizzare il comportamento dei nostri genitori potremmo diventare i genitori migliori del mondo.
Certo può anche accadere l'esatto contrario,figli che uccidono i genitori per entrare in possesso dei loro beni ma questi sono casi limite che meriterebbero una approfondita riflessione e non è questo il luogo adatto.
In alcuni casi venire da un vissuto difficile viene vissuto come alibi che ci autorizza a commiserarci e piangerci addosso senza nemmeno renderci conto che avendo vissuto esperienze sofferte abbiamo un'arma in più per meglio capire e affrontare il futuro.
Personalmente posso ammettere di avere vissuto momenti molto sofferti e contraddittori ma non per questo mi sono mai lasciato andare a nefandezze della serie "qualcuno la deve pagare",ho invece quasi (lo ammetto quasi) sempre perdonato chi ha causato le mie difficoltà perchè a mia volta ho capito che loro stessi per fattori contingenti non avevano potuto agire diversamente vuoi per difficoltà economiche vuoi per difficoltà caratteriali o anche per mentalità.
Esattamente non ho mai capito come fossero i miei genitori,a me sono sempre apparsi insicuri e fragili,un padre di quelli che mai darebbe ne uno schiaffo ne una carezza al proprio figlio e una madre che al contrario ti riempirebbe di schiaffi e ti soffocherebbe di abbracci...ed io nel mezzo.
Capite da soli che non è stato facile restare a galla in un contesto del genere fatto di estremi eppure sono state queste le circostanze che mi hanno portato a riflettere,analizzare e accettare (e rifiutare non rinnegare).
Non lo avessi fatto oggi sicuramente sarei un uomo sprovveduto in grado solo di sopravvivere e non vivere.
Ho sempre avuto una netta propensione a "guardare avanti" a cercare nuovi stimoli e nuove strade da percorrere,non ho mai avuto paura di rischiare e "meglio fare e pentirsi che pentirsi per non averlo fatto" è sempre stato un punto fermo nel mio modo di affrontare il futuro.
Qualche volte l'ho azzeccata altre no ma sempre con la consapevolezza che "lo faccio di mia volontà perchè lo voglio fare".
Ne ho conosciute tante di persone che non sono riuscite a combinare nulla per se stessi nonostante fossero del tutto insoddisfatti del proprio vivere e che continuano a vivere nella falsità e nell'ipocrisia,non sono mai riusciti a diventare veramente adulti in grado di assumersi le responsabilità e vivono di stratagemmi,di meschinità e di cadute di stile,persone solo all'apparenza normalissime ma con una personalità da marionetta,figure Pirandelliane che saranno sempre ombre nemmeno in grado di pensare di premere il tasto "reset" e dare una svolta ad una esistenza scialba e piatta.
Passato-Presente-Futuro,il trittico chiamato VITA,evitiamo di buttarla via.
718ff67a-9187-4edc-9bfd-edd58af33592
Ogni azione legata al passato diventa un tassello fondamentale nel gestire le nostre reazioni di fronte agli eventi che accadono. Ogni qualvolta impariamo qualcosa di nuovo e l'esperienza che ne nasce la immagazziniamo quasi fisicamente. Chissà quanti di noi hanno avuto situazioni familiari non...
Post
31/10/2017 14:37:20
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
  • commenti
    comment
    Comment

Senso di colpa.

30 ottobre 2017 ore 14:32 segnala
Tra le tante c'è una cosa o meglio una che non vorrei mai provare,il SENSO DI COLPA. Farmi sentire immorale,ingiusto,riprovevole mi da estremamente fastidio ancora più quando il senso di colpa non mi appartiene ma me lo hanno affibbiato per mettersi la coscienza a posto.
Non parlo di una vera COLPA come fatto oggettivo ma del senso di colpa come fatto soggettivo.
Detto che non mi sento in colpa nei confronti di nessuno odio quando altri del tutto arbitrariamente lo fanno senza averne nessun valido motivo.
Posso sentirmi in colpa per non essere riuscito a realizzare tutte le mie aspettative,per aver fumato troppo o per avere detto no senza un valido motivo.
Il senso di colpa non lo posso eliminare,lo posso solo capire e analizzare ma non cancellare,come dire ho commesso una colpa ne pago le conseguenze verso me stesso e la società ma come fare quando si è attanagliati da un senso di colpa?
Poche sensazioni sono tanto dilanianti dentro come il senso di colpa,tolgono il sonno e l'appetito,tormentano l'animo nel profondo.
E qua ritorniamo all'inizio,alla fase infantile quando in seguito ad uno sbagliato atteggiamento dei genitori quasi ricattatorio riuscivano a farci sentire inadeguati,un tema già affrontato.
Gira e rigira torniamo sempre al punto di partenza,tutto inizia dal BIG BANG individuale e non c'è mezzo di scrollarselo di dosso.
Passo dopo passo si arriva al senso di colpa.
Mia madre piange a causa mia,questo annulla tutti gli altri avvenimenti e il senso di colpa si pone al centro di tutto....piange per colpa mia.
E non che diventando adulti le cose cambino di molto no anzi si possono amplificare e ingigantire nei confronti della moglie,dei figli,dei colleghi di lavoro ecc. Va da se che nella vita di coppia il senso di colpa assume un ruolo molto importante,furberie,tradimenti e scappatelle varie se analizzate dopo con tutta la onestà interiore possibile possono diventare veri cazzotti nello stomaco,non provare i sentimenti giusti verso il partner crea conflitti devastanti in un crescendo di confuse generalizzazioni del tutto inconsistenti,più facile accusare l'altro che assumersi le proprie responsabilità.
Mi sono chiesto spesso perchè siano le donne le più esposte a provare sensi di colpa,perchè sono più sensibili degli uomini o perchè hanno fantasmi nell'armadio? Certo hanno una visione diversa e più profonda nell'affronatare un rapporto di coppia e nei rapporti interpersonali in generale così come sono le più soggette a cadere in depressione appunto a causa della loro maggiore sensibilità.
Quando sono tutte rose e fiori la coppia si muove e cresce in sintonia ma basta una piccola crisi allora ecco che si diventa vittima/carnefice e il soggetto più sensibile e forse per questo più debole si carica sulle spalle il fardello pesante del senso di colpa.
Basterebbe fermarsi un attimo,prendere fiato,analizzare la situazione e affrontarla ma se ci si trova in preda dei sensi di colpa diventa veramente difficile. Le percezioni solo astratte diventano insicurezze sopra tutto verso noi stessi. Se solo imparassimo a valorizzare le piccole cose,i piccoli gesti,le piccole conquiste che ci permettono piano piano di costruire quella fortezza nella quale ci sentiamo protetti e sicuri avremmo dato uno schiaffo ai sensi di colpa.
In fondo chi non ha sbagliato al punto di poter giudicare gli altri? sensi di colpa....... NO GRAZIE
12aab954-dc0b-4cdc-8015-058e855fe227
Tra le tante c'è una cosa o meglio una che non vorrei mai provare,il SENSO DI COLPA. Farmi sentire immorale,ingiusto,riprovevole mi da estremamente fastidio ancora più quando il senso di colpa non mi appartiene ma me lo hanno affibbiato per mettersi la coscienza a posto. Non parlo di una vera...
Post
30/10/2017 14:32:20
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    2
  • commenti
    comment
    Comment
    2

29 settembre....

29 ottobre 2017 ore 07:57 segnala
29 settembre
"seduto in quel caffè io non pensavo a te,guardavo il mondo che girava intorno a me"
Così cantava Lucio Battisti in una delle sue bellissime canzoni in voga sul finire degli anni 60 sconosciuta alle generazioni attuali ma che per i giovani della mia generazione fu una sorta di colonna sonora...quanti ricordi.
Non sono seduto in nessun caffè ma bensì davanti a un caffè nero bollente e un foglio bianco inanimato, il primo aspetta solo di essere bevuto,il secondo di essere riempito e gli anni sessanta sono oramai lontani.
Oggi 29 settembre la Chiesa festeggia San Michele Arcangelo,"Mi-ka-El"chi come Dio,il capo supremo dell'esercito celeste, colui che combattè e sconfisse il male,il demone.
Questo secondo la Chiesa Cattolica Romana quindi parliamo di 1.500 milioni di individui (milione più milione meno) e se consideriamo che la terra è popolata da circa 7 miliardi possiamo quindi dire che siamo in minoranza,ne deduco allora che non tutti credono che il male sia stato sconfitto e il Demone ricacciato negli Inferi.
Al di l dei numeri siamo davvero convinti che il male sia stato sconfitto? mahhhhhhh,non ne sono tanto convinto,se così fosse tutto dovrebbe scorrere in pace e serenità,"dovrebbe" perchè poi nella realtà le cose non stanno esattamente così.
Guerre,fame e carestie ancora ci perseguitano se non personalmente come singoli come genere umano,la violenza è ancora dilagante e si espande a macchia d'olio,il dolore ci perseguita e non serve la "guerra" nella sua espressione più violenta per causare lutti e sangue,basta l'ingiustizia,il sopruso,la prevaricazione,ecco allora che mi sorge spontanea una domanda,siamo davvero sicuri che il male sia stato sconfitto?
L'immagine di San Michele che con la spada sguainata costringe il Demone ai suoi piedi da una parte mi commuove ma dall'altro mi lascia leggermente scettico.
Non dubito certamente sulla bontà di festeggiare l'Arcangelo ma nella mia pochezza dubito della concretezza e della finalizzazione della sconfitta del maligno e dei suoi "eserciti".
Ovviamente con tutto il rispetto del caso,nessun sarcasmo ma solo legittimi dubbi legati alla mia natura umana non certo in odore di santità. Popoli alla fame,bambini sfruttati da bastardi (non saprei come definirli diversamente) costretti a lavori massacranti,bambine costrette a sposare uomini che nemmeno hanno mai visto solo perchè fa parte di una usanza,"caporali" che costringono poveracci a stare chinati tutto il giorno nei campi a raccogliere i prodotti della terra malpagati e per nulla tutelati,spacciatori che vendono morte agli angoli delle strade, usurai che riducono sul lastrico il disgraziato di turno e lo stato se non assente diciamo spesso indifferente.
Ecco spiegato il mio scetticismo,costringere un uomo a "prendere o lasciare" il "non hai scelta" è devastante quanto una guerra combattuta sul campo di battaglia,o fai come dico io o quella è la porta...evviva il bene che trionfa.
Violentare una donna che fino al giorno prima dicevamo di amare,massacrare di botte chi non può o non vuol pagare il pizzo,scarcerare un assassino conclamato perchè un giudice ha dimenticato di mettere un timbro,è questa la vittoria del bene sul male? se qualcuno mi spiega gli sarei grato.
7a965954-a204-4ad8-bedf-61754bb549f2
29 settembre "seduto in quel caffè io non pensavo a te,guardavo il mondo che girava intorno a me" Così cantava Lucio Battisti in una delle sue bellissime canzoni in voga sul finire degli anni 60 sconosciuta alle generazioni attuali ma che per i giovani della mia generazione fu una sorta di colonna...
Post
29/10/2017 07:57:43
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
  • commenti
    comment
    Comment

Fallimento....

27 ottobre 2017 ore 11:12 segnala
Arriva sempre e per tutti il momento di tirare le somme,di guardarsi dentro e prendere atto dei fallimenti del proprio vissuto,non degli eventuali successi no ma dei fallimenti perchè sono questi che lasciano ferite profonde a volte persino inguaribili,i successi se mai ci sono stati non lasciano mai la stessa scia,passano inosservati e scivolano via ma i fallimenti no,quelli restano come pietre miliari nel nostro animo e sta a noi essere capaci di ricostruire sulla macerie ma anche questo non è per nulla facile,quando ci si scotta è difficile avvicinarsi all'acqua senza pensare...e se mi scotto ancora che faccio?
Eppure un uomo maturo e equilibrato deve trovare il coraggio di ripartire,piangersi addosso sarebbe oltremodo umiliante se non fuorviante,sarebbe l'ennesimo errore da sommare agli errori commessi quindi voltiamo la carta e tirem innanz......le persone in genere sono terrorizzate dai fallimenti,vengono vissuti solo come una sconfitta e mai come una prova,vengono considerati un punto di arrivo mentre a ben pensarci potrebbe essere un punto di partenza per tentare altre vie sull'insegnamento che aver fallito inevitabilmente ci trasmette. Fallire non deve essere la prova provata che siamo degli incapaci,degli emarginati,degli sconfitti,che scemenza,al contrario deve essere una pausa,un riprendere fiato per tentare con più convinzione e consapevolezza,in fondo "errare humanum est,perseverare autem diabolicum" quindi bando ai sensi di colpa,raccogliamo i cocci rotti e cerchiamo di ripartire.
Ci sarebbe poi da fare dei netti distinguo sulla natura stessa dei fallimenti,mica sono tutti uguali no? di quali fallimenti vogliamo parlare, di quelli economici,affettivi,sociali,etici e via discorrendo???????
In una società materialistica e consumistica come la nostra se parliamo di fallimenti 99 volte su 100 ci riferiamo a quelli economici,per tanti è così ma non per me,non ho mai dato troppa importanza (sbagliando lo ammetto) al vil denaro,non mi considero certo un fallito perchè il mio conto in banca è ridotto all'osso,per me i fallimenti sono quelli dei valori,degli affetti,dei sentimenti nei quali credevo non certo quelli economici.
Non ho mai trovato piacere accumulare beni che per loro natura sono effimeri e passeggeri,beni che cambiano a mano a mano che la vita scorre nel suo percorso naturale quindi non mi soffermo a rilettere su questo aspetto preferendo affrontare altri aspetti.
Diceva Beckett "Ho sempre tentato. Ho sempre fallito. Non discutere. Prova ancora. Fallisci meglio"...ho sempre tenuto ben presenti queste parole e le ho fatte mie,le ho rielaborate a mio uso e consumo arrivando a farne un dogma,ripeto a me stesso..."meglio fare e pentirsi che pentirsi di non avere fatto",è proprio così e così ho sempre vissuto.
Conosco tanti individui che vivono rapporti falsi,sbagliati,rapporti che come alimenti scaduti non hanno più valori nutrizionali e al contrario finiscono solo con il danneggiare il fisico e lo spirito,vivono in trappole dalle quali per ipocrisia o vigliaccheria non riescono o non vogliono uscirne ma faccio molta fatica a chiamarli "uomini",sarebbe offensivo per tutti gli altri che con coraggio e umiltà si guardano dentro e ammettono di avere sbagliato cercando di porre rimedio.
Chiudere una relazione che non ha ragione d'essere solo per non ammettere il fallimento personale lo trovo di una vigliaccheria unica.
Quante storie vanno avanti all'infinito solo perchè i soggetti in questione hanno paura della solitudine spaventati più dal timore di un futuro incerto che da un presente penoso complici solo nel tirare avanti un rapporto sbagliato e trova nello sbaglio il solo punto in comune non accettando di ammettere la propria incapacità personale, inadeguatezza, limite e per favore evitiamo di chiamarli UOMINI (o donne ovvio....)

Ricordi e rancori.....

26 ottobre 2017 ore 10:56 segnala
Seppur nella monotonia dei giorni sempre uguali e monotoni ci sono momenti meno uguali di altri,la mente viaggia a ritroso nel tempo,nelle emozioni consumate vivendo e mi chiedo spesso se e quando ce ne saranno delle nuove.
Particolarmente durante l'estate (e non solo) mi ritrovo sdraiato in riva al mare con lo sguardo perso nella sua maestosità,lo osservo,lo scruto, le onde mi salgono fin sulle ginocchia e quasi solleticandomi sussurrano.....dai all,il meglio deve ancora venire.
Pensieri a volte piacevoli come ricordi da serbare nell'animo a volte tristi come rimpianti ma sempre presenti e ricorrenti.
Amori consumati come una sigaretta accesa e amori come mozziconi da buttare via, amicizie poche ma buone,occasioni colte al volo o gettate al vento,ricordi che partono da lontano,dal tempo che fu,tasselli di un mosaico solo iniziato e non ancora finito.
Mi rivedo bambino col grembiule nero scattare in piedi per salutare la maestra che entra in classe,rivedo gli amichetti che giocano sulla strada e lo scoppiettio delle castagne sul fuoco,le serate invernali passate a guardare la TV in b/n al circolo con i miei zii e le partite a tombola al bar centrale, il mare mi fa rivedere il contadino che con la sua bicicletta vende i prodotti del suo orto e la fornaia che da dietro il balcone altissimo mi passa la pagnotta ancora calda.
Pochi soldi in giro e ancora meno in tasca ma tanta curiosità di capire e conoscere,a pensarci bene poco o nulla è cambiato da allora,sempre pochi soldi in tasca e sempre tanta voglia di conoscere e capire.
Così come le onde del mare i ricordi e le emozioni si inseguono e mi ritrovo in quel vortice per me irrinunciabile,il mare non come semplice passatempo ma come portatore instancabile del tempo vissuto,complice e compagno di questo viaggio altrettanto irrinunciabile.
Ricordi senza maschera che più mi avvolgono più mi rendono felice,persino quando sono afflitto dalle ferite del cuore riescono a darmi conforto.
Ognuno di noi è infettato dal proprio destino,sorta di marchio di fabbrica esclusivo e immutabile,ci precede,ci accompagna e ci segue,non possiamo ne evitarlo ne modificarlo ma possiamo tentare di farcelo amico e sperare in un regalo tanto inatteso quanto piacevole.
Se benevolo potrebbe farmi diventare non ciò che vorrei ma ciò che non sapevo di volere essere e se un giorno verranno a dirmi che ho agito male potrò sempre rispondere che in fondo l'arca di Noè è stata costruita da dilettanti mentre il Titanic da professionisti quindi non arrendiamoci mai,dimostriamo (a noi stessi) che il tempo fin qui vissuto lo abbiamo distribuito in dosi uguali.
Come l'acqua ho sempre cercato altri sbocchi,altre via d'uscita per non restare incastrato nei limiti della mente esattamente come un bimbo che cerca di scavalcare le barriere intorno al suo letto che da una parte lo proteggono ma dall'altra gli impediscono di uscire per scoprire ciò che lo circonda,memorie sopite mai dimenticate,memorie a volte confuse negli avvenimenti ma limpide nella loro presenza come relitti alla deriva non facilmente identificabili.
E che dire degli errori,tanti,troppi e sempre diversi gli uni dagli altri,errori che in fondo ho commesso più per eccesso di autostima che per mecero orgoglio,mi credevo inattaccabile ma questa presunzione era solo non voler accettare la mia pochezza d'uomo ma non posso tornare indietro,ciò che è fatto è fatto e mai nessuno mi ha costretto,figlio dei miei sbagli e padre dei miei disagi.
Come oleogramma di me stesso percorro il vicolo stretto e male illuminato della vita attento a evitare ostacoli ben sapendo che superato uno ne troverò di nuovi e diversi ma adesso la vita stessa mi ha fornito il solo strumento adatto a proteggermi,la consapevolezza quindi.....tiremm innanz,nulla è perduto.

DIO esiste?

25 ottobre 2017 ore 08:40 segnala
Il dubbio non è "Essere o non essere"lo era una volta,altri tempi,altre mentalità,altre culture. Ai nostri giorni il vero dubbio è "Credere o non credere" questo il dubbio che si insinua nei nostri pensieri. Essendo credente la domanda non me la pongo,Dio esiste non fa parte delle mie domande,io ci credo.....io ci credo? Ora che ci penso non ne sono poi così sicuro,quando vengo a sapere di fatti tragici,di bambini morti ammazzati,di giustizia di la da venire me lo chiedo...ma davvero Dio esiste? Esiste perchè voglio crederci ma in fondo quali elementi ho a mia disposizione che possano deporre a favore della mia tesi? basta guardare il cielo azzurro per crederci? basta sentire un bimbo ridere per crederci? e quando il cielo è carico di nuvole temporalesche? e quando quello stesso bimbo che prima rideva ora si trova in ospedale colpito da una malattia rarissima e incurabile? ci credo ancora,ci credo davvero? oppure tutto è frutto di spiegazioni più filosofiche che razionali? La sua esistenza è davvero dimostrabile oltre ogni ragionevole dubbio? e se il tutto fosse solo "supertizione",solo un retaggio di passate e timorate teorie create a DOC dalla Chiesa per spianare la strada e rendere il percorso di convincimento privo di ostacoli? Bastano la Bibbia,l'Antico Testamento,Gesù,il Nuovo Testamento,i miracoli per fornirci la prova assoluta? non credo,non ne sono convinto,non basta per dimostrarlo. Come uomo mi è difficile concepire la parola "fede",che significa esattamente? o forse il nostro "ci credo" altro non è che la necessità interiore che abbiamo di trovare uno scopo? Dio esiste oppure no? certo non posso essere io a dare la risposta definitiva, ho semplicemente scelto di crederci e che Dio mi perdoni se sbaglio.
Chissà,forse hanno ragione gli atei,forse aveva ragione Carl Marx quando disse che "la religione è l'oppio dei popoli",in fondo ogni individuo è libero di dire la sua fermo restando che dovreebe parlare solo per se stesso e non generalizzare,io ci credo,credo che DIO esiste eccome se esiste,difficile da percepire ma la sua presenza la intendo come a colmare certi VUOTI che non riuscirei a descrivere,ci credo al di la e al di sopra di ogni dubbio.
Ovvio certi momenti sono assalito da dubbi ma di fronte alla grandiosità della vita ogni dubbio svanisce.
In fondo Dio non esisterebbe se non ci fosse la vita e di conseguenza la morte,non esisterebbero nemmeno le religioni se non ci fosse il bene e il male. Argomentazioni forse patetiche ma reali come la vita e la morte,come il bene e il male. Tutti noi parliamo della creazione dell'uomo ma quanti di noi si domandano se e quando l'uomo ha creato Dio,ribaltare potrebbe apparire dissacrante per alcuni elevato per altri. Sono convinto della sua esistenza non solo per via della mia ma anche perchè il nostro è un percorso senza via di fuga,alla fine è la che ci aspetta,ci giudica,ci assolve o ci condanna e non abbiamo alternative.Forse noi umani non abbiamo nemmeno abbastanza forza per affrontare la vita da soli ecco perchè abbiamo creato Dio e lo cerchiamo....potremmo cercare ciò che non esiste? Domande intime,private e le risposte dobbiamo cercarle in noi stessi e fors'anche i cosiddetti "senza Dio" se le pongono come l'eccezzione che conferma la regola. Nessuno può dire di non avere bisogno di Dio e non credo che Dio sia solo il superfluo a giustificare l'esistenza del tutto.
26faf94a-018f-4059-be51-5a481e88b8cd
Il dubbio non è "Essere o non essere"lo era una volta,altri tempi,altre mentalità,altre culture. Ai nostri giorni il vero dubbio è "Credere o non credere" questo il dubbio che si insinua nei nostri pensieri. Essendo credente la domanda non me la pongo,Dio esiste non fa parte delle mie domande,io ci...
Post
25/10/2017 08:40:47
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    2
  • commenti
    comment
    Comment
    1