Il pattume che è vita

03 aprile 2019 ore 15:10 segnala
L’umido, depositandolo durante la settimana in una confezione dismessa della mozzarella (quella a cilindro, da 1 kg, con il tappo che chiude ermeticamente), lo sotterro in una buca appositamente scavata nel mio giardino. Basta una vanga … un piede forte che spinga in profondità … e delle braccia la cui leva agisca per meglio spostare la terra in una cunetta da formare accanto. Riempita la buca con lo svuotamento del secchiello (gli scarti alimentari), si ricopre il tutto con la terra della cunetta … e via … il processo di compostaggio inizia la sua avventura. Ho dei fiori di piante varie che concimate in quella maniera nemmeno voi potete immaginare.

Se la “monnezza” è un problema serio … di serietà per attenuarne i disagi non se ne vede nemmeno l’ombra. Non è forse vero che l’immondizia spesso puzza (specialmente con il caldo) e che spostandola sia pur per buttarla al secchione posto sulla strada limitrofa alla casa comincia a gocciolare del suo percolato manco fosse appartenente, con la sua traccia lasciata in terra, alla favola di Hansel e Gretel? Con il secchiello della mozzarella, invece, una volta utilizzato, basterebbe una sciacquata sommaria … e questo antipatico inconveniente si risolverebbe immediatamente.

Se tutti noi fossimo all’altezza di organizzarci … in ogni spazio in cui vive e vige ancora la “dea terra” …lo si potrebbe sfruttare egregiamente per sotterrare i nostri scarti alimentari settimanali. Invece no … appariamo degli emeriti imbecilli. Senza offesa, per carità, non abbiatene a risentirvi … ma per imbecilli intendo l’incapacità della nostra società intera (e quindi tutti noi) di risolvere proficuamente questo annoso problema. Sai che bei orti o piante floride che emergono in vasi riempiti di questo concime naturale … che non sia la solita merda (letame) spesso usato per lo scopo? Non dico di cagare nel vasetto della mozzarella, per carità, ma almeno di compattare tutto ciò che è organico da cucina per uno scopo primario: rimettere in circolo il ciclo della produzione.

Oggi se ne spreca a iosa. Immaginate le industrie, le catene di ipermercati e i negozi sempre di generi alimentari nonchè le famiglie con il loro surplus scarto alimentare da gettare nella pattumiera … quanto organico si produce per essere vanamente buttato chissà dove. Non voglio parlare di plastica e confezioni che inesorabilmente accompagnano questi cibi, ma di spreco alimentare gestito nel peggior modo possibile. Non che il mio civile modo di comportarmi (sotterrando gli scarti alimentari nel giardino mio) sia migliore … no, per carità, non sono così audace nello spacciarlo per tale. Sono modesto in quello che penso e faccio … e se non dovessi esserlo … proporrei magari altro di più ideale. Volete sapere quale? Perché no; mi piacciono le sfide intellettuali.

Dunque: se tutti gli scarti al mondo venissero accantonati in appositi siti e stoccati in silos (o in tipici conteiner portuali) da prelevare con navi per portarli a svotarli in alto mare … ebbene … sono sicuro che tutti i pesci … comincerebbero non solo a sfamarsi in modo sano (oggi mangiano plastica, ma è altro problema) … ma anche a ripopolare gli oceani di risorse alimentari degne di nota. Il pesce, infatti, è nutriente ed è considerato un cibo ghiotto per molti.

Si presenterebbe nuovamente ciò che in un deserto avvenne nel passato: la moltiplicazione dei pesci. Certo, non pioverebbero con fare miracoloso … ma darebbe tanto proficuo lavoro e cibo per far campare molte persone che, chi con le draghe e chi con le canne da pesca, si sfamerebbe di prodotto da vendere e da mangiare. Bello vero? Con un colpo si prendono 2 piccioni … anzi … è meglio dire che con un colpo (idea) si prendono più pesci (il pescato).

Lo so … il cibo lo si potrebbe portare anche ai maiali, agli struzzi, alle galline … e ben vanga questo genere di iniziative “locali”. Il mio ragionamento, però, era di larga intesa: mondiale. Chi non ha un mare, un fiume o un lago, del resto, da sfruttare come incubatrici di “benessere”? Si attenuerebbe il problema della fame nel mondo e darebbe molto lavoro a tante persone … impegnandole nel quotidiano come anticamente facevano i pescatori ai tempi del pesce abbondante da pescare. Poi, se si fa un bagno tra una buccia di banana e un torso di carota galleggianti … è sempre meglio di farlo con la plastica che affiora ormai nel quotidiano (altro problema da studiare per risolverlo).

Ma torniamo alla proposta: chi non mangerebbe pesce “coltivato” in questa maniera? Giusto gli ipocriti … che farebbero presente chissà quale indecenza prospettata. Ebbene a costoro … riguardo l’indecenza ventilata … volevo far presente che se sono mangiatori di pesce … oggi … se lo mangiano ignorando il fatto che il pesce (specialmente del mediterraneo) si alimenta dei poveri cristi morti in mare … nel tentativo di emigrare in barconi fatiscenti in altri paesi dove c’è il benessere alimentare. Sapete da quanti naufraghi esce del cibo per i nostri pesci? Quelli li mangiate in maniera ineccepibile e quelli al vago sapor, che ne so, del gorgonzola o della fetta di mortadella andata a male no? Indecente.
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03/04/2019 15:10:09
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