Omosessualità: malattia, moda o circostanza?

29 marzo 2019 ore 09:38 segnala

Oggi voglio parlare di un argomento molto delicato: l’omosessualità. Ne parlo io … perché penso di averne titolo per farlo. Sciocchini … non alludo al fatto che io lo sia … no, no, no (ho gusti novecenteschi) … ma ho titolo per parlarne per i miei anni che ho raggiunto (e il millennio nuovo mi è da testimone). D’altronde, non sono da considerare né troppo vecchio né troppo giovane. Insomma (come lo sono i miei coetanei), sono a cavallo di due ere differenti tra loro a livello comportamentale … con usi e costumi diversi.

Io non so dirvi se nel corpo degli alpini (quelli del fronte più estremo, quelli della sofferenza in guerra sulle nevi) vi era o no la presenza di qualche omosessuale che se ne stava per conto suo a scrivere un suo diario, come magari facevano tutti gli altri acculturati commilitoni. No, non ero ancora nato. So soltanto che tracce di omosessualità dichiarata si trovano nel passato più estremo (rispetto ai miei anni in cui sono nato) come casi limiti, quasi come fossero delle bizzarrie vere e proprie. Molti libri, infatti, ne documentano la pratica in molte epoche del passato.

Per carità, oggi l’omosessualità è stata ampiamente sdoganata … e se posso aggiungere un pensiero mio … è giusto che sia così. Del resto, troppe persecuzioni (sempre noi, coetanei ai miei anni) abbiamo letto che sono avvenute nel passato. Non è per caso vero che gli omosessuali furono perseguitati alla stessa stregua di come contrastati furono gli ebrei e gli zingari? Chi ha senno … non accetterebbe mai l’idea di adottare questo tipo di contrasto, considerandola come risoluzione definitiva, neanche se fossero tutti appartenenti ad una fazione politica avversaria al proprio credo.

No. Se si riconosce per insana la loro natura si cerca di farlo capire a parole ovvero con il lume della ragione … e non con la violenza “da branco” assatanato e, in apparenza, preso dal demonio come lo è stato nel passato. Io pure, qui dentro (e lo dico per chi mi legge spesso), ce l’ho con qualcuno; per esempio, con chi umanizza i cani e gli animali in generale (ma il gatto non lo si escluda per via della toxoplasmosi gondii che trasmette all’umana specie) a tal punto di farli vivere ed imporre in famiglia e a chiunque in totale promiscuità di igiene … ma non per questo inneggio ai forni crematori per costoro. Anzi … con coraggio tratto l’argomento. C’è tanto bisogno di erudizione.

Come ho già detto, uso il lume della ragione … per tentare di portare a ragionare chi si ritrova magari invischiato, direttamente o indirettamente coinvolto in famiglia propria, ad affrontare malattie serie come leucemie, cancri in generale, alzheimer, autismo e quant’altro che negli untimi decenni si è impennato come flagello sociale nella nostra era attuale. Non ho mai nascosto, infatti, il sospetto che tutte queste malattie abbiano un origine direttamente proporzionale con gli usi e costumi odierni … ma è una mia personalissima opinione; accettare l’idea che un briciolo di percentuale possa esistere veramente (come causa principale di questi mali) potrebbe indurre la scienza a portare a studiarne i casi per la loro risoluzione. Poi, magari, altra percentuale la si potrebbe riconoscere nel buco dell’ozono … o in quant’altro dall’apparenza così assurda a tante persone che spesso vengono inoltrate come possibili cause.

Omosessuali, zingari ed ebrei (oltre, ovviamente, agli avversari politici) vanno rispettati per quello che sono … come andrebbero rispettati, gli islamici, i comunisti, i vegani, i tatuati e gli animalisti (per finirla di stilare un elenco che andrebbe all’infinito) limitandosi a confrontarsi con loro con l’uso della ragione. Poi, scorrendo gli anni a seguire, si verrà a sapere chi era considerato “perso” oppure savio: … loro … o gli altri nel ragionare diversamente. E’ sempre stato messo avanti uno scontro di ideologie senza mai rimanere nella dialettica e nel rispetto reciproco. Sapete quanti “cagnari” o “gattari” mi vorrebbero morto solo per aver avuto il coraggio di mettere in discussione i loro comportamenti? Uff … a iosa.

Ma veniamo all’argomento da me proposto. Ai tempi in cui ero piccino … tutta questa omosessualità vigente oggi … non esisteva così “corposamente” manifestata ed ostentata. Alludo ai “gay pride” e ai luoghi deputati per incontri considerati “loschi”. Infatti, negli ultimi decenni, di omosessuali sembra ce ne siano a valanga. Non sta a me dire se è da considerare una malattia, una moda o una vantaggiosa circostanza … ma sta a me porgermi una domanda sacrosanta, questa: “ma se è normale riscontrare l’omosessualità in queste percentuali che si vedono oggi … allora … tra i miei parenti e amici di allora (e quindi anche vostri, se miei coetanei) … quanti tra questi recitavano una parte!?”

I miei nonni, per esempio … il genitore, i miei zii, i cugini, i fratelli, i compagni di scuola e di tutto ciò che ho detto omologato al femminile … tra loro, forse, vi era in qualcuno la presenza della natura omosessuale? Ho volutamente messo l’accento pure sul mondo femminile … perché tra le varie zie (oltre alla mamma), cugine, sorelle e amiche … sempre ragionando di percentuali e di probabilità rapportate ai giorni d’oggi ... potevano esserci delle lesbiche in estremo segreto o in incognito. Quale magistrale recita hanno dovuto adottare? Nessuno scandalo, nessun accorgimento è mai trapelato dai comportamenti di quegli avi (almeno dalle mie parti).

D’accordo: per quanto riguarda i compagni di scuola, oggi qualcuno di loro si sa che vive “gayatamente” la propria indole sessuale … ma per le persone adulte di quegli anni (parenti e amici di famiglia) … dove nella società convissuta l’omosessualità di certo non era da considerarsi né una malattia né una moda, ma bensì un tabù … chi era quello che recitava reprimendo la sua natura o i suoi più reconditi piaceri sessuali? Non lo sapremo mai, purtroppo.

Questo ragionamento appena fatto è per dare per scontato che gli omosessuali di allora, sia pur nascondendosi, esistevano con la stessa percentuale presente oggi per le strade; … ma se ciò non fosse … non è per caso più corretto giustificare l’omosessualità o il suo contrario … con un aspetto culturale? Una sorta di quello che andava di moda nell’antica Grecia e nell’antica Roma … oltre che nel Rinascimento e in ogni epoca acculturata (nel Medioevo, per esempio, si accusava di sodomia il condannato reo di questo “misfatto”).

L’era moderna, quindi (e l’avvento di internet ne ha amplificato gli effetti), è da considerarsi acculturata … alla stessa stregua delle civiltà citate prima? Se fosse così, sti cavoli dei vari Ungaretti, Foscolo, Leopardi, Carducci e tanti altri … che ne facevano in versi la poesia della natura stessa (essi apparirebbero come quelli del Medioevo … che nascondevano o forzatamente ne ignoravano latenze sessuali diverse) … e ben vengano tipi alla D’annunzio, Pasolini e quant’altri abbiano contribuito a rendere culturale finalmente un’era che sarebbe di sicuro andata incontro all’oscurantismo … qualora gli omosessuali non avessero preso le redini in mano; … perché se oggi si studia meno, vi sia meno selezione per meritocrazia e vi siano comportamenti dove si adottano tatuaggi, piercing e si propongono animali da far accedere pure negli ospedali … è grazie anche a costoro … i quali, sia pur rischiando di apparire come lobby, appoggiano questo genere di criterio per premiare ciò che è considerato “diverso” rispetto a ciò che veniva considerato “norma”.

Oggi, se uno volesse fare il pilota di aereo o il cantante … embè … “che ce vò” … lo può fare … ma basta che sia “dei nostri” (pare si dica, sottintendendo). Altroché “uno su mille ce la fa” … di “Giannimorandiaca” memoria; … qui, nell’era moderna, ce la fanno tutti … basta adeguarsi alla circostanza. Se non mi credete guardatevi trasmissioni televisive moderne … e vedrete come quel finto pietismo volto a giustificare chiunque sarà intriso di luoghi comuni volti a premiare se quel chiunque si pone da giullare o da chi darebbe pure un’ascella pur di emergere in nome del successo.

Forse è per questo che in tanti pensano sia una moda … essere o apparire omosessuale … e non una malattia (psicologa) come si pensava anticamente. Poi magari … se la fanno con il cane … intimamente parlando … ed in incognito. Ancora non va di moda … pare … ma è questione di tempo … con quest’andazzo. Voi cosa ne pensate? Il cane può procreare ibridi di esseri umani e viceversa? La scienza arriverà a tanto?
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