Sono di pelle scura e puzzano!

16 febbraio 2018 ore 12:08 segnala
L'immigrato sta negli occhi di chi guarda!




“Han­no la pel­le scu­ra e puz­za­no per­ché non si la­va­no, non ama­no l’ac­qua. Fate at­ten­zio­ne se vo­glio­no af­fit­ta­re una casa per­ché si pre­sen­ta­no al mas­si­mo in due però poi dopo po­chi gior­ni di­ven­ta­no quat­tro, sei, die­ci. Ri­fiu­ta­no di in­te­grar­si , di­sprez­za­no le no­stre usan­ze e le no­stre tra­di­zio­ni e tra loro par­la­no lin­gue a noi in­com­pren­si­bi­li.

Riem­pio­no le no­stre stra­de, i no­stri ne­go­zi e i no­stri lo­ca­li con bam­bi­ni che chie­do­no l’e­le­mo­si­na e con adul­ti che in­vo­ca­no pie­tà, con toni la­men­to­si e pe­tu­lan­ti, e chie­do­no un aiu­to. Sono de­di­ti al fur­to e mol­to vio­len­ti, è im­por­tan­te che le no­stre don­ne stia­no lon­ta­no da loro per­ché si è dif­fu­sa la voce di al­cu­ni stu­pri con­su­ma­ti dopo ag­gua­ti in stra­de pe­ri­fe­ri­che quan­do le don­ne tor­na­no dal la­vo­ro.

I no­stri po­li­ti­ci, i no­stri go­ver­nan­ti de­vo­no ca­pi­re che stan­no sba­gliando tut­to, han­no aper­to le fron­tie­re a que­sta in­va­sio­ne che met­te a ri­schio la no­stra so­cie­tà e la no­stra ci­vil­tà, non sono sta­ti in gra­do di se­le­zio­na­re chi en­tra nel no­stro pae­se, con­sen­ten­do di far­lo non solo a chi vie­ne qui per la­vo­ra­re ma an­che e so­prat­tut­to a chi vive di espe­dien­ti e, peg­gio an­co­ra, è de­di­to ad at­ti­vi­tà cri­mi­na­li”. Quel­lo che ave­te ap­pe­na let­to non è uno dei so­li­ti pro­cla­mi di Sal­vi­ni, né un ar­ti­co­lo di “Li­be­ro”, “Il Gior­na­le” o di qual­che sito di estre­ma de­stra.

Sono i pas­si più si­gni­fi­ca­ti­vi del­la re­la­zio­ne del­l’I­spet­to­ra­to per l’im­mi­gra­zio­ne del Con­gres­so ame­ri­ca­no su­gli im­mi­gra­ti ita­lia­ni ne­gli Sta­ti Uni­ti, scrit­ta nel­l’ot­to­bre 1912. In que­gli anni, tra l’al­tro, il New York Ti­mes pub­bli­ca­va di fre­quen­te ar­ti­co­li di que­sto te­no­re e, ad­di­rit­tu­ra, an­che mol­to più duri su­gli im­mi­gra­ti ita­lia­ni. “L’i­ta­lia­no di re­go­la è un gran­de cri­mi­na­le. L’I­ta­lia è pri­ma in Eu­ro­pa con i suoi cri­mi­ni vio­len­ti. Il cri­mi­na­le ita­lia­no è una per­so­na tesa, ec­ci­ta­bi­le, è di tem­pe­ra­men­to agi­ta­to quan­do è so­brio e ubria­co fu­rio­so dopo un paio di bic­chie­ri. Quan­do è ubria­co ar­ri­va lo sti­let­to. Di re­go­la i cri­mi­na­li ita­lia­ni non sono solo la­dri e ra­pi­na­to­ri ma ac­col­tel­la­to­ri e as­sas­si­ni. Que­sti sono co­lo­ro che il no­stro go­ver­no ci ha por­ta­to in casa” scri­ve­va il New York Ti­mes il 14 mag­gio 1909.

Cose non mol­to dif­fe­ren­ti su­gli im­mi­gra­ti ita­lia­ni si scri­ve­va­no e si so­ste­ne­va­no an­che in Sviz­ze­ra, Ger­ma­nia, Fran­cia, Bel­gio. “Noi pro­te­stia­mo con­tro l’in­gres­so nel no­stro Pae­se di per­so­ne i cui co­stu­mi e sti­li di vita ab­bas­sa­no il no­stro stan­dard di vita e il cui ca­rat­te­re, che ap­par­tie­ne a un or­di­ne di in­tel­li­gen­za in­fe­rio­re, ren­de im­pos­si­bi­le con­ser­va­re gli idea­li più alti del­la mo­ra­li­tà e del­la ci­vil­tà bel­ga” scri­ve­va “Cro­ni­que pu­bliée dan Bel­gi­que” nel gen­na­io del 1956.

Un qua­dro mol­to in­te­res­san­te e as­so­lu­ta­men­te fe­de­le alla real­tà su come ve­ni­va­no con­si­de­ra­ti e trat­ta­ti gli im­mi­gra­ti ita­lia­ni in Bel­gio emer­ge dal film “Ma­ri­na”, la sto­ria del can­tan­te ita­lia­no Roc­co Gra­na­ta emi­gra­to in Bel­gio da bam­bi­no in­sie­me alla fa­mi­glia e au­to­re del­la can­zo­na “Ma­ri­na” di­ve­nu­ta poi un suc­ces­so mon­dia­le. Il film (gi­ra­to nel 2013) de­scri­ve alla per­fe­zio­ne i so­pru­si e le di­scri­mi­na­zio­ni che era­no co­stret­ti a su­bi­re gli im­mi­gra­ti ita­lia­ni, a cui ad­di­rit­tu­ra era vie­ta­to l’in­gres­so in al­cu­ni lo­ca­li e che ve­ni­va­no in­col­pa­ti per pri­mi, pur se sen­za al­cun fon­da­men­to, in oc­ca­sio­ne di qual­sia­si cri­mi­ne.

E’ fa­ci­le ed è co­mo­do di­men­ti­car­lo ma la sto­ria, per chi la vuo­le co­no­sce­re, rac­con­ta come per de­cen­ni gli im­mi­gra­ti era­va­mo noi ita­lia­ni, vit­ti­me de­gli stes­si pre­giu­di­zi, del­le stes­se in­vet­ti­ve che ora ri­vol­gia­mo a chi vie­ne nel no­stro pae­se. In tan­ti lo han­no di­men­ti­ca­to (o for­se pre­fe­ri­sco­no igno­rar­lo), così come ab­bia­mo di­men­ti­ca­to che al­l’e­po­ca an­che noi sia­mo sta­ti col­pi­ti e sia­mo sta­ti vit­ti­me di tra­ge­die in mare, con al­cu­ne dram­ma­ti­che scia­gu­re del­le im­bar­ca­zio­ni che, come ve­ni­va chia­ma­to il ca­ri­co di emi­gran­ti al­lo­ra, tra­spor­ta­va­no la “ton­nel­la­ta uma­na”.

Ben 576 ita­lia­ni mor­ti nel nau­fra­gio da­van­ti al por­to di Gi­bil­ter­ra, 549 ita­lia­ni mor­ti nel­la tra­ge­dia del “Bour­go­gne” al lar­go del­la Nuo­va Sco­zia, 550 emi­gra­ti ita­lia­ni mor­ti nel nau­fra­gio del “Si­rio” in Spa­gna, 314 ita­lia­ni mor­ti (ma se­con­do i bra­si­lia­ni le vit­ti­me fu­ro­no più di 600) nel nau­fra­gio del­la “Prin­ci­pes­sa Ma­fal­da” al lar­go del Bra­si­le...

tratta da un articolo di Francesco Di Silvestre
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L'immigrato sta negli occhi di chi guarda! « immagine » “Han­no la pel­le scu­ra e puz­za­no per­ché non si la­va­no, non ama­no l’ac­qua. Fate at­ten­zio­ne se vo­glio­no af­fit­ta­re una casa per­ché si pre­sen­ta­no al mas­si­mo in due però poi dopo po­chi gior­ni di­ven­ta­no quat­tro, sei,...
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16/02/2018 12:08:38
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Commenti

  1. vagarsenzameta 16 febbraio 2018 ore 15:13
    Si,in America c'era molta tensione fra immigrati italiani e irlandesi e ci fu un episodio di uccsione di un policeman da parte degli italiani che porto' molto discredito alla già malvista comunità italiana.
  2. gattamannara 16 febbraio 2018 ore 16:59
    Tutto vero,però il trattamento riservato agli italiani non era certo quello del quale godono gli immigrati al giorno d'oggi in Italia...

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