LA RIVOLUZIONE E' FICA.

15 gennaio 2018 ore 15:07 segnala







OPPURE:
Dire, fare, baciare, lettera , testamento.


La conobbi nei giorni in cui ero sicuro che la Rivoluzione sarebbe cominciata domani, e io ci sarei stato.
In prima fila!

A quei tempi, erano già quasi dieci anni che mia madre si disperava perché non entravo in chiesa dalla prima comunione,
e ogni mattina, appena aperti gli occhi, la prima cosa che pensavo era:
-Faremo un mondo migliore, più giusto-.
Che è la stessa cosa che penso adesso,
pur con l'alopècia che fa capolino, e gli anni di cassa-integrazione e disoccupazione che mi hanno infilzato sul groppone e nella testa e che mi porto dietro come banderillas omaggio della crisi, inconscia colpa o cartoline dall'inferno.

Erano gli inizi degli anni 90', subito dopo la guerra del Kuwait.
Fluttuàvo nella più bella Università del mondo, considerando il posto geografico dove si trova, cioè la "Federico II" di Napoli.
Nella Facoltà di Architettura, che allora come penso adesso,
era quasi come stare in Unione Sovietica.


Infatti:




http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/foto-gallery/campania/16_dicembre_05/napoli-appare-fidel-castro-federico-ii-d1bc6a1e-bb31-11e6-b065-dc496226e5b7.shtml


Tra le pareti che omaggiavano le B.R. e le macerie morali lasciate dal congresso della Bolognina, ci guardavamo cercando di scorgere
nell'altro i tratti somatici di Prospero Gallinari o di Achille Occhetto, per capire ognuno da che parte stesse, e ci dicevamo:
-Adesso che si fa Compagni?-.
Antropologia fisiognomica e timori di disillusione.
E subito dopo la sicurezza dei joint ovviamente.

La prima lezione, che fu di " Teoria ", me la fece il professor Szèkely, con accento mi raccomando sulla prima e, che ci teneva molto.
Uno splendido 40enne figlio di ebrei ungheresi ma nato a Torre del Greco,
che somigliava ad Alan Sorrenti, solo che aveva i capelli lunghi, molto più chiari di quelli di Alan e gli occhiali di corno.
Era tifosissimo del Napoli e fumava le Kim.
Ultimo motivo questo per cui pensavamo fosse gay:
-Perché solo donne e gay fumano le Kim-,
ci dicevamo, tra le nostre nuvole di fumo a forma di testa di Lenin, fatto di Marlboro e hascisc.

Mi ricordo una sua lezione sulla "Karl-Marx-Hoff" di Vienna , che fu molto partecipativa, tipo Curva da stadio.
Perché appena sentimmo QUEL nome, tutti noi sovversivi, detti anche terroristi, ci svegliammo di scatto lasciando da parte le sbornie della sera prima, il sonno e gli occhiali da sole che li coprivano, e ci incuriosimmo alla cosa.

La "Karl-Marx hof", la più grande e la più famosa, e più in generale le "Gemeindebau", termine austriaco che si può tradurre in "Edificio Municipale",
edificate nella cosiddetta "Vienna Rossa", cioè amministrata dalla sinistra nel primo dopoguerra, hanno molta importanza nella storia della architettura contemporanea.
Vuole dire edilizia popolare fatta nella prima grande città europea in cui la sinistra, la socialdemocrazia, poté prendere decisioni autonome e libere.
Vuole dire edilizia per le classi più povere, realizzata col cuore triste ma leggero per le ferite lasciate dalla Prima Guerra Mondiale e per i buoni propositi scaturiti da essa:
-Il peggio è passato, faremo un mondo migliore, più giusto-

Sempre nel cuore come progetto, solo che lo potevano fare meglio l'esterno.
Ha il gusto estetico-visivo germanico, cioè sembra una cagata o un tailleur di Angela Merkel.








https://www.wien.info/it/sightseeing/architecture-design/social-housing


Bene.
Mi ricordo di quando fregammo il videoregistratore e volevamo
vedere "Ombre e nebbie" di Woody Allen nell'Aula Magna, ma arrivarono i camerati a rompere la minchia.
Un saluto anche a loro, perché comunque erano diversi dai "benpensanti", dalle amebe.
Erano sempre in minoranza ma non si arrendevano, e poi nella vita non si incontra molta gente meritevole dello scontro.
Calci, pugni, banchi, sedie e anfibi che volavano:
-Bordello!-
Fratellanza.
Poi vedemmo il film di Woody Allen.

Ci piaceva molto Rai 3 in generale, perché pensavamo fosse di "sinistra",
a pensarci adesso me viè da rìde,
e il comico Paolo Rossi e il suo programma "Su la testa!" in particolare.
Perché ci ridava un certo piccolo orgoglio, che, in quei mesi di albòri Piddìni, era veramente finito alle ortiche o non si sa dove.

Era tutto abbastanza complicato per le coscienze, come in ogni momento della nostra cara (ex)sinistra italica.
O forse siamo noi di sinistra a complicarci la coscienza per natura, a farci troppe domande, a roderci inutilmente?
A valutare, avere timore di eventuali futuri rimorsi, ad essere insicuri per possibili rimpianti, e poi subito dopo entusiasti per improbabili progetti?
Chissà.
-E' la seconda che hai detto!-.
Tutto d'un fiato.
Bene.


In Facoltà c'era una scritta per le scale, "VIVA STALIN".
Bella, di un rosso brillante, risalente agli anni 50, che mai nessuno si era provato a cancellare.
C'era la memoria delle generazioni passate che andava tramandata, in quella scritta.

Di Le Corbusier, Gropius o della sistemazione di Parigi durante il Secondo Impero ce ne sbattevamo, volevamo la politica!Politica!Politica!

Lei studiava lettere moderne e seguiva l'IDEA all' "Istituto Orientale", che era limitrofo alla Facoltà di Architettura, bastava attraversare la strada.
Infatti la conobbi una mattina di febbraio sulle strisce pedonali che occupavamo nel freddo napoletano, che non si può mai definire pungente, perché anche se è incazzato, lascia sempre una via di uscita.
Dietro un angolo, una fontana o da qualche altra parte c'è sempre un pezzettino di sole che ti aspetta.
Parentesi.


Porgendomi un volantino, mi disse:
-Tieni!-
Ed io prendendolo, le risposi:
-Grazie!-
Fu un primo incontro abbastanza superficiale.

Poi incominciammo a vederci spesso.
Prima lì nei paraggi, cioè per strada, e poi in Facoltà.
La mia e la sua, che erano" free-zone" per noi terroristi, o per chiunque non avesse un cazzo da fare il pomeriggio.
Poi nelle Assemblee, e poi ovviamente alle cene a casa degli amici e con gli amici.
E poi a casa degli amici degli amici,
E poi a casa degli amici degli amici degli amici(periodico).
Che se incontravi uno che non conoscevi già, facevi prima a capire l'albero genealogico dei Romanov, piuttosto che riuscire a comprendere chi era, e chi conoscesse dei tuoi amici.
O degli amici dei tuoi amici
O degli amici dei tuoi amici dei tuoi amici(periodico).
Ma in verità chi se ne fregava:
-Appìcia frà!-


Ogni volta che la rivedevo, sentivo una emozione sempre maggiore, sia nel cuore, sia all'incrocio delle gambe.
E mi domandavo:
-Perchè?Sarà l'amore?-
Cosa di cui non ero tanto esperto,
-O vuoi scopàrtela?-
Cosa di cui ero ancora meno esperto.

Era sempre un soffio di buonumore ed equilibrio, sembrava un'equazione risolta.
Anzi, sembrava Pam Grier in "Jackie Brown" un po' più chiara e più giovane che risolve un'equazione.
Forse era proprio quello che al mio cervello tormentato attraeva, l'equilibrio.
Oltre alla quarta di seno che portava credo.

Era veramente "bòòna", con la pelle ambrata, gli occhi scuri e luccicanti come il petrolio appena esce dal pozzo.
Portava addosso, con semplicità contadina, 4 o 5 chili in più su un metro e 70 di tette e sorriso.
Appena la guardavi ti veniva voglia di succhiarla come una liquirizia.
Aveva i capelli lunghi, neri, lisci e ispidi come la criniera di un cavallo imbizzarrito:
-O come Furia- pensavo io, visto che da pochi anni ero uscito dalla infanzia, ed ero tra parentesi nel pieno della vita masturbativa.


Avevamo "occupato", come si suol dire, perché andava fatto.
Le tasse di iscrizione per l'anno accademico successivo erano state aumentate del 40 percento, così all'improvviso, senza che nessuno ne sapesse nulla, con una nota del cazzo di Magnifico Rettore!

Ma per essere onesti, anche senza l'aumento, un motivo lo avremmo trovato per fare l'occupazione.
Perchè occupare era importante ma divertente allo stesso tempo, era un'esperienza nuova.
Volevamo farlo.
E perché avevamo 20 anni, e a 20 anni si è così, o guai a non esserlo.



Per quasi tutti era la prima cosa che si faceva da soli, in modo autonomo, senza mamma e papà che decidevano come era stato fino ad allora.
La prima cosa fatta in comune con altre persone della stessa età, uguali.
Persone che non potevi sfànculare come facevi con tuo fratello o gli amici, perché nessuno ti obbligava a stare lì.

E dunque si imparava a stare in una comunità, ad ascoltare gli altri e a decidere insieme.
A cercare compromessi per raggiungere un obiettivo generale, ad accettare le decisioni della maggioranza.
A trattenersi per non mandare tutto a puttane, a non litigare nelle assemblee, dove si discuteva per risolvere il, ed i problemi, non per distruggere.

Si assaggiava la democrazia come è veramente.
Cioè una cosa che va coltivata con cura e rispetto, e non come è scritta sui libri
o per sentito dire, con tutti i diritti e i doveri che pressuppone.

Poi c'erano problemi più materiali, e cioè trovare un posto e un modo per dormire, senza che la mattina ti sentissi le ossa spaccate, e mettere insieme i soldi per comprare da mangiare.
O trovare cibo da qualche parte, sennò si moriva di fame!

Mentre i joint, non si sa come, non mancavano mai.

Il tutto shakerato in una delle città più affascinanti del mondo, con i sogni di rivolta, le cose lette, i film visti in passato.
Con la musica, il Che, la storia, la memoria della Sinistra italiana e mondiale, i concerti dei 99 Posse, che allora iniziavano a suonare, all'Officina 99.
E soprattutto con le ragazze, le "Compagne", di Sol dell'Avvenire vestite, e col tesoro che portavano sotto la gonna.
Stare sempre con loro, imparare a vederle da vicino, cercare di capirle, dormirci, mangiare, andarci al cesso insieme, e cercare di farsela dare soprattutto.
E in più, tutto ciò, immerso nella ricerca di allegria e felicità continua.

-Guarda te, se non è bello fare un'occupazione, e cosa si perde chi non lo fa-.

Bene.
Quasi ogni mattina, per circa 3 mesi, dopo 4 o 5 ore di sonno passate abbracciato a lei o da solo, a casa sua, sul suo letto o sul suo divano, in casa di qualcuno che nemmeno conoscevo, o per terra in qualche aula o su qualsiasi altra cosa simile a un giaciglio,
senza che si degnasse non dico di darmela, ma nemmeno di farmene sentire l'odore, aprivamo gli occhi, e come per incanto,
ci si accendeva dentro, a me e a lei e a tutti, la solita LUCE.

Quella che ci diceva:
-Il mondo deve essere migliore, più equo, più giusto.
Può esserlo!-
E si faceva quello che andava fatto.
Era come camminare a due metri da terra, perché facevi parte di un insieme, non eri mai solo.

La fica passava in secondo piano, contava la Rivoluzione.
-Si andiamo!-

Prima di partire pensavamo sempre:
-Come dobbiamo fare per scassare le palle agli sbirri?-
E via con ipotesi, tattiche, carrucole, bascùlanti presi dagli ovini kinder:
-Con sto cartoncino delle istruzioni, putìmmo fà nù filtro!-
-Ahahah!-


I cortei, quelli di routine, partivano sempre da Corso Umberto I, all'altezza di Via Mezzocannone, dove c'era Architettura, cioè il "Covo" o il "Politburo".

Corso Umberto, detto dai napoletani "O rettifilo", era più splendido ogni volta.
Senza macchine, era silente ed elegante nei suoi vestiti ottocenteschi, come una vecchia signora col cappellino che ti offriva thè con pasticcini.
Quelli che rimanevano in Facoltà ci salutavano dai balconi e partivamo.

Tutto luccicava del riflesso del sole nelle finestre e se ti concentravi sentivi anche l'odore del mare.
C'era un silenzio che ti emozionava!
Perché sembrava che aspettasse solo di essere svegliato da noi, di fare l'amore con le nostre voci.
Camminavamo io e lei mano nella mano, ero pronto alla Rivoluzione pur di farmela dare.
O la volevo per fare meglio la Rivoluzione?
-Cosa è più importante compagni, la fica o la Rivoluzione?-
Dietro di noi un mare di rosso.

Ovviamente ogni tanto si sentiva qualcuno dire:
-Tieni nà cartina?-
Le sicurezze.

Il corteo cominciava tra le risate, ed era tutto puro e immacolato finchè non si arrivava a Piazza Plebiscito dove stazionavano la Polizia e/o i Carabinieri.

Allora le dicevo, con lo stesso tono che avrebbe usato Gary Cooper in un film western anni 50,
guardandola negli occhi e tenendola per il mento:
-Mettiti al sicuro beeeebi-
e lei rispondeva come avrebbe fatto Gassmann nella "Grande guerra" se fosse stato calabrese:
-Vafancùlo strunz, pensa a te!-
e dopo queste parole come facevi a non innamorarti sempre di più,
tra il colore di pesca del suo viso, l'odore dei lacrimogeni e il Che che ti sorrideva?!

Ci sentivamo allora come guerrieri che dovevano difendere il bene, come Goldrake contro i guerrieri di Vega:

Pre-saundtraaccc(1)!



"Vai, contro i mostri lanciati da Vegaaaaaa".



Chissà dove sono adesso tutti i ragazzi con cui ho preso le botte perché dovevamo fare la Rivoluzzzione.
Detto con almeno 3 zeta.

Enrico, detto Berlinguer, che veniva da Bagnoli e pesava 30 chili con la barba.
Sempre concentrato sul pezzo e a rompere, perché ci credeva davvero:
-No, devono poter dire tutti la loro, nuje qua simmo in democrazia 'e capito?-
-Dai su ragazzi in assemblea, dentro su, jamme ja!-

Massimo, pure lui calabrese, che vantava conquiste femminili infinite, quasi sempre improbabili.
Senza vergogna proprio!

Salvatore di Agrigento, che era sempre con un palmo della mano occupato per "mischiare", e gli piacevano i Nomadi.
Poi a volte la sera si metteva a sentirli e piangeva, forse perché pensava alla sua mamma e alla pasta con le sarde, e io ridevo:
-Ahahah!-
e incazzato mi diceva:
-Bottàna miseria Antonè, te li devi imparare i Nomadi!-:


Pre-saundtraaccc(2)!





"Ai bordi delle strade, dio è morto
Nelle auto prese a rate, dio è morto
Nei miti dell'estate, dio è morto".


Bene.
Un'altra cosa che sentivamo, era la memoria che ci batteva dentro insieme al cuore.
La memoria della scritta " VIVA STALIN" degli anni 50, e dei ragazzi che negli anni passati avevano fatto le stesse cose che stavamo facendo noi allora.

E questa memoria, è la stessa che hanno dentro i ragazzi di adesso.
Si ricordano di noi e di quelli prima di noi.

Perché anche adesso, io con le unghie che ancora mi mangio e che mi mangerò per sempre, o chi è in carrozzina perchè ha 80 anni, o chi ha 50 anni, il mutuo da pagare, 3 figli e lavora in fabbrica, tutti, ogni mattina penseremo, per non sentire il male dentro, che il mondo deve essere migliore, più giusto:
-Può esserlo!-
Sempre insieme, e sarà così per sempre.

E' questo che non potrete mai capire.

Bene.
Poi cominciava la guerra tattica:
-Sfondiamo di qua-
-No forse è meglio di là-

Quelli , nei loro completi blu di rappresentanza, lo scudo e il manganello:
-Minghia, bel manganello hai collega!-
seguivano ogni nostro movimento, insieme sembravamo un'onda:


Pre-saundtraacc(3)!





"Fujakkà fujakkà, no no no nun ce putimmo stà
Fujakkà fujakkà, no no no nun ce putimmo stà".




Ci fù un giorno in cui toccai il mio apice di rivoluzionario, presi una bottiglia di Birra Moretti da 0.66 da terra,
mentre quelli caricavano e la tirai giusto al centro della fronte di uno di loro.
Lo presi in pieno:
-Gooooooooollll-
e tutto il vetro spaccandoglisi in testa, si trasformò in amore per il prossimo nel sole di Piazza Plebiscito.

Anche prima gli avevo tirato cose ai "colleghi", oltre a prendere le manganellate,
Ma mai ne avevo preso uno.
-Wow!-

La sua espressione fù di paura, per un attimo, e poi di sorpresa,
Non si aspettava la bottigliata in testa, o forse per un momento avrà pensato:
-E' giusto quello che sto facendo?-
Visto che quella volta menavano, lui e i "colleghi",
Perché si manifestava contro il raddoppio delle tasse universitarie, Dio Cristo!!
Era giusto?
Bo' chissenefrega di certa gente.


La prese sul casco,
però fui contento della paura che per un momento gli vidi negli occhi.
Sono soddisfazioni.

Chissà che fine ha fatto anche lui.
Sarà in congedo e starà collegato tutto il giorno in "chatta.it", e avrà una figlia sposata con un militare che sta in missione in Afghanistan a prendere 6 mila euro al mese senza fare una minchia.
O forse sarà diventato gay, e sta con un produttore musicale di Mantova.
Bene.

La sera tornando in Facoltà con le mia aurea da eroe, ma senza l'alloro in testa, che sennò ci saremmo mangiati pure quello dalla fame che avevamo!
La Simona pendeva dalle mie labbra e dalle mie mani.
E successe, arrivò il momento!

Presi due piatti di pasta, che solo quello mangiavamo, e le pòrsi, insieme al piatto, la forchetta di plastica, con la delicatezza, la tranquillità, e le mani tremanti che poteva avere che sò, un uomo veramente arràppato!
O forse inamorato.

Ci sedemmo sul davanzale di uno dei finestroni che davano su Corso Umberto di notte,
mancava solo un cuscino di raso come quello su cui sicuramente si era seduto qualche Borbone secoli prima.
Ma noi eravamo comunisti e dovevamo stare col culo sul freddo marmo.

Corso Umberto di notte, non per dire, ma è roba.
Abbastanza romantico anzichenò.




Con le luci gialle dei lampioni, i capitelli dei palazzi e una macchina che passa ogni 5 minuti.
Si sentivano in sottofondo le voci dei ragazzi di là.
Non c'era nessuna luce dentro.

Lei cominciò a imboccarmi e lo feci anche io.
Il cuore mi batteva a più di mille, ero a rischio infarto.
Poi ci baciammo piano, di labbra.

Lo fece lei, perché io non avrei mai avuto il coraggio, per paura di rovinare tutto o la splendida cornice.
Poi ci baciammo forte, di lingua.

Poi tirai fuori l'animàlo che era in me, le strappai i vestiti di dosso, e feci un giaciglio con loro, il suo cappotto viola dal collo leopardato, di cui mi ero sempre chiesto:
-Questa come cazzo fa ad essere comunista con questo cappotto?-
E la mia giacca dell'esercito della Germania Ovest, che uno vedendomi si sarebbe potuto chiedere:
-Questo come cazzo fa questo ad essere comunista con questa giacca?-

Si mise supina e le saltai addosso in un secondo.
Scoppiò a ridere, poi tornò seria e mi guardò con quello sguardo infinito, senza limiti e senza senso, che può avere solo una donna quando ha deciso che tu sei suo.
Quello sguardo, che anche se dura un secondo, ha dentro milioni di anni di vita umana.


Mi accarezzò i capelli e il viso, e sorridendomi leggermente, disse in un soffio:
-Scopami…-
Vedevo i suoi denti bianchi, gli occhi neri lucenti e il riflesso delle luci della strada che le si riflettevano sui seni, e pensavo:
-Sono l'uomo più forte di tutti.
-Il Che sarebbe fiero di me, mi prenderebbe con lui a fare il guerrigliero sulla Sierra se fosse vivo!
E sto per fare l'amore con la donna più bella del mondo-.


E facemmo finalmente quella cosa che desideravo da quando 3 mesi prima porgendomi un volantino, mi aveva sfiorato la mano, e io avevo sentito subito un brivido felino.
Animali.

Devo dire che fu bellissimo, fantastico.
Scopammo con tutta la forza dei lombi, del bene che ci volevamo, perché praticamente da tre mesi vivevamo insieme, e creatività, pensando a quello che avevamo fatto ore prima e a quello che avremmo fatto domani:
-Un Mondo migliore, più giusto!-
Insieme.

Io questo pensavo.

Poi dormìi "perfetto", come mai più ho fatto in vita mia.
Era stato un giorno sublime quello, un ascensore verso il Paradiso.
-The world è mio!-mi dicevo,
anticipando Leo Di Caprio di qualche anno.

Invece la mattina dopo, al risveglio, volevo toccarle il culo, ma sentii il gelido pavimento.
Non c'era.
-Dove sarà?-
Cercai di qua, di là, in aule, bagni ed ogni anfratto possibile.
-Hai visto Simona?-chiedevo a tutti.
Ma nessuno poteva rispondermi, a stento ricordavano i loro nomi.

La incontrai dopo un'ora al bar sotto la Facoltà.
Mi prese la faccia tra le mani, mi baciò e mi disse :
-Sta arrivando il mio ragazzo a prendermi, lascio la Università..-
-Come?Da dove esce questa voce?C'è un nastro registrato?Ho sentito bene?Hai un ragazzo?Lasci la Università?
Chi ha parlato!?-
Mi crollò il mondo addosso, ma nemmeno tanto.
Ero ancora fumato dalla sera prima, la presi bene:
-Ahahah!-
Ero troppo stanco per incazzarmi.

Poi in seguito le telefonai.
Prima disperato, poi una volta a settimana, poi qualche volta, finché tutto si spense e rimase solo il ricordo.
Il ricordo della Simona, cioè la prima donna di cui sono stato(forse)innamorato,
e di quei mesi.

Come il ricordo del presepe che mi facevano da piccolo, o delle parole della nonna, che mentre si medicava la gamba, mi raccontava di quando da bambina portava le capre in campagna e aveva paura, e poi mi faceva un panino:
-Mangia-

Dentro al cuore, rimane solo il ricordo, la memoria.
Dei sentimenti provati, del bene voluto o dell'odio.
E delle cose imparate, che ognuno nel suo piccolo, cerca di tramandare a qualcuno in cui crede.

Il resto è nutrirsi, bere, cagare, scopare.
Coreografia per arrivare nel modo più comodo possibile sottoterra.


D FAINAL SOUNDTRACCCC!!!!





"And its whispered that soon
If we all call the tune
Then the piper will lead us to reason.
And a new day will dawn
For those who stand long
And the forests will echo with laughter".
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STORIA.

09 gennaio 2018 ore 15:47 segnala





NATI E MORTI OGGI , 9 gennaio.
-Minghia, giorno importante!-


1-Era il 1944, l'andamento della Seconda Worldwar cominciava a girare a favore degli Alleati dopo lo sbarco in Sicila, e il continuo contrattacco sovietico sul fronte orientale.
I tedeschi erano ormai sulla difensiva, anche se il crollo appariva ancora lontano.
Ogni tanto con la Luftwaffe riuscivano a bombardare la Gran Bretagna, cercando di fare più vittime civili possibili:
-e perché gli era impossibile colpire obiettivi militari,
-e per continuare nel loro delirio etnico, che non comincia certo con i nazisti,
di voler sottomettere o al limite distruggere gli altri popoli, o razze, come gli piace dire.
Ma i bei tempi per i ragazzi venuti da Berlino erano finiti.
L'11, a Verona, sarebbe stato fucilato il "Traditore" o no, a seconda dei gusti, Galeazzo Ciano.

Tra tutte stè minchiate, nasceva nel sobborgo londinese di Hounslow, il più grande musicista moderno, almeno da quando Wolfgang Mozart si era sentito male.
Il più carismatico, senza aprire mai bocca , e ogni volta facendolo chiedendo quasi scusa.
Monumento di umiltà

E soprattuto colui che fu il catalizzatore, che volle crearli,
e cioè James Patrick Page, alias Jimmy.

Il Mondo non sarebbe stato mai più lo stesso.

-Yeeeeeèèèèèèèèèèissssimoooo!!!!!-

2-In quel di Polignano a Mare , prov. di Bari, nasceva un altro fenomeno.
Forse il più grande fenomeno musicale italiano,
Domenico Modugno

-Molto Yeeeeeeeeèèèèèèèè!!!!!!-


3- 1913, nasceva a Yorba Linda, Richard Nixon 37imo presidente degli States.

-Buuuuuùùùùùùùùissimo!!!!!


4-Muore a Torino Norberto Bobbio, filosofo, politico e giurista italiano.
Cultore del socialismo riformista e del dialogo con ogni parte politica a lui avversa.
Dopo essere stato in gioventù iscritto al P.N.F., presta, ancora nel 1940, giuramento al fascismo, per avere la cattedra alla Univesità di Padova.
Scelta questa fonte di infinite polemiche future.
Per cui:
-Yeeeèèèèèèèèè!!o buùùùùùùùù!!-
a scelta.


5-Muore a Roma Giuseppe Bottai.
Politico, fascista della prima ora, che fu governatore di Roma e di Adiss Abeba .
Condannato a morte in contumacia come Galeazzo Ciano al "Processo di Verona",
per aver votato l'Ordine del giorno Grandi che sfiduciava Mussolini.
Fu colui che emanò la Carta del Lavoro.

Scappato dall'Italia, si arruolò nelle Legione Straniera e combattere i tedeschi, per
"Riparare alla degenerazioni del fascismo", disse.
Per cui:
-Come sopra, a scelta-


6-Nasce a Roma per iniziativa di Gigi Bigiarelli,
la Lazie!Per i detrattori,
Oppure la gloriosa S.S.LAZIO 1900, per gli amanti.

-La prima squadra daà capitale-secondo i laziali
o
-'A squadra diì burini-secondo i romanisti.


Per cui :
-Come sopra, a scelta-


IN FUTURO VEDREMO.

Festeggiamo!




saundtraaacc!!!




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« immagine » NATI E MORTI OGGI , 9 gennaio. -Minghia, giorno importante!- 1-Era il 1944, l'andamento della Seconda Worldwar cominciava a girare a favore degli Alleati dopo lo sbarco in Sicila, e il continuo contrattacco sovietico sul fronte orientale. I tedeschi erano ormai sulla difensiva, ...
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09/01/2018 15:47:30
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TUTTO L'AMORE CHE C'E'.

18 novembre 2017 ore 15:24 segnala




TUTTO L'AMORE CHE C'E'

Cominciava tutto cosi:

Botta di racchetta sul tallone destro
"Duum duum"
Tallone Sinistro
"Duum duuum"

Due palline, le guarda, le gira nella mano, le gira nella mano
-Wish e wosh-
wish e wosh-

Una vola in tasca,
Swhiiiishhh

rimbalzo, rimbalzo
tutùm tutùm,
strappa un pelo dal sopracciglio destro
e poi al sinistro
strap strap strap strap
rimbalzo rimbalzo
tutùm tutùm.

Poi palla verso il sole, e..
sbaaaaam!!!!!
sbracciata con tutta la forza che si ha in corpo quando si può dire :
-Quello che ho me lo sono guadagnato metro per metro!-

Dopo aver ovviamente vinto il 15, si detergeva il sudore coi polsini che gli prendevano tutto l'avambraccio.
Anche quelli " contro" , anche quelli non politically correct, non conformi.
Non belli, bravi e buoni.

Ma come tutto il resto di se stesso:
-Come voglio essere, non come mi dicono di essere-
Polsini, candidi, puliti, decisi e antipatici.
Che una persona si giudica da come svolge il suo lavoro, non dalla simpatia che ci mette.


Notti insonni per vedere il suo passante di dritto o di rovescio, che sventrava terre, mare e cieli.
Una sentenza.

Decine di magliette bianche che diventavano a colori per essere un po' come lui.

Aveva le occhiaie di stanchezza dopo un ora, ma poteva andare avanti per 10 senza batter ciglio.
Sposò la prima ragazza della sua vita.
A volte dopo la vittoria si scioglieva in un sorriso tenero, e mostrava l'altra meta di se stesso
che teneva chiusa in una gabbia quando era in campo, che li conta vincere,
come quando ammirava i quadri del suo Alphonse Mucha


Solo contro tutti, contro il benpensare, contro i simpatici a comando.
Sempre nel cuore.






SAUNDTRACC!!!

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« immagine » TUTTO L'AMORE CHE C'E' Cominciava tutto cosi: Botta di racchetta sul tallone destro "Duum duum" Tallone Sinistro "Duum duuum" Due palline, le guarda, le gira nella mano, le gira nella mano -Wish e wosh- wish e wosh- Una vola in tasca, Swhiiiishhh rimbalzo, rimbalzo tutùm tutùm...
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MIA MATRE!!!

14 novembre 2017 ore 02:30 segnala


Avere Paradiso, sentirti addosso pur se non mi tocchi.
Mio pane, mia terra e mio mattino.
La leggerezza di ogni tua carezza
Colma gli oceani e quelli da scoprire.

Ogni tuo batter di ciglia é certezza
Di angoli sconosciuti e superiori approdi.
Sei libellula sul legno
E amore con cui dipingere i sentieri.

Senza mani e con istinti antichi
mi hai portato a confinar con Dio.
Ho avuto oro e sconosciuti piatti di sereno,
Nei silenzi e le lacrime donate.

E nuvole che mi cuocevi con ritornati giorni,
Mio albero e mio Grano.
Ti ricordi?:
-Perchè devo vivere?-
E mi spalmavi sulle labbra fresco per spegnermi il sudore.

Ad occhi aperti Dormivi coi miei ragni
E ti maledicevo, e sempre ritornavi.
Sei oltre a nascita e promesse di avverato,
Il tutto indefinibile, Il totale.

Ti ricordi?:
-Voglio morire-
E mi catturavi il piangere e le stelle.
Statua di zucchero e sangue con gli occhi nei miei,
Succhiata e guastata, distrutta e leccata.

Ogni ruga ti brilla tra una raccolta e un sogno,
Ma il tempo corre e tra le mura lisce
a nulla ci si aggrappa e
niente c'è ancora da scoprire.

C'e ancora e sempre ci sarà l'essere tra i tuoi pensieri
in un alba e dentro il tuo caffè.
E sai mio fiore, ancora come allora, son nella tua mano,tornando a casa
Con le righe del marciapiede da saltare,e mi sembrava giusto.


Ho avuto luci e ritrovati amori, e rotto
sono tornato sulla strada solo per te.
Anche da morto o nella peggior sete
Le tue gocce d'acqua erano li per me.

Le righe le salto ancora cuore mio,
E le tue spalle si incurvano di più,sembri mia figlia,
Vita che te ne vai in un soffio,
Mia isola e mattino.

Quando morirai io no, non ci sarò.
Mia acqua, mia pelle, mia musica e mio odore.
Ma ci sarà la mia immagine che ti sotterrerà
con una rosa e una bestemmia per le cose scolorite dell'eternita.

Ma quello non son io.
Io Sarò da un altra parte
E sempre li sarò!
Mia pioggia, mia coperta e fuoco


A saltar righe perché mi sembra giusto mentre mi tieni per la mano.
E torneremo a nascere amor mio.




Saundtraccc!!!!

"Sugar mama, sugar mama, sugar mama,
Love you babe
Sugar mama, sugar mama, sugar mama,
Drive me insane
Sugar mama gonna love you all I can"


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« immagine » Avere Paradiso, sentirti addosso pur se non mi tocchi. Mio pane, mia terra e mio mattino. La leggerezza di ogni tua carezza Colma gli oceani e quelli da scoprire. Ogni tuo batter di ciglia é certezza Di angoli sconosciuti e superiori approdi. Sei libellula sul legno E amore con cu...
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URIZEN.

09 novembre 2017 ore 03:27 segnala


La goccia in cui sono prigioniero, è corrotta delle voci del tempo e da un tetto di ferro impastato con l'alito morto di un cane.

Germoglia ogni ora da un rudere, si avvita su se stessa, poi cade e rinasce di nuovo dal basso, o al tramonto in memoria.

Dentro, con me, ci vive Nàvarrete, il mio mostro di compagnia, che non mangia sementi o pascoli seri, ma scorrendo sotto le porte e le tempie, le mani degli uomini e gli istinti e li sputa.

A volte tra le squame della sua saliva, trovo i resti dei capelli che mi rasa di nascosto se ha sete, ed i cardini.

Ci baciamo solo di notte, e nel freddo.

Fate questo in memoria di me.

END


Saundtracc!!



NO QUARTER

"The dogs of doom are howling more
They carry news that must get through".




SENZA PIETÀ


"I cani del destino urlano più forte
Portano notizie che devono arrivare".
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« immagine » La goccia in cui sono prigioniero, è corrotta delle voci del tempo e da un tetto di ferro impastato con l'alito morto di un cane. Germoglia ogni ora da un rudere, si avvita su se stessa, poi cade e rinasce di nuovo dal basso, o al tramonto in memoria. Dentro, con me, ci vive Nàvarr...
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CLINT, alias ROLANDO.

05 novembre 2017 ore 14:40 segnala





O ROLANDO, alias CLINT.

Rolly sebòrra brace e aggrada di sapienza,
scarpinando accuccia de li peli sale e pepe, a mò di glutine
che divèlle, suscita, e sbáracca carezzúcolo.


Bèrcia ,capriòla, arròta sul bordo della canicòla.
Strimpella.

Esimio, un pò guaisce, un poco si abbracìsce, con gusto di lavanda e ormevole a seguire.
Ah, quanto a dir che fullòpe accroccava!
Ma tu, alfine, pur every lo alluppavi
Con umettate risa, e scoppievole rispetto.
Ogni!Ogni segnuto limpido per Lui.


Un bariluccico labbrato a te Rolly!.

END


Frase tipica di Rolando:
S.- Da quanto tempo ci si conosce io e te Rolando?-
ROLANDO-...troppiiihhh..-
E se ne andava col suo passo da leone buono e la voce rauca
Consumata dal fumare.
Un onore e una fortuna passare del tempo con lui.
Un angelo incazzato, con dei gesti di gentilezza commoventi.


Saundtracccc!!!

Io e lui.

ACHILLES LAST STAND.

"It was an April morning when they told us we should go
As I turn to you, you smiled at me
How could we say no?
Oh, the fun to have
To live the dreams we always had
Oh, the songs to sing
When we at last return again".


L'ultimo Viaggio Di Achille

"Dissero che dovevamo andare, era una mattina di aprile
E mentre mi giravo verso te, tu mi sorridesti,
come potevamo dire no?

Con il pensiero di tutto il divertimento che ci attendeva di dover vivere i nostri sogni di sempre
di poter cantare le canzoni, quando in fine saremmo tornati".


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« immagine » O ROLANDO, alias CLINT. Rolly sebòrra brace e aggrada di sapienza, scarpinando accuccia de li peli sale e pepe, a mò di glutine che divèlle, suscita, e sbáracca carezzúcolo. Bèrcia ,capriòla, arròta sul bordo della canicòla. Strimpella. Esimio, un pò guaisce, un poco si abbra...
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Ricky the driver.

24 ottobre 2017 ore 12:55 segnala



A tal proposito volevo raccontare un aneddoto musicale o sentimentale che dir si voglia, o da entrambi i lati.

Arrivavo una mattina a spigolare, quando vidi un camionista in mezzo al mare...di asfalto:
-Ah!! Jungla di asfalto!-


Nella jungla di asfalto, nel caldo di luglio, la mattina alle 8 più o meno , c'era il camionista Riccardo.
Brav'uomo mi era sembrato già dall'inizio che lo avevo conosciuto, ma non avevamo confidenza, in quanto che come ragazzo sono timido.

Io arrivavo a filo delle 8 come sempre, e in quel marasma di banalità, traffico, caldo e vittime del consumismo, l'occhio mi cascò su una cosa " diversa" ,
o che non mi sarei aspettato di vedere.
Egli, cioè Riccardo, stava nella cabina del suo camion a suonare la chitarra mentre aspettava di entrare nel covo della New-Economy, tutto bello rilassato e fygo.
Coi suoi jeans neri, la t-shirt nera, i ray-ban neri che avvolgevano i suoi quasi 60 anni, rossi nel cuore.
Subito pensai, seppur trafelato dalla scadenza capitalistica delle 08:00 antimeridiane:
-Stò tipo lo devo tenere d'occhio, può darmi qualcosa-
Che io cerco l'uomo come Diogene, o come l'ossigeno.

Mancoaffarloapposta, mancoafarlooo!
Proprio quella mattina lo vidi arrivare nel mio settore, o zona operativa, o sismica, che adesso va di moda.


Appropinquandosi egli verso la posizione addetta alla operazione da compiere, io illustravo ai miei colleghi, tra cui Eric,
la visione del Riccardo suddetto, accompagnato dalla sua chitarra, di pochi minuti prima.
Essi, mi mònumentavano invece con molto entusiasmo le doti guidatore di Riccardo , tantochè!Tantochè!
oh compagnucci miei, egli a un certo punto mi sembrò il Valentino Rossi dei camionisti.

-Me cojoni!-avrebbe detto pure Alex De Large.

Finito l'approccio di manovra, egli scese tutto tranquillo o easy come sempre, nel suo completo nero e cominciò a muoversi con fare elegante
ai confini del mellifluo ma senza arrivarci, e con piccole sfumature fòcali, ad esempio lo scatto dei gomiti in certi frangenti.
Un uomo di confine.

Che io appena lo vidi muoversi pensai:
-Ah, ok facile, questo è fans di "slowhand", Eric Clapton, il monumento della tecnica.-

Quasi alla fine delle varie o " che due coglioni!!!" peripezie lavorative, mentre oramai dalla tensione quasi metal dell'evento capitalistico, eravamo passati a un sano e umano blues alla Joe Bonamassa, che noi siamo professionisti e gente sera, cioè prima il dovere
e poi il piacere, gli dissi la fatidica cosa, col tono di un riff di Jimi Hendrix

"Nflueeeeeeoooonnnnnn!!!"

-Stamani ti ho visto che suonavi la chitarra-

Notai subito uno sbalzo di entusiasmo trattenuto nel suo corpo asciutto di rockettaro anni 70 ,che vuole mantenersi giovane o si illude di esserlo,
bo? E che ne sò.
Non è che posso fare tutto io.

DIVAGAZIONE

Tuttimodi Eric pure, è un bel tipo.
Uno tronco di ragazzo tutto nero, camerunense, alto 1. 85 per 80 chili, puro come la savana, che parla fransccccese coi suoi amici, d'altronde è la sua madre lingua oh!Inquantochè i francesi, hanno colonizzato e sfruttato per decenni e decenni, Il Camerun, per quelli che a loro Salvini non glielo lo avesse detto.
Simpaticissimo, milanista sfeghetato o fino al midollo, con una dialettica e un uso del linguaggio dell'italico idioma, molto sopra la media padana, ovvio.
Se sentivi una storia, giorni dopo sapevi sempre la vera versione della storia da Eric.
Lui non prendeva mai droghe, non diceva mai bugie, non fregava mai nessuno.
Era la sua più grande debolezza.


Tuttimodi su Eric girano voci o leggende goliardiche, infatti si dice che in mezzo alla cosce è da applausi.
Gente che lo ha visto sotto la doccia, dice che è da fargli i complimenti.

E' sposato com una italiana e ha una figlia.
La signora Eric si innamorò di lui per la sua simpatia e bontà, ma pure per il tesoro che
ha in mezzo alle cosce, e vorrei vedere!


REPRISE

Bon, torniamo a Riccardo.
Appena gli dissi, che lo avevo visto con la chitarra, restò sul vago:
-Si, mi piace suonare-mi rispose
E mi fece vari nomi, di gente che gli piaceva,tra cui i FANTASMAGORICI "Blind Faith" di Eric Clapton, col tono metallico standard di un pezzo Dub comune, come per studiare le mie reazioni, e capire quindi che cazzo ne sapevo di musica.

Capìi, che un amore molto delicato stava nascendo tra noi.

Io gli dissi qualche titolo che conoscevo della gente che mi aveva nominato, poi il discorso scivolò ancora tranquillo e pacifico per qualche minuto
ma pronto a diventare cascata, come la sorgente di un torrentello di montagna, che piano piano cresce e poi esplode.
Finchè!!!Finchè non portai il discorso dove volevo io, o raggiunsi il mio scopo e gli dissi preciso e chirurgico:
-Per te chi è stato il chitarrista più bravo della storia del rock?-
Con lo stile, che sò, di un Tommi Iommi.

Sbbbaaam!!
Altra scarica nel corpo trattenuta a stento, notai in Riccardo, mentre mi rispondeva :
-Ma sai, non si può fare un classifica , su chi sia il più bravo-

E io allora giocondo e ormai libero dal dovere, preciso e chirurgico, in guanto di velluto, come un assolo di Kheit Richards, , gli dissi:-
-Si ,certo quello è vero.Però dipende pure in che gruppo sei stato chitarrista…-
e lui assecondandomi, mi disse con una inflessione di timore misto ad attesa nella voce
-Te che gruppo intendi?-
Allora si! Allora lo dissi!
-Intendo i LED ZEPPELIN!-
Con entusiasmo di rivolta!


E fu luce, e fu mattino!
Lui esplose, buttò via tutto quello che aveva nelle mani e accalorandosi cominciò a dipingermi
le qualità, e la importanza del gruppo suddetto.
Fu una tempesta di parole, che manco mi ricordo, ma su cui ero d'accordo preciso co lui.
Fu una ascensore verso il paradiso il suo discorso, che io ascoltavo annuendo
e pensando come quando a 13 anni avevo cominciato a leggere Karl, Frederich, e quella gente li:-
-Certo, ha ragione, è cosi-

Mi ricordo solo la ultima frase di quella specie di amplesso, quella orgia di entusiasmo che ci fu tra noi:
-Hanno creato la musica del mondo moderno-

Bello! Meglio di una strippata o di " Uno spettro si aggira per L'europa".

Consumammo in modo rapido e totale questo atto d'amore tra noi, poi lui dovette andare.
Baci, abbracci, promesse di risentirci o di scappare insieme in California!

Riccardo risalì col suo piglio easy ma deciso sul suo camion , mi salutò con la mano ed un sorriso, e scomparve nel sole ..


Quando a un certo punto, sentìi:
-Sbbbbbraaaaaaangggggg!!!-

Ohibo!Pensai sorpreso , cosa sarà accaduto?
Vado a vedere e noto che Riccardo aveva sfondato la colonna di un muro alla prima curva
-Alla faccia del grande guidatore!-esclamai dentro di me.

Lui senza dire na parola, un po' sorpreso fece la sola cosa che poteva.
Scappò!Ahahah

CONCLUSIONE

Il muro è stato riaggiustato, Riccardo non lo ho più visto, chissà dove sarà.
Sarà stato punito? Sarà in quarantena?Sarà andato col suo camion in California?

Ripensando a quel giorno, capisco che si era emozionato parlando con me dei Lxx xxxxxxxx
che il sogno aveva preso il sopravvento sul dovere, tant'è.

Il muro è stato riaggiustato, sarà costato un 200 euro, mentre a bilancio saranno stati scritti 1000
perché da qualche parte, o ndo cojo cojo, qualcuno deve rubà!

Ma lo scambio d'amore che c'è stato tra noi quel giorno rimarrà per sempre.
chi se ne fotte del muro capitalista!



SAUNDTRACCCC!!!!!


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« immagine » A tal proposito volevo raccontare un aneddoto musicale o sentimentale che dir si voglia, o entrambi i lati. Arrivavo una mattina a spigolare, quando vidi un camionista in mezzo al mare...di asfalto: -Ah!! Jungla di asfalto!- Nella jungla di asfalto, nel caldo di luglio, la mattin...
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CAPITOLO 1, La nascita.

23 ottobre 2017 ore 12:03 segnala
(Come i Monty Python)






Una certa mattina di fine anni 60, si chiusero d'improvviso le nuvole, si aprirono le cataratte della volta celeste ma già un po' inquinata, e scoppiò un temporale di fulmini e tragedie in quel di London.
Quindi Jimmy non poté più uscire di casa per pagare la Poll-tax pur se aveva già avuto 5 avvisi di mora.
Allora incazzato come nà biscia, si fece nà striscia e scese insieme alla sua inseparabile chitarra, con cui di notte scriveva la luna o i fulmini nel cielo,
a seconda di ciò che aveva voglia di insegnare a Dio, al piano di sotto dal suo vicino Roberto, per chiedergli se gli prestava la machina, e gli disse :
-Te la metto io la bènza-nel suo slang da quasi post-figlio dei fiori, ma non ancora disilluso.
Roberto gli rispose in falsetto violento, mentre faceva i gargarismi col ferro liquido e il sangue :
-Ma io stamattina gliela ho data a Johnny-Boy per fargli riparare lo spinterogenoooahhhhh!!-
Allora scesero in garage e videro Johnny-Boy steso sotto la machina di Roberto che insieme a una bottiglia di Glen Grant strappava a morsi pezzi di motore
per attaccarlo alla sua batteria:
-Perchè devo suonare più forte!Quando suono voglio spaccare tutto il mondo e creare nuovi confini per me e per le generazioni a(v) venire!-
e convincere Lei ad amarmi-
Sentendo queste parole, Jimmy e Roberto non replicarono, ma pensarono subito all'unisono e armonici l'un verso l'altro come sarebbe stato per i 10 anni
a(v) venire:
-Qua l'unico modo per risolvere the question, è telefonare a Paulino, un certo cameriere che loro conoscevano , perché a volte erano andati a mangiare la pizza nel restaurant dove lui lavorava, e che non si incazzava mai, pure se i clienti,a quel tempo quasi tutti ubriachi, cominciavano ad a offenderlo o a dire già allora:
-Prima gli italiani!-pure se si era in England, ma i fascisti se sà, sono rincoglioniti a tutte le latitudini e con ogni clima.
Questo perché Paulino era abbronzato.
Dopo i canonici o soliti dieci squilli, perché era un tipo very rilassato ed easy, Paulino rispose, e senza nemmeno ascoltare, come fosse un Profeta o
un Mago , disse:
-Ho capito ragazzi-e riattaccò.

…dopo 9 minuti e 43 secondi, cioè più veloce del signor Wolf di Tarantiniana memoria, Paulino arrivo col suo basso nel garage
e attaccò un assolo dei suoi.
Fatto di tappeti di rose e lame di coltello, e subito entrò in contatto , quasi in estasi, con gli altri 3 , senza quasi conoscersi e avere mai suonato insieme.
Da quel giorno la storia della music e arriverei a dire del mondo intiero cambiò.
Cominciò l'ultima resistenza, quella del tutto o niente, che ha perso sul campo, ma ha vinto moralmente.
Jimmy Page come Prospero Gallinari.
Ben più importante è il fatto che dopo quel giorno, pure se le nuvole si chiudono d'improvviso e tutto è nero di egoismo e benpensare,
l'odore del bene e della rabbia pura e giusta che c'è nel mondo ti avvolge e ti fa vedere un bicchiere mezzo pieno di Whisky e per l'altra metà di sole, basta solo spingere PLAY.











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(Come i Monty Python) « immagine » Una certa mattina di fine anni 60, si chiusero d'improvviso le nuvole, si aprirono le cataratte della volta celeste ma già un po' inquinata, e scoppiò un temporale di fulmini e tragedie in quel di London. Quindi Jimmy non poté più uscire di casa per pagare...
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23/10/2017 12:03:23
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