La paura

29 gennaio 2018 ore 21:44 segnala
Eterna compagna qualsiasi cosa tu faccia, qualsiasi emozione tu possa provare, per quanta forza tu possa avere, sarà sempre in agguato, figlia del passato, nemica del presente... attraverso i miei occhi appare così la paura.
Si può aver timore in un qualsiasi contesto, materiale oppure emotivo, si può aver paura di non arrivare alla fine del mese, si può aver paura dei battiti nel petto. Non esistono uomini o donne impavidi, sarebbero bravi solo a parole, non esistono certezze, la vita è piena di sorprese, ti confondi e ti perdi tra le tue insicurezze. Ci saranno sempre muri da abbattere, che tu sia felice oppure no, puoi rimanere fermo ad osservare la vita passare per sentirti al sicuro, comunque arriverà qualcosa o qualcuno a risvegliare il tuo cuore, tenerlo in piedi o scagliarlo ancora più in fondo, calpestarlo, sottrargli ossigeno.
A te spetta lo spavento e solo due scelte, restare seduto oppure alzarti e rischiare, prendendo una strada dimenticata o da inventare, andando verso un orizzonte sconosciuto. Per fare ciò serve coraggio, eterno nemico dell'angoscia, il coraggio che nasce dal desiderio di quel qualcosa o qualcuno capace di aprirti gli occhi, capace di accompagnare la tua anima oltre il buio. E così ti ritrovi come un cavaliere senza testa, all'eterna ricerca di un perché che dia un senso al tuo domani, con l'animo spavaldo, figlio del desiderio che ti ha fatto ritornare in vita.
Non accontentarti, non serve aggrapparsi a chiunque, bisogna riconoscere la propria Stella, l'unica vera fra tante, non smettere mai di inseguirla, fino a raggiungerla. Impresa difficile, ma non impossibile. Restare immobile oltre la tempesta del tuo passato non serve a nulla, non si può essere eternamente vittime di se stessi, inizia il tuo cammino, affronta i tuoi demoni, sconfiggi le tue paure.
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Eterna compagna qualsiasi cosa tu faccia, qualsiasi emozione tu possa provare, per quanta forza tu possa avere, sarà sempre in agguato, figlia del passato, nemica del presente... attraverso i miei occhi appare così la paura. Si può aver timore in un qualsiasi contesto, materiale oppure emotivo, si...
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Riflessioni

21 maggio 2017 ore 21:48 segnala
Immagino una società al contrario dove l'uomo non gioca più a fare dio, una dimensione nella quale tutti noi siamo vittime e carnefici allo stesso tempo. Una sola specie domina su tutte le altre, nessuno è innocente, ogni azione è incentrata sul guadagno, l'individuo in quanto tale non ha alcun significato.
Una visione non troppo diversa dall'odierna realtà, se non fosse per il fatto che non siamo noi a indossare i panni degli aguzzini, bensì qualcun altro che dichiara con forza e prepotenza la propria superiorità e autorità.
Se fosse reale sarebbe un'epoca durante la quale i nostri figli verrebbero ammazzati ancora prima che possano crescere per essere fatti a pezzi dall'ingordigia altrui. Uomini, donne e bambini verrebbero deportati ogni giorno per essere imprigionati, seviziati e uccisi in lager dagli odori nauseabondi. I carnefici, bigotti con le mani sporche di sangue, sarebbero rispettati e amati dalla società, colpevoli delle peggiori nefandezze si arricchirebbero a dismisura calpestando le loro vittime innocenti.
In questa visione uguale e contraria all'attuale il latte delle donne non servirebbe più a svezzare i figli, ma sarebbe bevanda, panacea di tutti i mali. Disgustoso elisir, frutto di mammelle spremute fino a farle sanguinare e infettare. Latte, sangue, pus e farmaci mescolati insieme, offerti al consumatore tenuto all'oscuro, ignaro della cruda verità.
I diritti non sarebbero contemplati, bisogni fasulli sarebbero creati a tavolino da un'economia spietata che non risparmia alcuno, a nessuna fattezza umana verrebbe attribuito il peso delle responsabilità. Le tavole imbandite con corpi dilaniati, i commensali ignoranti appagati.
Questa orribile violenza è realtà, la mia, la tua, sono le torture, gli abusi inflitti giornalmente ad altre specie, unica colpa la loro diversità. L'elenco delle mostruosità perpetuate nel nostro tempo è infinito, pochi sono realmente consapevoli di esserne complici. L'ignoranza porta a giustificare anche la peggiore delle azioni, il nostro mondo, il nostro modo di agire pare normale, uccidere è un diritto dovuto.
Parliamo di libertà, lodiamo l'amore, elogiamo la natura, guai a mettere in dubbio la nostra moralità, ma in effetti si lucra sulla vita e sulla morte, si uccide ogni giorno, si sfrutta il prossimo a proprio vantaggio e si giustifica apertamente il sistema per renderlo digeribile.
Ostaggi tenuti in scacco dal ricatto economico ci siamo giocati la dignità e l'illusione della nostra umanità. Per sentirci a posto con la coscienza basta l'indignazione di un momento e una parola di protesta, giusto una parola, stando attenti a non esagerare.
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Immagino una società al contrario dove l'uomo non gioca più a fare dio, una dimensione nella quale tutti noi siamo vittime e carnefici allo stesso tempo. Una sola specie domina su tutte le altre, nessuno è innocente, ogni azione è incentrata sul guadagno, l'individuo in quanto tale non ha alcun...
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Noi

05 giugno 2016 ore 21:39 segnala
Siamo sogni appena nati o già naufragati,
speranze sopravvissute alle difficoltà,
desideri che appagano al solo pensiero di realizzarli,
obiettivi da perseguire, mete da raggiungere.
Siamo lotte personali tra gioia e dolore,
lo sconforto di un attimo o a tempo indeterminato,
un'infinità di ricordi, scelte da mettere in discussione.
Siamo attori di uno spettacolo controverso,
commedia e dramma, giudizio e condanna.
Comparse e protagonisti per un pubblico senz'anima
con la presunzione di essere sempre nel giusto.
Siamo angeli senza ali per volare,
caduti esausti in lacrime nel mediocre, nel disagio.
Nemici della superficialità,
degli involucri vuoti, freddi, senza idee e pietà.
Siamo poveri eroi con il coraggio di guardarci dentro
e trovare la cruda realtà,
il nostro domani incerto, seviziato, calpestato.
Fedeli ad ogni istante passato e da inventare,
capaci di sentire ancora scorrere la vita.
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Siamo sogni appena nati o già naufragati, speranze sopravvissute alle difficoltà, desideri che appagano al solo pensiero di realizzarli, obiettivi da perseguire, mete da raggiungere. Siamo lotte personali tra gioia e dolore, lo sconforto di un attimo o a tempo indeterminato, un'infinità di ricordi,...
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Crescere

10 maggio 2016 ore 21:11 segnala
Il tempo del gioco è destinato a svanire, della tua infanzia resterà un lontano ricordo del quale forse gioire, ti ritroverai estraneo tra gli estranei, solo tra due sconosciuti. A loro devi la vita, un'esistenza immaginata e desiderata che il più delle volte non rispecchierà quella reale che ti attenderà in futuro. Il compito dei genitori dovrebbe essere quello di indicarti la via che ti dia la possibilità di farcela nel momento in cui dovrai confrontarti con un mondo ostile e per nulla equo nei tuoi confronti, in realtà possono solo plasmarti per renderti simile a loro, nella speranza che tu possa avere un'esistenza dignitosa.
Inciamperai sui confini del tuo piccolo universo, giusto o sbagliato che sia, gli stessi confini di tua madre e di tuo padre quando erano semplicemente dei figli, difficilmente li oltrepasserai se non affrontando il credo religioso, gli insegnamenti e gli esempi che hai assimilato durante l'arco della tua breve vita.
Dovrai integrarti, renderti almeno simile agli altri per non essere solo e se sarai diverso ti guarderanno con sospetto poiché ti daranno prima un prezzo e infine un'etichetta come se fossi un genere di consumo, un pezzo di carne senza l'anima, saranno pochi gli amici che ti seguiranno per quello che sei e non per quello che possiedi.
Ti confronterai con i sentimenti che busseranno alla tua porta, inizialmente saranno ingannevoli, finirai per credere di non riuscire a farne a meno, nel tentativo di sentirti sempre vivo. Incontrerai chi ti farà soffrire, chi ti darà conforto e, se sarai fortunato, amore incondizionato.
Cadrai nella trappola dell'egocentrismo dove non conta il dolore degli altri, ma solo quello che la tua anima e il tuo corpo sono in grado di provare, conoscerai l'egoismo.
Un giorno ti renderai conto che ti stai solo piangendo addosso creando il vuoto attorno a te, a quel punto aprirai gli occhi per guardare il mondo e comprenderai quanto sia inutile autocommiserarsi, quanto sia vano bagnare la terra priva di semi che possano germogliare. Capirai che le lacrime aiutano a colmare il vuoto che senti solo se scaturiscono mentre ascolti il dolore di chi ha veramente bisogno e la sofferenza delle vittime dell'indifferenza altrui, dell'ignoranza e dell'ipocrisia. A quel punto alzerai la testa e comincerai a dare voce a chi non ne ha, ti sentirai migliore, ma non sarà abbastanza e cercherai di fare di più. In ogni caso ne sarà valsa la pena, l'altruismo farà di te una persona migliore, farà di te un uomo.
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Il tempo del gioco è destinato a svanire, della tua infanzia resterà un lontano ricordo del quale forse gioire, ti ritroverai estraneo tra gli estranei, solo tra due sconosciuti. A loro devi la vita, un'esistenza immaginata e desiderata che il più delle volte non rispecchierà quella reale che ti...
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Libero pensiero

07 aprile 2016 ore 20:16 segnala
"Iustitia est constans et perpetua voluntas ius suum cuique tribuendi. Iuris praecepta sunt haec: honeste vivere alterum non laedere, suum cuique tribuere." (Eneo Domizio Ulpiano)

"La giustizia consiste nella costante e perpetua volontà di attribuire a ciascuno il suo diritto. Le regole del diritto sono queste: vivere onestamente, non recare danno ad altri, attribuire a ciascuno il suo."

Sarebbe meraviglioso se queste regole venissero applicate nella realtà, invece la specie umana è l'unica a creare differenze tra le razze e tra individui nel proprio contesto sociale. Siamo unici per stupide convinzioni, di certo non per la nostra natura.
La nostra è un'invasione caotica che ci coglie impreparati nella salvaguardia dell'ambiente, la nostra evoluzione stravolta dall'interesse personale che ingrassa un sistema colluso. Sistema che contempla ogni tipologia di arricchimento tranne quello culturale, che annulla di fatto la capacità di valutare senza preconcetti gli eventi della nostra epoca, che esalta il "pensiero unico", causa della spersonalizzazione del singolo.
Troppi parlano sotto dettatura, riferiscono dogmi che sono stati inculcati loro da pseudo sapienti e in pochi riescono a forzare le sbarre invisibili della mediocrità, parte integrante, fondamento di questa società. Siamo scimmie dal pelo diradato ormai incapaci di evolversi in qualcosa di più, incapaci di sentire oltre il nostro stesso dolore abbiamo annegato l'empatia nell'egoismo.
Ci hanno divisi, classificati per riconoscere ognuno di noi nel momento di pagare il dazio, siamo merce inconsapevole. Abbiamo lasciato che ci rubassero la capacità di sognare e desiderare giustizia e abbiamo tenuto ben stretto il bisogno di possedere. Persino l'amore spesso diviene un contratto, le condizioni materiali che producono benessere non devono venire mai a mancare, pena il disagio e la fine del rapporto.
Siamo schiavi di un'oligarchia che ripudia fratellanza, uguaglianza ed equità, che annichilisce i pensieri attraverso il convincimento mediatico controllato da uno stato illegittimo. Mantenere il popolo nell'ignoranza e nel perpetuo bisogno è l'unico obiettivo di coloro che stanno al potere, abilissimi artefici della "distrazione di massa", attraverso la politica, la religione, la razza, la sessualità, persino lo sport.
Sempre divisi, estremamente critici e collerici gli uni verso gli altri, facciamo il gioco dei nostri padroni, li lasciamo proliferare indisturbati poiché nessuno è in grado di contrastarli. Molto poco è cambiato dai tempi bui del Medioevo ad oggi, la giustizia uccisa e la luce della speranza spenta per sempre.
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"Iustitia est constans et perpetua voluntas ius suum cuique tribuendi. Iuris praecepta sunt haec: honeste vivere alterum non laedere, suum cuique tribuere." (Eneo Domizio Ulpiano) "La giustizia consiste nella costante e perpetua volontà di attribuire a ciascuno il suo diritto. Le regole del...
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Duello

21 febbraio 2016 ore 21:30 segnala
La speranza è una flebile luce accesa nel buio delle nostre insicurezze, nei momenti più difficili della nostra vita ci dona la forza per sognare, ma è pure una condanna quando il dolore è sopraffatto dall'indifferenza e il sogno diviene utopia.
Cadiamo e l'aver fiducia nel futuro ci aiuta a rialzarci, ancora alla ricerca di un'altra possibilità. Siamo così fragili e ci crediamo così forti, è solo il bisogno di vivere e d'amare che ci porta a fantasticare un universo ancora da scoprire, pervasi dal desiderio di un'esistenza migliore.
Siamo i figli di una stella sconosciuta che ci ha donato la vita però non basta, spesso, quando le difficoltà divengono troppo pesanti, non siamo in grado di andare avanti e ci lasciamo trascinare dall'oblio dell'inquietudine.
Aspettiamo un angelo che tarda a venire; nella solitudine siamo costretti a confrontarci con noi stessi, ci fingiamo acrobati senza paura, ma lo specchio riflette ciò che non vorremmo essere. Sono le altre persone che ci fanno sentire importanti, è l'incontro di due anime ad aprire le porte del nostro cuore che si tuffa nella realtà e assaporiamo la nostra vera natura.
Vivere, amare, sognare e volare, camminare a testa alta sempre e comunque senza mai voltarsi indietro, la schiena dritta e l'orgoglio di un guascone, fendere con la spada le mie avversità, non chiedo altro a me stesso e a questo vile mondo. Voglio un animo nobile che non indietreggi lungo la rotta che mi condurrà al mio porto, voglio nutrire il presente tenendo viva la speranza e fiducioso inseguire il futuro.


"Io me ne vo… Scusate: non può essa aspettarmi.
Il raggio della luna, ecco, viene a chiamarmi."

(Cyrano de Bergerac)
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La speranza è una flebile luce accesa nel buio delle nostre insicurezze, nei momenti più difficili della nostra vita ci dona la forza per sognare, ma è pure una condanna quando il dolore è sopraffatto dall'indifferenza e il sogno diviene utopia. Cadiamo e l'aver fiducia nel futuro ci aiuta a...
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Clochard

07 dicembre 2015 ore 21:47 segnala
Cammini in questo mondo di parole vuote, di volti indifferenti.
Piangi uomo mai nato,
perso tra il vento e le onde impetuose del tuo presente,
mare in tempesta che rompe gli argini.
Cielo che si confonde con il grigio dei palazzi,
costruiti uno accanto all'altro,
a soffocare il verde di un passato recente
e la tua vita confusa nel tempo che scorre.
Tu non cresci perché malato di ricordi,
prigioniero di un'immagine sbiadita che più non ti rispecchia.
Chiedi l'elemosina
e ancora insegui quella donna che senti di amare.
Una sua vecchia foto sul marciapiede, un volto, un cuore rosso,
come l'avesse raggiunta la morte,
dopo un'esistenza che vi ha messo in croce.
Anima sgretolata la tua,
che ha smarrito la speranza per quella meta mai raggiunta,
al tuo fianco nemmeno pietà
e un giorno che volge alla fine.
Tra una panchina e un marciapiede, vecchie coperte e giornali,
con un mozzicone raccolto chissà dove,
seduto a terra osservi opportunisti e fortunati,
in questa notte che avvolge il tuo dolore.
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Cammini in questo mondo di parole vuote, di volti indifferenti. Piangi uomo mai nato, perso tra il vento e le onde impetuose del tuo presente, mare in tempesta che rompe gli argini. Cielo che si confonde con il grigio dei palazzi, costruiti uno accanto all'altro, a soffocare il verde di un...
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Occhi aperti

27 ottobre 2015 ore 21:43 segnala
La prima volta che lessi la parola "veganismo" non avevo idea di cosa significasse, vedevo immagini con la scritta "Go Vegan" a simboleggiare l'antispecismo e la "liberazione animale" e, nel constatare la determinazione di tante persone, provavo timore misto a rispetto. Grazie ad Internet e ai social network, la libera informazione scevra da influenze politiche, religiose ed economiche ne ha divulgato principi e valori che purtroppo molti ancora non comprendono. Uomini e donne condizionati da errati insegnamenti che mirano a legittimare la produzione di prodotti dannosi per noi stessi, le altre specie e l'ambiente e il consumo forsennato di ciò che non ci serve per niente o solo in minima parte di quanto la pubblicità e il pensare comune vogliono farci credere.
Essere vegani comporta mettere in discussione un'economia che troppo spesso pone le proprie fondamenta sullo sfruttamento, sulla sofferenza e sulla morte altrui. Cicli produttivi che non si fermano davanti a nulla (lavoro minorile, allevamenti lager, deforestazione, decimazione delle popolazioni indigene) e guadagni esorbitanti destinati alle solite multinazionali, ai soliti ricchi, ai soliti corrotti, ai soliti sfruttatori, ai soliti assassini.
Veganismo significa pari diritti e pari dignità per ogni animale, umano e non. E' il nemico più insidioso dell'antropocentrismo, dottrina che pone l'uomo al centro di tutto, l'essere più evoluto che può sottomettere tutte le altre specie, a cui si trova giustificazione per ogni nefandezza commessa. E' visione biocentrica, fulcro di ogni cosa la vita, ogni singola vita. Veganismo è rispetto per ogni creatura e azioni concrete per la liberazione umana e animale, lontana dagli schemi dettati dalla politica e dagli obblighi scaturiti da leggi speciste.
Partendo dal presupposto che l'informazione è solo un'imposizione che ci etichetta e indirizza a suo piacimento e che il pensiero comune ci distoglie da ciò che invece dovremmo conoscere e a cui dovremmo ribellarci, un giorno mi sono posto delle domande e ho cercato le risposte.
Mi sono chiesto se maiali e vitelli, prima di essere macellati, se la ridono, se la Lola è veramente contenta di donarci il suo latte, se le galline non vedono l'ora di rompersi il culo per noi, se il tonno è felice di essere così tenero da essere tagliato con un grissino. Mi sono chiesto se fosse giusto mangiare esseri senzienti quando in realtà non ne avevo alcun bisogno dal momento che le proteine vegetali sono in grado di soddisfare tutti i miei bisogni nutrizionali. Mi sono chiesto quale immane dolore dovrei sopportare se mi fosse strappata la pelle o se fossi vivisezionato in nome della falsa scienza che si chiama guadagno, quanta umiliazione dovrei sentire se fossi imprigionato e maltrattato in un circo, quanta paura dovrei provare mentre un fucile reclama il trofeo da strappare al bosco.
Trovai le risposte, iniziai a soffrire con gli animali, ad infuriarmi per loro. Urlerò per la loro libertà, se sarà necessario aprirò le gabbie e affronterò gli aguzzini, perché essere vegano non è una moda o seguire una dieta salutare, è molto di più, è rabbia, coraggio e dignità, è voce che doni a chi voce non ha. Non sarò mai più complice di chi dispensa terrore, agonia e morte, rispetterò ogni forma di vita, senza distinzione di specie e di razza, lotterò con la forza e il coraggio che scaturiscono dalla consapevolezza di essere dalla parte giusta della barricata. Le offese e il giudizio del mondo non mi faranno mai vacillare, l'ipocrisia non mi appartiene e la coerenza accompagnerà i miei giorni. Ho aperto gli occhi, non li chiuderò mai più.
Tanti occhi non trovano più pace, pensaci, forse anche per i tuoi occhi è arrivato il momento di vedere.
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La prima volta che lessi la parola "veganismo" non avevo idea di cosa significasse, vedevo immagini con la scritta "Go Vegan" a simboleggiare l'antispecismo e la "liberazione animale" e, nel constatare la determinazione di tante persone, provavo timore misto a rispetto. Grazie ad Internet e ai...
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