la bellezza secondo me.

04 ottobre 2018 ore 10:51 segnala
Prima di addentrarci nei meandri del pensiero filosofico sulla Bellezza vista dai grandi maestri del passato dobbiamo precisare che l'estetica e con essa la bellezza prende forma intorno la metà del 1200,in pieno Medio Evo.
Nell'antica Grecia l'arte aveva un profondo legame più con l'intelletto umano che non sulla sensibilità anche se questa precisazione può apparire del tutto irrilevante.
Il "bello" alias "kalon" aveva una visione molto ampia coinvolgendo non solo ciò che appare gradito alla vista e all'udito ma anche e sopra tutto alle qualità della mente e del carattere umano.
Armonia,simmetria ed euritmia appartengono al concetto del KOSMOS laddove la bellezza di un singolo oggetto è dovuta alla struttura e alla proporzione stessa ma che a macchia d'olio si estende alla poesia,alle arti in generale via via fino alla letteratura e nelle molteplici sfumature del pensiero umano.
La riflessione sulla bellezza quindi assume nel corso dei secoli visioni diverse. Bellezza intesa non solo come esperienza artistica ma come concezione oggettiva ed in questo i grandi pensatori Hellenici furono precursori.
Da uomo del mio tempo considero la bellezza la punta dell'iceberg che mi permetto di identificare nella verità,quella assoluta e unica non modificabile ne manipolabile a seconda degli stati d'animo e delle opportunità oggettive. Non focalizzo il bello da un punto di vista solo intellettuale e teologico ma non posso nemmeno tralasciare che la bellezza sia l'unica idea visibile capace di guidare l'animo, la bellezza come armonia criticabile seppur opera di Dio, la bellezza della verità interpetrabile come manifestazione della verità stessa, bellezza come valore assoluto ma percettibile individualmente a seconda della propria cultura,mentalità,educazione e sensibilità,un valore fra tanti altri.
E come non prendere in considerazione la bellezza legata all'erotismo in grado di avvolgere l'uomo all'idea del bene e del piacere per manifestare l'assoluto.
Va da se che dalla visione arcaica dei tempi che furono ai gg nostri la bellezza si sia evoluta,ampliata,forse trasformata e certamente contorta. Oggi i vari Platone,Socrate,Aristotele e chi più ne ha più ne metta possono apparire personaggi patetici e banali nemmeno in grado di mandare un sms col telefonino eppure i grandi maestri sopra citati sono stati in grado di interagire con la vera essenza umana non solo con gli accessori....grandi davvero. Da Socrate a Metastasio fino ad arrivare ai nostri tempi l'uomo ha continuato a porsi domande sopra domande e per ogni risposta nasceva spontanea una nuova domanda,quasi un gioco perverso di causa/effetto destinato a durare fino all'ultimo gg dell'umanità.
La bellezza come valore che vive e si riproduce esattamente come le generazioni,Aristotele stesso affermava che l'uomo è preso dall'impulso di riprodurre non tanto e non solo fisicamente ma appunto perchè proiettato verso la conoscenza.
Dal canto suo il buon Socrate sosteneva che gli intellettuali dovessero essere tutti imbavagliati,se leggete le note del suo processo vi accorgerete che non risparmiò critiche anche ironiche nei confronti dei suoi accusatori che non capivano secondo lui che il suo processo rifletteva il decadimento della bellezza intrinseca di Atene stessa. Come salvare la bellezza di una città assediata,umiliata e sottomessa alla corruzione di pochi,che credibilità possono avere le spiegazioni anche razionali della scienza quando non è in grado di trovare rimedio pratico ed efficace ai dolori degli infermi e dei soldati feriti in battaglia.
Pensieri semplici forse sciocchi di un uomo semplice forse sciocco del terzo millennio che prova profonda ammirazione e rispetto per i grandi che lo hanno preceduto ed anche superato nella capacità di "osservare altro oltre". Rimango convinto che la vera bellezza sia quella del sapere interno all'uomo in un'epoca (la mia) nella quale la parola MAIEUTICA è pressochè sconosciuta seppure mattone fondante in grado di far partorire il pensiero. IO VADO A MORIRE VOI A VIVERE,QUAL'E' IL DESTINO MIGLIORE? Una vita senza bellezza è come un pavone senza coda.....la bellezza dobbiamo anche saperla intercettare laddove non si manifesta sfacciatamente,non possiamo restare a bocca aperta solo davanti un'opera d'arte,un monumento o ascoltando la lettura dei classici,la bellezza va estrapolata anche dalle sfaccettature di un pensiero,di una riflessione,di un commento,la bellezza in fin conti è un valore astratto non da tutti colta o apprezzata,a volte va davvero immaginata nei tra le righe delle emozioni che suscita. Come dire...non è bello ciò che è bello ma che bello,che bello,che bello.
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Prima di addentrarci nei meandri del pensiero filosofico sulla Bellezza vista dai grandi maestri del passato dobbiamo precisare che l'estetica e con essa la bellezza prende forma intorno la metà del 1200,in pieno Medio Evo. Nell'antica Grecia l'arte aveva un profondo legame più con l'intelletto...
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04/10/2018 10:51:52
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