La Roma: Regina indiscussa (o no?)

19 giugno 2019 ore 12:33 segnala

La storia di Totti, il gladiatore dell’era moderna, la conoscete? Un ragazzetto “de Roma bella” che alle origini della sua carriera si inventò un tiro al rigore denominato cucchiaio, per quanto questo somigliava all’appoggio del calcio da assestare ad un pallone; … quasi sembrava venisse raccolto delicatamente dal collo del piede … per essere scagliato brutalmente laddove andava di sicuro in rete. Grande “er piccoletto”. E grande lo è diventato a tutti gli effetti.

Non c’era maglietta romanista venduta in corposa consistenza con impresso il suo numero (il 10) e il suo nome che lo si leggeva con nitidezza anche dagli spalti più in alto. Pubblicità, belle donne, anzi … bella una … giacchè seriamente ha portato avanti il suo matrimonio (al contrario di altri illustri giocatori) nonostante qualche briciolo di pettegolezzo lo abbia visto protagonista con una ex bella bionda di nome Flavia (ora credo se la faccia con i cagnolini). Oltre tutto, vi è stato anche il tentativo di offuscarlo come mito nascente pure con libri e libri di barzellette in cui lo si vedeva come protagonista. Del resto, quelle sui “caramba” erano ormai tramontate. Dalla sua, comunque, in tutta risposta, vi erano la simpatia, il sorriso sornione e le corse per il campo con quel ciuccio da farsi, che simulava ficcandosi il pollice in bocca ogni qual volta segnava uno spettacolare gol agli avversari.

Come avviene anche per le più passionali coppie, qualche defaillance nella sua carriera c’è stata. Non è per caso vero che degli uomini, provetti amatori a letto, possono fare cilecca in una prestazione “amorosa” da doversi fare … senza che questo possa intaccare minimamente la propria reputazione costruita magari sul “tre volte senza mai togliere”? Così è stato per lui. Ricordo, infatti, di una “scatarrata” sputata in faccia ad un avversario in un momento di stizza personale. Chiese scusa umilmente, si … e credo ancora oggi se ne avrà a vergognarsi … ma il “pupone” è il pupone. E a lui tutto si perdona.

Un inciampo sulla sua carriera, quindi; nel mentre in parallelo la carriera della sua bella moglie andava a gonfie vele … sia dal punto di vista professionale (conduttrice di format televisivi estremamente popolari) e sia da quello familiare … dove la si è vista sfornare ”pupini” degni di nota. Che notevole famiglia. Avranno pure il cane (sospetto) … che a bava, peli e orifizi non ci fa più caso nessuno, purtroppo (ma questo è altro discorso).

Caso ce l’hanno fatto, invece, i milioni di spettatori quando chiamato “finalmente” in nazionale … quel pupone dal cucchiaio d’oro … segnò solo un gol (credo contro l’Australia, se non ricordo male ad inizio campionato) bruciando ogni aspettativa di chiunque lo avesse osannato. Anche se quel mondiale del 2006 lo ha vinto l’Italia, da lui ci si aspettava veramente tanto. Però, il pupone è il pupone … e a lui tutto gli è permesso.

Non a caso (insieme ad altro illustre, De Rossi), è diventato un’icona, una bandiera, un punto di riferimento per tutta la squadra romanista. Da pulcino a gallo il passo è stato breve. E lo sa gente tipo Spalletti, Capello e tanti altri … che come Baldini (il più alto dirigente in carica nell’A.S. Roma) hanno dovuto aver a che fare trattandolo a dovere: chi con i guanti, chi con tigna. E come è andata a finire? Con il pensionamento di Totti (e De Rossi, che ha seguito la stessa strategia di “dismissionamento”)… sia pur notevolmente ritardato per l’aspetto anagrafico. Totti (come per De Rossi … con l’appoggio del pubblico romanista) … avrebbe voluto giocare all’infinito; quasi aspettandosi una riconoscenza per tutto quello che ha dato (emozione e soldi) in giro per gli stadi. Ma così non è stato (almeno dalle sue dichiarazioni in tribuna stampa).

In effetti, il pupone, ha dato molto. Una su tutte è stata la fiducia manifestata anche laddove nel frattempo si presentavano “querelle” da spogliatoio in rivolta. Poteva andarsene (scappando dai compagni di squadra e da tutta la società sportiva) voltando le spalle per denaro e per altrettanta popolarità da ricercare altrove … ma non lo ha mai fatto; forse perché quella romana … trasmette un tifo adrenalinico che ti rende dipendente moralmente a tutti gli effetti. La Roma, infatti, ha beneficiato sempre della fedeltà del suo combattente migliore. Poteva andarsene a giocare nel campionato spagnolo (l’eccellenza in Europa) … o in quello Americano … o in oriente, come spesso fanno ex stelle del campionato nostrano (vedi Schillaci e Zola) … o addirittura in qualche campionato di Zulù con un ingaggio contrattuale stratosferico … invece … no … dal campo, dalla panchina, dallo spogliatoio e, in qualche occasione, dagli spalti dello stadio in cui si trovava … rimaneva sempre coerente con le sue idee. Prima viene la Roma … e poi, al limite, altro.

“Mi ami, cara?”. “Certo che ti amo, caro!” … e così l’idilliaco rapporto lo si portava avanti a suon di conferme contrattuali. Ovviamente fino a che al “mi ami, cara” … la risposta è stata “aspetta, parliamone”. Cosa direste al vostro partner di vita se ricevereste inaspettatamente tale camuffata obiezione? Di certo, approfondireste l’argomento; … e così è stato, credo, per Totti … dove le mille lusinghe, i mille ammiccamenti che riceveva … altro non erano che strategie per “tirare avanti”. E quanto è durato, poveraccio … poveraccia. A me, da bravo romanista (sia pur non incallito come appaiono incalliti certi burini che ne fanno il tifo), Totti mi fa tenerezza. E’ come un bimbo che scopre in età adulta … che ciò che era sua madre altro non era che la sua matrigna.

Per carità, una matrigna è altrettanto brava … se sa porsi nel miglior modo possibile … ma una mamma … che ne so … darebbe pure il sedere (è un modo di dire, sia intesi) pur di far felice il proprio figlio. Il sedere, la matrigna Roma, col cavolo che glielo ha voluto concedere. Voi lo dareste via per soddisfare eventuali capricci di chi è stato cresciuto nella soddisfazione dei propri bisogni? Facciamo un esempio: se vostro figlio a 14 anni volesse un motorino, il migliore in circolazione, voi glielo comprereste? E se a 16 anni volesse la migliore moto esista? Idem? E se a 18 anni volesse … che ne so … una Jaguar oppure ciò che sta al top in quel momento … cosa fareste per vostro figlio? Non gliela comprereste convinti di fargli del bene? In fondo, per ogni mamma, il proprio figlio è visto come un bambino; un bambino che ai tempi dello zucchero filato lo si rendeva felice acquistandoglielo …ed oggi che è diventato con la crescita un bambinone … ancora meglio lo si vuole vederlo sorridere.

E se ciò non dovesse accadere? Si, dico: se il bambinone, nella crescita, dovesse fare le bizze o i capricci … cosa fareste per evitare malesseri da spogliatoi, panchine e da spalti vissuti tra le file dei facinorosi tifosi di ogni stirpe? Non comprereste il giocattolo che reclama avere? Sono sicuro, sia pur aveste il sospetto di aver costruito un mostro, che voi glielo comprereste adottando il solito sorriso strategico per acquietarlo. Ecco, per tornare a parlare di Totti … secondo me … il “mostro” … da quel “pupone” che era … è cresciuto in lui all’inverosimile. Oggi è quasi diventato un caso nazionale.

Infatti, in famiglia (ovvero nell’A.S. Roma nella quale è cresciuto fino ad invecchiarsi) è proprio giunto il momento di accomiatarsi. Lo ha fatto gente come Zoff, come Buffon, come, pensate un po’, Diego Armando Maradona; … è toccato pure a lui … ovvero a Totti (e De Rossi). Simpaticamente già mi vedo la sua espressione in viso nel mentre pronuncia il seguente profondo concetto: “ma de che”. Invece, gli è toccato. Lui pure è umano.

Nel mondo reale … ho visto molte prime donne non voler ammettere di essere invecchiate. Molte di loro, addirittura, si sono date all’arte del meretricio … truccandosi, paonazze in viso, con rossetti forti e ciglia finte da sbattere ogni due nanosecondi per mezzo delle palpebre. Orribili … che nemmeno per 6 euro e mezzo … uno rimane tentato di andarci. Nel mondo reale c’è pure di peggio: uno l’ho citato prima … caduto in disgrazie con la cocaina; un altro, pace all’anima sua, è venuto a mancare ricorrendo al suicidio. Un orrore … per un grande giocatore come “Dibba”. Totti, invece, e buon per lui se ci dovesse riuscire, punta in alto; ancora di più di quell’alto punto raggiunto dal dirigente Baldini … a Londra.

Fortunatamente non tutti fanno la fine peggiore. Ci sono giocatori che alla Platinì (sia pur è di questi giorni l’accusa che lo vede nei panni di corrotto per affari legati quando era in Uefa … che, tra l’altro, si è manifestata essere una bufala) o Bruno Conti (ve lo ricordate?) che nella stessa Roma ricopre un ruolo di dirigente … si sono saputi distinguere egregiamente nel ruolo di ex calciatori. E’ come se Spartaco (il famigerato gladiatore del magnate Gneo Cornelio Lentulo Batiato), nell’epoca imperiale, anziché capeggiare una rivolta contro il suo “datore” di lavoro si fosse accontentato di dirigere … che ne so … il traffico stradale su Piazza Venezia … o a Campo dei fiori, qui a Roma. Tutto avrebbe preso altra storia. Non era da lui (Spartaco) e non è da Totti.

La storia di Totti, invece, è quasi da considerarsi omogenea con la sua carriera. Da bravo Spartaco moderno … il suo voler insorgere contro quei, considerati da lui, “contentini” … che madre Roma gli prospettava … non ha fatto altro che portarlo ad affrontare una bega bella e buona come si deve. Una sorta di quella che affrontò Spalletti ai tempi della sua panchina … o altre beghe del passato … in cui da Anzalone a Sensi, come presidenti, si sono affrontate nel migliore dei modi. A quei tempi pure la Roma si piegò a varie nefaste vicissitudini … ma ben presto risorse da quello che venne definito per descriverla in modo dispregiativo con il termine “rometta”. Rometta un corno … con l’avvento di Totti e altri gladiatori.

Sapete come risorse, infatti, fino a raggiungere i suoi alti lustri fasti? Semplice: rinnovando di giovani talenti la squadra da mettere in campo. Una sorta della rottamazione proposta in politica da Renzi … che poi in politica non ha avuto alcun seguito. Il seguito lo ha avuto, invece, nell’ambiente sportivo della Roma. E’ da quella filosofia che uscirono fuori dei talenti giovanissimi (tipo Totti e De Rossi) da far giocare come titolari … portando così a far abbandonare il campo a gente valorosa a livello del principe Giannini. Insomma … fuoriclasse che subentravano ad altri fuoriclasse … con lo scopo unico di migliorare le posizioni in classifica.

Io ballo. Sono un ottimo ballerino … ma è notorio il fatto che chi sa ballare non è detto che sappia pure insegnare la sua arte. Così è per ogni professione. Un avvocato illustre non è detto che sappia insegnare ciò di cui gli viene spontaneo fare nelle sue arringhe; uno che ha tosato sempre da se il suo cane … non è detto che sappia fare pure il barbiere nella vita; e così, via dicendo, un bravo e talentuoso giocatore di pallone … non è detto che sappia fare il norcino (l’affetta mortadella) o il dirigente in una società quotata in borsa.

Sono troppo delicati, infatti, quegli ambienti. Ci vuole rigore, serietà matura, e affidabilità … appunto lealtà … nel rispondere commisuratamente alle esigenze del tuo datore di lavoro; spesso, pure sapendo far quadrato al momento opportuno. Con Totti, tutto questo, forse perché lui si aspettava altro affinchè si ritenesse soddisfatto, non è avvenuto. Almeno questo traspare da quello che lui va in giro parlando di Pallotta (proprietà), Baldini (dirigente supremo) e altri illustri “professori” presenti nel suo ambiente. Ad onor del vero, c’è da dire che pure loro non saprebbero giocare a calcio … ma a dirigere una società quotata in borsa … sono dei veri talenti. Talenti alla stessa stregua di come talento è stato Totti.

La Roma vive non solo di entusiasmi, ma anche di profitti. Lo stadio gli sta a cuore, nella sua nuova realizzazione a Tor di Valle o a Fiumicino, ma ci sono vincoli che i dirigenti stessi sapranno, ne sono certo, superare con estrema abilità. Oddio, io sono contrario alla realizzazione di un nuovo stadio … ma mi rendo conto che i potenti, quel che prospettano, fanno. E, secondo me, lo stadio si farà; con o senza Totti tra le fila dei dirigenti.

Per tornare a parlare di Spartaco … Totti, infatti, a mio modesto avviso di simpatizzante della Roma, è visto come un uomo che attenta alla corona del suo “Regno”. Un attacco alla Regina … dove per motto, la Regina cita “la Roma o la si ama o la si odia”. “Spartaco”, il grande gladiatore “de nojartri” dove si colloca? Tra gli amanti o tra chi si taccia di “femminicidio”? Per questo motivo spero che Totti abbia a ricredersi. Se veramente l’ha amata, come afferma in ogni intervista, perché apparire come se si fosse munito di bottiglietta d’acido al fine di tentare di deturparne la bellezza di quel sentimento che è il tifo?

Romanisti incalliti potrebbero essere pronti ad affiancarlo nella sua “lotta”, che non è quella in cui nell’ambiente girano interessi stratosferici alla faccia della fame del mondo, no … ma è quella in cui si appare più in appetito per saziarsi meglio all’insegna del motto “cogli l’attimo sfuggente”. Bene. Per me … quell’attimo gli è già sfuggito di mano al “pupone” bello; e di questo me ne dispiaccio … perché come Dibba, Bruno Conti, il principe e tanti altri … Totti è un’icona … con o senza cicatrici sul passato. Ma la Regina è un’altra … e pure lei va salvaguardata.
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19/06/2019 12:33:07
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