Era bello il gioco del tresette.

04 marzo 2019 ore 08:34 segnala
Si chiamava campanilismo; oggi lo si è trasformato in razzismo. Non sento di appartenere più ad un quartiere, ad una parrocchia, ad una città … una regione, all’Italia intera o all’Europa … figuratevi se mi sento un grande tifoso per la Roma, in cui vivo. Poi dopo il secco 3 a 0 con la Lazio … meglio non pensarci affatto.

Nello sport, per esempio, lo sfottò che esisteva prima era volto per difendere un’identità ben precisa. Oggi, pensate un po’, l’interista proviene pure dalla Cina. Come ci si può sentire appartenenti ad una cultura così altamente globalizzata facendo finta che il mondo sia di tutti mentre invece se sei un bianco, nero, giallo o mulatto … ti riempiono di insulti manco fossi uno della Juve? In questa insana maniera si coltiva il razzismo. Avanti, fate pure presente che si chiama appunto internazionale; il concetto non cambia … avrebbe dovuto chiamarsi Hinter-land … di quello milanese, a mio modesto avviso.

Con il campetto di calcio sotto casa, infatti, si difendeva un territorio cui andare orgogliosi nella vita … pure se a volte si vedevano delinearsi delle botte da orbi quando si sconfinava in trasferta. L’appartenenza a qualcosa o ad un credo fa crescere meglio l’individuo limitando i danni che questo può affrontare nel perdersi con la crescita. Guardate la religione, in generale, che funzione sana offre ai suoi adepti. Solidarietà, amore, accoglienza e tutto il resto (qualora avesse sani intenti); il contrario, invece, lo si vede quando si pretende di globalizzarla. Più si estende con invasioni di campo una propria appartenenza … e più sgambetti, fischi ed insulti insorgono a minaccia.

Se si vuole abbattere il razzismo, quindi, ognuno dovrebbe tifare “casa sua”, dove è nato. E’ inutile imporre l’assioma che “se nel passato ci sono stato io, questa è casa mia” … perché vorrebbe significare due cose… o te ne sei andato o ti hanno cacciato; … non puoi sentirti padrone del mondo a discapito di chi vorrebbe solamente giocare sul suo campetto di calcio.

Immaginate che un moderno molisano abbia avuto un trisavolo in famiglia che conquistò, in nome dell’Italia, a suo tempo, l’Abissinia. Oggi, secondo voi, qualora dovesse viaggiarci quel ragazzo, si dovrebbe sentire padrone anche di quella parte d’Africa? E se il ragazzo stesso fosse nato in Abissinia … pensate che le sue radici debbano essere riconosciute pure qui in Italia? Questa è la mentalità moderna, purtroppo … che ha causato guerre ben peggiori di quelle che avvenivano tra parrocchiette, tra campanili o tra campetti di calcio veri e propri.

Un romano non dovrebbe mai tifare Lazio … se non è nato in ciociaria o nel viterbese. Perché tutto ciò si è “contaminato”? Si vedono molti romani tifare Lazio … e addirittura c’è chi tifa Sampdoria. Del resto, non è pure vero che la cultura ciociara si è mischiata con quella romana (non parliamo dell’idioma, per carità) … che la cultura africana si è mischiata con quella del resto del mondo … alla stessa maniera di come sta avvenendo in questi tempi per quella araba e cinese? Ognuno non rispetta più nessun altro “mondo” giacchè ci si sente persi nei meandri culturali non comprensibili a priori.

Una volta quasi si venerava Bob Marley per la sua musica, si portava rispetto ad un Budda in statuetta e si riconosceva come cultura appartenente ad altri il Kebab o l’insalata russa. Oggi, si accetta addirittura la ketchup sugli spaghetti o la fetta d’ananas sulla pizza margherita: vi sorprende se al bravo Bob Marley gli si dà del negro? Come si fa ad evitare di inveire contro tutto questo? Come si fa a non bestemmiare … magari tatuati di tutto punto con i feticci maori o i piercing bovini?

Che ne sanno i filippini della mozzarella … che ne sanno i russi degli indiani d’America. Insomma, siamo diventati come un mazzo di carte mischiate a lungo … dove le picche non stanno più con le picche, i quadri pure non stanno tra loro, i fiori peggio mi sento e i denari sarebbero considerati come i cuori dell’altro mazzo erroneamente messo in uso. Un caos, un casino. Per non parlare che a tresette non ci gioca più nessuno. Buttare giù sul tavolo un asso a bastoni … potrebbe ritenersi offensivo se la partita si sta disputando con un marocchino. E poi ci sono i cani (e i gatti) di ogni sorta; ve lo dicevo … un gran casino pure nell’igiene.
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Si chiamava campanilismo; oggi lo si è trasformato in razzismo. Non sento di appartenere più ad un quartiere, ad una parrocchia, ad una città … una regione, all’Italia intera o all’Europa … figuratevi se mi sento un grande tifoso per la Roma, in cui vivo. Poi dopo il secco 3 a 0 con la Lazio …...
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04/03/2019 08:34:27
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