Oggi ho pianto

17 agosto 2015 ore 18:57 segnala
So che alla maggior parte di voi può non importare, ma oggi dopo anni dalla morte di mio padre ho pianto di nuovo.
Una sensazione che mi ha preso di sorpresa ripensando seduto in treno a Jennifer...
Jennifer ha i poteri magici, o almeno questo è quello che ho capito io dal nostro inglese troppo rozzo per comunicare una vita. Può trasformarsi in uccello (... become a bird... ) e volare lontano: ma non dal freddo al caldo come gli altri uccelli, lei no lei è persa (... I am lost... ) qui nell'estremo nord della mia regione, al freddo, in una stazione ferroviaria che le fa forse da casa part time da troppo tempo.
È un uccellino grazioso Jennifer e canta, come stamattina nel bagno quando sono arrivato. Uno sguardo, un pensiero a quanto fosse strana, piccola e fuori posto e nulla più, lasciandomela alle spalle per andare dal cliente indifferente come molti, come i più.
Ma il destino oggi voleva insegnarmi qualcosa, probabilmente voleva insegnarmi Jennifer e così al mio ritorno in stazione lei era ancora lì, col suo "ca va professor" dispensato a tutti quelli che passavano nella speranza di ricevere una risposta.
Io ho risposto e così ho scoperto di più di quell'uccellino dalla migrazione stramba.
Poche parole e semplici che però mi sono rimaste dentro segnando le mie emozioni per lei. A volte anche 4 scarni termini definiscono bene i confini di una vita aspra e dolorosa: no friends, no parents, boat, Lampedusa e ancora "I am lost".
E io inadatto di fronte al dolore altrui, che non sapevo per niente cosa fare e poco di cosa dire per sentirmi meno lontano da lei, per offrirle almeno un po' di calore umano. Alla fine un po' il mio dimenarmi esistenziale deve aver funzionato e Jennifer si è fermata un attimo con me.
Jennifer dai 24 anni che probabilmente non erano nemmeno 20.
Jennifer che sbocconcellava l'ultimo pezzo di panino, regalatole da chissà chi, in briciole degne di un canarino.
Jennifer che mi parlava di J.Lo e di Lady Gaga e di Garou o qualcosa di simile che probabilmente conoscono solo in Nigeria ma che a lei piaceva tanto cantare.
Jennifer che disperata voleva sottrarci all'occhio delle telecamere di sicurezza nella speranza di ottenere calore e soldi con cui continuare, forse, il suo volo.
Jennifer che puntava i piedi disperata pensando che potessi portarla ora o in un futuro meno scuro in qualche magico luogo fatto per lei (... you come back?... ).
Jennifer che chiedeva ad un ateo di ricordarla e pregare per lei (... I'm Christian, you no believe but pray for me...)
Jennifer che alla fine mi ha salutato sorridente soffiandomi un bacio.
E io sul treno piango e forse non solo per lei...




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So che alla maggior parte di voi può non importare, ma oggi dopo anni dalla morte di mio padre ho pianto di nuovo. Una sensazione che mi ha preso di sorpresa ripensando seduto in treno a Jennifer... Jennifer ha i poteri magici, o almeno questo è quello che ho capito io dal nostro inglese troppo...
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17/08/2015 18:57:42
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Commenti

  1. dealma 17 agosto 2015 ore 23:47
    :rosa
  2. an.angeldevil 13 ottobre 2015 ore 18:33
    io non le ho ,le parole per descriverti quello che ho provato leggendo il tuo scritto ...perciò non scriverò altro e ti lascio un sorriso : )
  3. e.ljsabeth 27 ottobre 2016 ore 21:40
    :cuore

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