10 minuti al giorno. (racconto)

08 giugno 2019 ore 07:17 segnala


Tutti i giorni tranne il Giovedì Sara entra nell'ufficio della caposala, sono le 16 in punto e si siede alla sedia della grande scrivania, alle spalle un pannello pieno di led colorati che riconducono alle stanze dei pazienti, poggia i piedi sulla scrivania e reclina la testa all'indietro chiudendo gli occhi, 10 minuti per lasciarsi alle spalle flebo, cateteri e pazienti in lungodegenza, solo dieci minuti di assoluto silenzio per poi tornare alla vita.
Sono le 16 in punto, Marco guarda fuori dalla finestra come tutti i giorni tranne il Giovedì, aspetta che la sua Infermiera principessa si sieda alla grande scrivania, sono i 10 minuti che tutti i giorni aspetta ed a cui non rinuncerebbe mai per nulla al mondo.
Appoggia il mento sul tavolo scostando il bicchiere con le penne, in quei 10 minuti tutto si ferma e non gli serve altro che contemplare, non conosce nemmeno il suo nome, certo è che avrebbe potuto incontrarla, sarebbe bastato aspettarla all'uscita dell'ospedale, magari seguirla, cercare di parlargli, ma non lo ha mai fatto, ed ormai sono due anni che aspetta.
Marco è li anche di giovedì, è stupido aspettarla perchè lei il giovedì ha il suo giorno libero, eppure lui è li, e non ha mai considerato quei 10 minuti come tempo sprecato.
Sara riapre gli occhi, va nello spogliatoio ma prima guarda fuori dalla finestra, solo un rapido sguardo velocissimo e furtivo, sorride ed esce dalla stanza.
Marco la guarda uscire poi la stanza resta vuota, torna alle sue carte disordinate, e pensa a quanto manca a domani.
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« immagine » Tutti i giorni tranne il Giovedì Sara entra nell'ufficio della caposala, sono le 16 in punto e si siede alla sedia della grande scrivania, alle spalle un pannello pieno di led colorati che riconducono alle stanze dei pazienti, poggia i piedi sulla scrivania e reclina la testa all'ind...
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Sussurrami.

07 giugno 2019 ore 13:05 segnala


Fatti musa che ho voglia di te,
Voglia di ciò che desideri, di ciò che non hai il coraggio di dire,
Musa di un desiderio mentale, musa di un desiderio carnale.
Le tue mani sono mie, le mie mani sono tue,
Così sussurrami le tue voglie e il mio tempo sarà solo tuo.
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« immagine » Fatti musa che ho voglia di te, Voglia di ciò che desideri, di ciò che non hai il coraggio di dire, Musa di un desiderio mentale, musa di un desiderio carnale. Le tue mani sono mie, le mie mani sono tue, Così sussurrami le tue voglie e il mio tempo sarà solo tuo.
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Due come loro

06 giugno 2019 ore 17:20 segnala


Laura lo aspettava, si erano a lungo parlati, alla fine avevano raccontato le proprie anime con la certezza che non si sarebbero visti mai, ma così non era stato , ed ora lui sapeva i segreti più intimi di lei, e lei conosceva le perversioni che lui non avrebbe mai osato saziare.
com'è strano scoprire che si bramano le stesse cose, com'è liberatorio scoprire che non sei tu ad essere strano, fuori posto, anomalo, ma c'è qualcuno che vuole e desidera le stesse emozioni, le stesse situazioni, del resto se non si fa del male a nessuno nulla dovrebbe essere prigioniero di una morale che non ha padre e madre ma è solo figlia di un tempo che oramai non ha più senso.
Sarebbe accaduto oggi, si era preparata con scrupolo ed ansia, guardando continuamente l'ora tirando i minuti come se il tempo potesse scorrere più velocemente, questa era la sua rivincita, rivincita nei confronti di tutti quegli uomini che l'avevano fatta sentire inadatta, fuori posto, solo per aver desiderato di vivere a pieno le proprie emozioni, solo per aver osato cercar di scoprire, oggi finalmente avrebbe avuto lui .
Marco credeva che Laura non esistesse, era impossibile che una donna volesse le stesse cose che voleva lui, si era sempre sentito fuori posto tutte le volte che con le proprie donne aveva osato di più, ed era morto ogni volta che riceveva quello sguardo contro, non poche volte si era rivestito per andarsene, ma questa
volta no, sentiva che non sarebbe successo, sentiva che erano uguali, lui già l'amava.
Si lanciò in auto cercando di accorciare la distanza che li separava, era ancora giorno, e non avrebbero avuto più di un auto per stare insieme ma questo a lui bastava e sapeva sarebbe bastato anche a lei, macinò chilometri e poi vide il cartello della città, pochi istanti e l'avrebbe vista.
Laura era pronta, guardava il cellulare aspettava quel messaggio, lo desiderava più di ogni altra cosa al mondo ed un po inconsciamente temeva che lui non venisse, poi lo schermo del cellulare si accese , lampeggiò, eccolo.
Marco fermò l'auto prese il cellulare, pochi tasti veloci per dirgli che era li, la fronte gli sudava, cazzo non voleva avere un brutto odore, ed immaginava i loro corpi sudati ed uniti mentre lei gli leccava le gocce che gli imperlavano la fronte, solo il pensiero lo eccitò immediatamente poi la vide sbucare dietro un
angolo, camminava veloce, era bellissima, agitò una mano e la sua eccitazione divenne permanente.
Laura salì in macchina, erano al centro della strada, il motore in moto, si guardarono, poi si baciarono, le labbra unite anche se solo per un secondo, eppure la prima cosa che toccarono del corpo dell'altro furono le reciproche labbra, è una cosa che non si dimentica, non si può dimenticare quando il destino ti riserverà cose ben diverse da quel candido bacio , è una cosa che non si dimentica imparando dell'altro ogni centimetro , ed il sapore di ogni fluido.
Un clacson urlò alle loro spalle , Marcò spense il motore come se avesse la patente da un giorno , lei sorrise, lui si mortificò nel suo orgoglio di maschio, poi ruotò di nuovo la chiave e si affrettò a liberare la strada.
Non si parlarono, si guardavano sperando che fosse tutto vero, le mani intrecciate e gli occhi di lui inevitabilmente sulle sue gambe, poi la strada cominciò a salire, sino ad una piccola altura, per Marco poteva bastare, spense il motore parcheggiando in un posto che sperava essere tranquillo, poi la baciò.
Un lungo bacio di passione e la sua mano si impiglio nei suoi seni, erano dolcemente turgidi, i capezzoli piccoli e duri.
Vi esitò con le labbra, poi li chiuse serrandolo tra i denti, lei gli accarezzò la testa, lui la guardò e poi strinse, strinse come non aveva mai fatto prima, Laura scivolò lungo il sedile ed urlò di un piacere immenso e mai provato, strinse ancora e lasciò scivolare una mano tra le sue gambe, lei era bagnata, sentiva il suo ventre
muoversi le gambe schiudersi, gli occhi si persero mentre le sue labbra continuavano a giocare con la lingua, vederla in quello stato, persa nel piacere e nel dolore che si mescolano lo rendeva un uomo felice, si sbottonò i pantaloni, prese la mano di Laura e la bagnò sulla sua cappella, voleva che sentisse come
tutto quello lo eccitava, lei strinse, e cominciò a lasciare che la mano scivolasse ritmicamente , poi volle ancora la sua bocca, un nuovo bacio appassionato, sino a che non sentì bruciare dietro la testa.
Marcò le afferrò i capelli, poi la strattonò, portò i suoi occhi negli occhi di lei, la guardò fisso " Ora scendi Laura si senti il sangue ghiacciare, aveva paura, senti un brivido per tutto il corpo, lui l'avrebbe picchiata se non avesse fatto in quel modo, era il giorno più bello della sua vita.

Poco è meglio.

06 giugno 2019 ore 08:27 segnala


la verità è che amiamo quello che riempie gli spazi giusti, diamo il massimo per brevi periodi, a volte solo attimi e così sembriamo e gli altri ci sembrano favolosi, perché la rutine è noiosa e così lo diventano anche tutti coloro che con coi condividono la maggior parte del giorno.
In realtà la chat fa esattamente questo, ci dona brevi momenti di leggerezza ed intensità, e sfugge alle responsabilità del " tutti i giorni ", come pezzetti di
stoffa colorata su giacche grigie, così chiunque sia in grado di darci questi effimeri momenti, diventa parte del gioco, tanto le regole le facciamo noi,
e non importa che si vinca o si perda, quello che conta è saltare fuori dalla monotonia di tutti i giorni.
E se ci pensate bene, anche qui le cose finiscono, e finiscono esattamente quando qualcuno prova a volere di più perché di più è sempre la fine dell'inizio.
Per sempre è di una noia mortale, alla fine, POCO è meglio!
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« immagine » la verità è che amiamo quello che riempie gli spazi giusti, diamo il massimo per brevi periodi, a volte solo attimi e così sembriamo e gli altri ci sembrano favolosi, perché la rutine è noiosa e così lo diventano anche tutti coloro che con coi condividono la maggior parte del giorno....
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Uno strano destino.

05 giugno 2019 ore 08:23 segnala


Sara scende i gradini della metro, lo fa in fretta, perchè chi non lo fa a Milano?
è un pò come uno sport l'accelerare sui gradini della metro, quasi fosse impossibile astenersi da quel rituale, arriva incolume in fondo alla scalinata e girando l'angolo si sente afferrare la mano, trasale spaventata, solleva la testa e vede una vecchia zingara, che come se fosse la cosa più scontata del mondo comincia a ruminare pensieri nemmeno stesse leggendo il soleventiquattrore.
Da spaventata a divertita ci vuole un attimo, così decide di lasciarla fare e attende, comincia a pensare alla cifra idonea da regalare alla vecchina ed anche questo la diverte un pò, poi il silenzio si rompe, Sara smette completamente di sorridere a quel gioco divertente, le dice il suo nome, la sua data di nascita, si sofferma su gli eventi cruciali della sua giovane esistenza, mentre la sua mano comincia a tremare, ha gli occhi sbarrati e vorrebbe ritrarla, ma la presa della zingara è ancora più forte e decisa, le dice che c'è un amore, un amore travolgente nella sua vita, ma che non è ancora sbocciato, qualcosa che le cambierà il destino e le donerà una famiglia, se non fosse per le prime informazioni questo risuonerebbe come scontato ed adulatorio, ma poi fa un nome, Marco, le dice che è questo il nome dell'uomo che la renderà felice, poi la vecchina sembra uscire da uno stato di trans ed allenta la presa, Sara approfitta del momento e dimentica la piccola mancia da lasciare alla zingara e fugge via.
Marco è un mese che le chiede insistentemente di uscire, è un ragazzo carino ma lei non sente quell'attrazione, che ti prende lo stomaco quando riconosci qualcuno che può essere importante per te, ma la zingara l'ha sconvolta, il cellulare squilla, guarda lo schermo, dice Marco, sprofonda ancora più giù nella propria incredulità, risponde impacciandosi con i tasti poi dice pronto, " ciao, volevi darmi il buon giorno, che carino, si si tutto bene, sto bene, si va bene questa sera per le 21.00 , sui navigli ok, ciao. "
Marco chiude il telefono, svolta l'angolo della metro e mette la mano al portafogli,
tira fuori 50 euro e le porge alla zingara sorridendole.
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« immagine » Sara scende i gradini della metro, lo fa in fretta, perchè chi non lo fa a Milano? è un pò come uno sport l'accelerare sui gradini della metro, quasi fosse impossibile astenersi da quel rituale, arriva incolume in fondo alla scalinata e girando l'angolo si sente afferrare la mano, t...
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Lasciami morire

04 giugno 2019 ore 14:28 segnala


lasciami morire cullato da parole dolci come il miele,
lasciami morire che il loro suono è una musica dolcissima,
lasciami morire perchè non desidero altro,
che morire sentendoti dire
ti amo.
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« immagine » lasciami morire cullato da parole dolci come il miele, lasciami morire che il loro suono è una musica dolcissima, lasciami morire perchè non desidero altro, che morire sentendoti dire ti amo.
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Lontani

03 giugno 2019 ore 09:05 segnala


Nella tua vita speri di incontrare qualcuno che colpisca la tua mente ed il tuo cuore, quando succede devi sperare che anche l'altro venga travolto dalle tue stesse passione, già questo è un piccolo miracolo, due alchimie che si incontrano, si desiderano, e si mescolano, ma questo non basta, ora che non cerchi più il tuo completamento all'interno del piccolo paesino in cui vivi, o nella stessa città come avveniva prima di questa rivoluzione planetaria, ora che la ricerca si estende a distanze chilometriche, capisci che questo può essere una lama capace di tagliare da entrambi i lati, e la tua metà può vivere al di la del tramonto che guardi tutte le sere, lontano dal tuo corpo tanto da mortificare i tuoi pensieri, i tuoi desideri.
Cosa permette a queste due entità di resistere a tutto questo? Cosa gli da la forza per coltivare un sentimento oltre ogni insostenibile distanza?
La speranza di toccarsi anche per un solo minuto, così che quel brevissimo tempo valga una intera vita.
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« immagine » Nella tua vita speri di incontrare qualcuno che colpisca la tua mente ed il tuo cuore, quando succede devi sperare che anche l'altro venga travolto dalle tue stesse passione, già questo è un piccolo miracolo, due alchimie che si incontrano, si desiderano, e si mescolano, ma questo no...
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La metà oscura.

31 maggio 2019 ore 13:22 segnala



Tutti ci costruiamo una vita, restiamo dietro alle regole in maniera faticosa, ma lo facciamo, però qualsiasi strada tu abbia deciso di intraprendere o tu abbia subito tuo malgrado, ti scoprirai un giorno alla ricerca di qualcuno che sappia di te le cose più buie, quelle che nascondi in fondo alla morale, al tuo sacrale modo di essere faticosamente una brava persona, ma in realtà quasi nessuno lo è davvero fino in fondo, tutti abbiamo un'anima nera, e il necessario pressante desiderio di poterla condividere con qualcuno.
Quel qualcuno però non deve necessariamente appartenerci, quasi mai la vita indovina le sue tempistiche, quindi riuscire a trovarsi, nonostante destini già pienamente inseriti nel loro solco, è una fortuna davvero enorme.
Forse alcuni luoghi, posti non sempre necessariamente materiali, esistono proprio per questo, per dare un senso a questa ricerca, fregandosene della distanza, perché, per condividere tutto questo, non è necessario toccarsi o guardarsi negli occhi, ci si può vivere anche così, se quello che vuoi condividere è la tua metà oscura.
Un giorno, tutti ci accorgiamo, che dare voce alla propria metà oscura è l'unico modo per non spegnere definitivamente la luce.
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« immagine » Tutti ci costruiamo una vita, restiamo dietro alle regole in maniera faticosa, ma lo facciamo, però qualsiasi strada tu abbia deciso di intraprendere o tu abbia subito tuo malgrado, ti scoprirai un giorno alla ricerca di qualcuno che sappia di te le cose più buie, quelle che nascond...
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31/05/2019 13:22:49
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Mescolandoci.

30 maggio 2019 ore 08:38 segnala


Resto a guardarti mentre togli strati di femminilità,
Il tuo è un corpo che imprigiona,
una sirena che incanta senza voce,
mi prende toccandomi con gli occhi,
ed ogni muscolo contrae fino all'anima.
Nuda che seni dolci mi proponi,
a gusto e sapore solo tuo,
ed io mi nutro per non saziarmi mai,
così che salive si fondino a dare un sapore nuovo,
un sapore nostro, mentre ci assaggiamo vicendevolmente,
e adesso nutrimi e bevi di me.
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« immagine » Resto a guardarti mentre togli strati di femminilità, Il tuo è un corpo che imprigiona, una sirena che incanta senza voce, mi prende toccandomi con gli occhi, ed ogni muscolo contrae fino all'anima. Nuda che seni dolci mi proponi, a gusto e sapore solo tuo, ed io mi nutro per...
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Non ci si lascia mai completamente.

29 maggio 2019 ore 08:11 segnala


Seduto al tavolino di un bar, una domenica mattina come tante, ormai il sole abbastanza alto da scaldare dolcemente il viso, nonostante un vento fresco che ti invita ad indossare qualcosa di più pesante, ma non troppo, quel momento in cui assaporare una colazione leggera, vale tutti i pensieri che ti attraversano la mente, mentre ti godi un silenzio, disturbato da un brusio leggero, fatto di famiglie che piano riempiono la piazza.
I tavolini cominciano a riempirsi, mentre affondo la testa tra le pagine del giornale, e mi assento, quando percepisco un disagio sordo, così abbasso il giornale e a distanza di pochi tavoli la vedo, seduta con il suo bimbo sulle gambe, il marito che parcheggia sapientemente il passeggino, quasi stesse sistemando la Ferrari, ed il cuore rallenta per un istante in un tuffo innaturale, non mi ha visto, lo so, ed io la guardo, mentre sono ancora in vantaggio, poi lui le si avvicina, la bacia dolcemente e si allontana per ordinare.
I bimbo ride, e quel vuoto nello stomaco che ho ancora diventa contagioso, le nasce una smorfia di disagio sul viso, e poi i suoi occhi si sollevano, ed a quel punto e inevitabile che gli sguardi di riempiano uno dell'altro, e per tre secondi ci amiamo ancora, ci apparteniamo possedendoci, per poi distogliere abbassano il viso, mentre sulle labbra di entrambi si affaccia un sorriso che non ha bisogno di nessuna parola.
Mi Alzo per minimizzare il suo imbarazzo, infilo il giornale sotto il braccio, e mi stringo nel cappotto leggero, come mai prima così "coperta di Linus",
ma invece di girarmi le vado incontro, e senza guardarci, le sono alle spalle, rallento il passo in modo impercettibile e con l dorso della mano le accarezzo il collo, lei non si muove, come se lo avesse immaginato, è ora di andar via, mi allontano senza mai voltarmi, sapendo perfettamente di avere i suoi occhi addosso, che mi accompagnano.
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« immagine » Seduto al tavolino di un bar, una domenica mattina come tante, ormai il sole abbastanza alto da scaldare dolcemente il viso, nonostante un vento fresco che ti invita ad indossare qualcosa di più pesante, ma non troppo, quel momento in cui assaporare una colazione leggera, vale tutti ...
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29/05/2019 08:11:34
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