tiremm innanz.....

17 ottobre 2017 ore 14:31 segnala
Mi sono sempre ritenuto un uomo onesto e per onesto non intendo esserlo esclusivamente nel rapportarmi con i beni materiali ma anche e sopra tutto nei rapporti interpersonali,ho sempre cercato la chiarezza,la trasparenza,la coerenza,tutti elementi senza i quali non sarei in grado di relazionarmi in maniera costruttiva. Ho sempre evitato i cosiddetti "venditori di fumo" e non mi riferisco certamente agli onesti esercenti che svolgono questa attività ma a quei "piccoli" individui che approfittando della debolezza,della fragilità,della buona fede e diciamolo pure della credulità di certi altri si prendono gioco di loro,li manipolano per raggiungere chissà poi quale scopo. Secondo me essere ingenui è un valore aggiunto anche se rischioso,essere sempre e comunque onesti e un pò svampiti espone a rischi notevoli ma ammiro l'ingenuo molto più di colui il quale si reputa sveglio e furbo. Onesto anche e sopra tutto con me stesso,con la parte concreta e intima del mio essere uomo ma certo esposto a tutti i rischi che questa situazione comporta. Posso dire di esserlo materialmente si ma non so se posso dire di esserlo con la stessa convinzione e in assoluto, se mai capitasse di trovare una borsa contenente valori di una certa importanza o soldi,tanti soldi non so davvero come reagirei,penso che mi recherei presso le forze dell'ordine ma chissà,lungo il tragitto potrei anche cambiare idea (in fondo solo gli imbecilli non la cambiano) mandando in fumo tutte le mie autoconvinzioni,meglio dire onesto.........forse!
Per certo ho sempre provato astio per i furbetti,per i così fan tutti come se fossero privi di un cervello che permettesse di riflettere e comportarsi autonomamente,per i vigliacchi che colpiscono alle spalle,per chi ti sorride davanti e ti pugnala dietro,per chi costruisce la propria forza sulle debolezze altrui,non ho nessun rispetto per individui del genere e li evito come peste. Rammento un episodio che risale al periodo nel quale facevo il servizio militare (all'epoca obbligatorio)e un commilitone tanto ingenuo quanto buono,un ragazzone di bell'aspetto che viveva in un paesino della Barbagia (Sardegna) mai uscito dal paese d'origine se non del tutto occasionalmente,che addirittura a suo dire non aveva mai visto il mare prima di traghettare sul continente,era nel mio stesso reparto e dopo un primo approccio anche difficoltoso diventammo amici e il ricordo ancora mi fa sorridere. Spesso in libera uscita andavamo per bar e pizzerie e per lui era sempre difficoltoso interagire sopra tutto con le ragazze ma come non capirlo,faceva il pastore,viveva isolato la maggior parte dell'anno,non frequentava nessuna scuola e non aveva rapporti se non saltuari con i componenti del suo stesso nucleo familiare,se posso lo definirei un eremita dei nostri giorni del quale con sommesso piacere ricordo ancora il nome,Giuseppe.Rivivo mentalmente un fatto in particolare che mi sorprese e che a pensarci adesso mi commosse,eravamo in mensa per il pranzo quotidiano,la classica mensa della caserma con tavoli e sgabelli,ero in coda col vassoio in mano e nel mentre lo vidi seduto da solo in disparte al che dopo aver preso tutto mi sedetti vicino a lui anche perchè gli altri tavoli erano occupati e tra un boccone e l'altro cominciammo a parlare e raccontarci pur con sufficiente distacco,lo avevo visto altre volte in reparto ma era la prima volta che avevo la possibilità di avvicinarmi a lui,non so come spiegarlo ma da subito lo vidi come un escluso,un isolato,un emarginato e la cosa mi colpì.
Continuando col pasto a un certo punto toccò allo spezzatino che dopo un primo assaggio al mio palato risultò del tutto immangiabile ma non per lui che al contrario lo degustava con avidità e piacere allora sorpreso mi permisi di chiedergli "scusa ma ti piace davvero sta sbobba?" e lui per tutto risposta in un misto di italiano/sardo difficilmente comprensibile mi disse...ma sai,io la carne così non la mangio mai,sempre e solo formaggi,la carne mai esclusa quella d'agnello....svelato l'arcano provai per lui ammirazione e comprensione,feci anche un rapido erscursus mentale sulle nostre esigenze (o meglio egoismi) di figli del benessere,di quel benessere capriccioso e effimero,del nostro non essere mai contenti e pretenziosi,quell'episodio nella sua crudezza fu un messaggio,uno schiaffo morale che ancora ricordo nonostante i tanti anni trascorsi e spesso mi ritorna alla mente. Diventammo amici inseparabili,mi chiedeva persino di leggere la sua posta e di scrivere a casa ai suoi familiari,poverino la penna non era il suo forte ,la sua vera forza era nell'animo,nel cuore,nella semplicità. Una sera tre commilitoni napoletani lo presero di punta,credevo stessero scherzando,lo prendevano in giro e si profittavano della sua ingenuità al che intervenni in sua difesa,rammento presi uno dei tre (il duro del trio) per la camicia e gli dissi di smetterla,perchè lo provocate,siete in tre e lui è da solo,fate schifo al che mi arrivò un cazzotto e finii a terra malconcio ma da quel momento a lui lo lasciarono in pace ed io ebbi l'ammirazione di tutti,anche di quegli ipocriti che pur assistendo al fatto non mossero un dito,la cosa ovviamente ebbe un seguito disciplinare ma che importa e nemmeno ricordo esattamente....ora che ci penso è forse dovuto a questo episodio che da allora non provo molta simpatia per i partenopei? vabbè....tiremm innanz
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Mi sono sempre ritenuto un uomo onesto e per onesto non intendo esserlo esclusivamente nel rapportarmi con i beni materiali ma anche e sopra tutto nei rapporti interpersonali,ho sempre cercato la chiarezza,la trasparenza,la coerenza,tutti elementi senza i quali non sarei in grado di relazionarmi in...
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17/10/2017 14:31:27
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