La solita sbobba.

11 marzo 2019 ore 11:42 segnala
Giornali anacronistici. Giornali per pettegoli, giornali per vendere il venduto già con le laute sovvenzioni ricevute, giornali privi di giornalisti veri, giornali per improbabili acculturati lettori in cerca di sensazionali articoli da leggere nel vuoto; vuoto che noi lettori, abituati in questa maniera da ormai decenni, abbiamo nella testa creduta erroneamente piena zeppa di informazioni.

Articoli sempre più inflazionati dall’avverbio “ecco” a farne da introduzione; articoli sterili che cianciano tanto ma non dicono niente; articoli per curiosi, per civettuoli e per inutili discussioni da cercare … da cui trarre, in qualche blog a farne l’eco (per quel finto beneficio d’inventario), una dialettica costruttiva sul da farsi. Articoli dei bla bla bla volti a distogliere l’attenzione sul vero colpevole del misfatto; articoli buoni solo per accendere il fuoco in cucina, anche se ai prosperi e all’accendino si è sostituita l’accensione elettronica in dotazione sulle stufe moderne.

E si legge, si legge tanto inutilmente magari su un mediocre ballerino che piange perché lasciato da sua moglie oppure il fotografo che voleva la licenza per delinquere impunemente o addirittura il menù fisso del ristorante più prossimo al rinvenimento del cadavere tal dei tali. E si legge, si legge, si legge concentrandosi con l’attenzione sulle inutili scorribande notturne fatte dai giocatori del pallone, sposati, poi, con chi ha cercato solamente di sedurli per cercare ingaggi “stralunari” da ottenere. Per non parlare dei vari rapper, delle cantanti attuali e mille altri pseudoartisti pronti a far di loro dei “wannamarchi” solo perchè urlare a più non posso li rende convinti di ottenere il successo vero.

Basta con il giornalismo nostrano dei tempi d’oggi, basta con i figurativi calci nel sedere ai vari Montanelli, Bocca, Biagi, Serao, Salvemini, Malagodi, Fava, Fallaci e tantissimi altri che hanno fatto scuola come si deve. Basta pure con gli strafalcioni che si devono leggere facendo finta di ignorare quanta ignoranza c’è in chi scrive.

E se una soubrette compie 40 anni o ad altra “starlettina” le nasce un figlio a chi dovrebbe interessare? E poi per quale motivo dovrebbe, con la fame del mondo, le guerre sempre più alle porte e la disoccupazione di coloro i quali vedono abbuffarsi insulsi personaggi della politica e delle televisioni?

Terremotati ripresi e descritti come se loro stessi stessero a partecipare al reality del secolo; scafisti e scafi apprezzati involontariamente come se non fossero stati rispettivamente considerati degli “schettini” e delle “concordie” da salvare. E’ tutto un “paper-panettone” (o “paper-colomba” pasquale, visto le vicinanze temporali) dove a mangiare sono in molti (giornalisti) mentre in tanti vanno a fare la fame di lettura (lettori). Dacci a noi la notizia quotidiana, intesa come pane e broccoletti … e liberaci la mente dall’opinione o dal pregiudizio comuni considerati questi erroneamente come fossero dei mali assoluti. Amen.

Se il cervello va spento, si spegnesse quello dei “mandriani dell’informazione” e non quello delle considerate pecore da portare a pascolare … in nome della solita lettura da offrire. Basta, basta, pasta … e qualche fagiolo pure per far pietanza eccezionale. A chi non piace, infatti, la pasta e fagioli? Anche io ho fame, e scrivendo me ne è venuta tanta; anche se è la solita sbobba. Sigh! Ora dite voi …
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11/03/2019 11:42:55
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