E’ solo questione di fiuto e di arbre magique

25 marzo 2019 ore 10:08 segnala
Che poi, ed è chiaro, manca pure di intelligenza (sia collettiva che individuale). Mi riferisco ai “padroni” di cani e gatti che si hanno nelle proprie abitazioni. Gli animali a fare i signori e gli umani … da schiavi. In quelle case, coloro i quali sono dotati di cervello, si crede che comprando dei profumi costosi si riesce ad ottenere i classici 2 piccioni con una fava: la presenza di qualcuno che scodinzoli ad oltranza … e l’attenuazione dell’eventuale tanfo sprigionato dal pelo, la bava e i tocchi di sterco rimasto appiccicato sui ciuffetti del vello presenti a ridosso dell’ano dell’animale.

Le puzze che emergono ed esalano da quelle abitazioni vengono contenute con aromi spesso micidiali (chimici) di violetta, di lavanda, di vaniglia ecc. ecc. cospargendo il corpo umano per mistificarne gli aromi al proprio passaggio ovunque (anche sugli autobus). E’ un inganno … sulla falsariga dei comuni trucchi cosmetici, della chirurgia plastica (tipo tette rifatte e glutei “appariscentemente” ancora sodi) e degli anni da togliersi alla richiesta burina introdotta in un discorso occasionale riguardo l’età di una donna. Insomma … se lo scopo è quello di “confondere” l’olezzo che si ha in casa o impregnato sui vestiti, sui capelli … che bisogno si ha se l’oggetto del loro amare non è più l’umana specie ma quello animale? Tanto vale far assorbire i tessuti e i capelli di quell’odore forte che solo le fritture sanno dare. L’animale sarà ben lieto. Del resto, a chi non piacciono le crocchette, i supplì e le frappe? Hai voglia a friggere per camuffare.

Gli stessi produttori di profumi, secondo me, non sanno più aggiornarsi a livello imprenditoriale. Anziché cercare nuovi gusti (che, oggettivamente, a nessuno più serve visto l’andazzo in disuso) … rimangono ancorati ai vari odori di lillà e delicati profumi simili alla “palmolive” dei vecchi tempi. Con le puzze “sotto il naso” che ci stanno oggi … chi più si interessa della grazia e della delicatezza da difendere ad oltranza? Eppure, specialmente le donne, si tende sempre a voler piacere a forza; altrimenti a cosa servirebbe inebriare l’aria circostante di profumi che lasciano una forte scia di se stessi? I produttori di profumo dovrebbero a mio modesto avviso concentrarsi nella ricerca per individuare nuovi aromi capaci di soddisfare le tendenze della gente moderna.

E a quale gusto olfattivo, allora? Che ne so … un profumo al caffè servirebbe a destare chi nella vita si sopisce un poco … o quello al rhum per coloro i quali hanno bisogno di un po’ di brio per sentirsi a proprio agio in azione di rimorchio con disinvoltura … oppure ancora … alla lasagna (quella finemente abbrustolita … mmmmhhhhmmmm … “bona” quella) … proprio per destare quelli ghiotti “chetesevorrebberomagnàavista”… o infine, tra gli esempi da farsi, all’aroma del pollo arrosto … per piacere in particolar modo ai propri cani detenuti nelle abitazioni da far profumare meglio di quel che il loro pelo e urina emettono.

Per i gatti, invece, si potrebbe tirar fuori il profumo alla lisca di pesce … o addirittura di paranza. Almeno in casa qualcuno gode. E’ risaputo infatti il fiuto eccezionale che hanno gli animali. Un suggerimento infine per l’auto usata anche per il trasporto dell’animale: nell’abitacolo di essa, appesa allo specchietto retrovisore, fa sempre una bella scena l’arbre magique di pino silvestre. Intramontabile.
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« immagine » Che poi, ed è chiaro, manca pure di intelligenza (sia collettiva che individuale). Mi riferisco ai “padroni” di cani e gatti che si hanno nelle proprie abitazioni. Gli animali a fare i signori e gli umani … da schiavi. In quelle case, coloro i quali sono dotati di cervello, si crede ch...
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25/03/2019 10:08:55
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