Ma no su, continuate a ignorare per favore...

26 ottobre 2016 ore 09:38 segnala
I migranti ci portano le malattie? Perché vengono trattati meglio degli italiani? Scappano davvero da guerre e povertà?

Partendo dalle tante domande raccolte dopo il lancio della campagna #Milionidipassi – e sulla base di fonti ufficiali e della propria esperienza lungo le rotte della migrazione – MSF ha formulato risposte specifiche e alla portata di tutti, per facilitare la comprensione di questa gravissima crisi globale e contribuire a un’informazione corretta, priva di preconcetti, strumentalizzazioni e luoghi comuni.



1) Ci portano le malattie
In realtà i migranti non rappresentano un rischio per la salute pubblica. Nel corso di oltre dieci anni di attività mediche in Italia, MSF non ha memoria di un solo caso in cui la presenza di migranti sul territorio sia stato causa di un’emergenza di salute pubblica. È anzi il loro stato di salute a peggiorare a causa delle difficili condizioni in cui si trovano a vivere una volta arrivati in Italia.

2) Li trattiamo meglio degli italiani
In realtà, il sistema d’accoglienza italiano è largamente insufficiente: più del 70% dei richiedenti asilo sono in strutture straordinarie, spesso con personale e servizi insufficienti, mentre 10.000 vivono in siti di fortuna al di fuori del sistema. Riguardo ai 35 euro al giorno, vanno agli enti che gestiscono i centri, mentre solo 2,5 euro vengono corrisposti al richiedente asilo. Questi fondi vengono peraltro stanziati in parte rilevante dall’UE.

3) Aiutiamoli a casa loro
In realtà, la comunità internazionale da decenni si pone come obiettivo di eliminare la fame e la povertà estrema ma, nonostante sforzi e investimenti, i risultati sono ancora insufficienti. Gli aiuti internazionali da soli non bastano a consentire il rientro a casa in sicurezza di chi fugge da conflitti, persecuzioni e violenza, e in alcuni contesti l’instabilità è tale che non esistono le garanzie minime di sicurezza per mantenere programmi di assistenza.



4) Ci rubano il lavoro
In realtà, non esistono studi che portino dimostrazioni inconfutabili al proposito. Al contrario, le analisi esistenti mettono in evidenza la scarsa “concorrenzialità” tra lavoro straniero e autoctono. Secondo il Ministero del Lavoro solo l’1,3% dei lavoratori italiani con laurea svolge un lavoro manuale non qualificato, mentre questa percentuale si alza all’8,4% nei lavoratori extra-comunitari. Inoltre, secondo l’INPS ogni anno gli “immigrati” versano 8 miliardi di euro di contributi e ne ricevono 3 in pensioni e altre prestazioni, con un saldo netto di circa 5 miliardi.

5) Vengono tutti in Italia
In realtà, la maggior parte dei migranti non si “imbarca” per l’Europa. Degli oltre 65 milioni di persone costrette alla fuga nel 2015, l’86% è rimasto nelle aree più povere del mondo: il 39% in Medio Oriente e Nord Africa, 29% in Africa, 14% in Asia e Pacifico, 12% nelle Americhe, solo il 6% in Europa. In Italia si trovano 118.000 rifugiati (ovvero 1,9 ogni 1000 italiani) e 60.000 richiedenti asilo. L’Italia è agli ultimi posti in Europa per incidenza dei rifugiati sulla popolazione totale.



6) Sbarcano i terroristi
In realtà, la maggior parte degli affiliati ai gruppi terroristici coinvolti negli attentati in Europa erano già presente sul territorio e cittadini europei. Ci sono stati isolati episodi di richiedenti asilo coinvolti in attentati, ma nella stragrande maggioranza dei casi a bussare alle nostre porte sono persone vulnerabili che fuggono da guerre e violenza. I rifugiati non sono terroristi, ma vittime del terrore. Il vero rischio è la strumentalizzazione di queste paure.

7) Sono pericolosi
In realtà, sono più vulnerabili che pericolosi. Studi internazionali negano una corrispondenza diretta tra l’aumento della popolazione immigrata e le denunce per reati penali. Se sono molti i detenuti stranieri nelle carceri italiane (34%), è dovuto a fattori precisi. Per es. a parità di reato gli stranieri sono sottoposti a misure di carcerazione preventiva o controlli molto più spesso degli italiani.



8) Non scappano dalla guerra
In realtà, la distinzione tra rifugiati e migranti economici è una semplificazione. I motivi che spingono le persone a fuggire sono diversi e spesso correlati: guerre, instabilità politica e militare, regimi oppressivi, violenze, povertà estrema. Il diritto di ogni persona a chiedere protezione internazionale prescinde dalla nazionalità e dal paese di origine. A contare sono le cause della fuga, le persecuzioni subite o minacciate, la vulnerabilità e i bisogni di assistenza e cure mediche.

9) Sono tutti uomini giovani e forti
In realtà, la maggioranza delle persone che arrivano in Europa è rappresentata da giovani uomini perché hanno una condizione fisica migliore per poter affrontare un viaggio così duro, ma il numero di famiglie, donne e minori non accompagnati è in aumento. Secondo l’UNHCR, su circa un milione di persone arrivate in Grecia, Italia o Spagna via mare nel 2015, il 17% è costituto da donne e il 25% da bambini.

10) Hanno pure lo smartphone
In realtà, per chi fugge ed è costretto a intraprendere un lungo e pericoloso viaggio, i cellulari sono beni di prima necessità: sono il mezzo più economico per stare in contatto con i propri familiari; permettono di capire dove ci si trova, attraverso la geolocalizzazione; servono a condividere informazioni fondamentali su rotte, mappe, pericoli alle frontiere, blocchi.



Oggi MSF offre assistenza medico-umanitaria e psicologica a migranti, rifugiati e richiedenti asilo in più di 30 Paesi, sia quelli da cui fuggono e sia lungo le tappe del loro viaggio. In Europa, MSF lavora in Grecia, Balcani, Francia, Svezia, Italia e anche in mare. Da oltre un anno MSF ha dedicato alle persone in fuga la campagna #Milionidipassi. Sul sito www.milionidipassi.it si firma l’appello per chiedere all’Europa di abbattere muri e filo spinato e offrire a chi fugge un’accoglienza dignitosa.
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I migranti ci portano le malattie? Perché vengono trattati meglio degli italiani? Scappano davvero da guerre e povertà? Partendo dalle tante domande raccolte dopo il lancio della campagna #Milionidipassi – e sulla base di fonti ufficiali e della propria esperienza lungo le rotte della migrazione –...
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26/10/2016 09:38:39
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Commenti

  1. vagarsenzameta 26 ottobre 2016 ore 19:03
    Non ce l'ho co nessuno,ce l'ho cor padreeterno(al limite) che semina fortuna e sfortuna a volonta sua,comunque,volendo essere coerente con un discorso di amore del prossimo e rispetto delle minoranze,siccome de razzisti ce ne so fra tutti i popoli e spesso sono una minoranza,beh,rispettiamo pure le loro idee in quanto minoranze e quindi vulnerabili.

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