frammenti.....

14 ottobre 2017 ore 16:16 segnala
La vita di ognuno di noi è costellata di ricordi più o meno scolpiti nella memoria,ricordi che come mattoni hanno costruito l'individuo che siamo,alcuni piacevoli altri meno ma che a distanza di anni e nonostante tutto viviamo col sorriso sulle labbra.
Rammento bene che l'inverno precedente cadde tanta di quella neve al punto che non si riusciva a uscire dal portone di casa,non c'era la Protezione Civile con i suoi possenti mezzi a pulire le strade quindi toccava agli abitanti armarsi di pala per poter camminare.
Certamente mi riferisco alla "nevicata del '56" resa oltremodo famosa da un brano di Mia Martini,una nevicata davvero eccezionale agli occhi di un bambino di 6 anni e non solo,uno strato di neve più alto di me che per diversi giorni mi impedì di andare persino a scuola.
Il tutto vissuto in una tranquilla cittadina distesa pigramente nella campagna Marchigiana a ridosso degli Appennini notoriamente conosciuti per i suoi inverni freddi e nevosi, le case erano riscaldate da stufe a legna,nessuna caldaia,nessun impianto centralizzato ne climatizzatore, per combattere il freddo solo coperte e maglioni di lana riciclata fatti ai ferri dalle nonne. L'Italia era povera,la gente era povera ma ricca di dignità, l'esatto contrario dei giorni nostri ma questo è un altro discorso.
L'inverno è passato,la neve si è sciolta al tepore del sole primaverile e la prima elementare sta per finire, fatti i compiti e la merenda che per me era una fetta di pane spalmata di cioccolata con gli amichetti della via (Giorgio,Dario,Emy e non li ricordo tutti) ci divertivamo a giocare alla Campana, una sorta di scacchiera disegnata col gesso sulla strada,improponibile adesso col traffico cittadino (allora le automobili in circolazione si contavano sulle dita della mano) nella quale saltavamo come cavallette da una casella all'altra,non avevamo certo la TV in casa,la Play Station ne nessun altro giocattolo a disposizione se non la strada,un pezzo di gesso,uno di carbone e tanta tanta fanciullesca fantasia,null'altro.
A distanza di tanti anni ancora vedo Emy che gioca,tocca a lei,io ero seduto sul gradino del portone in attesa del mio turno,mia zia (che all'epoca credevo fosse mia madre) era uscita per andare a trovare la sua amica mamma di Emy che essendo sarta lavorava in casa,come sempre quando usciva di casa mi raccomandava (opsss ORDINAVA) di fare il buono e di non muovermi,non allontanarmi,parole come macigni per un bambino come me ordinato,meticoloso e timoroso (ebbene si lo ammetto).
Non so come spiegarlo ma allora avevo come soggezione di mia zia,le volevo un bene che non ti dico ma ero come spaventato dai suoi modi duri e intransigenti,pesanti nei miei confronti che tutto sommato ero pur sempre un bambino di 6 anni,da lei MAI una carezza,un bacio,un abbraccio,nulla che trasmettesse "amore" e mi stupivo quando vedevo le altre mamme prendere in braccio i loro figli e ricoprirli di tenerezze,non ero invidioso ma sotto sotto non capivo e mi chiedevo "perché io no?"
Il pomeriggio scivola lento,Emy ha finito e tocca a Dario (il più vivace tra noi) quando di punto in bianco il cielo si rannuvola,comincia a piovere dapprima leggermente poi via via sempre più forte,gli amici corrono verso le loro case, la campana comincia a cancellarsi e io li fermo come una statua,avrei voluto rientrare in casa ma il portone era chiuso,non avevo la chiave per aprire e ripararmi,che fare? nulla,un bel nulla se non aspettare zia che tornasse,nessun portone nel quale ripararmi,nessun cortile nel quale entrare,nessuna tettoia a proteggermi,solo una chiesetta regolarmente chiusa al pomeriggio,non posso muovermi anche perché zia mi ha ordinato di non farlo......per fortuna ecco che in lontananza la vedo tornare al riparo di un ombrello nero,si avvicina a passi veloci,prende la chiave,apre il portone e entriamo,io zuppo e tremolante come un pulcino che salgo le scale ripide verso casa e zia che una volta entrati mi da uno schiaffo perché mi ero bagnato,non dovevo bagnarmi secondo lei.....ho pianto tanto quel giorno,lacrime mischiate all'acqua che scivolava dai capelli fradici,ricordo eccome se lo ricordo.
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La vita di ognuno di noi è costellata di ricordi più o meno scolpiti nella memoria,ricordi che come mattoni hanno costruito l'individuo che siamo,alcuni piacevoli altri meno ma che a distanza di anni e nonostante tutto viviamo col sorriso sulle labbra. Rammento bene che l'inverno precedente cadde...
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14/10/2017 16:16:12
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