Duello

21 febbraio 2016 ore 21:30 segnala
La speranza è una flebile luce accesa nel buio delle nostre insicurezze, nei momenti più difficili della nostra vita ci dona la forza per sognare, ma è pure una condanna quando il dolore è sopraffatto dall'indifferenza e il sogno diviene utopia.
Cadiamo e l'aver fiducia nel futuro ci aiuta a rialzarci, ancora alla ricerca di un'altra possibilità. Siamo così fragili e ci crediamo così forti, è solo il bisogno di vivere e d'amare che ci porta a fantasticare un universo ancora da scoprire, pervasi dal desiderio di un'esistenza migliore.
Siamo i figli di una stella sconosciuta che ci ha donato la vita però non basta, spesso, quando le difficoltà divengono troppo pesanti, non siamo in grado di andare avanti e ci lasciamo trascinare dall'oblio dell'inquietudine.
Aspettiamo un angelo che tarda a venire; nella solitudine siamo costretti a confrontarci con noi stessi, ci fingiamo acrobati senza paura, ma lo specchio riflette ciò che non vorremmo essere. Sono le altre persone che ci fanno sentire importanti, è l'incontro di due anime ad aprire le porte del nostro cuore che si tuffa nella realtà e assaporiamo la nostra vera natura.
Vivere, amare, sognare e volare, camminare a testa alta sempre e comunque senza mai voltarsi indietro, la schiena dritta e l'orgoglio di un guascone, fendere con la spada le mie avversità, non chiedo altro a me stesso e a questo vile mondo. Voglio un animo nobile che non indietreggi lungo la rotta che mi condurrà al mio porto, voglio nutrire il presente tenendo viva la speranza e fiducioso inseguire il futuro.


"Io me ne vo… Scusate: non può essa aspettarmi.
Il raggio della luna, ecco, viene a chiamarmi."

(Cyrano de Bergerac)
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La speranza è una flebile luce accesa nel buio delle nostre insicurezze, nei momenti più difficili della nostra vita ci dona la forza per sognare, ma è pure una condanna quando il dolore è sopraffatto dall'indifferenza e il sogno diviene utopia. Cadiamo e l'aver fiducia nel futuro ci aiuta a...
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21/02/2016 21:30:20
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Commenti

  1. lupa.sogna 22 febbraio 2016 ore 18:14
    il frutto del tuo pensare deve essere per te motivo di vanto... :rosa

    "... Lo so, bella scoperta, perché battersi solo se la vittoria è certa? Più bello quando inutile, tra scocchi di scintille. Chi sono tutti quelli? Ma siete mille e mille! Ah, sì, vi riconosco, nemici miei in consessi, menzogna, codardia, doppiezza, compromesso, lo so che alla fin fine voi mi darete il matto, che importa, io mi batto, io mi batto, io mi batto! Voi mi strappate tutto, l'alloro e la rosa. Servitevi. Malgrado voi, mi resta un'altra cosa che è mia. E quando a sera entrerò in quel di Dio, spazzerà il mio saluto l'azzurro sfavillio e offrirò con l'orgoglio che mai macchiai né macchio, l'indomita purezza del... mio pennacchio." (Cyrano - film)
  2. CavaliereArcano 22 febbraio 2016 ore 18:26
    "... Ma poi che cosa è un bacio? Un giuramento fatto un poco più da presso, un più preciso patto, una connessione che sigillar si vuole, un apostrofo roseo messo tra le parole t'amo; un segreto detto sulla bocca, un istante d'infinito che ha il fruscio di un'ape tra le piante, una comunione che ha gusto di fiore, un mezzo di potersi respirare un po' il cuore, e assaporarsi l'anima a fior di labbra!" (Cyrano, Atto III, scena IX)

    Lupacchiotta :rosa
  3. AllegroRagazzo.Morto 22 febbraio 2016 ore 20:56
    @CavaliereArcano

    probabilmente il bagaglio accumulato delle proprie sensazioni è anche frutto delle proprie esperienze... detto questo, accadono continuamente eventi che possono anche inconsciamente spingerci in una direzione e nella stessa opposta. Possono essere interazioni, pensieri, meteoriti, carezze, nature ancor più coriacee della nostra o soltanto più esili e non in quanto a forza, solo meno aggrappate a ciò che a volte ci sproni o ci affondi.

    Tutto ciò spesso mina le proprie certezze e forse non è è nemmeno questo un aspetto negativo... con il tempo ho imparato, forse, a non dar mai nulla di/per scontato e soprattutto, adesso, diffido del (mio) cuore e del (mio) cervello, confido altresì nella capacità del fegato di reggere anche al/il prossimo giro.

    Se sia vero l'assioma secondo il quale, ciò che non ci uccida ci renda più forti allora saremmo tutti dei grandi blocchi monolitici inattaccabili, ma l'umano è debole nella sua splendida imperfezione e per codesto motivo resteremo sempre vulnerabili e destrutturabili.

    Importa probabilmente come ci si adatti... o come semplicemente ad un certo punto o/e per un qualunque motivo, volutamente o meno, si smetta invero di farlo.
  4. Salyma.DDC 23 febbraio 2016 ore 09:22
    Di speranza e di sogni si vive e non credo all'indifferenza, non quella che intendi tu.
    E non è vero che siamo fragili e ci sentiamo forti, è l'esatto contrario: Noi siamo forti e solo in alcune determinate situazioni ci sentiamo fragili.
    In certi casi si deve reagire senza duellare. E' solo con il dialogo e la pazienza che si riesce ad ottenere ciò che in realtà vogliamo.
    Il raggio della luna deve solo illuminare le menti di coloro che, pur essendo lontani prendono luce dallo stesso identico fascio di luce.
    E tu sai a cosa mi riferisco!
    :staff
  5. CavaliereArcano 23 febbraio 2016 ore 19:08
    Con il tempo ho imparato a navigare nelle mie incertezze e a non farmi influenzare dalle altre persone, ma continuamente cerco di carpire e valutare il pensiero altrui, la vera essenza dell'essere umano. L'anima così tanto enfatizzata assume i suoi contorni perché alimentata da principi e valori strettamente personali. Il mettersi a confronto, il saper osservare i propri difetti e perché no, ironizzare su di essi, fa parte dell'evoluzione del singolo individuo, chi non si mette in gioco, chi non cerca di migliorarsi, chi continua a sopravvalutare la specie umana a scapito di ogni altra forma di vita, non può sperare di progredire. Molti fattori influenzano la crescita o l'inaridimento morale delle persone, dal credo religioso all'appartenenza politica, dal nucleo famigliare agli studi intrapresi, alla casualità degli eventi. Il vero duello, a mio avviso sta nel "sopravvivere" a tutto questo, non lasciandosi condizionare da una realtà spesso alterata da grossi interessi economici, siamo solo pedine, ma non facciamoci schiacciare, facciamo sentire la nostra voce e gridiamo anche per chi voce non ha mai avuto.

    Grazie AllegroRagazzo.Morto
  6. CavaliereArcano 23 febbraio 2016 ore 19:19
    La fragilità che ci contraddistingue è un qualcosa di complesso, ma anche molto bello e significativo. Per quanto mi riguarda, la vita è un eterno duello al quale non mi sottraggo, non è la vittoria che mi interessa, quanto il lottare ogni giorno per restare me stesso. Ognuno di noi, attraverso pensieri e ideali strettamente personali, emana luce e dal momento che decidiamo di condividere la nostra luminosa essenza, possiamo affermare senza ipocrisia di esistere non solo per noi stessi, ma anche per gli altri, esseri umani e non.

    Un abbraccio Anna
  7. Moscan.sx 28 febbraio 2016 ore 23:47
    C'è un tratto di vita importante,nelle tue parole:la delusione. Ce n'è un altro determinante: la voglia e la forza di riprendersi tutto,l'augurio che si torni ad essere ciò che si è sempre stati e cioè forti e liberi.
    Libertà e speranza nelle tue parole,passione e malinconìa,audacia e dubbio ma soprattutto c'è tanta vita che sgorga impetuosa. Ciao!
  8. CavaliereArcano 01 marzo 2016 ore 21:42
    Sembra retorica, ma è realmente così, non ci si sente soddisfatti con la pancia piena se non si conosce la fame, non si apprezza il riposo se non si conosce la fatica, non si ride di gusto se non si ha mai pianto. E le delusioni della vita non sono altro che le chiavi che aprono le porte alla voglia di rialzarsi, alla forza e al coraggio di riprovarci dopo ogni batosta.

    Ciao Moscan e grazie
  9. Elazar 08 ottobre 2016 ore 22:06
    Ciao Riccardo, i commenti tardivi sono ricerca. Cosa saremmo senza utopia ? Nulla ci innalza come la speranza e la volontà di concepire ben altra luce che non la semplice materia oscura in cui tutto sembra vagare. Sapessi quanto mi è caro Cyrano, anche il suo non naso era utopia di perfezione da opporre ai limiti di un mondo agonizzante. E di quel suo amore nascosto, misterioso, invisibile, utopico potremmo forse dire che non è grande come una stella ?
  10. CavaliereArcano 11 ottobre 2016 ore 21:31
    L'assenza di utopia è preludio della fine inesorabile dell'essere umano. Tutte le più grandi opere, le gesta più importanti della nostra storia hanno avuto origine da un'idea all'apparenza irrealizzabile, da un pensiero rivoluzionario al quale dare forma e sostanza. La speranza gioca un ruolo fondamentale in tutto questo, è solo attraverso di essa che troviamo la costanza per riuscire a farcela. L'amore di Cyrano per Rossana, oltre a essere grande come la sua stella irraggiungibile, è la sua ragione di vita, è il sangue che gli scorre nelle vene, la sua gioia e il suo tormento, la consapevolezza che ne sarà sempre valsa la pena.

    Grazie Silvano

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