Il mio Stato ideale contro questo attuale: palla al centro.

18 aprile 2019 ore 10:21 segnala

Vivo a Roma … e ci sono pure nato. Negli anni ho visto distruggere tutto quello che per anni aveva garantito un “decoro sociale” all’intera comunità nazionale. I veri problemi c’erano … ma stavano all’apice di questa: mafia, brigate rosse e nere, bande armate e, ahite ahite, nientepopodimeno che servizi dello stato deviati. Almeno questo si leggeva sui giornali. Tutto il resto, era un brulichio di convivenza accettabile tra le varie componenti della società stessa: molto laboriosa e interagente tra essa.

C’era si il ladro ma c’era pure il metronotte (oltre al classico poliziotto) da cui scappare … inoltre … c’era la morale della Chiesa e c’erano le anime ritenute perse aggregate come fosse un gregge … c’era l’aiuto incondizionato della gente e c’era il barbone indigente … c’era il lavoro con il suo sindacato … c’era il bullo della scuola e il bullo di quartiere …. e c’era chi, quest’ultimi pure, li sapeva apprezzare giacchè ognuno di loro seguiva un’etica, una morale con quasi una vena prettamente romantica. Insomma … ognuno svolgeva il suo mestiere (ruolo) convivendo in maniera accettabile con gli altri.

Purtroppo, la strada intrapresa è stata quella che si intuiva già a suo tempo: contrastare, quasi ci fosse un disegno perverso, la Chiesa, i metronotte privati e le guardie della pubblica sicurezza … nonché il bulletto che incuteva rispetto … imponendolo come comune denominatore anche per gli altri … oppure il sano e vero volontariato di chi di suo ci metteva il sentimento in quel che operava (oggi il volontario è spesso “salariato” e fa gola a molti) … e tanta, tanta altra roba del genere … che non ha portato altro che a distruggere quelle basi conviviali che esistevano ai tempi dei nonni.

Se posso espormi in un azzardo … tutto ha cominciato a degenerarsi da quel lancio di estintore nei riguardi di quei carabinieri all’interno di una camionetta assediata da insorti manifestanti violenti. Non che in precedenza non vi fossero state delle avvisaglie che qualcosa non andasse … però … quel “consueto” fatto che si presentava ad ogni manifestazione aprì il contenzioso con lo Stato sul fatto che talune persone potessero avere licenza di uccidere o, nel migliore dei casi, distruggere.

Se nel tentativo andato male fossero rimaste uccise le persone insorte, però, sfacciatamente ci si sarebbe appellati ad un diritto di sorta che vedeva la divisa colpevole e loro (gli insorti) dei santi. Cosa hanno portato gli insorti nel nostro paese? A me sembra un intento di raggiungere l’anarchia pura. Almeno i partigiani una parvenza di stato sociale lo crearono a beneficio di tutti. I “ribelli” di oggi, invece, sembrano solo voler ottenere “miele”. “Chi più lo produce?” … verrebbe da chiedersi … se ogni giorno si riscontra il successo di veder minati pezzi di uno Stato?

Anche con chi si drogava si è raggiunto l’assurdo. Talune menti ragionavano diversamente da come si dovrebbe (a mio modesto avviso) … ovvero: se il drogato avesse sputato, insultato o aggredito un servitore di Stato di turno … qualora fosse rimasto ucciso per pestaggio o per ritorsione esplicita volta a rieducarlo … ci si sarebbe dovuti appellare al diritto di passare per innocenti. Come a voler ottenere il diritto di essere carnefice negando questo diritto a chiunque altro sia diventato altrettanto esasperato. Da quel dì, infatti, che la legge arranca malamente a tal punto di passare per malfunzionante. Iniqua sempre … da qualsiasi punto di vista si guardi; ma al tossico è concesso “svalvolare” … mentre a nessun altro in divisa viene ammesso.

Lo si è visto, come accennavo prima, già in quello che capitò ai vari brigatisti di tutti i colori politici. Chi è diventato un illustre professore, chi un santo … chi un intellettuale al pari di quel Battisti riacciuffato dopo circa 40 anni … chi libero di agire, insomma. Eppure alle loro spalle, dietro la pressione del loro dito sul grilletto, avevano lasciato fiumi di uccisioni senza cordogli o lacrime emesse dallo Stato in nome di queste vittime. Tutti trattati come vengono trattati i pentiti per continuare bellamente nel rimanere impuniti. Nessuno va più in galera … ma si urla a squarciagola che ci dovrebbero andare solo coloro i quali hanno creduto nello Stato creato dai nostri partigiani.

Chi uccide, infatti, si ascolta e lo si supporta; … chi muore … “sticazzi” (pardon) … sembra dire. Una sorta del contrasto ai pulman dei turisti che il Comune fa qui nella città eterna oggi. Paradossalmente … i turisti venuti a far visita delle nostre bellezze … si multano e li si combattono ovunque … piuttosto di incoraggiarli a venire ancora di più in massa per arricchire in maniera equa in nome del turismo da offrire (pure Venezia ha adottato questa insana mentalità, pensate un po’). No. Da diversi decenni si pensa a multare pulman vietandone l’accesso nella città da visitare. L’alternativa offerta … è il “nostro” sistema dei mezzi pubblici locali. Ridicolo, non credete?

Dicevo … del bullo del rione: questo … nel punire chi sgarrava … rimaneva fedele nel suo ruolo che, a titolo, si era ritagliato. Nessuna escalation si paventava; nessuna richiesta estorsiva nei confronti di commercianti … nessuna adozione di commercio di droga da farsi per portare a spacciare dei fidati pusher la sua “roba” … nessun traffico di prostituzione coatta … nessune armi da smerciare come fossero caramelle … insomma … il bullo era quasi una sorta di sceriffo naturale … non stipendiato, tra l’altro. Scomparso, giacchè osteggiato con la scusa del bullismo da contrastare … non gli hanno eretto nemmeno una statua da dedicargli al valor sociale di allora (mentre oggi si intitolano strade e aule consigliari a veri e propri malfattori).

Un mondo che gira al contrario, quindi … dove se un mediocre gitano volesse fare business … con la città intera … ci potrebbe riuscire facilmente giacchè lo Stato, inconsapevolmente (forse), gli ha preparato la corsa. Una corsa lanciata a manetta … con calci, pugni e vessazioni dure da parte di “famiglie” passate alle cronache locali come “casati” da rispettare; … addirittura riproposti come miti nei film e nelle saghe televisive odierne. Quasi come fossero da emulare, se in cerca di potere. Né etica, né morale, né romanticismo espresso in nome di una giustizia spiccia da apprezzare.

Alla politica, questa filosofia di “smantellamento” di ciò che era considerato sano a tutti gli effetti, pare sia andata bene (ma ultimamente qualcosa sembra stia cambiando tornando un po’ indietro incontro a ciò che apparteneva al passato); del resto, anche nei suoi ambienti (the parlament) vi era la presenza di “delinquenti” incalliti … e certo … nulla avrebbero potuto fare per ostacolare simili ambienti che crescevano nello sbando più totale: le mafie nigeriane e di quant’altro di straniero fosse entrato nella comunità italiana, per fare un esempio … oppure extracomunitari che facevano a pezzi delle ragazzine stuprandole. Tutto pareva si dicesse fosse concesso; una sorte di quel famoso estintore di cui parlai prima … in nome quasi di un tacito assenso.

Provate a girare senza documenti della vostra auto … e gustatevi pure la reazione del poliziotto al posto di blocco … a cui, quella mentalità bacata della politica, gli ha imposto di fare. Vedrete che sareste puniti all’inverosimile senza che voi abbiate vessato, ucciso o rubato in alcun modo. Non avevate la licenza per farlo? … anzi … ne avreste avuto la facoltà … ma non lo avete fatto per morale, etica e raziocinio sano? “Peggio per voi” (sembra sia la morale detta).

A tal riguardo … per giocare un po’ con gli insetti … voglio descrivere come potrebbe nascere una società maledetta. Dunque … immaginate io sia la mente perversa che vuole imporre la propria mentalità truffaldina. Mi dovrei inserire in una società variegata raggiungendo menti da plagiare mattina e sera. Le menti sono … che ne so … quella delle formiche, operaie e operative in ogni mestiere … quella delle cicale sempre a cantare e suonarsela prima che venga il gelo … quella dei bacherozzi, scaltramente da far considerare per tali da tutti gli altri giusto per togliergli il rispetto che avrebbero nel ruolo che hanno con la loro divisa … e infine i ragni … che tessono la tela attorno alle vittime strozzandole di debiti, di estorsioni, di vessazioni varie al fine di farli vedere crescere come braccio armato all’abbisogna.

Chissà quante volte, io Stato (mente perversa) avrò bisogno dei ragni per mantenermi inalterato nel potere di cui disporrò con i miei “amici”. Una sorta del “cecato” e di quell’altro “buzi” che invece di stare a fare gli ergastolani gestivano patrimoni da capogiro creati in nome dell’illecito cogestito con i poteri forti della nostra società (qui a Roma).

Ma torniamo a noi e all’ipotesi di creare uno stato malefico: avendone bisogno (sempre dei ragni) … li gestirò per il meglio. Li riunirò in quella parte della città lasciando svalutare ciò che investitori a me conniventi compreranno per due lire … e dopo qualche anno li sposterò di nuovo altrove … facendo rivendere il comprato con un plus guadagno eccezionale, arricchendosi a dovere; … per poi investire di nuovo a due lire laddove, grazie alla presenza loro (dei ragni), il mercato sarà crollato. A me spetterebbe una buona fetta, non pensate?

E allora … vai con le tele … vai con i bacherozzi da ignorare o da non considerarli affatto … vai con le cicale da fornire loro delle chitarre concesse a pagamento a suon di percentuali da strozzo per fare business … e vai con il punire le formiche che gireranno senza alcun documento per annientarle. Tutto questo … con i millepiedi che girano a destra e a manca per sconquassare ciò che di sano si era costruito nel passato. Inutile dirvi che i millepiedi sono gli extracomunitari non muniti di documento). Vi è piaciuto il mio “Stato” ideale? (è sarcasmo, sia intesi).
:zompa
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Razzismo, questo sconosciuto

15 aprile 2019 ore 10:51 segnala

Si sta sempre più spargendo l’idea che gli italiani siano un popolo razzista; erroneamente a mio modesto avviso. Più passano gli anni e più cresce questa insana sensazione di sentimento: l’odio razziale. Io mi dissocio, sia intesi. Essere razzista, dal punto di vista dell’etnia a cui appartengo, mi farebbe apparire impopolari musicisti dal calibro di Jimmy Hendrix, Bob Marley e tanti altri ancora … neri di carnagione.

Oddio … non che Wess (che i più grandicelli, dovrebbero ricordarselo) mi faceva impazzire … ma con lui ci fu la Dory Ghezzi … che ai miei gusti musicali lo fece sdoganare con quel duetto composto appunto tra loro due per partecipare ad un’edizione del passato di Sanremo. Dory Ghezzi, già: … veramente una bella donna capace di far sognare chiunque (neri inclusi); poi se la sposò nientepopodimeno che il grande De Andrè (ve la dovreste ricordare).

Nello sport pure (ad eccezione di Hamilton, il corridore di Formula Uno, che mi starebbe sul cacchio pure se fosse un bianco), ho i miei miti: Cassius Clay per la boxe (ma anche quel cazzarone di Tyson, che in un incontro mozzicò un orecchio sul ring contro il suo temibile avversario Hollyfield) … oppure Amarildo … ai tempi in cui seguivo nel calcio la mia Roma … che simpatizzavo per lui da bambino … o il velocista Karl Lewis … imbattibile come il vento o come un Apollo bianco nella sua specializzazione: … insomma … molti sportivi di colore vengono tutt’oggi considerati altrettanto bravi alla stessa stregua di Maradona. Pelè, però, per me, rimane il migliore in assoluto di tutti i tempi (giudizio personale indipendentemente dal colore della pelle o della maglia).

Per non parlare di ebrei, islamici, Testimoni di Geova o di altre religioni in cui, indipendentemente dal loro culto, hanno avuto in loro illustri personaggi come Einstein (per gli ebrei), lo stesso Mohamed Alì (citato prima per gli islamici) … e … dunque … e … dunque … boh … non mi viene nessun Testimone di Geova da prendere come esempio (ma ciò non vuol dire che si possano odiare solo per il fatto che si fanno i cacchi loro). Insomma … una comunità più è larga e variegata e più la si dovrebbe apprezzare per quel che da essa si partorisce come mito.

Anche gli zingari hanno i loro beniamini VIP a tutti gli effetti. Nel pugilato, per esempio, ci sono i Casamonici; … oddio … a me sortiscono lo stesso effetto che mi trasmette Hamilton della Formula Uno … però, ciò non vuol dire che non valgano una cicca. Anzi, hanno una opportunità in più per sdoganarsi dalla loro solita condizione conosciuta un po’ da tutti: non fare un cacchio da mattina alla sera se non cimentarsi con ciò che più sanno fare meglio (ma non chiedetemi cosa … altrimenti mi accuserebbero di razzismo).

Ma tornando al mio discorso iniziale, giusto per farvi capire che l’italiano medio non è assolutamente razzista … voglio descrivere quanto mi è capitato giusto stamattina con la mia auto. La stavo guidando tranquillamente … fino a che, a ridosso di un incrocio, mi ha attraversato sulle strisce pedonali un (credo) pachistano. Stavo, sia pur lentamente, sorpassando un mezzo pubblico che aveva la sua fermata lì di fianco. Nell’attraversare davanti ad esso, il pachistano si è ritrovato il cofano della ma auto quasi a ridosso del suo corpo. Nulla di grave, per carità; mi è bastato frenare con più veemenza … ma il suo sguardo è stato molto eloquente. Sembrava fosse … se non incazzato … risentito all’inverosimile.

Se veramente fossi stato razzista (o solo anche intollerante), avrei dovuto urlargli qualcosa tipo “ma ‘ndo cazzo vai, brutto scemo. Voj vedè prima chi passa quanno esci da ‘na corsia impallata da ‘n autobus … pe’ entrà in ‘n’artra caregiata?” … ma non l’ho detto. Devo ammettere che pure lui non è inveito contro il sottoscritto con il suo idioma adottando lo stesso concetto visto però dal suo punto di vista … però, e ci tengo a dirlo, se quell’individuo fosse stato un altro … che ne so … un italiano … quanto espresso nell’esempio di poc’anzi … glel’avreii ben volentieri urlato. Una sorta del “mannaggia a chi te muerte” napoletano … o del nostrano “limortaccitua” inflazionati nel linguaggio quotidiano per ogni cosa. Ma vi assicuro … non è razzismo. Se non mi credete chiedetelo ad un napoletano.

Se a quell’individuonon gliel’ho urlato, si è trattato anche di sensibilità acuta. Infatti, non so se mi avrebbe capito in quello che avrei a lui urlato. So soltanto che, per non rischiare di essere tacciato per razzista anche nei confronti di chi presenziava in quell’incrocio, ho abbassato gli occhi per evitare il suo sguardo di disappunto. Mi è andata bene. Lui per la sa strada … io per l’altra. Chissà se questo comportamento paga alla stessa misura anche in altre situazioni.

Una donna, per esempio, che viene violentata da un extracomunitario … si sarebbe salvata se lo avesse evitato accuratamente nel provocarlo alla maniera nostrana? Da noi una minigonna è normale … per altre culture … invece … potrebbe essere un’occasione da prendere al volo. E se quella ragazza avesse scelto un burqa da indossare avrebbe fugato ogni sospetto nel passare per razzista, scampandosela dall’essere violentata? Non credo … però che casino che è ragionare.

Certo, viene da pensare che se non fosse venuto a Roma quel pachistano … quell’incrocio lo avrei passato senza alcuna esitazione. Non ci sarebbe stato su quelle strisce pedonali, infatti. Lui … che ne so … a Karachi … ed io a Roma con gli italiani e i napoletani che ormai ci capiamo tra noi pure con i dialetti più stretti … senza offenderci nello scambio di commenti. Alla stessa maniera sarebbe stato anche per il violentatore extracomunitario … in cui la donna sempre in maggior numero di casi paga in prima persona. E guai a darle della razzista … (o del campanilista … qualora il violentatore fosse stato napoletano, barese o milanese.

Infatti, in questi casi … e qui si dovrebbe aprire una ufficiale petizione … almeno si concedesse un sacrosanto “limortacci tua” (… un “mannaggia a chi te muerte” … o similare) da esternare contro al responsabile del misfatto … senza far rischiare alle vittime di essere tacciati pure di razzismo. Oltre il danno, la beffa … appare oggi; … ben sapendo che chi commette questi atti criminali (non alludo all’inveire contro, ma alla violenza carnale) può tranquillamente appellarsi al suscitare il risentimento di chi vuol evidenziare l’offesa grave subita. Dalla serie “non sono io il problema … ma sono loro italiani ad avercela con chi è diverso etnicamente o con chi proviene da altre parti del mondo per intralciare le loro strade”.

Paradossalmente, una volta preso in flagranza di reato, a lui verrebbe ammesso dire “limortaccivostra” (nella sua lingua); … alla vittima italiana invece no. Se lo fa, potrebbe passare per razzista.
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« immagine » Si sta sempre più spargendo l’idea che gli italiani siano un popolo razzista; erroneamente a mio modesto avviso. Più passano gli anni e più cresce questa insana sensazione di sentimento: l’odio razziale. Io mi dissocio, sia intesi. Essere razzista, dal punto di vista dell’etnia a cui ...
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i nostri cari amici animali

10 aprile 2019 ore 11:01 segnala

Ho sempre pensato che tra i vari odiatori degli animali … molti di questi stiano proprio tra gli animalisti stessi. Non smetterò mai di dirlo: un animale (cane o gatto che sia … piuttosto che un pappagallo o una tartarughina) va amato rispettandolo nel suo habitat. Umanizzandolo a dismisura o trasformandolo in pupazzetto per farci giocare magari qualche bambino sano … non ha senso, se non dover riscontrare di aver sbagliato la strada pedagogica intrapresa. Il bambino con l’animale stesso scopre cosa è il sesso a sue spese … trasformandosi in insano, appunto.

E’ un sospetto di chiunque, infatti, pensare che chi sta sempre a contatto con un animale … venga dallo stesso “attirato” al momento opportuno per farci delle cose sconce. Se immaginiamo ai vecchi tempi in cui in casa, ad una casalinga, sola ed annoiata in quel momento della giornata … e magari arsa dalla calura del solleone estivo, facile sarebbe immaginare che non le sarebbe parso vero che al citofono suonasse il postino o il famoso idraulico di una volta … ebbene … dicevo … con l’occasione che fa della donna ladra … una “licenza” (o come dicono a Napoli “ahumma-ahumma”) se la sarebbe concessa ben volentieri, credo.

Come faccio ad insinuare queste cose? Semplice … prima che l’uomo venisse messo alla gogna … c’erano più figli … ed oggi i figli, dai cani e dai gatti, non si possono ancora avere. Non è, per caso, vero il fatto che in una famiglia … un fratello (o sorella) spesso capitava che non somigliasse affatto ai caratteri fisiognomici del genitore padre? Magari roscio di capelli … o affetto di miopia laddove nessun parente nelle famiglie di origine era affetto … oppure ancora con le gambe storte, il naso aquilino o quell’espressione in viso da beota in cui con questa espressione di sicuro ci rimasero il postino o l’idraulico nel mentre si abbottonavano i pantaloni per tornare ognuno alle proprie professioni. E via una vita in crescita della creatura concepita. Per non parlare dei figli di nn, che ce ne erano davvero molti.

Io non vedo film porno … ma da quello che so … ci sono trame di film estremi che trattano di zoofilia anche con i cavalli (o somari). Il dubbio esiste, quindi … e il dubbio, se ci fate attenzione, aleggiava pure sul pecoraro di una volta … nelle barzellette. La certezza, invece, è riscontrabile in quella famosa posa (credo di una pubblicità di cattivo gusto) in cui “l’Argenteasia” a pecorina si mise a limonare con apparente goduria con il molosso che aveva impettito al suo fianco (se non ricordo male … un rottweiler). Quanta bava succhiò da quella lingua. Scandalizzò … ma non poi così tanto. Del resto, apparve come un’animalista che manifestava il suo amore per gli animali in maniera, con il suo fare estremo, ineccepibile.

Poi, su un sito scandalistico degno di nota (quello di Dagospya, per intenderci), ormai non fa più sensazione nemmeno il tizio che è rimasto incastrato nell’ano del suo gattino (poverino) … che all’ospedale gli hanno dovuto narcotizzare il pisello (sospetto) per farglielo uscire fuori da quel culo, di certo, rotto. Ma ve lo immaginate come tenterebbe di graffiare quella povera creatura soffiando come solo sa fare un gatto o una bisbetica da domare? Non dovrebbero essere delle fake news, per carità … non malignate sempre. Tutto è vero come è vero osservare spesso la vecchietta che fa assaggiare il suo gelato al suo cane porgendoglielo davanti al muso … prima di continuare lei ad assaporarlo di gusto in pubblica piazza.

E proprio per parlare di vecchietta … una famosa giornalista andata in voga negli anni passati … giusto qualche giorno fa … viene ripresa in un ristorante a Roma nel mentre mangia la sua insalata con in grembo il suo cagnolino. Entrambi i commensali (lei e il cagnetto) a condividersi il cibo, come spesso lo si vede fare a delle cucciolate, nella ciotola in cui mangiano assieme. Uno rubava il cibo all’altro … sottraendolo con lingua e labbra veloci da utilizzare. C’è un video diventato virale che descrive la giornalista “Deusania” alle prese con l’animale (andatevelo a cercare sul web, se non mi credete).

Se non ci si schifa più di questo … viene di per se da capire che la donna non si schiferebbe nemmeno nel prendere il gingilletto dell’animale in bocca per gustarne un po’ di atavico piacere. Del resto, questo tipo di donna ti direbbe che in fondo altro non è che natura. E la natura è bella (e spero per loro pure buona – nda). Questo pensiero, però mi fa porgere una considerazione: se l’animale di quel tipo di donna non dovesse essere di sesso maschile … “daje” a limonare leccando alla maniera lesbica l’oggetto del desiderio di quella parte del corpo del cane. Se fosse un film … da regista … gli avrei messo il titolo “2 cagne in calore” … ma … ahimè … sono solo uno che pensa (spesso troppo, purtroppo).

Certo, vi starete dicendo: tutto questo cosa c’entra con ciò che ho esordito all’inizio del mio ragionamento!? Scrissi infatti: … tra i vari odiatori degli animali … molti di questi stanno proprio tra gli animalisti stessi. Se viene “accalappiato” un cane in un’autostrada … oppure un gatto in tangenziale … è per via del fatto che il loro padrone li ha ignobilmente abbandonati al loro destino. Spacciatori di bene nei riguardi dell’animale … che nottetempo si trasformano in loro potenziali carnefici. “Evviva io, che non ne possiedo alcuno”, mi verrebbe da esultare. Invece … c’è da piangere nel vedere ciò che succede in giro.

Tolti i vecchietti … che ormai non avrebbero più nulla da perdere (e per tale motivo la Deusania, se crede, continuasse pure ad agire come meglio crede) … se un giorno si venisse veramente a sapere che scientificamente è assodato che il cane (o gatto) vissuto in promiscuità estrema … è causa di malattie difficili da pronunciare (quali alzheimer, sla, autismo, sindrome di down, parkinson, cancro quali leucemie e tanto altro male) … ebbene … sono convinto che molti di loro sarebbero pronti ad abbandonarli per le strade. Per non parlare della malattia del secolo, la cosiddetta “candida auris” … che pare sia micidiale a tal punto che in 3 mesi porta l’infettato a morire di stenti … così resistente agli antibiotici nostrani (curiosate anche su questa malattia sul web … e capirete molte cose).

Comunque, prima sdoganano usi e costumi negligenti per la società intera quasi imponendoli alla vista di chiunque … e poi scappano dal timore di ammalarsi … come se si sapesse che la strada prescelta di abbandonarli fosse la salvezza dell’intera famiglia (sempre che la famiglia stia più a cuore di un cane, ovviamente); tutto questo nel mentre magari si fa finta di amare gli animali inveendo contro chi li abbandona. Ridicoli … e, a mio modesto avviso, incoerenti. Se adotti un cane non lo puoi abbandonare. Aver cura dell’animale è anche aver cura di se stessi come specie da salvaguardare. Per tale motivo esistono i canili e le sterilizzazioni. Infine, a suffragio di quanto prospettato, pare che pure l’aids fosse nato da un’incularella avvenuta con uno scimmione. Ma non spargete troppo la voce … altrimenti … si rischia il caos più assoluto … con certa gente in giro.
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08 aprile 2019 ore 10:34 segnala

E’ un dato di fatto che nei social vadano a rifugiarsi sempre più persone che si sentono sole nel quotidiano. Sole, incomprese, deluse e rammaricate … confidano di incontrare persone capaci di stravolgere in meglio la loro vita … ben sapendo dell’insuccesso che le aspetta. Possono pure passare secoli, ma infatti questo non avverrà (o se è avvenuta è cosa rara).

Il frequentatore di social spesso è avvelenato di bile, inquinato di rabbia e impregnato di rancore da dover esternare; può pure presentarsi a lui l’oro in persona che questo verrà considerato sempre merda a tutte l’ore. E’ diventata gente persa … che, rendendosi conto che nulla di bello possa accadere, vomita addosso a chiunque gli si pari davanti veleno e appunto rabbia; oppure non aspetta altro che quel vomito si presenti al suo cospetto … proprio per interpretare con soddisfazione propria l’indignazione più acuta. Come ti muovi ti muovi … è tutta una recita da “verginella”.

Molti tra noi ci sono passati nel passato; eravamo più fiduciosi del prossimo, manifestando voglia di comunicare, anche se alla fine, spesso, si finiva col discutere su cose superficiali, con capricci nonché atteggiamenti “infantileschi”. Il giorno dopo, però, ci si trovava puntuali per ricominciare il tentativo di dialogo daccapo. Oggi, credendo di averti dato un’opportunità, o spariscono dal tuo orizzonte (anche se non ci hai mai scambiato una parola) … o ti “promuovono” con il ruolo di “stalkerizzato” occasionale.

E’ il modo ritenuto valido per credere di punirti … inconsapevoli che purtroppo ci riescono anche a loro spese. Avviene un auto-isolarsi dalla gente … sempre più convinti che l’umana specie faccia schifo veramente. Invece … è solamente una questione di buone maniere, buone creanze che si sono perse come insegnamenti del passato. Soli. Soli come cani … e, per chi ne ha uno in casa (cosa che li fa sentire forti e fortunati) … soli, con il cane (o gatto, non fa la differenza). Poi … si ricomincia … con altra gente ignara (o consapevole di quel che si va incontro) nel tentativo di socializzare con qualcuno degno da trovare per uno scambio di parole da farsi.

Si cerca il marcio, la diatriba sterile, la facile offesa … che può essere politica, sociale o addirittura legata alla persona. E, sull’altro fronte, si cerca di reagire a questa onta. Più ci si risente e più si cerca, sempre inconsciamente, di coltivare quel dialogo di cui parlavo prima (pieno di odio, rabbia e livore)… ben sapendo che dopo qualche breve scambio di battute avverrà la fine. Tanto c’è il cane … o il gatto … a fare da parafulmine. Tanto c’è il cane (o gatto) che lo si ritiene all’altezza di ogni dialogo da fare. Con l’umana specie, invece, non vi è la capacità di capire, comprendere, analizzare quel che uno abbia a dire.

C’è un rifiuto a prescindere; pare sia rimasta solo ed esclusivamente l’arte di contrastare. Nel mio piccolo … cerco sempre di immedesimarmi nell’interlocutore … e nel mio piccolo mi adeguo sempre a questo nuovo modo di comunicare. Anche io, alla maniera mia, so mandare a quel paese (e se mi avete letto come ho dovuto reagire in bacheca mia a quello che si spacciava per ”simbaticone” … avrete notato che l’ho mandato direttamente in quel di San Benedetto del Tronto … dove Tronto la dice lunga). Devo ammettere che è divertente … con quelle persone che si pongono positivamente nella vita nel loro ambito … ma in ambiti diversi (umani) sono una vera e propria frana.

Ciò che considerano “bello e buono”, infatti, lo hanno in casa. Scodinzola o fa le fusa. Avere cani o gatti a casa, secondo questa gente, fa sentire appagati nella vita … ignorando debitamente che l’appagamento è ben altra cosa. “E statevene con essi, allora”, verrebbe da dire, piuttosto che venire a logorare e a logorarvi qui dentro con gli altri (non credete?). Rimarrebbero solamente coloro i quali potrebbero recuperare le maniere sane per tentare di conoscere qualcuno dai sani principi e dai sani propositi. Invece no: inquinati in casa (peli, puzze e piattole) … inquinati nei social con il tentativo di contagiare chiunque del loro malessere (ma questa è una mia personalissima considerazione).

Per non parlare della smania di pubblicare le foto dei propri gatti e cani manco fossero feticci o addirittura figli cui vantarsi; come se pubblicare foto che ritraggono solo la persona sia un’onta … o addirittura da considerare peggiore … nel vergognarsi. Molti, infatti, si nascondono debitamente dietro un anonimo avatar, manco avessero la coscienza sporca. “E che c’avrete mai da vergognarvi?! Della vostra fisiognomica? Mica somiglierete al cane o al gatto, che avete in casa!? Loro si fanno i bidet con la lingua … voi, in tutta sincerità, non lo so giacchè non ho avuto l’occasione di conoscervi.

Infine, permettetemi di farlo, volevo ringraziare una persona che fedele e puntuale viene “apertamente” a leggermi ogni sera da oltre un anno (credo): Spoltore. A costui volevo dire: onorato della tua costante e rispettosa presenza. :)
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« immagine » E’ un dato di fatto che nei social vadano a rifugiarsi sempre più persone che si sentono sole nel quotidiano. Sole, incomprese, deluse e rammaricate nel quotidiano … confidano di incontrare persone capaci di stravolgere in meglio la loro vita … ben sapendo dell’insuccesso che le aspet...
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L’apecar non è certo simile ad un bolide rombante.

05 aprile 2019 ore 13:31 segnala

Nel modo di pensare quotidiano, vivo nel terrore di somigliare agli altri. Se non riesco a trovare la mia strada di ragionamento, ecco che mi si presenta lo spauracchio di somigliare a quelli che nemmeno saprebbero fare un minimo discorso, se non razionale, almeno logico. Superficiali, mi verrebbe da dir loro.

Il sole che sorge al mattino dopo è razionale da farsi come discorso … ma se nuvoloso oppure impossibilitati ad osservarlo giacchè imprigionati da qualche parte … è logico pure ammettere l’idea dell’esatto contrario. Ed io, in questo spazio con i ragionamenti. Altrochè “pucci pucci”, “bau bau”, buongiorno e buonasera” vari presenti a livelli inflazionistici. La comunicazione è un’arte … e se composta di idee diventa addirittura sublime. Con i pensieri, infatti, si raggiungono scenari che magari prima si ignoravano del tutto.

Ma chi sono gli “altri” … vi starete chiedendo? Presto detto: gli “altri” sono quelli che negano l’esistenza di un determinato problema o addirittura, strumentalmente, lo esasperano. Lo siamo tutti per “altri” … ma molti si muovono in massa. Che ne so … il negazionismo, per esempio, è ciò che calza bene con il discorso che vado facendo … oppure il suo esatto contrario. Una via di mezzo non viene mai presa per obiettivo discorso da farsi. Altro esempio: lo “zinghero”, l’extracomunitario venuto di barcone, il tossicodipendente, il ladro … oppure ancora il comunista, il fascista o il democristiano di indole … sono buoni o fetenti nel considerarli come tali?

Ecco, per “altri” intendo proprio questo. Chi per “partito preso” decide per se e per tutti che lo “zinghero” è brava gente … che lo è pure il “niger” … il tossico (poverino), il ladro da considerare affamato … e poi il “communista” dal pugno alzato oppure la mano stesa di qualcuno dal saluto fascista … se non addirittura l’alto prelato con lo scudo crociato a farne da bandiera quale segno di nobile appartenenza. Tutte ignobili boiate, datemi retta. Se appunto questi “altri” stessero all’interno di un cesso … mi proporrei io di tirar la catena per credere di sciacquare le loro idee per il meglio.

Ve lo dice uno che da sempre è abituato a ragionar di suo … che da sempre dà calci e pugni (in senso figurato, sia intesi) a coloro i quali li ritiene rei di colpe vere … e dà carezze elargendo sorrisi a chi invece è oppure appare, se non innocente, almeno in buona fede. Tutto questo, indipendentemente dalla loro appartenenza o alla loro fede. La freddezza con cui oggi viene licenziata una condanna ha del paradossale, del grottesco. Chi lo dice? La legge … ti risponderebbero. La legge va, a mio modesto avviso, interpretata. Uno che ruba una mela non può e non deve accumularsi ad uno che ruba ingenti patrimoni … a meno che quella mela conceda delle aggravanti da trovarsi, anziché delle attenuanti specifiche appartenenti ai vari distinti casi.

Gli “altri” sono quelli che senza ritegno urlerebbero in pubblica piazza di buttare giù gli abusi edilizi “tout court” … senza entrare nel merito e senza ipotizzare che allora tutto ciò che si è costruito attorno ad un “Colosseo” nei secoli venga in altrettanto modo distrutto. Gli “altri” sono quelli della tabula rasa. Sono gli sciocchi che magari si ritroverebbero coinvolti nei provvedimenti enunciati.

Stuprare, uccidere, rubare e quant’altro di condannabile … secondo appunto “gli altri” … sono da individuare le aggravanti o le attenuanti che fanno si che più o meno il reo di questi reati se la cavi. E se la cava anche nel peggiore delle ipotesi, se ci fate caso. Che leggi strane.

Gli “altri” sono quindi pure quelli che decidono implacabilmente o meno che se passi con il semaforo rosso “te famo er culo nero” … e qui l’automobilista non se la cava di certo. Il sedere nero glielo fanno per davvero. Non si andrà in galera (come quelli dell’esempio di prima) … ma ti ipotecano la vita tua, se non paghi, quasi a costringerti di chiedere un mutuo quale sanzione amministrativa di un reato che non ha né stuprato né ucciso e né rubato qualcosa a qualcuno … (fatto salvo eventuali incidenti o disagi causati da chi ha omesso l’infrazione, ovviamente).

Una sorta di veder imporre l’idea che la prevenzione sia da considerarsi migliore della cura. Niente affatto … altrimenti la si dovrebbe vedere (la prevenzione tanto acclamata) pure in quei reati penali e civili che esistono a frotte nella nostra moderna civiltà. Invece, è sotto gli occhi di tutti ciò che questo genere di mentalità ha causato. Il caos più assoluto.

Se lo “zinghero” che sbaglia venisse colpito oppure aiutato (a seconda dei casi più o meno eclatanti e comunque umani) … se il “niger” venisse in altrettanto modo colpito o aiutato senza aver timore di incorrere nel reato di essere tacciati per fascisti o comunisti … allora si che la società sarebbe da considerarsi più equa. Invece … a prescindere … per questi “altri” di cui parlavo … sono o da condannare o da assolvere a seconda dell’appartenenza di chi sta al fronte giudicante.

Come se l’appartenenza al fronte base … etnico, sociale del reo o del sospetto fosse stato stigmatizzato in toto nell’accezione che si vuole dare. Ma, santo cielo, esisteranno i buoni ed esisteranno i fetenti pure in quelle persone che ho citato per fare l’esempio (“zingheri e niger”, che comunque pure loro sono “gli altri”). E se esistono, come si conviene, perché mai non dovrebbero esistere anche nel fronte del “potere” giudicante? Appunto gli altri ”altri”?

Gli “altri”, quindi, sono tutti coloro i quali ragionano per compartimenti stagni con la loro mente … dove le paratie sono appunto le leggi. Cosa c’è di più di disumano nelle leggi che vigono oggi? Sembrano eque … ma sono totalmente l’esatto contrario. Chi sbaglia dovrebbe essere punito in proporzione al danno procurato. Una doppia fila, per intenderci, non può essere considerata come punizione inclemente. Come alla stessa stregua non può essere considerata valida l’idea di poter aiutare ad uscire fuori di galera quanto prima chi ha ucciso e stuprato nella vita (marocchino o meno che sia).

Se si aiuta l’assassino o lo stupratore in nome del recupero da farsi … si aiutassero pure quei poveri automobilisti tartassati in ogni dove; pure in tangenziale dove vengono applicati limiti di velocità esasperanti per la guida. Come se una porsche o una ferrari siano considerati alla stessa stregua di un apetto della piaggio 150 di cilindrata. E’ un’insulsa offesa all’intelligenza.

E sono “gli altri” che l’hanno proposto ed imposto come regola, sia intesi; … e sono sempre gli “altri” che hanno proposto ed imposto di non permetter più di citare le parole zingaro e negro. Per questo ho scritto diversamente questo tipo di parola, storpiandole in “zinghero” e “niger” … ma l’avevate capito, dite la verità. Del resto, gli altri non sono tutti scemi. Qualcuno si ravvede in corso d’opera al ragionamento, se ben fatto … e di questo me ne compiaccio.
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Il pattume che è vita

03 aprile 2019 ore 15:10 segnala
L’umido, depositandolo durante la settimana in una confezione dismessa della mozzarella (quella a cilindro, da 1 kg, con il tappo che chiude ermeticamente), lo sotterro in una buca appositamente scavata nel mio giardino. Basta una vanga … un piede forte che spinga in profondità … e delle braccia la cui leva agisca per meglio spostare la terra in una cunetta da formare accanto. Riempita la buca con lo svuotamento del secchiello (gli scarti alimentari), si ricopre il tutto con la terra della cunetta … e via … il processo di compostaggio inizia la sua avventura. Ho dei fiori di piante varie che concimate in quella maniera nemmeno voi potete immaginare.

Se la “monnezza” è un problema serio … di serietà per attenuarne i disagi non se ne vede nemmeno l’ombra. Non è forse vero che l’immondizia spesso puzza (specialmente con il caldo) e che spostandola sia pur per buttarla al secchione posto sulla strada limitrofa alla casa comincia a gocciolare del suo percolato manco fosse appartenente, con la sua traccia lasciata in terra, alla favola di Hansel e Gretel? Con il secchiello della mozzarella, invece, una volta utilizzato, basterebbe una sciacquata sommaria … e questo antipatico inconveniente si risolverebbe immediatamente.

Se tutti noi fossimo all’altezza di organizzarci … in ogni spazio in cui vive e vige ancora la “dea terra” …lo si potrebbe sfruttare egregiamente per sotterrare i nostri scarti alimentari settimanali. Invece no … appariamo degli emeriti imbecilli. Senza offesa, per carità, non abbiatene a risentirvi … ma per imbecilli intendo l’incapacità della nostra società intera (e quindi tutti noi) di risolvere proficuamente questo annoso problema. Sai che bei orti o piante floride che emergono in vasi riempiti di questo concime naturale … che non sia la solita merda (letame) spesso usato per lo scopo? Non dico di cagare nel vasetto della mozzarella, per carità, ma almeno di compattare tutto ciò che è organico da cucina per uno scopo primario: rimettere in circolo il ciclo della produzione.

Oggi se ne spreca a iosa. Immaginate le industrie, le catene di ipermercati e i negozi sempre di generi alimentari nonchè le famiglie con il loro surplus scarto alimentare da gettare nella pattumiera … quanto organico si produce per essere vanamente buttato chissà dove. Non voglio parlare di plastica e confezioni che inesorabilmente accompagnano questi cibi, ma di spreco alimentare gestito nel peggior modo possibile. Non che il mio civile modo di comportarmi (sotterrando gli scarti alimentari nel giardino mio) sia migliore … no, per carità, non sono così audace nello spacciarlo per tale. Sono modesto in quello che penso e faccio … e se non dovessi esserlo … proporrei magari altro di più ideale. Volete sapere quale? Perché no; mi piacciono le sfide intellettuali.

Dunque: se tutti gli scarti al mondo venissero accantonati in appositi siti e stoccati in silos (o in tipici conteiner portuali) da prelevare con navi per portarli a svotarli in alto mare … ebbene … sono sicuro che tutti i pesci … comincerebbero non solo a sfamarsi in modo sano (oggi mangiano plastica, ma è altro problema) … ma anche a ripopolare gli oceani di risorse alimentari degne di nota. Il pesce, infatti, è nutriente ed è considerato un cibo ghiotto per molti.

Si presenterebbe nuovamente ciò che in un deserto avvenne nel passato: la moltiplicazione dei pesci. Certo, non pioverebbero con fare miracoloso … ma darebbe tanto proficuo lavoro e cibo per far campare molte persone che, chi con le draghe e chi con le canne da pesca, si sfamerebbe di prodotto da vendere e da mangiare. Bello vero? Con un colpo si prendono 2 piccioni … anzi … è meglio dire che con un colpo (idea) si prendono più pesci (il pescato).

Lo so … il cibo lo si potrebbe portare anche ai maiali, agli struzzi, alle galline … e ben vanga questo genere di iniziative “locali”. Il mio ragionamento, però, era di larga intesa: mondiale. Chi non ha un mare, un fiume o un lago, del resto, da sfruttare come incubatrici di “benessere”? Si attenuerebbe il problema della fame nel mondo e darebbe molto lavoro a tante persone … impegnandole nel quotidiano come anticamente facevano i pescatori ai tempi del pesce abbondante da pescare. Poi, se si fa un bagno tra una buccia di banana e un torso di carota galleggianti … è sempre meglio di farlo con la plastica che affiora ormai nel quotidiano (altro problema da studiare per risolverlo).

Ma torniamo alla proposta: chi non mangerebbe pesce “coltivato” in questa maniera? Giusto gli ipocriti … che farebbero presente chissà quale indecenza prospettata. Ebbene a costoro … riguardo l’indecenza ventilata … volevo far presente che se sono mangiatori di pesce … oggi … se lo mangiano ignorando il fatto che il pesce (specialmente del mediterraneo) si alimenta dei poveri cristi morti in mare … nel tentativo di emigrare in barconi fatiscenti in altri paesi dove c’è il benessere alimentare. Sapete da quanti naufraghi esce del cibo per i nostri pesci? Quelli li mangiate in maniera ineccepibile e quelli al vago sapor, che ne so, del gorgonzola o della fetta di mortadella andata a male no? Indecente.

La famiglia: evviva l’etica, evviva la morale.

01 aprile 2019 ore 10:16 segnala

Tutto nasce da un’incomprensione delle parti. Se ci fosse capacità di intuire (e comprendere, quindi) cosa vogliono o cosa difendono “quelli” dell’altro fronte … sono sicuro che tutto si risolverebbe all’istante. Una specie di “… e tutti vissero felici e contenti”. Invece … “gran parte di questi vissero rosicando” …sembra si dica … ad ogni manifestazione (quella sul Gay Pride, però, suscita maggiori risentimenti, a mio modesto avviso).

Dunque; il mio ragionamento di oggi nasce dal putiferio che “quelli della famiglia” (intesa come classica, universalmente valida, a detta dei manifestanti di Verona) si sono dati appuntamento nella città scaligera per portare avanti le loro idee da difendere ad oltranza. Un evento unico, un evento di successo … con una massiccia partecipazione alla “marcia”. Dall’altra parte … in tutta risposta … giù ad indicare a mo’ di accusa l’intenzione di abrogare leggi conquistate nel passato (che ne so … la famigerata legge 194 sull’aborto, quella sul divorzio, quella sugli affidamenti e adozioni a “schiovere” per chiunque … quella sulla donna e non per ultimo, tra tante altre da citare, quella sui matrimoni omosessuali) organizzando una contromanifestazione dal sapore folcloristico.

Tendenzialmente mi reputo (anzi, mi reputavo) di sinistra; tutte leggi di grande importanza e civiltà, per carità … ma per come si sono instradate negli anni … ho capito che forse essere conservatore conviene un po’ più a tutti. Negli anni (ed è una costatazione), in Parlamento ci ho visto passare di tutto: gente del calibro di Cicciolina, “Lussuria”, l’ex Presidentessa della Camera dal tono di voce piagnucoloso misto all’incazzato, oltre a Cirinna con il suo cartello sulla famiglia “du coglioni”… etc. etc. … (mancava solo l’Argentea con il suo movimento “me too”… e stavamo a posto). Insomma … tutti al grido di battaglia e tutti a far da ammutinati alle leggi che per chiunque ancora non esistono in maniera equilibrata.

Le leggi esistono, ma si tenta di alzare la posta. Decisamente, per come la vedo io, meglio gli altri; non per le idee promulgatrici alla Brambilla (con i barboncini del Berlusca da strumentalizzare per cercare di ottenere un pugno di voti al partito azzurro) … ma per quelle che richiamano al passato la figura di estrema sacralità della famiglia tradizionale … composta da un padre, una madre, e dei figli. Mica è sbagliato!?

Capisco che negli ultimi decenni si è perpetrati nel far detonare una bomba “sfascista” affinchè tutto il passato (se non si rinnega), si distrugga … ma continuando di questo passo … veramente rimane in piedi il successo dell’autodistruzione di ciò che era considerato sano, sacro, leggittimo … se non si corre ai ripari difendendone i valori.

Mi sono chiesto a che pro si vorrebbe distruggere l’istituzione classica della famiglia … e dopo qualche plausibile ipotesi prospettata … forte mi è sopraggiunta l’idea migliore facendomi illuminare la mente. Ovvero questa: viviamo in un’epoca in cui si cerca di sradicare l’insormontabile castello della nostra italica (occidentale) civiltà fatto di ideali sacrosanti il cui baluardo è incentrato proprio nella famiglia stessa. Se non la si difende … ecco pronte altre civiltà inserirsi fregandosi le mani con l’espressione tipica del “nun me pare vero”.

Vi ricordate quella giornalista Oriana? Aveva intuito quale fosse l’obiettivo in atto di una sottile rivoluzione mondiale … ma, secondo il mio ragionamento, non era l’Islam (come giustamente evidenziò a chiare lettere di denuncia) con il suo burqua e le sue ulteriori contraddizioni … ma bensì altra religione la cui intenzione è quella espansionistica. Forse posso pure sbagliarmi … ma tra tante religioni esistenti … ce ne potrebbe essere una le cui mire sono subliminali, appetibili e avide di potere da imporre.

Quanti sbandati esistono sempre più nella vita? A iosa. Sbandati ai quali gli è stata messa in discussione la religione predominante della Chiesa (amplificando come scandali tutte le “incularelle” fatte nelle sacrestie, i soldi rubati e gli alti prelati non certo ammirevoli del loro stile di vita) … gli sono stati messi in discussione i valori etici, morali, sociali e civili riscontrando, di essi, una grande erosione quasi imposta dall’alto (si vedano i delinquenti che possono rubare, ammazzare e stuprare “quasi” impunemente”) … oppure i personaggi pubblici imposti come miti dai Media (si vedano le trasmissioni televisive e cinematografiche con tristi figuri di falliti e incapaci dichiaratamente definiti);

ma anche la scuola dove si educa … si educa al lassismo più impietoso … dove tutti sono appianati allo stato più basso nella mediocrità da ricercare negli studenti (e negli insegnanti);… e, non per ultimo, la famiglia … ormai disgregata sempre più … o ridicolizzata qualora ci si creda ancora (si vedano i conflittuali divorzi a far da deterrente affinchè non ci si sposi mica per quanto costa “liberarsi” del coniuge avido e sfacciatamente interessato solo ai soldi … oppure ancora l’abbandono delle famiglie stesse lasciate al destino più oscuro … (in mezzo a tante allettanti promesse a far da tentazione se si rimane single).

Insomma … per scardinare ciò che era considerata una sicurezza, un punto di riferimento da considerare felice … oggi … (come ieri, del resto) ce la si mette tutta per raggiungere lo scopo di cui accennavo prima: inserirsi imponendo altri dettami che facciano credere di vivere nella libertà più assoluta mentre, invece, è l’esatto contrario.

Se si è visto contrastare quella manifestazione “pro tradicional family” di Verona … solo perché a favore della vita sociale (e la prima manifestazione nobile di società è proprio la famiglia) … non scandalizzerebbe intuire che dall’altra parte (l’altro fronte “intellettualmente” parlando) poco ci manca che dia la possibilità a sposarsi con il proprio cane (o gatto) riconoscendo questa scelta come famiglia da aiutare istituzionalmente; e se qualcuno inneggia la proposta di potersi sposare … che ne so … con il francobollo raro del 1928 (seconda serie) … perché, no, non aiutarlo? Una legge ad hoc e via con la fanfara musicale che accompagna il rito nuziale inventato (e riconosciuto dalle istituzioni) per l’occasione. Paradossale, vero?

Eppure ci stiamo incamminando inconsapevolmente in questa direzione. Se Oriana aveva ragione … anche il mio ragionamento potrebbe averne … specialmente se a quel tizio del francobollo … si concede in adozione un figlio nato in provetta chissà in quale parte del mondo … e in chissà quale utero cresciuto. Nessun italiano più a ripopolare una nazione … e nessuna nazione da riconoscere come tale. Apolidi all’apparenza … e stupidi nei fatti. Come nell’ipotesi eventuale sul cane o gatto … che possono procreare con il concubinaggio con l’essere umano compiacente (ovviamente, se la scienza sta studiando tale eventualità). Evviva l’etica, evviva la morale.

P.S. Scusate, avete capito a chi mi riferivo con “l’ex Presidentessa della Camera dal tono di voce piagnucoloso misto all’incazzato”? Non mi viene il nome.
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Omosessualità: malattia, moda o circostanza?

29 marzo 2019 ore 09:38 segnala

Oggi voglio parlare di un argomento molto delicato: l’omosessualità. Ne parlo io … perché penso di averne titolo per farlo. Sciocchini … non alludo al fatto che io lo sia … no, no, no (ho gusti novecenteschi) … ma ho titolo per parlarne per i miei anni che ho raggiunto (e il millennio nuovo mi è da testimone). D’altronde, non sono da considerare né troppo vecchio né troppo giovane. Insomma (come lo sono i miei coetanei), sono a cavallo di due ere differenti tra loro a livello comportamentale … con usi e costumi diversi.

Io non so dirvi se nel corpo degli alpini (quelli del fronte più estremo, quelli della sofferenza in guerra sulle nevi) vi era o no la presenza di qualche omosessuale che se ne stava per conto suo a scrivere un suo diario, come magari facevano tutti gli altri acculturati commilitoni. No, non ero ancora nato. So soltanto che tracce di omosessualità dichiarata si trovano nel passato più estremo (rispetto ai miei anni in cui sono nato) come casi limiti, quasi come fossero delle bizzarrie vere e proprie. Molti libri, infatti, ne documentano la pratica in molte epoche del passato.

Per carità, oggi l’omosessualità è stata ampiamente sdoganata … e se posso aggiungere un pensiero mio … è giusto che sia così. Del resto, troppe persecuzioni (sempre noi, coetanei ai miei anni) abbiamo letto che sono avvenute nel passato. Non è per caso vero che gli omosessuali furono perseguitati alla stessa stregua di come contrastati furono gli ebrei e gli zingari? Chi ha senno … non accetterebbe mai l’idea di adottare questo tipo di contrasto, considerandola come risoluzione definitiva, neanche se fossero tutti appartenenti ad una fazione politica avversaria al proprio credo.

No. Se si riconosce per insana la loro natura si cerca di farlo capire a parole ovvero con il lume della ragione … e non con la violenza “da branco” assatanato e, in apparenza, preso dal demonio come lo è stato nel passato. Io pure, qui dentro (e lo dico per chi mi legge spesso), ce l’ho con qualcuno; per esempio, con chi umanizza i cani e gli animali in generale (ma il gatto non lo si escluda per via della toxoplasmosi gondii che trasmette all’umana specie) a tal punto di farli vivere ed imporre in famiglia e a chiunque in totale promiscuità di igiene … ma non per questo inneggio ai forni crematori per costoro. Anzi … con coraggio tratto l’argomento. C’è tanto bisogno di erudizione.

Come ho già detto, uso il lume della ragione … per tentare di portare a ragionare chi si ritrova magari invischiato, direttamente o indirettamente coinvolto in famiglia propria, ad affrontare malattie serie come leucemie, cancri in generale, alzheimer, autismo e quant’altro che negli untimi decenni si è impennato come flagello sociale nella nostra era attuale. Non ho mai nascosto, infatti, il sospetto che tutte queste malattie abbiano un origine direttamente proporzionale con gli usi e costumi odierni … ma è una mia personalissima opinione; accettare l’idea che un briciolo di percentuale possa esistere veramente (come causa principale di questi mali) potrebbe indurre la scienza a portare a studiarne i casi per la loro risoluzione. Poi, magari, altra percentuale la si potrebbe riconoscere nel buco dell’ozono … o in quant’altro dall’apparenza così assurda a tante persone che spesso vengono inoltrate come possibili cause.

Omosessuali, zingari ed ebrei (oltre, ovviamente, agli avversari politici) vanno rispettati per quello che sono … come andrebbero rispettati, gli islamici, i comunisti, i vegani, i tatuati e gli animalisti (per finirla di stilare un elenco che andrebbe all’infinito) limitandosi a confrontarsi con loro con l’uso della ragione. Poi, scorrendo gli anni a seguire, si verrà a sapere chi era considerato “perso” oppure savio: … loro … o gli altri nel ragionare diversamente. E’ sempre stato messo avanti uno scontro di ideologie senza mai rimanere nella dialettica e nel rispetto reciproco. Sapete quanti “cagnari” o “gattari” mi vorrebbero morto solo per aver avuto il coraggio di mettere in discussione i loro comportamenti? Uff … a iosa.

Ma veniamo all’argomento da me proposto. Ai tempi in cui ero piccino … tutta questa omosessualità vigente oggi … non esisteva così “corposamente” manifestata ed ostentata. Alludo ai “gay pride” e ai luoghi deputati per incontri considerati “loschi”. Infatti, negli ultimi decenni, di omosessuali sembra ce ne siano a valanga. Non sta a me dire se è da considerare una malattia, una moda o una vantaggiosa circostanza … ma sta a me porgermi una domanda sacrosanta, questa: “ma se è normale riscontrare l’omosessualità in queste percentuali che si vedono oggi … allora … tra i miei parenti e amici di allora (e quindi anche vostri, se miei coetanei) … quanti tra questi recitavano una parte!?”

I miei nonni, per esempio … il genitore, i miei zii, i cugini, i fratelli, i compagni di scuola e di tutto ciò che ho detto omologato al femminile … tra loro, forse, vi era in qualcuno la presenza della natura omosessuale? Ho volutamente messo l’accento pure sul mondo femminile … perché tra le varie zie (oltre alla mamma), cugine, sorelle e amiche … sempre ragionando di percentuali e di probabilità rapportate ai giorni d’oggi ... potevano esserci delle lesbiche in estremo segreto o in incognito. Quale magistrale recita hanno dovuto adottare? Nessuno scandalo, nessun accorgimento è mai trapelato dai comportamenti di quegli avi (almeno dalle mie parti).

D’accordo: per quanto riguarda i compagni di scuola, oggi qualcuno di loro si sa che vive “gayatamente” la propria indole sessuale … ma per le persone adulte di quegli anni (parenti e amici di famiglia) … dove nella società convissuta l’omosessualità di certo non era da considerarsi né una malattia né una moda, ma bensì un tabù … chi era quello che recitava reprimendo la sua natura o i suoi più reconditi piaceri sessuali? Non lo sapremo mai, purtroppo.

Questo ragionamento appena fatto è per dare per scontato che gli omosessuali di allora, sia pur nascondendosi, esistevano con la stessa percentuale presente oggi per le strade; … ma se ciò non fosse … non è per caso più corretto giustificare l’omosessualità o il suo contrario … con un aspetto culturale? Una sorta di quello che andava di moda nell’antica Grecia e nell’antica Roma … oltre che nel Rinascimento e in ogni epoca acculturata (nel Medioevo, per esempio, si accusava di sodomia il condannato reo di questo “misfatto”).

L’era moderna, quindi (e l’avvento di internet ne ha amplificato gli effetti), è da considerarsi acculturata … alla stessa stregua delle civiltà citate prima? Se fosse così, sti cavoli dei vari Ungaretti, Foscolo, Leopardi, Carducci e tanti altri … che ne facevano in versi la poesia della natura stessa (essi apparirebbero come quelli del Medioevo … che nascondevano o forzatamente ne ignoravano latenze sessuali diverse) … e ben vengano tipi alla D’annunzio, Pasolini e quant’altri abbiano contribuito a rendere culturale finalmente un’era che sarebbe di sicuro andata incontro all’oscurantismo … qualora gli omosessuali non avessero preso le redini in mano; … perché se oggi si studia meno, vi sia meno selezione per meritocrazia e vi siano comportamenti dove si adottano tatuaggi, piercing e si propongono animali da far accedere pure negli ospedali … è grazie anche a costoro … i quali, sia pur rischiando di apparire come lobby, appoggiano questo genere di criterio per premiare ciò che è considerato “diverso” rispetto a ciò che veniva considerato “norma”.

Oggi, se uno volesse fare il pilota di aereo o il cantante … embè … “che ce vò” … lo può fare … ma basta che sia “dei nostri” (pare si dica, sottintendendo). Altroché “uno su mille ce la fa” … di “Giannimorandiaca” memoria; … qui, nell’era moderna, ce la fanno tutti … basta adeguarsi alla circostanza. Se non mi credete guardatevi trasmissioni televisive moderne … e vedrete come quel finto pietismo volto a giustificare chiunque sarà intriso di luoghi comuni volti a premiare se quel chiunque si pone da giullare o da chi darebbe pure un’ascella pur di emergere in nome del successo.

Forse è per questo che in tanti pensano sia una moda … essere o apparire omosessuale … e non una malattia (psicologa) come si pensava anticamente. Poi magari … se la fanno con il cane … intimamente parlando … ed in incognito. Ancora non va di moda … pare … ma è questione di tempo … con quest’andazzo. Voi cosa ne pensate? Il cane può procreare ibridi di esseri umani e viceversa? La scienza arriverà a tanto?

Scuolabus ed eroi moderni

27 marzo 2019 ore 08:06 segnala

Ogni cosa che accade in questa “era sociale” appare strana nel ragionarci. Voi non ci fate più caso giacchè assuefatti da bombardamenti di insegnamenti passivi che traete dai media, dai dritti (e se non dritti, dagli scemi) e da missioni religiose volte a sparigliare le carte in tavola con quello che succede in giro.

I media fanno da megafono, i dritti da opportunisti (per gli scemi, invece, da scemi) e le religioni da menti pensanti … spesso subdole e fraudolente con il messaggio che invece dovrebbero mandare. Tutto è stato architettato nei decenni e tutto oggi vige come se nulla fosse.

Uno dei casi più eclatanti che si possono citare giusto per fare un esempio è il caso del “signore” italiano di origine senegalese che è stato protagonista recentemente di cronaca tragica su buona parte delle pagine di giornale. Ebbene, nonostante avesse dato segni di squilibrio nel passato, quel signore ha messo in atto un piano che covava chissà da quanto tempo. Dare fuoco al suo scuolabus che conduceva ogni giorno feriale … per abbrustolire degli ignari poveri bambini.

Per rispetto di quell’individuo, di cui si intuisce il disturbo mentale e per rispetto delle indagini che stanno portando avanti chissà con quali scenari sospetti legati al fatto di cronaca, vorrei evitare pure io di parlare della solita solfa in cui lo si vede carnefice o vittima (come fanno i media, del resto). Vorrei, se mi è concesso, parlare dei “postumi” chiacchiericci dove si è intravisto da una parte di commentatori indicare l’alto valore del “diverso” (inteso come razza) non nel conducente ma in quei bambini di origine marocchina (se non erro) che hanno dato l’allarme con il loro cellulare. Sul veicolo, oltre al conducente ex senegalese … si trovavano una cinquantina di bambini terrorizzati, accompagnati da una bidella.

“E’ stato lui”, tra i ragazzini? … “non è stato lui, ma l’altro”? … “Eroe si, se di origine marocchina” … “eroe no, se invece nostrano”. Divertente. Dal fatto di cronaca seria … sui media ne è uscita una risposta tragicomica a puntate aggiornata per informare la gente comune. Anche nei bar, ovunque si parlasse dell’accaduto … si sentivano commenti in cui mettevano in risalto il gesto eroico di taluni ragazzi che hanno immediatamente attivato la richiesta di soccorsi grazie alla detenzione di cellulari che quasi tutti i ragazzini avevano in mano. L’ex senegalese, se mi è permessa una battuta scherzosa, sempre che avesse avuto l’occasione, avrebbe detto loro “a spioni”.

Ma andiamo avanti nel ragionamento. Addirittura dall’alto degli scranni parlamentari si è sentito proporre di concedere la cittadinanza ai ragazzini extracomunitari individuati come artefici della chiamata, anticipandola, quindi, di qualche anno. D’accordo che poi è emerso fosse stato un altro scolaro a chiamare i soccorsi (pare, un italiano) … ma l’intento era quello di premiare come gesto al valore eroico “lo straniero” mettendo in luce un’annale questione sociale definita con le parole “ius soli”. “E diamogli quella senegalese … al bimbo italiano” … ammesso fosse stato lui quello ovviamente ad arrivare primo nel fare lo spione … (sempre che mi vogliate concedere ancora una volta di fare lo spiritosone).

Sono cambiati i tempi. Il concetto che ho io di eroe è racchiuso in gesti estremi che abbiamo (quasi tutti i miei coetanei) studiato a scuola ai tempi nostri. Una specie della stampella lanciata al fronte della prima guerra mondiale dall’illustre Enrico Toti (porta dispacci, amputato di gamba). Oggi “eroe” sarebbero pronti a darlo pure ad un autista dello scuolabus che si comporta bene nel quotidiano. Ma solo se di origine africana, sia intesi. Con l’ex senegalese è andata loro male. Menomale ci stavano dei bimbi stranieri.

Se esiste una reazione naturale in simili casi è quella di chiedere aiuto, a mio avviso. Altro non è concesso. Non hanno fatto quindi che il loro dovere naturale; ma veniamo al dunque. All’inizio di tutta questa storia, sono rimasto amareggiato nel leggere commenti di persone che davano del vigliacco agli italiani … mettendo il luce, appunto, l’atto eroico di chi si credeva fosse stato eroe veramente (il bambino extracomunitario).

Gli italiani non sono vigliacchi … non sono pavidi … né tantomeno insensibili alla reazione. Faziosi di tutto punto … chi si “divertiva” a mettere in giro voci sull’infausto sentimento nostrano sono quelle persone che appartengono alla sinistra più estrema. Li chiamo “communisti” impropriamente … giacchè loro del comunismo non ne sanno un bel niente.

Sempre a mio modesto avviso, sono solamente strumentalizzati per far saltare piani eventualmente volti ad attenuare il problema sociale. L’obiettivo è generare il caos più estremo … dove paletti consolidati del passato saltino a più riprese fino a fondare uno stato anarchico delle banane (scusate la battuta e il mio sorrisone).

Provate a prendere un treno senza pagare il biglietto. Provate a passare con il rosso alla guida della vostra auto … o provate, addirittura, a condurla senza averle fatto la revisione … e vedrete che “bip” vi faranno. Se non volete provare … è forse vigliaccheria … oppure è rispetto delle regole? Provate a far viaggiare senza biglietto obliterato un extracomunitario su quel treno … o a fargli condurre la sua auto senza revisione … o provate a farlo passare con il semaforo rosso … e vedrete cosa succede.

L’italiano, che ha tutto da perdere, verrà considerato vigliacco a tutti gli effetti … mentre l’extracomunitario sarà passabile per eroe agli occhi di certa gente (quella comunista di cui parlavo prima, per meglio esprimermi) nel vederlo audace a fare cose più o meno coraggiose; come mettersi a vendere merce in ogni dove in mancanza di una licenza. D’accordo il fatto che girare senza documenti è ormai da considerare cosa normale … ma tentare di uccidere qualcuno per mezzo di strage … ancora non lo è. Si farebbe in tempo a far capire che il punto su cui ragionare è un altro: l’extracomunitario che “tradisce” pure la sua gente.

Dunque: se il tizio italiano originario del Senegal fosse riuscito a centrare l’obiettivo … secondo voi (e mi rivolgo pure ai “communnisti” di oggi) … sarebbe stato da considerarlo pavido oppure eroe? Eroe, almeno sembra sia per voi, è colui che esce dagli schemi. Uno che non paga il biglietto, che non fa la revisione alla sua auto, che viaggia con i suoi documenti non a posto … che, insomma, “sgarra” le regole … non lo considerereste eroe a tutti gli effetti? Tutto il resto … “na manica di codardi” (scusate se sorrido nuovamente). Infatti, sembra che ne facciate una questione di razza o per meglio dire (giacchè vi scandalizzerebbe pure questo termine) di etnia in ogni evento accada.

Ed ora un discorso sulle etnie: in cuor mio … in tutta quella infausta storia che ha assolutamente del grottesco … sono così felice che il ruolo del cattivo sia capitato ad un africano che nemmeno voi immaginate (il conducente dello scuolabus). Da qui si capisce quanta differenza ci sta con la cattiveria umana appartenente ad altre etnie. Per esempio, uno di etnia caucasica … occidentale … nostrana … nel coraggio messo per fare un simile folle gesto … lo avrebbe portato a non mancare l’obiettivo.

Vedi quello che è successo in Nuova Zelanda. Le vittime, per caso, erano tutte delle pavide persone? Oppure il neozelandese, in quanto extracomunitario di quei posti, era da considerarlo eroe a prescindere? Non fatemi ridere, che c’è da piangere veramente … nel sentirvi ragionare. Non porta altro che a fomentare la paura dello straniero. Per cui, in simili casi, ci si preoccupasse per come punire gli artefici di tanto male … e non a come premiare chi gli è andato bene. Il premio già l’hanno ottenuto.

E’ solo questione di fiuto e di arbre magique

25 marzo 2019 ore 10:08 segnala
Che poi, ed è chiaro, manca pure di intelligenza (sia collettiva che individuale). Mi riferisco ai “padroni” di cani e gatti che si hanno nelle proprie abitazioni. Gli animali a fare i signori e gli umani … da schiavi. In quelle case, coloro i quali sono dotati di cervello, si crede che comprando dei profumi costosi si riesce ad ottenere i classici 2 piccioni con una fava: la presenza di qualcuno che scodinzoli ad oltranza … e l’attenuazione dell’eventuale tanfo sprigionato dal pelo, la bava e i tocchi di sterco rimasto appiccicato sui ciuffetti del vello presenti a ridosso dell’ano dell’animale.

Le puzze che emergono ed esalano da quelle abitazioni vengono contenute con aromi spesso micidiali (chimici) di violetta, di lavanda, di vaniglia ecc. ecc. cospargendo il corpo umano per mistificarne gli aromi al proprio passaggio ovunque (anche sugli autobus). E’ un inganno … sulla falsariga dei comuni trucchi cosmetici, della chirurgia plastica (tipo tette rifatte e glutei “appariscentemente” ancora sodi) e degli anni da togliersi alla richiesta burina introdotta in un discorso occasionale riguardo l’età di una donna. Insomma … se lo scopo è quello di “confondere” l’olezzo che si ha in casa o impregnato sui vestiti, sui capelli … che bisogno si ha se l’oggetto del loro amare non è più l’umana specie ma quello animale? Tanto vale far assorbire i tessuti e i capelli di quell’odore forte che solo le fritture sanno dare. L’animale sarà ben lieto. Del resto, a chi non piacciono le crocchette, i supplì e le frappe? Hai voglia a friggere per camuffare.

Gli stessi produttori di profumi, secondo me, non sanno più aggiornarsi a livello imprenditoriale. Anziché cercare nuovi gusti (che, oggettivamente, a nessuno più serve visto l’andazzo in disuso) … rimangono ancorati ai vari odori di lillà e delicati profumi simili alla “palmolive” dei vecchi tempi. Con le puzze “sotto il naso” che ci stanno oggi … chi più si interessa della grazia e della delicatezza da difendere ad oltranza? Eppure, specialmente le donne, si tende sempre a voler piacere a forza; altrimenti a cosa servirebbe inebriare l’aria circostante di profumi che lasciano una forte scia di se stessi? I produttori di profumo dovrebbero a mio modesto avviso concentrarsi nella ricerca per individuare nuovi aromi capaci di soddisfare le tendenze della gente moderna.

E a quale gusto olfattivo, allora? Che ne so … un profumo al caffè servirebbe a destare chi nella vita si sopisce un poco … o quello al rhum per coloro i quali hanno bisogno di un po’ di brio per sentirsi a proprio agio in azione di rimorchio con disinvoltura … oppure ancora … alla lasagna (quella finemente abbrustolita … mmmmhhhhmmmm … “bona” quella) … proprio per destare quelli ghiotti “chetesevorrebberomagnàavista”… o infine, tra gli esempi da farsi, all’aroma del pollo arrosto … per piacere in particolar modo ai propri cani detenuti nelle abitazioni da far profumare meglio di quel che il loro pelo e urina emettono.

Per i gatti, invece, si potrebbe tirar fuori il profumo alla lisca di pesce … o addirittura di paranza. Almeno in casa qualcuno gode. E’ risaputo infatti il fiuto eccezionale che hanno gli animali. Un suggerimento infine per l’auto usata anche per il trasporto dell’animale: nell’abitacolo di essa, appesa allo specchietto retrovisore, fa sempre una bella scena l’arbre magique di pino silvestre. Intramontabile.