Autolesionismo e similare ...

09 ottobre 2019 ore 16:48 segnala

Volevo scrivere qualcosa sugli apparenti disturbati odierni … ma qualcosa mi dice che, se lo facessi, costoro potrebbero obiettare quanto affermo nel citarmi casi (purtroppo a valanghe) di disturbati del passato. D’accordo … “itler” non aveva tatuaggi, sfere sottopelle, vibratori ficcati nel sedere, spilloni messi a piercing nella epidermide … oppure oggetti sadomaso da ostentare in pubblica piazza … né godeva di giornate gay da dedicare all’orgoglio omo … e quant’altro oggi appare normale (che invece è altamente strano) … perché … “itler” … che si sappia … era veramente un matto (secondo giudizi di alcuni storici che lo hanno studiato e secondo il mio modesto ragionare).

Per molti di quelli che ho citato, invece, si pretende si debba far passare per normali … quasi imponendo nella società odierna il concetto che essere diversi è bello. Oh! Ma lo sapete che in nome del cosplay oggi c’è chi si veste da Superman o da Peter Pan manco fossero a Carnevale? Per non parlare di quelli che si vestono da puffo … sempre con lo spirito di riconoscersi in un determinato personaggio di chissà quale fiaba. Questo è niente. Ma può uno dalle sembianze umane passare per iguana con tutti i suoi inchiostri impressi sulla pelle? Può uno che va a dormire coi cani nei letti (o sui divani al momento della pennichella) passare per normale con tutti quei peli offerti dall’animale … incluso i germi, le eventuali piattole e pezzi di bava e feci distaccati immaginariamente dal loro muso e ano? Può uno sentirsi donna o sentirsi uomo nell’imbellettarsi per tali quando appartengono di fatto ad un genere sessuale diverso? E via dicendo … ; insomma, può manifestarsi autolesionismo per la specie umana alla stessa stregua di come nel passato la si manifestava con atti ignobili?

Lo chiedo perché si è soliti assistere da impotenti a vere e truculente azioni imposte da chi sta molto male. Ce ne sarebbero di casi da citarne … ma uno per tutti è quello di Trieste. Pare che tutto sia diventato lecito … come lecito è apparso fosse ciò che accadde nel passato. Un matto … invece di rinchiuderlo in una cella per limitarne i danni in una società vulnerabile … quasi lo si sprona a continuare nella sua missione. Alludo a quel tizio extracomunitario … che dalla Germania è sceso in Italia per ammazzare quelle due guardie in questura. Tutti lo sapevano che era un matto … ma nessuno è intervenuto per tempo. Intervenire sarebbe stato sacrosanto pure per “quell’itler” citato prima. Invece … lo si è lasciato libero senza alcuna indignazione della gente. Ovvio, direi, tutto apparve normale.


Noi che critichiamo spesso gente alla Moreno (se ancora esiste) o Fedez e similari (per come si conciano esteriormente) non ci rendiamo conto quanto la classe e l’eleganza siano stati uccisi con tutte le scarpe. Li critichiamo … ma non ci rendiamo conto che atti di autolesionismo … di autocommiserazione e altro … li abbiamo vissuti in pieno. Anche nella musica del passato … ci furono cantanti e gruppi musicali che si facevano parlare dietro su quanto potevano apparire oppure essere imbecilli. I primi, per esempio, potevano rientraci quei gruppi musicali le cui chitarre, a fine concerto, venivano letteralmente sbattute sul palco a più riprese per distruggerle all’inverosimile.

Tenendole per mano a mo’ di piccone, infatti, queste assumevano quasi uno strumento di distruzione totale … facendo apparire loro degli ossessi che nemmeno la peggior droga venduta dal pusher locale avrebbe fatto si che queste cose accadessero. Già; almeno il pusher era anonimo … e si sapeva infiltrare bene … in quegl’ambienti di allora. Oggi … paradossalmente quasi ha l’insegna per propagandare meglio la sua roba. Neanche ad Ariccia, con la sua porchetta, esiste più questo genere di pubblicità. Chissà quanti altri ancora dovranno fare la fine di quella Desiree resa famosa a San Lorenzo, qui a Roma … oppure Pamela e tante altre vittime dell’era moderna. Anche oggi, quindi, esiste una carneficina. Ma andiamo avanti nel discorso.

Chi, anziché apparire, passava veramente per imbecille (pace all’anima sua, giacchè purtroppo per lui è venuto a mancare recentemente) fu un tal MAURIZIO. Un cantante che nella sua carriera canora la iniziò prima da solista … e poi facente parte di due gruppi denominati “New Dada” (definiti allora come Beatles italiani) il primo e “I Krisma” il secondo. Dalla faccia d’angelo di cui godeva in natura … lo si è visto trasformarsi fino a raggiungere lo status di “punk nostrano”. Chi è attempato (come lo è il sottoscritto) che in questo momento mi sta leggendo dovrebbe ricordarselo di quale ignobile atto, per se stesso e per chi esaltato se lo stava vedendo nel concerto, si è macchiato. Maurizio … considerato il bello … davanti alla gente, dal palco, con un grosso coltellaccio di cucina si tagliò quasi di netto un dito … solo per il gusto (sospetto) di sorprendere il suo pubblico del personaggio che si era ritagliato … ovvero il punk, che prevedeva questo genere di azioni per sorprendere tutti gli anarchici. E continuò ad esibirsi cantando … fino a doversi rivolgere ad un Pronto Soccorso per farsi riattaccare pure il tendine lesionato.

Un inciso; per chi non lo dovesse conoscere, Maurizio è quel cantante che cantò una bellissima canzone: “5 minuti e poi” … ripresa come cover anche dal nostrano Claudio Baglioni (che se volete soprannominarlo in maniera simpatica in maniera appropriata, quest’ultimo … potrebbe essere definito “il 10 dita”). Oh, sia intesi … Maurizio ha cantato pure altre belle canzoni: una per tutte è “L’amore è blu”. Stiamo in pieno beat italiano … ignaro che si stava degenerando non nel gusto musicale … ma in quello comportamentale.
Di questo passo … giungerà il giorno in cui dal palco si vedranno auto evirarsi cantanti di un certo rango. Tutto deve fare spettacolo … anche a costo questo faccia danni a chi passivamente assiste a queste dissennate mode imposte alla gente.

E qui torno a parlare di quel matto che ha sparato a quei due poliziotti. Gli eventi individuali sono fatti di escalation personali. Chi dalla faccia d’angelo si trasforma in zombie … chi da piccoli furti passa ad omicidi e stupri … chi dalla canna passa all’eroina o droghe chimiche … e chi si tatua pure il “buscio” del … (avete capito dove). Insomma … per talune persone … come scrissi anche in un post della bacheca … “le proprie scelte diventano irreversibili”. Non si può far santo un “itler” … il cui ruolo altro non è stato che quello iconoclastico di vita (incluso tradizioni, culture, usi e costumi di allora) … figuratevi se si possono far santi questi d’oggi. Voi come la vedete al riguardo?

P.S. "24 ore spese bene con amore": se potete ascoltatevi pure questa sua cover.
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