Di fronte. ( racconto )

20 agosto 2019 ore 16:17 segnala


Restò a guardarla seduto sul bordo della sedia, si dondolava piano, quasi cercasse di cadere goffamente per spezzare l'imbarazzo del momento, ma non accadde, lei continuava a toccarsi d'avanti a lui, lo guardava dritto negli occhi, vedeva le sue labbra muoversi, ma non diceva nulla, la lingua che ritmicamente faceva
capolino ad ogni piacere intenso, era impossibile non accorgersi della sua eccitazione e lei lo guardava in quel modo.
Aveva sempre temuto quel suo modo di puntargli addosso gli occhi, sia nel bene che nel male, lei non aveva bisogno di parole quando lo faceva, ed ora la scena si ripeteva, non potè trattenersi dal passare la mano sul proprio membro, in quel gesto che fanno gli uomini quando si destano la mattina e non importa con chi e dove siano, perchè è la stessa natura che gli ha concesso quella licenza e loro ne abusano esageratamente, si accorse di averlo duro come non mai, mentre vedeva le mani di lei riempirsi il corpo, ma aveva promesso, e non si mosse da li.
Lei sapeva che avrebbe fatto il bravo, almeno sino a quando non fosse stata lei stessa a rompere quel vincolo, le piaceva averlo in suo potere, adorava gestire gli uomini, sapeva usare il proprio corpo, lo aveva sempre fatto sin da piccola, prima inconsciamente poi sempre più con malizia, sino a diventare regina di se stessa, con lui era seducente e cattiva allo stesso tempo, come ora, lo vedeva ansimare ma cercava di conservare un certo controllo, nemmeno si rendeva conto del fatto che si stesse toccando, come se avesse necessità di scimmiottare i movimenti di lei per cercare di ricavarne il medesimo piacere.
Accelerò sentendo tre dita calde dentro di se, era bagnata e scivolavano come in un amplesso, tornava su imprigionando il clitoride e piano pizzicandolo si dava un nuovo brivido, lui era esausto di immobilità, no ne poteva più, e lei lo sapeva.
Ormai aveva la cappella fuori dai pantaloni, sentiva la propria mano scivolare sopra la pelle nuda , non era circonciso, così quel piacere d'umido d'autolubrificazione era gustoso, guardava il suo corpo nudo, lei era
bellissima, così oscenamente aperta eppure così poetica nel suo complesso, la pelle nella dolce penombra della stanza sembrava d'avorio, aveva un capezzolo tra le dita e non si limitava a stringerlo, lo torturava tirandolo all'infuori, e lui si diede dello stupido perchè aveva sempre sognato farlo ma aveva paura di fargli male, ed ora invece era lei stessa a usare in quel modo il proprio corpo.
lei lo studiò attentamente, il ritmo cresceva copiosamente, ormai lui era semi curvo su se stesso, quella posizione che si assume quando i reni cominciano a sentire l'urlo, aspettò ancora un attimo e poi gli fece segno divenire verso di lei. Vide le dita di lei uscire del suo corpo, la guardò mentre se le passava nella bocca assaggiando il proprio sapore, non si rese conto di quanto ormai era ridicolo in quell'atteggiamento da tredicenne, sentiva piacere, un fuoco nelle reni, poi lei gli fece segno di venire, e lui sollevo piano il bacino dalla sedia e questo gli fu fatale.
Un fiotto caldo di vigore giovanile lo tradì , si guardò tra le mani, poi sollevò il capo e la sentì ridere compiaciuta, lui a 3 metri dal suo letto piegato su se stesso, sesso in mano, la guardò uscire dalla stanza, Lei chiuse la porta.

Dopo l'amore.

16 agosto 2019 ore 15:13 segnala


Insieme abbiamo cavalcato interminabili emozioni,
ore trascorse ad unire i nostri corpi,
schiavi di un arsura già figlia del mattino,
che solo la notte permette di sopirsi,
desiderando le tue forme così dolci,
ora ti ho sopra di me,
ed indomabile come la pioggia di te mi bagno,
senza mai, lasciar andare via i tuoi occhi dai miei,
e non è il tuo muoverti che mi da godimento,
ma le espressioni del tuo viso, quel tormento,
nel cercare di gestire il tuo piacere, al mio comando,
sei li che combatti col tuo corpo aspettando il segno,
e lo vedo che resisti barcollando,
sino a che con un cenno ti lascio libera,
e ti sciogli di tutti i tuoi umori, rendendomi con te una cosa sola.
Poi corpi abbandonati, per un istante, a ripescar le forze,
e quel retrogusto di noi ancora sul palato,
potrei essere già sazio,
ma non c'è nulla che mi dia più pace,
che abbandonare la testa sul tuo ventre,
restando schiavo delle tue attenzioni,
prigioniero delle tue carezze.
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« immagine » Insieme abbiamo cavalcato interminabili emozioni, ore trascorse ad unire i nostri corpi, schiavi di un arsura già figlia del mattino, che solo la notte permette di sopirsi, desiderando le tue forme così dolci, ora ti ho sopra di me, ed indomabile come la pioggia di te mi bagno...
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Senza fiato

13 agosto 2019 ore 17:06 segnala


Sei qui di fronte a me ginocchia assenti,
che i tuoi capelli, mi riempiono le mani,
e gli occhi tuoi, per me così lucenti,
guardando me invitano a farne ali,
Ti chiedo di varcar colonne d'Ercole,
ed ora, il tuo sguardo, va nel mezzo,
e le tue labbra dolci ti si schiudono,
e già di me scompare un altro pezzo.
E' un attimo che dura mille anni,
e tu non hai più dono di parola,
e le tue mani fanno nuovi danni,
e mi ritrovo a occluderti la gola.
Adesso io, non conto più di nulla,
e le mie gambe tremano esitanti,
le dita mi si stringono serrando,
e sento che il tuo capo va più avanti,
ormai quando è completa la misura,
e un altro margine non si può toccare,
ti serri al mio sedere ed ho paura,
che il fiato manchi senza più tornare.
Secondi in cui noi due siamo una cosa,
momenti a cui non so mai rinunciare,
con te mia bianca pelle e bocca rosa,
che tutta la mia vita sai ingoiare.
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« immagine » Sei qui di fronte a me ginocchia assenti, che i tuoi capelli, mi riempiono le mani, e gli occhi tuoi, per me così lucenti, guardando me invitano a farne ali, Ti chiedo di varcar colonne d'Ercole, ed ora, il tuo sguardo, va nel mezzo, e le tue labbra dolci ti si schiudono, e g...
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Buon giorno Mary. ( racconto)

07 agosto 2019 ore 13:27 segnala


Il sole fece capolino nella grande stanza, i suoi raggi salirono piano sino alla trapunta, mutandone i colori poi inondarono in volto di Mary.
I suoi grandi occhi si schiusero, e la luce si oppose alla luce, l'immenso verde dei suoi occhi.
Si mise a sedere sul letto puntellandosi con le braccia, erano le otto del mattino, non aveva bisogno di orologi per saperlo, aveva imparato a leggere il cammino del sole lungo i mesi, lungo gli anni.
La governante entrò nella stanza, le diede il buon giorno e la invitò a scendere in giardino, lei guardò fuori dalla finestra sollevando le spalle, " aiutami a salire sulla carrozzina ti prego " , la governante la sollevò come fosse una piuma leggerissima e l'accompagno nella stanza da bagno , ogni giorno era così.
usò lo scivolo che costeggiava la scala per scendere in sala da pranzo, la prima volta era stato divertente, poi seguirono una seconda, una terza, ed ora gli ricordava soltanto la sua diversità.
Mary aveva 14 anni e trascorreva quasi tutte le sue mattine in quel modo, leggeva, leggeva tanto e volava, volava con la fantasia in posti lontani dove lei era come tutti, dove nessuno poteva accompagnarla, Mary li non sapeva solo camminare, sapeva volare.
Guardò verso il grande giardino, Vide Robert indaffarato con le sue splendide rose, amava ogni piccola creatura di quel giardino che ben presto era divenuto l'orgoglio della tenuta.
Robert era il padre di tutte quelle creature e loro erano le sue figlie predilette, Mary assomigliava molto a quelle creature, erano immobili come lo era lei, e lei non sapeva cosa fosse reggersi sulle proprie gambe, non sapeva cosa si provasse a correre con il cuore che ti salta nella gola, con gli occhi chiusi e i capelli che spazzolano l'aria frizzante di un estate.
Pensò di essere felice, tutti le erano vicini , mai un solo minuto di solitudine, ogni pensiero era rivolto a lei, era bella, era amata, era bugiarda.
Mary mentiva, mentiva a se stessa e lo sapeva, in realtà era sola, perchè quella sedia era l'emblema infame della sua mediocrità, metteva soggezione, scaturiva pietà odiosa Mary la detestava, Mary si detestava.
Robert alzò lo sguardo e la vide, un sorriso gli riempì il viso e gli occhi di lei lo catturarono per ricambiarlo, solo un secondo, uno sguardo che Robert dedicava alle sue creature e che anche solo per un attimo era stato suo.
Lo guardò sfiorare ogni singolo petalo, sino a che non lo perse immerso nel suo lavoro.
Le giornate si ripetevano con sconcertante precisione, sempre uguali a se stesse, perfette nella loro esasperante monotonia, dove la nota che si suona è sempre la stessa, dolcissima, così suadente da doverla odiare per potere assaporare anche una sola stonatura, che avrebbe significato novità .
I libri, solo loro potevano dedicargli un ora nuova, una storia diversa, così si immergeva in una vita non sua per cercare di essere felice.
Una sera, dopo cena, fu ricondotta nella sua stanza, guardò fuori dalla finestra e trovò la Luna che aveva rubato il posto al Sole, una luna piena e lucente, restò per lungo tempo a contemplarla, era bella dolce e presto ne fu rapita.
Poi d'un tratto il suo cuore parlò. " Mia dolce e splendida signora, tu che hai in te l'essenza della bellezza, la facoltà di leggere nei cuori della gente e di guidarli verso la strada più giusta, Aiutami ti prego, a cambiare la mia vita, fa che io finalmente possa, essere felice. "
La luce della Luna che illuminava la stanza tremò brevemente, poi per un istante ancora più breve brillò di un intensità mai vista illuminando a giorno la stanza.
Mary non se ne rese nemmeno conto, ma la sua parte irrazionale capì.
Come sempre la sedia a rotelle era accanto al suo letto, come rapita si appoggiò ai braccioli trascinandosi, ma cadde pesantemente, non si perse d'animo e si trascinò sino a riuscire a sedersi, i suoi occhi erano vuoti come se lei non si trovasse davvero li.
Prese fiato a lungo, poi cominciò a muoversi, la casa era immersa nel silenzio, giunse allo scivolo e giocò sul freno per scendere dolcemente, poi fischiò e per un istante gli si fermò il cuore, ,il rumore non ruppe il sonno di nessuno, così fu in veranda.
L'aria era fresca, la notte magica, il suo sguardo sempre assente, in pochi istanti fu nel grande giardino, la luna illuminò il suo percorso conducendola, alzò lo sguardo e vi trovo le rose.
Le guardò come si guardano delle sorelle, poi i suoi occhi si accesero, scese dalla sedia e si trascinò sino a raggiungere il centro del roseto, ad ogni suo movimento i vestiti si laceravano, graffi le riempivano il corpo che raccoglieva spine, il sangue fluiva imperlandole il corpo, nessun dolore, si trascinò sino al centro del roseto, poi sollevò il capo, riguardò la Luna e la Luna la guardò.
SI aggrappò alle sue sorelle, e si sollevò in piedi, chiuse gli occhi ed allungò le braccia verso il cielo, la camicia da notte volò via, le gambe mutarono in un agile stelo, la sua schiena si inarcò gustando ogni attimo, le mani si raccolsero lungo le spalle e divennero foglie verdi come smeraldi, poi i suoi occhi strariparono donandone il colore a i suoi petali e tutto finì.
La luna la guardò per un ultima volta , poi se ne andò.
Era l'alba quando Robert entro nel giardino, trovò la sedia, poi la vestaglia, la raccolse e per un attimo restò ad osservarla, sollevò il viso e guardò verso il roseto e trovò la rosa verde più bella che avesse mai visto, i suoi petali brillavano bagnati della rugiada del mattino.
Si avvicinò e l'accarezzò dolcemente, la rosa si mosse al contatto delle sue dita , " BUON GIORNO MARY' "
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« immagine » Il sole fece capolino nella grande stanza, i suoi raggi salirono piano sino alla trapunta, mutandone i colori poi inondarono in volto di Mary. I suoi grandi occhi si schiusero, e la luce si oppose alla luce, l'immenso verde dei suoi occhi. Si mise a sedere sul letto puntellandosi con...
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Colpiscimi..

06 agosto 2019 ore 14:10 segnala


Lei mi dice " colpiscimi " , ed io sento infiammarsi il ventre, mi guarda e me lo chiede nuovamente mettendo avanti il viso, io la guardo per un secondo ancora, quel calore diventa durezza, eccitazione pura.
La colpisco ! Il braccio si è disteso e la sua guancia si infiamma, mi guarda, sorride, "ancora!" ed il braccio si distende nuovamente.
I suoi occhi da bambina sono cambiati, ora hanno tutti i suoi 30anni, sono pieni di luce ed è così donna, un corpo sinuoso, non indossa reggiseno ed i suoi capezzoli sono duri come chiodi e quasi trafiggono la maglia e la mia stabilità, li scopre io li desidero, mi guarda, " prendili ! " ed io obbedisco, sono convinto di dominarla, di essere il suo signore, e mi inganno sapendo, è lei che decide il gioco, è lei che
disegna ogni secondo fatto di noi prima che accada, ma stiamo alle parti ed a me piace illudermi.
Io so cosa le piace, ma ogni volta trovo un limite nuovo, lei mi sorprende, è così dolcemente oscena, lei è angelo e demone allo stesso tempo, ed è mia pur non essendolo, è la droga perfetta per me, ed io morirò perdendola.
Li sento tra le dita e non stringo, schiaccio come lei desidera, l'ambiente è stretto, come può esserlo il sedile posteriore di una macchina a motore spento in una fredda serata di Marzo, ma lei è ugualmente nuda ed il suo corpo è deliziosamente vulnerabile, il suo gemito di dolore spezza il silenzio, ma non mi
fermo, noi abbiamo il nostro codice ed io non ho varcato alcun limite, così schiaccio ancora e dalle sue gambe cola piacere, ormai è un fiume come quei paradossali Hentay giapponesi in cui tutto è così esagerato, il suo piacere passa dal dolore, il suo piacere è il mio piacere, ed io non voglio deluderla.
Io sono la sua magia, e mai potrà essere se stessa senza di me, ne è consapevole ed è la sua più grande debolezza, perchè io ne approfitterò sempre, io me ne nutrirò senza pudore ed attraverso lei esaudirò tutti i miei desideri più vergognosi, ma io con lei desidero ad alta voce, lei ascolta ed annuisce, lei mi dice
"prenditi ciò che desideri mio signore" , e mi rende suo schiavo.
Io sono niente senza lei .

Bum bum.

05 agosto 2019 ore 15:40 segnala



Bum bum
e il suo viso compare,
ed è così strano guardarla come attraverso uno specchio,
toccare senza davvero toccare,
sentire senza davvero sentire,
e ti chiedi quale sia il profumo di quel momento,
mentre quegli occhi mi penetrano l'anima, più forte sento bum bum,
ad ogni attimo diventa più donna,
e ad ogni suo attimo, oltre lo specchio, mi sento più uomo,
e più forte ancora bum bum.
le sue labbra si bagnano, e le mani tra i capelli,
il collo nudo e lo sguardo mio scende
non lo contengo più
bum bum.
Io la sento, le mani tremano per la paura di sbagliare,
un respiro profondo per farlo rallentare,
ma lui ancora, bum bum
le sue mani si muovono davanti al mio viso,
poi gli sfiorano la pelle,
un altro respiro ad ingoiare aria, ma non si placa ne il corpo ne l'anima
bum bum.
Le mani scendono e si accarezza dove comincia il suo seno,
mentre le mie parole si sommano alle sue,
si inseguono si accavallano e si mescolano nei significati,
ma ormai guardo una cosa sola,
sento una cosa sola,
BUM BUM
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« immagine » Bum bum e il suo viso compare, ed è così strano guardarla come attraverso uno specchio, toccare senza davvero toccare, sentire senza davvero sentire, e ti chiedi quale sia il profumo di quel momento, mentre quegli occhi mi penetrano l'anima, più forte sento bum bum, ad ogni ...
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Voglia di scambio.

02 agosto 2019 ore 11:12 segnala


Abbiamo un intesa che molte coppie non avranno mai, un intesa che quelle più fortunate si costruiscono dopo moltissimi anni di costante intimità, ma io leggevo nei suoi occhi che non gli bastava, un pressante desiderio ormai irrefrenabile di novità, poi un giorno ne parlammo apertamente come sempre abbiamo fatto,
avevamo bisogno entrambi di arricchire questo meraviglioso gioco, così pensammo che l...a cosa più semplice da fare fosse entrare in uno di questi fantomatici siti per lo scambio di coppia.
Creare un profilo fu relativamente semplice, una foto un po piccante di lei, poche nozioni geografiche ed in fine raccontare i breve le proprie preferenze sessuali, niente di complicato ed anche abbastanza divertente tutto sommato.
Quando gli dissi che avevo lanciato l'amo ne fu eccitata, lo sentivo nella sua voce e lo leggevo nei suoi occhi, corse immediatamente al computer per sbirciare il mio operato ed eravamo certi che da li a poco avremmo raccolto il frutto tanto agoniato.
Effettivamente dopo pochi giorni cominciarono a fioccare i contatti che ci chiedevano la possibilità di approfondire la nostra conoscenza, la situazione era molto intrigante e iniziamo a contattare in vari modi coppie le meno distanti dalla nostra zona, adoravo vederla presa da tutto questo, ero certo fosse realmente questo che desiderava, più sentivamo coppie più aumentavano le possibilità di realizzare questo desiderio, ma qualcosa in me cominciava a cambiare, senza che ne comprendessi le reali ragioni, più cresceva in lei questo interesse meno sentivo io l'iniziale trasporto a tutto questo.
Stana cosa la psiche umana, a volte è più forte il sapore, l'odore, il desiderio dell'immaginario che non la reale concretizzazione di quello stesso desiderio, volevo farmi affascinare fino in fondo da tutto questo ma non vi riuscivo, ed ora?
Come poter riuscire a venir fuori da tutto questo? Di certo la risposta non era immediatamente alla mia portata, non ancora almeno, così feci finta di nulla credendo che poi non sarebbe stato facilissimo arrivare davvero fino in fondo, ma mi sbagliavo.
Una sera eravamo nella mia auto, fuori si gelava e il tepore della macchina stuzzicava piacevoli pensieri,
la baciai dolcemente e lei in un attimo fu su di me, facevamo l'amore ma ad un tratto il cellulare suonò una delle tante suonerie improponibili, senza smettere di muoversi su di me lei guardò il numero e ne riconobbe uno di quelli che sino ad allora ci avevano dato per un piccante incontro futuro, lei rispose, e non smise di
muoversi su di me.
Sentivo la sua voce sempre dolce e gentile al telefono, non riuscivo ad ascoltare quella dall'altro capo ma era evidente che si era accorto che stava facendo sesso mentre parlava, e la cosa fu estremamente eccitante, i suoi movimenti crebbero fino ad esplodere in un estasi che nessun uomo può sognarsi di raggiungere mai, e di li a poco io la raggiunsi, le sue mani si aprirono ed il cellulare volò sul sedile, si accasciò su di me e mi baciò il collo, io le strinsi piano i capezzoli tra le dita in attesa di quel suo mugolio che tanto adoravo.
Era impossibile negare che tutto quello le era maledettamente piaciuto, voleva di più, lo sapevo, ma ora io sapevo che volevo solo lei.
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« immagine » Abbiamo un intesa che molte coppie non avranno mai, un intesa che quelle più fortunate si costruiscono dopo moltissimi anni di costante intimità, ma io leggevo nei suoi occhi che non gli bastava, un pressante desiderio ormai irrefrenabile di novità, poi un giorno ne parlammo apertame...
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02/08/2019 11:12:16
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L'affido a voi.

26 luglio 2019 ore 17:02 segnala


Dove muore il volo della mia farfalla?
Come chiede in prestito le ali alla notte?
E tu amica Luna, quanta luce gli doni lungo il viaggio?
E tu vento, si clemente con lei,
perchè lei è da me che viene ogni notte,
voi non potete frenare il suo volo,
perchè in passato avete avuto bisogno di me,
su di voi ho accesso i riflettori del mondo.
Ora vi chiedo, miei dolci amici nascosti dalle tenebre,
di proteggerla lungo la strada,
perchè lei è così fragile, così delicata,
ed io so quanto le costa il viaggio.
L'aspetto ogni notte, con gli occhi chiusi e la mente desta,
ansioso ansimante il suo arrivo,
ricordando le notti in cui non volava sul mio cuore,
notti fatte di un vuoto profondo.
Seguitela amici miei, e portatela a me,
perchè senza il suo volo di speranza,
per me non può esserci amore.
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« immagine » Dove muore il volo della mia farfalla? Come chiede in prestito le ali alla notte? E tu amica Luna, quanta luce gli doni lungo il viaggio? E tu vento, si clemente con lei, perchè lei è da me che viene ogni notte, voi non potete frenare il suo volo, perchè in passato avete avut...
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26/07/2019 17:02:56
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Un cielo nero di passione

23 luglio 2019 ore 09:19 segnala


A volte nulla è più bello di un cielo nero,
quando due ali rosa liberano il rosso di un magnifico tramonto,
morbide montagne lo sovrastano
e ancor più su dolcissime colline rosso fuoco che ti parlano.

Voglio perdermi dentro quel tramonto,
appena oltre un bosco di passione,
dove ogni cosa è fatta di profumi inebrianti,
dove ogni frutto esalta il suo sapore.

Accoglimi in questa natura misteriosa,
cullami tra le tue braccia
e nutrimi dei frutti delle tue montagne,
perchè li dove sono stati i miei occhi
vogliono andare tutti gli altri sensi.
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« immagine » A volte nulla è più bello di un cielo nero, quando due ali rosa liberano il rosso di un magnifico tramonto, morbide montagne lo sovrastano e ancor più su dolcissime colline rosso fuoco che ti parlano. Voglio perdermi dentro quel tramonto, appena oltre un bosco di passione, dove ...
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Dopo l'amore.

18 luglio 2019 ore 18:58 segnala


Insieme abbiamo cavalcato interminabili emozioni,
ore trascorse ad unire i nostri corpi,
schiavi di un arsura già figlia del mattino,
che solo la notte permette di sopirsi,
desiderando le tue forme così dolci,
ora ti ho sopra di me,
ed indomabile come la pioggia di te mi bagno,
senza mai, lasciar andare via i tuoi occhi dai miei,
e non è il tuo muoverti che mi da godimento,
ma le espressioni del tuo viso, quel tormento,
nel cercare di gestire il tuo piacere, al mio comando,
sei li che combatti col tuo corpo aspettando il segno,
e lo vedo che resisti barcollando,
sino a che con un cenno ti lascio libera,
e ti sciogli di tutti i tuoi umori, rendendomi con te una cosa sola.
Poi corpi abbandonati, per un istante, a ripescar le forze,
e quel retrogusto di noi ancora sul palato,
potrei essere già sazio,
ma non c'è nulla che mi dia più pace,
che abbandonare la testa sul tuo ventre,
restando schiavo delle tue attenzioni,
prigioniero delle tue carezze.
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« immagine » Insieme abbiamo cavalcato interminabili emozioni, ore trascorse ad unire i nostri corpi, schiavi di un arsura già figlia del mattino, che solo la notte permette di sopirsi, desiderando le tue forme così dolci, ora ti ho sopra di me, ed indomabile come la pioggia di te mi bagno, senza...
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